No Racism – Jamil, Gallagher, Traffik e il tutorial del dissing perfetto

Analisi del testo e spiegazione dei versi di No Racism, splendida diss track che il veronese Jamil ha dedicato ai romani Gallagher e Traffik. Il pezzo è uno dei dissing più riusciti degli ultimi anni, sotto tutti i punti di vista: punchlines, metrica, flow, strumentale, critiche oggettive e pungenti, attitudine e soprattutto, significato morale.

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La ricostruzione dei fatti – Cosa ha portato Jamil a pubblicare No Racism?

Come il pubblico del rap italiano sa ormai bene, il dissing, ovvero lo scontro via rime fra due artisti, è una pratica tanto comune quanto interessante, poiché permette agli artisti di mettersi in gioco in un contesto differente e spesso di dare il 200%, vista la pressione mediatica e il desiderio di vittoria.

Il 2018, in particolare, è stato un anno ricco di dissing, in America – si pensi agli accesissimi scontri fra Machine Gun Kelly ed Eminem e Drake e Pusha T – come in Italia, dove si sono distinti quello, scoppiettante e pieno di sorprese, fra Highsnob e Skioffi, quello fra Junior Cally e Gionny Scandal, abbandonato di fatto dal primo, o ancora quello tutto femminile fra Chadia Rodriguez e Beba.

Allo stesso modo, il 2019 è iniziato con la pubblicazione, da parte di Jamil, di una diss-track devastante, di livello qualitativo davvero alto, No Racism, dedicata a due “rapper” romani: Gallagher e Traffik. Per comprendere meglio la canzone, che sarà analizzata nel paragrafo seguente, occorre spendere qualche parola per introdurre i protagonisti del beef e le ragioni che hanno portato il veronese a realizzare un pezzo contro i due colleghi.

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Come accennato, Jamil è un rapper veronese classe 1991, noto per i suoi album Il Nirvana e Most Hated, ma soprattutto per i suoi dissing: ha avuto infatti scontri con Kill Mauri, Vegas Jones e Noyz Narcos. A quest’ultimo, che non gli ha mai risposto con una vera e propria diss-track, ma solo con dei versi sparsi in brani come Lobo o Squalo e Ceres, ha dedicato due pezzi: Noyz Diss e Mike Tyson. Proprio per questa sua tendenza allo scontro e al “dissing facile”, Jamil si è auto affibbiato l’appellativo di “diss king”.

I due rapper che, stavolta, sono stati oggetto delle sue rime sono due dei personaggi più controversi del rap italiano: Gallagher e Traffik, romani noti più per i loro rapporti con la Dark Polo Gang – ormai non più idilliaci – e con Side Baby e per il loro atteggiamento grottesco sui Social Network, che per le loro canzoni. Queste ultime, basti pensare a Magma Vulcano o a Swish Dance, sono palesemente dei tentativi di riproporre in lingua italiana lo stile di artisti statunitensi come Lil Pump e 6ix9ine: tant’è che molti, fra pubblico, critica e addetti ai lavori, hanno gridato al plagio.

La ragione che ha spinto Jamil a dissare i due romani è da ricercare nella loro pessima abitudine di ripetere, nei loro video su Instagram e nelle loro tracce, la parola “negro”, anch’essa tendenza importata dai loro colleghi americani (la parola corrispondente, in inglese, è “nigga”). Dopo un acceso botta e risposta sul web, che non si analizzerà su Raphaolic, in quanto portale dedicato alla musica e non alle Instagram Stories, in cui Jamil è stato definito “Iraniano nato male” da Traffik, per via delle sue origini persiane, il rapper ha deciso di spostare la questione su un piano più adatto a degli artisti, quello musicale, scrivendo, registrando e pubblicando No Racism.

No Racism – Rime, stile, punchlines e qualità:

Il primo aspetto da evidenziare di No Racism, ancora prima di analizzare il testo, è che Jamil e il suo team, musicalmente, si sono davvero superati. La strumentale della canzone, prodotta a quattro mani da Wairaki e da Jaws di Baida Army, composta, oltre alla batteria, da un riff di synth e uno di tromba, è davvero memorabile, perché riesce a suonare classica ma allo stesso tempo molto fresca. Inoltre, come nelle diss track dedicate a Noyz Narcos, il flow di Jamil è davvero prorompente, senza dubbio uno dei migliori d’Italia, specialmente se associato al suo riconoscibilissimo timbro vocale e al suo caratteristico accento veneto.

Se nei dissing a Noyz, il flow era certamente impeccabile, ma le argomentazioni e le punchlines non erano adeguatamente efficaci, nella canzone dedicata a Gallagher e Traffik, invece, il testo è davvero eccezionale, tanto che molti lo hanno definito “perfetto”. Non c’è neanche una quartina, infatti, in cui Jamil vada fuori tema o in cui realizzi un verso sottotono e da questa considerazione è evidentissimo il miglioramento lirico del veronese.

Il brano inizia con una punchline molto aggressiva, a dare il la alla prima bella quartina:

Baida è l’uomo nero dentro al tuo armadio
Esco e poi ti uccido quando tu dormi
Ancora la parola sì con la “N”
Morirai tu prima dei tuoi nonni

che introduce la principale accusa del dissing: abusare della cosiddetta “n word”, cioè “negro”. Jamil, di conseguenza, si definisce “l’uomo nero nell’armadio”, ricalcando l’espressione che spesso usano i bambini per indicare una paura irrazionale e dando, di fatto, dei bambini a Gallagher e Traffik.

Questo scemo parla ancora, c’ha mezzo neurone
Questo scemo parla ancora, sa cinque parole
Xanax, coca, roba, code, oxycodone
Bene informato fra su tutte le droghe
Meno informato sulla costituzione
Dato che in Italia no non c’è la cauzione
Quindi cazzo dici che paghi la cauzione
Che bel figurone, ti faccio lezione

Nella successiva serie di versi, Jamil sfotte la tendenza dei due romani – e in generale della “generazione trap” – a scimmiottare la controversa abitudine dei colleghi americani di abusare di sostanze pericolosissime e di farlo addirittura sui loro profili social, elencando in ordine: xanax, cocaina, codeina e oxycodone. Al contrario, se definisce ben informato Gallagher relativamente alle droghe, leggere o pesanti che siano, lo reputa altrettanto ignorante per quanto riguarda conoscenza della costituzione italiana. Siccome infatti il rapper sosteneva di avere pagato la cauzione per fare uscire di galera Traffik, arrestato per spaccio, Jamil ricorda al pubblico che tale pratica, nell’ordinamento italiano, è del tutto inesistente, schernendo e umiliando l’autore di Magma Vulcano.

Che bel figurone, ti faccio lezione
Che sei un bambino che guarda World Star
Ogni tua canzone sembra un’altra canzone
Bambino plagio, finto Lil Pump

Nella quartina dopo, il rapper veronese assesta un colpo da K.O. a Gallagher – e di conseguenza anche a Traffik – colpendolo sul piano più vulnerabile, quello musicale. Il romano è definito, prima, un bambino che guarda World Star Hip Hop, sito web, dotato di canale YouTube, che ospita i video di molti esponenti della scena statunitense, e poi “bambino plagio e “finto Lil Pump”. Insomma, questa era una stoccata inevitabile, vista la debolezza testuale e melodica dei due autori romani, ma Jamil è riuscito a renderla, se possibile, ancora più acuta, scegliendo una metrica ABAB perfettamente adatta all’esposizione lirica.

Baida è un selvaggio, interrazziale
In giro per le strade assieme ad ogni colore
Frate ho un bagaglio multiculturale
Che te lo sogni per te è immaginazione
Baida la mia gang faccio integrazione
Questi sono fake fanno interazione
Già conosci me, si passa all’azione
Meglio che ti bevi fra’ un integratore

Nei versi successivi, Jamil torna sul tema del razzismo, definendo il suo gruppo di fidati amici “interraziale”, in quanto contenente persone di ogni etnia, una per ogni bandiera presente nel videoclip della diss-track (sono più di venti fra Ghana, Belgio, Italia, Marocco, Perù, Brasile, Nigeria, Albania, Iran e Siria). Subito dopo, il rapper sottolinea la differenza fra sè e Gallagher: quest’ultimo parla sui Social, lui, invece, passa all’azione e parla esclusivamente con la musica.

Non ti reggi in piedi, quando soffio cadi
Figurati se rappo, viene lo tsunami
Mi segnali i post, sì come gli infami
Vediamo se ‘sto flow fra’ me lo segnali

Nella quartina dopo, ancora, il rapper ricorda al pubblico dell’impressionante strofa che aveva pubblicato su Instagram prima di No Racism, originariamente destinata al disco di Laioung, in cui se la prendeva con gli stessi rapper, prima che fosse rimossa dal Social per le numerose segnalazioni. Jamil, dunque, si chiede sarcasticamente se anche il flow usato in No Racism sarà segnalato da Gallagher e Traffik.

Guarda tu sei bravo sì solo a parlare
Usi due parole che non sono tue
Dici che le prendo e che mi vuoi picchiare
Ma per ora chi le ha prese siete solo voi due
Uno con la faccia con i segni e cerotto
Uno con due pizze, frate senza il giubbotto
Li ho visti i video, nel mio salotto
Ridevo un sacco, sì ho riso troppo

In seguito, l’autore di Most Hated fa riferimento alle gravi minacce ricevute dai due romani, ricordando però che fino a oggi quelli che sono stati vittime di violenza fisica sono proprio loro. Il rapper con i segni e il cerotto è infatti Gallagher, relativamente a cui Jamil cita la presunta rissa con Dark Vegeta della Dark Polo Gang, mentre quello senza giubbotto è Traffik, aggredito a Piazza del Popolo.

Dicono: “È il karma”, vogliono il bis
Chiamano Baida, vogliono il diss
L’Italia non parla, parlerà Baida
Rivoluzione, come a Paris

Quest’ultima quartina, apparentemente priva di grandi punchlines, comprende tuttavia uno dei versi centrali del pezzo: “L’Italia non parla, parlerà Baida!”. Jamil spiega infatti che la questione della “n word” e del razzismo è stata fin qui del tutto ignorata dai rapper italiani, concentrati solo sui loro progetti, o dagli opinionisti: l’unico a parlare è stato proprio lui. Baida, per l’appunto, è un soprannome di Jamil, derivante dal nome della sua gang di appartenenza, da cui prende il nome anche la sua etichetta discografica Baida Army.

Chiedi i miei G, frate chiedi ai miei G
Dall’Europa fino in Africa, chiedi ai miei G
Sudamerica e in America, chiedi ai miei G
Tu sei finito se non prende il 3G

Anche quest’ultimo verso evidenziato in grassetto è uno di quelli centrali del dissing: Jamil sottolinea infatti la differenza fra sè, in grado di farsi conoscere con le sue diss-track e quindi con la musica, e il duo romano, che senza il 3G non potrebbero usare Instagram e farsi conoscere dal pubblico del rap italiano. In pratica, il veronese sta esprimendo un’opinione assai condivisa da pubblico e critica: che Gallagher e Traffik siano due discutibili “influencer” e non due rapper italiani.

Fai il gesto della striscia, perché sei un tapiro
Non puoi fare il gangsta quando firmi Honiro
Conosco solo Mostro di bravino
Gli altri son la banda dello Zecchino

La quartina successiva è un’altra grande trovata di Jamil, che in un solo verso riesce a smontare la street-attitude di Gallagher, sottolineando la condraddizione fra il suo atteggiamento da gangstar e la sua firma per Honiro, casa discografica di artisti pop come Ultimo e Briga. Jamil non ha problemi ad attaccare anche questi ultimi, definendoli “la banda dello Zecchino (d’Oro)” e salvando, nel roaster di Honiro, soltanto Mostro, effettivamente uno dei ragazzi più talentuosi della scena romana, con cui ha collaborato in Freddi.

Parli della bamba ma sei un bambino
Che prima dice vendo, dopo fa il pentito
Mi vuoi denunciare perché son cretino
Ma almeno non infamare tuo cugino

Il bello che tu dissi tipo tutti quanti
Solo con il cellulare, solo con le stories
Il bello che tu dissi dopo chiedi scusa
Lo hai fatto pure a Sfera, dopo pure a Tony

Nella serie di versi che anticipa l’ultima quartina, Jamil mette in discussione ancora una volta la credibilità di Gallagher e Traffik, facendo allusione alle numerose volte in cui i due hanno attaccato rapper italiani senza un preciso motivo, sempre per mezzo di Instagram Stories e mai con lo strumento proprio dei rapper, la musica. In particolare, l’autore di No Racism ricorda gli attacchi di Gallagher a Sfera Ebbasta e alla Dark Polo Gang, ma si potrebbero ricordare le storie di Traffik dedicate a Drefgold, Sfera e Guè Pequeno e quelle, sempre di Gallagher, in cui insultava Mambolosco, Capo Savage, Vacca e Highsnob. In questo caso, Jamil ha voluto ricordare due esempi in cui il rapper romano aveva chiesto scusa, dopo le Instagram Stories incriminate, ma la vera critica sta nel verso “solo con il cellulare, solo con le stories”, a evidenziare che quelli di Gallagher non fossero veri dissing, ma delle frecciatine social del tutto innocue.

Tu prima fai il props, dopo li dissi
Nessuno che ti caga mi chiedo perché insisti
Potete avete origini pure latine
Per me siete due bianchi soltanto con le treccine
Coglione sei una pippa, non muori come Lil Peep
Lui è morto per la droga, tu muori sopra ‘sto beat
Ammazzo ‘sti razzisti, fra mancheranno a qualcuno?
Due tossici del cazzo non mancheranno a nessuno

In quest’ultima strepitosa serie di versi, volta a chiudere la diss-track, Jamil si dimostra uno dei rapper più in forma della scena, regalando una chiusura davvero hardcore, almeno quanto lo era stata l’apertura del dissing. In un primo momento, l’autore di No Racism ribalta la risposta di Gallagher e Traffik alla sua accusa di razzismo. Infatti, i due avevano replicato a Jamil di non poter essere razzisti, viste le origini di San Salvador della madre di Gallagher. Tuttavia, il veronese non transige e spiega con il verso “per me siete due bianchi soltanto con le treccine” che la cosiddetta “n-word” può essere usata in modo scherzoso soltanto da chi è effettivamente nero, perché ne può comprendere la gravità e la pericolosità.

Nell’ultima quartina, poi, dopo il gioco di parole “pippa-Peep”, con riferimento al noto emo-rapper statunitense da poco venuto a mancare, Jamil inscena una metaforica morte dei due artisti, “uccisi” dalla diss-track. Con gli ultimi due versi della canzone, in particolare, il rapper si chiede se i due mancheranno a qualcuno, sentenziando immediatamente che non mancheranno a nessuno e chiamandoli, in ordine, “razzisti” e “tossici del cazzo”, accusandoli dunque, oltre che di razzismo, di dare il cattivo esempio ai loro followers mostrando droghe di più tipo.

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In conclusione, che effetto ha avuto No Racism sulle carriere di Jamil, di Gallagher e di Traffik? Il primo, autore del dissing, che, come evidenziato, non ha neanche un verso fuori posto o che potesse essere scritto o rappato in modo migliore, si è certamente messo in mostra, al punto che il pubblico non ha potuto fare a meno di notare i suoi miglioramenti, tecnici e lirici, rispetto alle diss track dedicate a Noyz Narcos.

Gallagher e Traffik, invece, che fin ora non hanno voluto rispondere con una loro diss track (che potrebbe essere pubblicata da un momento all’altro), sono stati letteralmente sommersi da ascoltatori di rap italiano, i quali sostengono che Jamil abbia brutalmente “ucciso la loro carriera”. Vista anche la bassissima qualità dissing che Gallagher aveva pubblicato a dicembre contro Tony Effe, sarebbe davvero difficile – ma non impossibile – immaginare una risposta di livello dell’autore di Magma Vulcano.

Un’ultima riflessione va spesa a proposito della ragione che ha portato molti opinionisti, fra cui i competenti giornalisti di Mondo Rap, a definire No Racism il dissing culturalmente più importante della storia del rap italiano. Il pezzo, infatti, non è solo una diss track scritta e rappata incredibilmente bene, ma è uno scontro fra chi fa parlare la musica, Jamil, e chi fa parlare le Instagram Stories, Gallagher e Traffik, fra chi difende uno dei valori portanti dell’hip hop, ovvero la multiculturalità e il rispetto fra etnie, e chi offende con epiteti razzisti e abusa della “n-word”. Per questo Jamil, che talvolta in passato può essersi comportato in maniera discutibile e sbagliata – si pensi all’aggressione al fan a Martina Franca – in questo caso ha avuto la prontezza e l’abilità di rispondere in modo intelligente ed efficace ed è per lo stesso motivo cheNo Racism è un grande dissing, che resterà nella storia del rap italiano.

 

 

3 pensieri riguardo “No Racism – Jamil, Gallagher, Traffik e il tutorial del dissing perfetto

  1. parere impopolare febbraio 22, 2019 — 16:30

    Articolo poco di parte eh.

    A mio parere Jamil si è comportato come un bulletto, prendendosela con Gallagher e Traffik senza motivi realmente validi, facendoli passare per razzisti (cosa che non sono), scatendando una valanga di fanboy haters che non fanno altro che insultarli dalla mattina alla sera. Puro bullismo ragà.

    Perchè non sono razzisti? Perchè, oltre ad essere entrambi di origine sud americana, frasi nelle loro canzoni come “sono un cazzo di ne*ro, “sono un vero ne*ro”, o il fatto che girano con tantissime persone di colore, fanno capire che, sia a torto, sia a ragione, utilizzano questa parola stile film o gang americana, e non come offesa. Sostenere che siano razzisti o che la usino come insulto vuol dire veramente avere la capacità di comprensione di una pianta.

    Tra l’altro Jamil in questo è anche un pò ipocrita, perchè utilizza lui stesso la N word nella sua canzone Mike Tyson.

    Inoltre non è proprio un campione di moralità e sani principi come si vuole far passare ( ha messo le mani addosso ad un ragazzino ad un suo show perchè indossava una maglietta di un brand rivale – ancora una volta atteggiamento da bullo – e le giustificazioni date dopo sono un pò meeeh. Sia chiaro, non lo giudico nella maniera più assoluta per il gesto, ma almeno non fare il super buono della situazione. Gli errori si fanno, non siamo perfetti e non siamo dei guru. Che poi non è che stai dai crips coi pezzi dei blood, è lecito che un ragazzino pensi di poter andare liberamente a un concerto con il BRAND peraltro abbastanza di moda, di un tuo rivale musicale)

    Il dissing no racism messo come se Gallager fosse un razzista conclamato è stato un giocarsi una carta facile su un tema sentito dalla comunità hip hop dove bene o male tutti sono antirazzisti, tipo “no al razzismo, se mi vai contro sei razzista quindi non puoi andarmi contro”. Troppo facile, e veramente banale e stucchevole.

    In merito alla N WORD lo stesso 6ix9ine (non a caso riferimento importante per Gallagher) è latino ma la utilizza ogni 3×2, e in america c’è anche qualcuno che si è posto la questione se fosse lecito o meno che lo dicesse, ma questa questione è rimasta sui forum dei nerd, perchè comunque lui ha continuato a fare musica e ad essere apprezzato anche e soprattutto dagli afroamericani.

    Per finire, MIO PERSONALISSIMO PARERE, la musica italiana fa abbastanza schifo, a me che piace un botto la trap americana, in Italia l’ho ritrovata solo in Gallagher, che ci sa fare davvero tanto. Poi per carità, copierà, scimmiotterà in maniera grottesca, non mi importa, quello che so è che se voglio sentire lo stile sick e incazzoso americano, in Italia vado sul sicuro con lui. Per me copiare agli americani non è un difetto, anzi. Senza contare che tutti i generi praticamente sono nati fuori dall’Italia e noi li abbiamo, chi più chi meno, copiati, e non mi riferisco solo al rap. Questo ovviamente è il mio parere in base solo ed esclusivamente ai miei gusti.

    Parere sul testo: dubito fortemente sull’imparzialità dell’articolo perchè non capisco come si faccia ad elogiare la metrica di Jamil. Premetto: non è malaccio, qualcosa di suo me l’ascolto volentieri, inoltre è molto migliorato. Ma siamo nell’ordine della filastrocca, delle poesie da scuola media. Non si può mettere a confronto, che so, lo stile di Noyz, le parole e gli incastri che usa e che fa, la padronanza della lingua, con le filastrocche di Jami.

    PS: Parola con la N sembra tipo l’asilo. “Maestra Marco ha detto la parola con la eeeffeee gueee” Eddai su. Il razzismo c’è in questa società e va arginato, ma dare dei razzisti a destra e a manca, per ogni idiozia e falsità, non aiuta affatto questa causa, anzi, peggiora le cose.

    PS2: Per quanto riguarda l’offesa”‘iraniano nato male”. Ma lo sapete come si parla a Roma e il livello di terra-terra che c’è? Prendere da un romano l’educazione, la compostezza e l’attenzione per certe cose significa ignorare del tutto la cultura e il modo di essere di quella città.

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