Viaggiare con i beat di Sick Luke

Sick Luke – Un talento per cui non bastano gli aggettivi:

Descrivere Sick Luke è impossibile. Sono giunto a questa conclusione dopo aver provato, per la decima volta, a iniziare l’articolo partendo da una sua descrizione. Qualunque aggettivo per Sick Luke cattura solo in parte il suo carattere così unico: è così particolare da risultare davvero un alieno, rispetto ai colleghi.

Per fare un esempio: Sick Luke riesce a essere contemporaneamente timido e arrogante, ma è difficilissimo trovare un aggettivo che spieghi come queste due anime possano in lui convivere. Banalmente, Sick Luke ha prodotto in un solo anno Crack Musica e Succo di Zenzerodue album che, a livello di atmosfere e sonorità non hanno assolutamente niente in comune.

Sick Luke è amico di artisti quanto più diversi l’uno dall’altro: da Tony Effe a Mecna (ci rendiamo conto???), da Emis Killa e Guè Pequeno a Side e gli Psicologi, passando per Sfera, Tedua, Izi e chi più ne ha più ne metta. Nessuno – neanche artisti ostili alla DPG come Shade e Jamil – osa mettere in dubbio il talento, cristallino e dal potenziale pressoché infinito, del figlio di Duke Montana.

Personalmente, ritengo Sick Luke un vero e proprio fuoriclasse: non mi sorprenderei se nel giro di cinque anni arrivasse davvero a produrre artisti come Drake, Migos e Travis Scott. Tuttavia, non sono certo che Luke sia il miglior producer del nostro paese. Charlie Charles, l’altro colosso del beatmaking italiano, realizza delle strumentali certamente meno spettacolari, meno fantasiose e meno appariscenti delle sue, ma spesso più funzionali all’artista che sta producendo.

In un certo senso, i beat di Charlie sembrano cuciti su misura per l’artista di turno, mentre quelli di Luke sono degli abiti splendidi che il rapper deve imparare a indossare. Se dovessimo confrontare, in assenza di voce, le loro strumentali, il romano stravincerebbe il confronto: i suoi beat sono delle opere d’arte sempre e comunque, a prescindere dall’artista che li utilizza. Possiamo dunque concordare che, se non è il miglior producer, Sick Luke è senza dubbio il miglior beatmaker del nostro paese.

In questo articolo proverò a raccontarvi 5 suoi beat che trovo davvero, davvero meravigliosi sotto tutti i punti di vista.

C C

C C è la sesta traccia di Crack Musica, il secondo disco (per comodità chiameremo tutti i progetti della DPG “dischi” ma di fatto sono una sorta di ibrido fra un CD e un mixtape) della Dark Polo Gang: realizzato a quattro mani da Tony Effe e Side Baby.

Crack Musica è probabilmente l’album della DPG più amato dai loro fan più accaniti: è un disco tetro, che racconta una Roma-Gotham, oscura, cupa, in cui l’unica cosa che brilla sono, probabilmente, i vestiti dei quattro rapper. Inoltre, come si evince dal titolo del CD e di brani come Neve a settembre, Mafia, Alprazolam C Cacronimo di “Crack, Cocaina”, Crack Musica è un progetto piuttosto esplicito, che parla di strada e di droga in modo estremo e, a tratti, quasi caricaturale.

Se Crack Musica è ricordato come un CD così tetro e oscuro, gran parte del merito è ovviamente di Luke, che ha costruito, con le sue scelte uniche e la sua visione artistica, un immaginario perfetto per il progetto.

C C, al pari di Mafia o Bricks, è la “canzone-manifesto” di Crack Musica e vede come interpreti Pyrex, Wayne, Tony e, ovviamente Sick Luke, che dipinge uno stellare beat a circa 103 BPM.

Il pezzo è costruito intorno a una melodia di pianoforte molto “alla Sick Luke”, dal suono estremamente basso e tetro, quasi maledetto, perfetto per le voci di Pyrex e Tony, a cui si accompagnano, a intermittenza, una sirena in stile Kill Bill e un altro suono spettrale che ricorda un grido di terrore. Se il beat non fosse già abbastanza oscuro così, addirittura la tag del beatmaker, il notissimo “Sick Luke, Sick Luke”, è sfumata e spettrale.

Gli altri due elementi che compongono la strumentale di C C sono un basso sordo ed esplosivo e una batteria in cui il kick è duro e martellante, come se sparato da una mitraglietta. Nel corso dell’articolo vedremo diversi kick di Luke e questo è senza dubbio il più “cattivo”, molto simili a quelli tipici di Low Kidd.

La straordinarietà del beat di C C, quindi, sta nel fatto che, senza le voci dei tre rapper, l’ascolto è un viaggio in una spaventosa casa degli orrori, fra fantasmi che urlano e pavimenti che tremano (effetto generato dai kick e dal basso). La chicca è il suono, anch’esso piuttosto inquietante, dei tasti di un cellulare, al secondo 1:03, mentre Wayne sta cantando:

Non mi trovi sull’I-Phone, cercami sul Blackberry

Tokyo Hotel

Passiamo da un estremo a un altro. Ogni volta che Sick Luke parla di Succo di zenzero, il CD di Wayne, si illumina e si emoziona: è evidentemente un progetto di cui è estremamente orgoglioso.

Nelle varie interviste, il producer si riferisce ai brani di SDZ con aggettivi come “cloudy”, “dreamy” e, in italiano, “caramelloso”. Sinceramente non riesco a raccontare questo disco con altri termini: Succo di zenzero è un disco “vaporoso” e “nuvoloso”. Non è spensierato e non è malinconico: ha una mood unica e quasi impossibile da descrivere.

Sick Luke stesso afferma che uno dei segreti di questo CD sono quelle parole ed espressioni che l’ascoltatore non può capire: Wayne parla di questo “succo di zenzero”, senza spiegare cosa effettivamente sia, un po’ come il contenuto della valigetta di Pulp Fiction.

In Crystal ball, Wayne canta:

Succo di zenzero, ma non si beve

e l’ascoltatore, di riflesso, pensa: “Ma cosa diavolo è questo succo di zenzero?”. Ma anche Gioco dell’uva:

Facciamo il gioco dell’uva

E cos’è il gioco dell’uva? La risposta non c’è, ma io sono sinceramente convinto che Succo di Zenzero sia uno degli esempi più eclatanti di simbiosi totale fra rapper e producer, oltre ad essere un album pieno zeppo di hit come Pesi sul collo, Riviste, Aldilà, Bang bang Tokyo Hotel.

Tokyo Hotel è un brano sottovalutatissimo della discografia della DPG, in cui si alternano, in ordine, Wayne, con una strofa veloce e squillante, Side, con un brige ripetuto due volte, e Pyrex con una strofa dal flow controtempo ma molto convincente.

Il beat di Luke, in questo caso è un viaggio psichedelico e assurdo, dal BPM rapido – il resto del disco è, al contrario, lentissimo, basti pensare a brani come Pesi sul collo Bang bang – e dalle sonorità colorate.

Questa è una strumentale davvero piena, fra un synth coloratissimo, chants squillanti, un suono che forse Sick Luke definirebbe come “polvere di fata” e drums ridondanti ma funzionalissimi. Concentriamoci, come sempre, sul kick, che, rispetto a quello di C C, è più morbido e, mescolato con le altre componenti della batteria, risulta spesso accompagnato da un “effetto vibrazione”.

Credo che il beat di Tokyo Hotel si possa riassumere in uno strano ma efficace commento di un utente su Youtube:

Il beat di questa traccia è il suono del motore di un’astronave volante aliena.

GTA San Andreas

Pyrex è il rapper migliore della Dark Polo Gang, senza se e senza ma. Nel 2020 nessuno si sente in dovere di giustificare quest’affermazione, è un’ovvietà, ma nel 2016 il rapper di origini americane era considerato:

Il quarto dei Dark Polo che non canta mai, quello più scuro di pelle (dai commenti su Youtube di Pesi sul collo)

nonostante avesse realizzato performance brillanti in pezzi come C C, Solo x la gang, Scusa e  Tokyo Hotel, di cui abbiamo parlato prima.

Con The Dark Albumil disco suo disco solista, Pyrex  fu scoperto dall’Italia. TDA è tanto tetro e oscuro, quanto Crack Musica, ma l’interprete stavolta è un rapper più tecnico, per certi versi più carismatico, e che sceglie soluzioni musicali assurde ma che per qualche motivo funzionano sempre e comunque.

In un episodio della serie sulla DPG, Pyrex è in studio con Gianni Bismark e sta registrando quella che sarà Vita Amara. Nel “confessionale”, Sick Luke racconta che Pyrex è il membro del gruppo più attivo in fase di produzione e che a volte è addirittura lui a scegliere i suoni del beat.

In effetti, Tony e Wayne sembrano essersi ritrovati a fare i rapper, nella vita, per puro caso, mentre Pyrex ha un talento evidentemente superiore a quello degli altri. Inoltre quando sceglie soluzioni stravaganti e fuori dal comune, come andare ”controtempo” o realizzare una strofa di 37 barre in cui chiude solo 5 rime (Fiori del Male), sembra essere più cosciente e convinto di ciò che sta facendo, rispetto agli altri membri del collettivo.

Ma torniamo a Sick Luke e analizziamo GTA San Andreasuno dei brani più amati di The Dark AlbumGTA San Andreas ha una strumentale senza melodia. Sì, avete letto bene. Il beat del pezzo è composto da un basso sonoro ed elettrico e da una batteria, oltre che da qualche suono a intermittenza (come le solite sirene alla Kill Bill). In questo caso, quando basso e kick si incontrano sul tempo, l’effetto è quello di un’esplosione.

La canzone GTA San Andreas è perfettamente coerente con suo titolo: sono Pyrex e Luke che lanciano metaforicamente granate sulla folla, uno con i versi e uno con kick e bassi, proprio come nel videogioco GTA San Andreas.

Flex

Twins è un album, nella maggior parte dei casi, demolito e detestato da critica e pubblico. Io, personalmente, lo trovo un progetto geniale, prodotto in maniera superlativa da Luke e interpretato in maniera altrettanto valida da Tony e Wayne. In mia opinione, siamo di fronte a uno strepitoso disco happy-trap, in cui ogni brano è una piccola hit.

Ai tempi, Twins non fu capito perché era l’opposto di TDA Crack Musica: era un disco spensierato, coloratissimo, in una parola “light”. Per intenderci era più la Dark Polo Gang, era la Light Polo Gang. Tony Effe non era più il Tony Effe di Crack Musica, incazzato e minaccioso, era un Tony divertente, che si vestiva da donna e parlava di magazine, caramelle e coni gelato.

A livello di produzioni, Twins abbandona le atmosfere cruente e oscure di CM TDA e rifiuta anche quelle vaporose di SDZ. Twins è il tripudio degli strumenti allegri, colorati e giocosi, come carillon, flauti e xilofoni.

Prendiamo ad esempio Flexun brano in cui si alternano le voci di Tony e Pyrex. Questa strumentale si apre con un coro di bambini entusiasti che fanno festa e prosegue con il “Sick Luke, Sick Luke”, modificato in modo che sembri pronunciato da uno di quei ragazzini.

Intanto, entra lo xilofono con la sua melodia, semplice ma efficacissima, e, dopo la tag del producer, la batteria. Questo è un kick che ricorda un po’ quello di Tokyo Hotel, ma è ancora più morbido.

Immaginate questo beat come uno di quei tappeti elastici su cui i bambini si divertono a rimbalzare e Tony e Pyrex che ci saltano sopra. Secondo me, Twins va inteso in questo modo, per essere goduto al 100%.

Che Bello Essere Dark

Anche Trap Lovers, il primo disco della DPG dopo l’uscita di Side, del 2019, è stato aspramente criticato da pubblico e giornalisti. In questo caso, però, sono d’accordo con la maggior parte di loro: Trap Lovers è un CD pieno di difetti, su tutti l’assenza di una vera e propria anima, anche e proprio perché non è stato diretto completamente da Luke.

In alcuni pezzi dell’album, tuttavia, si intravede il vero obiettivo del beatmaker, trasmettere una mood riassumibile con i termini: “futuro” e “alieno”, molto cari alla Dark Polo.

In mio parere, quando Sick Luke si esalta ed è messo nelle condizioni di essere futuristico e alieno, come in Splash, Young Rich Gang Che Bello Essere DarkTrap Lovers viene fuori per quello che doveva essere: un disco dall’alto potenziale.

Che Bello Essere Dark è un brano clamoroso, in cui Tony, Wayne e soprattutto Pyrex (mamma mia!) appaiono davvero in forma straordinaria, con rime spaccone, autocelebrative e, soprattutto, “dark”.

Ma non divaghiamo, le rime dei tre romani contano, ma la differenza, in una canzone del genere, la fa ancora una volta Sick Luke, con un beat alieno, spaziale e futuristico, costruito su una melodia di basso elettrico. Concentriamoci sull’ultimo kick dell’articolo, un basso forte, echeggiante, ma non duro, perfetto per conciliare i flow di Pyrex, Tony e Wayne.

2 pensieri riguardo “Viaggiare con i beat di Sick Luke

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