Achille Lauro – L’angelo blu che ha conquistato Sanremo

Biografia di Achille Lauro, uno degli “hot names” del rap game italiano, autore di grandi dischi come Dio C’è e Ragazzi Madre, con particolare approfondimento sul brano Rolls Royce, da lui presentato alla sessantanovesima edizione del festival di Sanremo.

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Genio e follia – Le due parole chiave della carriera di Achille Lauro:

Genio e follia, probabilmente non esistono parole migliori per descrivere Achille Lauro: sicuramente uno degli artisti più discussi di questi ultimi anni tanto da meritarsi un posto sul palco più ambito della musica italiana. Una carriera che seppur relativamente ancora breve ha portato l’artista capitolino – guai a definirlo semplicemente un rapper – ai vertici della scena musicale nazionale grazie a hit da milioni e milioni di streaming come Thoiry Remix o Ulalala.

Spesso però la strada per raggiungere il successo può essere veramente travagliata e così è stato anche per Achille Lauro, nato e cresciuto nella periferia romana in una famiglia lacerata dal rapporto pessimo tra i genitori, per via di quel “padre mai capito”, figura da cui Lauro cerca di prendere le distanze, e di una madre che invece “ha sempre tolto da sè per darci”. Mamma Cristina, infatti, è presentata dall’artista, nei pezzi e nel libro autobiografico Amleto, come la miglior madre del mondo, pronta a tutto per i propri figli anche quando la vita era particolarmente difficile. L’ultimo membro della sua famiglia, sicuramente il più importante particolarmente per la sua carriera musicale è il fratello maggiore Federico (in arte Fet) che, quando Lauro era soltanto un bambino, produceva già per il collettivo Quarto Blocco.

Il cantante romano ben presto, complici anche le amicizie del fratello, ha iniziato a frequentare ambienti molto difficili e si è reso protagonista di spaccio e furti, fatti che saranno raccontati nelle sue canzoni, in iconici versi come:

Ho avuto trenta motorini e neanche uno mio

Si potrebbero raccontare moltissimi aneddoti su Achille Lauro, come il periodo in cui ha vissuto senza una casa o l’incontro con quella ragazza perfetta descritta nei pezzo La Bella e La Bestia. Sono, infatti, davvero tanti gli eventi che hanno condizionato musicalmente Lauro, allontanatosi dal mondo criminale e dalla strada, solo grazie a una passione che coltivava fin da piccolo: la letteratura, che, nel corso del tempo, lo ha reso uno dei liricisti più originali e talentuosi d’Italia.

Strada e poesia riescono a fondersi in maniera eccellente nei progetti di Achille Lauro già in Barabba Mixtape, primo suo vero lavoro. La vera impennata della sua carriera, però, risale al 2014, quando il rapper ha firmato il primo contratto, con Roccia Music, etichetta fondata da Marracash e Shablo. Il cantante romano ha pubblicato proprio per la lable gli album Immortale e Dio c’è, oltre a Young Crazy EP.

In questa fase è riscontrabile, sicuramente, un Lauro in costante maturazione musicale ed è infatti proprio in questi anni che pubblica pezzi nei quali, grazie al lavoro dei vari produttori, riesce a coniugare testo e beat in maniera tanto unica da riscuotere in pochissimo tempo un grande successo, che gli permette di collaborare con artisti del calibro di Coez, Gemitaiz e dello stesso Marracash.

Nel 2016, l’artista romano ha abbandonato Roccia Music per fondare una propria etichetta chiamata No Face – evento chiave dal punto di vista artistico per Lauro – per cui ha pubblicato due dischi: Ragazzi Madre e Pour l’Amour.

Le tematiche trattate sono comunque ancora vicine a quelle viste negli scorsi lavori, ciò che invece cambia completamente è il sound. Ragazzi Madre è stato il disco della consacrazione per Lauro anche grazie alla hit Ulalala, che ad oggi conta quasi 21 milioni di streaming su Spotify. Pour l’amour, invece, è un lavoro che punta a stravolgere del tutto quelli che sono i canoni della musica italiana per via dell’introduzione di un nuovo genere musicale chiamato “samba-trap”, che si pone come obiettivo quello di fondere quelle che sono le caratteristiche della trap ad elementi tipici di altri generi musicali. Progetto musicale promosso a pieni voti: basti infatti ricordare il successo ottenuto con Thoiry Rmx (terzo episodio della Samba-trap con 22 milioni di streaming su Spotify).

Rolls Royce, Sanremo, le mille polemiche e una vittoria di fatto del team No Face:

Il percorso di Achille Lauro, però, come visto, è sempre stato ricco di sorprese, ultima la sua partecipazione al Festival di Sanremo con Rolls Royce. Il cantante, insieme ai compositori Boss Doms, Frenetik e Orang3, ha proposto una canzone veramente speciale: un pezzo con un sound rock, molto lontano dalle sonorità trap, caratterizzato da un testo significativo e ricco di citazioni, purtroppo non facili da comprendere per l’italiano medio, viste le critiche ricevute, totalmente fuori luogo e del tutto irrispettose.

Ignobili e totalmente prive di fondamento, in particolare, alcune accuse contro la canzone portate avanti da un noto programma televisivo (che aveva già importunato l’artista poco prima della serata iniziale del Festival), a sostegno che nel pezzo di Achille Lauro vi fosse una presunta e assurda pubblicità all’extasy. Rolls Royce è stata molto apprezzata dai giornalisti e non compresa, invece, da molti spettatori troppo legati ai cantanti della loro generazione e incapaci di comprendere l’evoluzione della musica.

Il Festival si è concluso con un nono posto per il compositore capitolino che comunque risulta un buon risultato, visto l’immeritato accanimento mediatico nei suoi confronti. In particolare, è stato davvero spettacolare il suo duetto con Morgan, probabilmente uno dei migliori momenti dello show sanremese.

In conclusione, Lauro ha ricordato moltissimo quel giovane Vasco che nel 1982 con la sua stessa sfrontatezza presentò Vita Spericolata, una canzone che per certi versi sembra simile a Rolls Royce. Inutile dire che Vasco, nonostante le forti critiche e il penultimo posto, ha scritto la storia della musica italiana. Infatti, anche a quei tempi Vasco era additato da molti con l’aggettivo “drogato” ed invece come sappiamo è stato ed è una delle colonne portanti della musica italiana. Achille come Vasco? Rolls Royce come Vita Spericolata? Solo il tempo potrà dire se si sta esagerando o meno, ma l’unica sicurezza è che brani del genere, che destano così tanto scalpore mediatico, tendono a diventare dei veri e propri inni rivoluzionari. Per il pubblico del rap italiano, per esempio, l’edizione di Sanremo del 2019 è stata senz’altro una rivolzione: quella di Achille Lauro, il primo rapper a suscitare così tanto scalpore al Festival.

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