Playlistback – I due ultimi album di Salmo come due facce di una sola medaglia

Hellvisback e Playlist sono, rispettivamente, il penultimo e l’ultimo album di Salmo, artista che da tre mesi occupa (con Playlist) il podio FIMI dei dischi più venduti d’Italia. La teoria proposta nell’articolo trova delle correlazioni evidenti fra i due CD, portando alla conclusione che siano due parti di un progetto unico, opera della geniale mente dell’artista di Olbia, a partire dai due brani Mr Thunder e Lunedì.

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Playlist e Hellvisback: due faccie della stessa medaglia, una medaglia di nome Maurizio Pisciottu, in arte Salmo. Un artista che non ha limiti artistici, al quale piace osare e sperimentare a 360 gradi senza paura di un eventuale flop. I suoi ultimi due dischi sono la prova lampante di ciò, pur essendo estremamente diversi l’uno dall’altro, sono due album che hanno consacrato Salmo prima nella scena rap e poi in quella musicale italiana a livello nazionale. Questi due capolavori per certi versi sono collegati e i pezzi che rendono tale collegamento solido sono i rispettivi outro, ossia Lunedì e Mr Thunder; tanto diversi quanto funzionali per la fisionomia dei due dischi.

L’ultimo dei due brani è la ghost track, contenuta in Peyote, che conclude Hellvisback e consiste nel monologo di un discografico, interpretato da Mauri stesso, che vuole lanciare Salmo nel mondo della musica, facendogli sperimentare tutti i generi, una “playlist” di generi, i quali sono eseguiti a mo’ di canzonatura dal rapper sardo. Infatti il siparietto termina con Mr Thunder che scappa dal suo ufficio. Salmo sperimenta la trap, il rap “anni 90”, il raggaeton e la canzone d’amore. C’è da dire che se in Mr Thunder ha scherzato in Playlist il rapper ha mantenuto toni di gran lunga più seri. In questo disco, a modo suo, ossia nel modo unico e inimitabile che appartiene a Salmo, ha preso influenze da ogni genere citato nella traccia e lo ha fatto incredibilmente bene.

Il pezzo trap è Perdonami, una hit di altissimo livello, che inizialmente aveva lasciato con l’amaro in bocca i suoi fan più accaniti ma che alla lunga si è rivelata una grande canzone. Di “trap” c’è anche il feat di Sfera Ebbasta, nato proprio grazie a Mr Thunder, che è una provocazione, a Rolling Stone e anche a tutti quelli che lo avevano messo contro Sfera. Nel pezzo, Cabriolet, Salmo canta in autotune e Sfera no, invertendo così le tendenze e dimostrando che se un artista è capace non ha bisogno di mezzucci, è bravo ebbasta. Il brano rap “anni 90” è Stai Zitto, con Fabri Fibra, la quale non ha bisogno di commenti perché è una già una sorta di classico del rap italiano. La canzone raggaeton è 90MIN, esclusivamente nella terza strofa, che inizia con:

“D’estate in Italia influenza latina”

arricchita da un accenno di musica classica all’inizio. Il pezzo d’amore è chiaramente Il cielo nella stanza, la hit glorificata dal pubblico. Ovviamente non manca il rock, al quale salmo ha sempre abituato, in PxM e in Tiè. L’ottimo Coez conferisce un accento di indie a Sparare alla Luna. In Ho Paura Di Uscire sperimenta un po’ di EDM (particolarmente rilevante è l’assist che gli ha fornito Max Brigante a Radio 105 con il remix sulla base di I’m losing it di Fisher). Non va dimenticato, inoltre, che Playlist è un disco rap di un rapper italiano: dunque l’EDM è elettro-rap, la parte raggaeton di 90MIN è rappata e persino la love song dell’album non è assolutamente un pezzo pop, ma anzi è un brano che solo nel ritornello è cantato.

Dopo aver sperimentato con notevole successo questi generi, Salmo si spoglia davanti all ascoltatore, ed ecco la fine del disco, Lunedì, pezzo in cui l’artista esterna la sua parte più intima e “muore”. Infatti dopo lo sparo di pistola, che si vede anche nel trailer del video prossimo all uscita, si può sentire un rumore di sottofondo che conclude il disco. Proprio in questo modo inizia Hellvisback: infatti il mood di quest’ultimo CD, illustrato nei due fumetti è quello di Salmo che muore e incontra Elvis insieme al quale formano l’omonimo supereroe per sconfiggere il diavolo (fumetti ai quali manca la conclusione). È facile notare che Lunedì, outro di Playlist, termina con lo stesso suono con cui inizia Mic Taser, intro di Hellvisback; il rumore di quando viene collegato il cavo jack alle casse.

Hellvisback è un disco molto più crudo e aspro di Playlist, un album in cui Salmo è l’apoteosi di se stesso, infatti si esalta con il suo classico stile cupo e misterioso. È anche vero che il suddetto CD ha come punti di forza produzioni eccellenti, grazie anche alla presenza dell’idolo di Mauri, Travis Barker, e testi scritti di getto – come l’artista ha dichiarato in alcune interviste – che infondono tenacia e grinta all’ascoltatore.  Salmo stesso ha definito Hellvisback un suicidio commerciale, poiché secondo lui si tratta di un album non mainstream, al quale è stata fatta pochissima promo e soprattutto non c’è nemmeno il nome di Salmo in copertina ma solo la sua maschera, della quale però tutti i suoi fan più accaniti sono innamorati. Alla fine del disco però il messaggio che l’artista lascia all’interno sembra essere “vi ho dato quello che volevate, adesso fatemi divertire“, quindi il rilascio di Hellvisback è stato fondamentale per Playlist poiché l’ha anticipato, grazie a Mr Thunder, ma l’ha anche reso più comprensibile ai suoi fan.

Dunque, si può affermare che gli album di Salmo sono dei veri e propri classici, poiché continuano sempre a dire qualcosa di nuovo, a cui l’ascoltatore arriva solo dopo aver ascoltato e riascoltato il disco con attenzione e spirito critico. I CD dell’artista olbiese dimostrano anche lo spessore di un rapper che ama fare musica senza fossilizzarsi su un unico genere o sound, scavalcando così barriere e confini musicali. Possiamo immaginare i due CD come semicerchi spezzati apparentemente inconciliabili che, però, uniti fanno combaciare perfettamente le loro estremità, grazie alle due outro, per formare un disco di 26 tracce, 13 di Playlist e 13 di Hellvisback, un album perfettamente equilibrato da ascoltare all’infinito. A posteriori si potrebbe mettere Lunedì come intro di Hellvisback e Mr Thunder di Playlist ma così forse rappresenterebbero due realtà troppo separate e non due faccie delle stessa medaglia.

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