Il Corona Virus ha dimostrato la serietà e la responsabilità dei rapper italiani

Scrivere di rap italiano in un momento così critico e drammatico per il nostro paese – e, più in generale, per tutta l’umanità – è difficile. Tuttavia, il comportamento così responsabile e così serio dei rapper italiani merita una riflessione, dopo tutte le cattiverei che si sono dette di loro, specialmente dopo la tragedia di Corinaldo e durante lo svolgimento del festival di Sanremo.

I media, con poche eccezioni, dipingono i rapper come figure da criticare (spesso da demolire) e da non prendere mai ad esempio, focalizzandosi sempre sui loro aspetti più discutibili e mai sulle loro iniziative benefiche, sui loro pregi e sulle loro capacità di trasmettere messaggi positivi ed educativi.

Nessuno, infatti, ha parlato di come Emis Killa sia stato, nelle ultime tre settimane, attivissimo sul fronte sociale, invitando i suoi seguaci su Instagram a fare attenzione al Corona Virus, ancora prima che questo rappresentasse la minaccia che è adesso. Emis Killa ha parlato per giorni interi al suo pubblico, comportandosi da educatore e dimostrandosi cittadino responsabile, a suon di “lavatevi le mani!”, “restate a casa!” e “chi può, doni agli ospedali o alla ricerca!”.

Per coinvolgere ancora di più l’enorme pubblico di ragazzi che lo segue su Instagram, Killa ha scelto di pubblicare tre freestyle a tema “virus”, sfruttando la sua posizione di infuencer in modo intelligente e saggio e lanciando una challenge ai suoi colleghi, nominandone qualcuno e sfidandolo a ripetere la sua iniziativa di sensibilizzare gli ascoltatori rappando.

Così, quasi tutti gli artisti urban della scena, da Lazza a Salmo, passando per Giaime, Fred de Palma, Shade, Nitro, Boro Boro, Izi, Tedua, Vegas Jones, Il 3, Mostro, Jamil, Mambolosco, Fabri Fibra, Enzo Dong, Geolier, Highsnob, Clementino, Enigma, Nerone, Beba, Madame, Tredici Pietro e quasi tutti gli emergenti, hanno pubblicato un freestyle dalla morale comune: “STATE A CASA!”, sfoderando la loro tecnica, mettendo in mostra il loro carisma e la loro personalità, differenziandosi l’uno dall’altro nonostante la comune tematica.

Emis Killa ha cantato:

“Il messaggio è chiaro e tondo: resta a casa, salva il mondo”

Lazza:

“Io non capisco: è tutto chiuso, dove andate? Nuovo padrino: baciami le mani, le ho lavate”

Jamil:

“La mia roba va a ogni medico ad ogni infermiere, a chi lavora al supermercato, ad ogni cassiere”

Beba:

“Vorrei vedere la faccia, per chi attaccava i cinesi per strada o in piazza”

In conclusione, vanno sottolineati due aspetti dell’inziativa di Killa e colleghi. Punto numero uno: i rapper hanno scelto di regalare nuova musica per far passare più rapidamente la quarantena ai fan e questo va certamente apprezzato, dimostra la sincera passione che li lega al loro lavoro e la serietà con cui interpretano il loro ruolo di influencer. Punto numero due: certe volte si dovrebbe chiedere scusa agli artisti, demoliti e vessati dalla stampa e dai media, ma pronti a trasmettere un messaggio positivo, giusto e repsonsabile, nel momento del bisogno.

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