Baby Gang – Chi è il rapper dal vissuto travagliato?

Baby Gang è il nome d’arte di uno dei ragazzi più promettenti della scena drill italiana. Nasce a Lecco nel 2001, ma è di origine marocchine. Di lui è noto solo il nome “Zaccaria” ma non il cognome. Le parole che definiscono meglio la sua vita sono due: criminalità e musica; una combinazione senz’altro scoppiettante.

  • Vita
  • Carriera
  • Curiosità

Vita

A 12 anni scappa di casa e inizia a condurre una vita da nomade fatta di stazioni e notti passate a dormire sui treni (da qui nasce l’ispirazione per il pezzo “Treni”). Primo gesto di una serie di comportamenti che fanno emergere dal suo carattere la volontà di non essere come gli altri.

Durante la sua vita si è sentito diverso a causa della povertà. Non povertà in senso stretto, lui stesso ha dichiarato che il cibo non gli è mai mancato. La povertà alla quale lui fa riferimento è dovuta alla situazione psicologica di inferiorità che si andava ad instaurare in lui quando vedeva che gli altri ragazzi avevano vestiti o scarpe che lui non si poteva permettere.

Tutta questa acredine nei confronti di coloro che erano stati più fortunati di lui si è trasformata negli anni in voglia di riscatto sociale, tutto ciò è confluito in piccoli gesti di criminalità come rubare o scippare. In queste avventure però non è da solo, con lui ci sono altri ragazzi dal vissuto simile, che come lui vivono in stazione e condividono gli stessi ideali. Così nascono le baby gang.

L’avventura contro la legge di Baby Gang inizia a seguito di un furto in un supermercato. Ironia della sorte l’agente che lo ha fermato era anche lui marocchino. Vista la tenera età viene declinata l’idea del carcere e va a finire in comunità, dalla quale esce e rientra in continuazione, cambiandone svariate.

A 15 anni la sua vita cambia. Aggredisce un poliziotto a Rimini, dove quel periodo era in comunità, e finisce dritto al carcere minorile Beccaria. Alterna il carcere con la comunità, dove incontra una figura che gli cambierà la vita ancora di più di quell’aggressione; Don Claudio Burgio. La bontà e la comprensione di questo uomo di chiesa riesce a convertire Baby Gang e a indirizzarlo sui binari giusti, tra cui la musica.

Carriera

La sua carriera inizia come valvola di sfogo per esorcizzare tutto quello che di traumatico ha vissuto. I primi pezzi infatti sono di un rap molto diretto e violento, in cui denuncia e riscatto sociale sono le parole d’ordine. Sarà così da ”Street”, il suo primo singolo, fino a “Bimbi Soldato”, dove le sonorità cambiano e diventano drill.

Baby Gang - Bimbi Soldato (feat. Sacky) - YouTube

Grazie a quel pezzo, in collaborazione con Sacky, uno dei maggiori esponenti della nuova scena, conquista la prima posizione sulle tendenze di YouTube; qualcosa si sta muovendo. In seguito arrivano altri pezzi di spessore come “Treni” e “Baby”, fino all’ultimo che è “No Parla Tanto”. Non mancano i riconoscimenti di stima da parte di colleghi come Jamil e Sfera Ebbasta.

I numeri che sta facendo non saranno quelli di Rondo, però Baby Gang ha già una sua fanbase solida, ne è a dimostrazione il fatto che tutto i suoi pezzi e video oscillano in una banda da 1 a 10 milioni di visualizzazioni. Non ci resta che aspettare il singolo o il progetto che gli faccia fare il salto di qualità definitivo.

Curiosità

Baby Gang giocava a calcio, una volta quando la sua squadra stava perdendo si è fatto sostituire per andare a rubare negli spogliatoi degli avversari.

Per contrastare i traumi che ha ricevuto fa uso di psicofarmaci come il Rivotril, il continuo uso ha fatto si che sviluppasse una leggera dislessia.

Il suo secondo singolo non è “Educazione” ma “Fuck la pula”, canzone che però è stata cancellata dall’artista stesso perché troppo esagerata.

Una volta in carcere si è ingoiato delle pile, con la minaccia di non evacuarle, per poter parlare con il capo del carcere.

Per chi volesse approfondire ulteriormente, in questa intervista di Noisey viene ripercorso il suo vissuto in maniera dettagliata.

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