Back Home – Madman ha fatto Centro?

Recensione di Back Home, il nuovo disco di Madman, pubblicato il 2 febbraio 2018 dalla Tanta Roba e dalla Universal Music Group.

Il 10 ottobre 2010 fu una data molto importante per l’hip hop italiano: sotto l’etichetta “Honiro Label”, ai tempi ancora di nicchia, usciva Escape From Heart, un disco di quattrodici tracce di tale MadMan, all’anagrafe Pierfrancesco Botrugno, rapper pugliese classe ‘88, allora appena ventenne.

L’album, scritto nei due anni precedenti alla sua pubblicazione e prodotto da beatmaker come 3D, Dj Raw, Ombra, Pk e il Tre (tuttora collaboratori del rapper) è un vero e proprio capolavoro del genere. Sul modello di Mr Simpatia di Fabri Fibra, esplicitamente definito “storia” da MadMan nella sesta traccia del Cd Trash Music, Escape from Heart si propone come un autentico viaggio nella vita e nei pensieri di Madman. I toni del disco sono a tratti tristi e angoscianti, specie quando l’argomento del brano è autobiografico, come in Lo Rifarò o nella title track Escape From Heart, e a tratti rabbiosi e liberatori, come in Fuck Girls o Questa Merda.

Al di lá dei testi estremamente poetici e comunicativi scritti dall’artista, ciò che rese Escape From Heart un successo e che lo rende ancora oggi un pilastro del rap italiano è l’incredibile tecnica che Madman mostrò in quel disco. Il rapper sperimentò dei flow lenti e dinamici, completamente diversi da quelli veloci e travolgenti che oggi caratterizzano i suoi lavori, ma altrettanto perfetti. Inoltre, Madman rese ogni singola strofa del suo disco un capolavoro metrico, un autentico puzzle di rime, dalla struttura estremamente complicata ma ogni volta diversa, realizzando addirittura rime quadruple o quintuple.

(11 rime in 1 barra in Fuck Girls)

Io più che una ven-tenne che rende finocchi illusi,

Voglio una minorenne che lo prende ad occhichiusi

Pur restando una pietra miliare del rap italiano, Escape From Heart è stato, un po’ come i primi due volumi della serie di mixtape Quello Che Vi Consiglio di Gemitaiz, croce e delizia della carriera di MadMan: poiché su ogni lavoro successivo del rapper pugliese, da MM Mixtape Vol. 1 a Doppleganger, é gravata la sua eredita, facendo sì che i fan avessero sempre un atteggiamento nostalgico e chiuso nei confronti dei nuovi prodotti.

Se la fanbase di Gemitaiz, a distanza di dieci anni dal primo Quello Che Vi Consiglio, ancora oggi fatica ad apprezzare il Gemitaiz 2.0, Madman, invece, negli ultimi anni ha saputo proporre uno stile gradito sia dai nuovi che dai vecchi ascoltatori. Il brano Trapano, ad esempio, singolo di apertura del suo nuovo disco Back Home, è stato accolto con entusiasmo dal pubblico, totalizzando un milione di visualizzazioni in una settimana.

Uscito su YouTube il 6 dicembre 2017 e accompagnato da un video ufficiale tanto emozionante quanto pieno di effetti speciali, Trapano è la classica canzone in pieno stile Madman, in cui il rapper mostra tutto il suo talento tecnico per mezzo di un flow aggressivo e veloce, di un testo crudo quanto autocelebrativo e di un’autentica pioggia di rime. In termini prettamente rap, Trapano é il brano che manda a casa gli altri rapper, che fa capire chi sia il più forte sulla scena.

Come detto, non é la prima volta che l’autore di Escape From Heart si fa interprete di canzoni di questo tipo, anzi: la sua discografia è piena di brani di questo tipo, dalle sei tracce Veleno, in collaborazione con Gemitaiz, a Bolla Papale Freestyle, passando per Vai Bro, Kournikova e Patatrac, che avevano caratterizzaro l’ultimo suo disco Doppleganger. 

(Prima strofa di Trapano, da Back Home, messa a confronto con quella di Intro, da MM Mixtape Vol. 2)

Entro sul beat come un trapano Lo spacco in due come un atomo Senti le braccia che cadono

Le gambe che fanno Giacomo, Giacomo, Giacomo

Entro sul beat come un cazzo di pazzo con gli occhi sbarrati Beviamo quattordici shot incastrati Lasciamo al locale dei conti salati

Inoltre l’inizio di Trapano riprende esplicitamente una parte di Intro, traccia introduttiva del secondo MM Mixtape: perciò tutti gli indizi lasciavano immaginare un album esplosivo, quasi un film d’azione, sulla scia dei precedenti lavori Doppelganger e soprattutto MM Vol. 2. Sorprendentemente, invece, Madman ha realizzato Back Home: un disco diverso, originale e innovativo, che ha spaccato in due il pubblico e la critica. Se infatti c’è chi afferma che Back Home sia senza dubbio il prodotto qualitativamente migliore del rapper, c’è chi invece chi ha apprezzato poche se non pochissime tracce dell’album, e tutto questo è perfettamente comprensibile.

Back Home è un disco che, come il precedente Doppelganger, si muove su due linee parallele antitetiche perfettamente rappresentate da Trapano e Centro, i due singoli di lancio del CD. Il primo, già analizzato, fa parte di quelle tracce, insieme a Hollywood (realizzata con Gemitaiz), e Salsa, vera hit del disco, in cui Madman punta ad autocelebrarsi e ad esaltare il suo stile di vita caotico e sregolato, in cui fumare e ubriacarsi sono attività all’ordine del giorno, senza necessariamente mantenere l’atmosfera aggressiva che aveva contraddistinto i vecchi dischi. Sono però canzoni come Centro, collaborazione con l’amico Coez; Ciò Che Fa Per Me o Storie ad alzare il livello dell’album, mostrando un Madman riflessivo, ma soprattutto innamorato e felice della sua storia d’amore con Felisja Piana, più comunemente nota come Fishball.

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(Madman, autore di Back Home, e la modella Felisja Piana)

Le tre canzoni dedicate alla fidanzata sono autentiche perle: canzoni romantiche ma mai sdolcinate, in cui l’artista si rivolge direttamente a Felisja, parlando in seconda persona (“Baby con te ho fatto centro…”, “Sto guardando le tue storie…”,  “Lo sai che ne voglio ancora…”). Inoltre, Madman, nei testi dedicati a Felisja, ha preso in prestito dagli autori del disco Polaroid, Franco126 e Carl Brave, un forte realismo lirico, descrivendo ed elencando fatti quotidiani e abitudini, mostrando quanto siano importanti per lui e per la sua relazione.

Il lato introverso del rapper viene fuori non solo nelle canzoni per la sua ragazza, ma anche in brani come Successo e Mickey Rourke, di argomento autobiografico, Niente da Dividere, dedicata ai suoi amici più cari, e nella prima strofa di Niente Proprio, traccia introduttiva del disco. In particolare, questa canzone mostra le due facce di Madman con due strofe ai poli opposti sia per contenuto che per flow.

Qualche fan ha mosso a Back Home la critica di essere un po’ troppo monotematico: in realtà Madman non aveva mai scritto pezzi d’amore come Storie o Centro e ha quindi introdotto un elemento di novità nella sua produzione. In più, il rapper nel suo nuovo disco non ha trattato argomenti ricorrentissimi nella sua produzione, come l’abuso di droga, presentissimo in brani come Mary Jane di MM Vol 2 o Ramadam di Doppelganger.

Rispetto ai suoi precedenti dischi, però, in Back Home c’è stato sicuramente un passo indietro per quanto riguarda i ritornelli. Se alcuni sono molto ben riusciti e cantabili, come quelli di Successo, Salsa, Trapano o Mickey Rourke, altri sono strutturati sulla ripetizione di una singola parola o frase, come Centro, Niente Proprio, Niente Da Dividere o Hollywood, e il risultato è piuttosto sgradevole.

Il modo di rappare dal rapper, invece, è lo stesso in quasi tutti i pezzi: eccetto Trapano, tutti i brani di Back Home sono caratterizzati da un flow tagliato, quasi balbettato, scandendo molto bene le sillabe, il che a lungo andare può risultare fastidioso. D’altra parte va riconosciuto al rapper pugliese che i flow usati sono un’assoluta novità rispetto ai suoi precedenti lavori e rispetto alla scena rap italiana, in cui mai si era visto un simile modo di rappare. I featuring da questo punto di vista aiutano molto, spezzando la monotonia di Madman, proponendo un’alternativa valida ed equilibrata. Gemitaiz, Coez e (in maniera leggermente meno convincente) Priestess hanno impreziosito Back Home fornendo strofe di ottima qualità mantendendo esattamente l’atmosfera creata da Madman rispettivamente in Hollywood, Centro ed Extraterrestri. L’unico appunto che effettivamente si può fare al rapper riguardo i feat del disco è che con i tre cantanti egli aveva già collaborato in passato e sarebbe stata apprezzabilissima (e chissà che non ce ne sarà spazio in una deluxe edition) una quarta collaborazione con un rapper della nuova scuola come, ad esempio, Achille Lauro.

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Da sinistra a destra: Gemitaiz, Priestess e Madman. I tre rapper hanno un contratto con la stessa etichetta: Tanta Roba Label.

Se i featuring sono un punto di forza dell’album, ancor di più lo sono le produzioni delle dodici tracce, nessuna esclusa. In Back Home i produttori, da Pk a Ombra passando per Pherro e Dub.IO, autore dell’assolo di pianola dell’ultima traccia Grande, hanno svolto un lavoro davvero eccezionale. L’atmosfera a tratti cupa e a tratti più allegra del disco è garantita da una complessa varietà strumentale e da un ottimo tempismo. Tre canzoni, Niente Proprio, Mickey Rourke, Centro, si muovono intorno al suono di una chitarra, altre su un pianoforte (Successo, Niente Da Dividere, Ciò Che Fa Per Me) e altre ancora su suoni più attuali, come il flauto decisamente trap di Salsa o lo xilofono di Storie. Inoltre, la struttura delle strumentali è azzeccatissima, specialmente quando i ritornelli di pezzi come Successo o Niente Da Dividere vengono impreziositi da una potente batteria che mette in risalto le parole del cantante.

Nel complesso, Back Home è un buon album, sicuramente più convincente precedente Doppelganger, disco che conteneva tracce troppo diverse fra loro. L’equilibrio stilistico e la minore presenza di featuring di Back Home rendono il disco leggero e piacevole da ascoltare, più dal punto di vista musicale che da quello lirico. Escluse le tracce in cui il rapper parla d’amore, Back Home premia certamente il sound piuttosto che i testi, per nulla paragonabili a quelli di Escape From Heart. Per questo motivo, alcuni fan non hanno apprezzato il Cd quanto i precedenti lavori dell’artista, ma, come ammesso nelle interviste dallo stesso Madman, con Back Home il rapper ha voluto lavorare a qualcosa di originale e inedito. D’altra parte, il disco ha avuto un ottimo impatto sul mercato discografico, permettendo all’autore di debuttare primo in classifica Fimi, proprio durante la settimana in cui si teneva il festival di Sanremo.

Non è possibile prevedere in che direzione si dirigerà la carriera del rapper pugliese, ma sembra aver raggiunto un punto di svolta con il suo nuovo disco, avendo dimostrato a se stesso e alla scena italiana che è perfettamente in grado di realizzare anche album non del tutto “rap”, dall’atmosfera più tranquilla e dalle tematiche meno classiche. Dunque,  Back Home, con i suoi pregi e i suoi difetti, mostra come Madman abbia trovato finalmente un maturità artistica, che non potrà non fare bene ai suoi progetti futuri.

 

 

 

 

S.M.

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