Duellanti – Il romanzo dello scontro fra Hell Raton e Manuel Agnelli

Duellanti è il titolo di uno splendido romanzo di Paolo Condò che racconta la rivalità sportiva fra due degli allenatori di calcio più influenti degli ultimi vent’anni, José Mourinho e Josep Guardiola al tempo della loro esperienza spagnola, rispettivamente alla guida del Real Madrid e del Barcellona. In particolare, il libro si concentra sul mese di aprile del 2011, in cui le due potenze sportive si affrontarono ben quattro volte in diciotto giorni, amplificando lo scontro, ideologico e strategico, di queste due enormi personalità del mondo del calcio. La concretezza e la furbizia di Mourinho contro la visione e l’istituzionalità di Guardiola.

Giovedì scorso, nella quinta puntata della quattordicesima stagione di X Factor, si è visto uno scontro altrettanto affascinante ed esplosivo, anche qui tanto ideologico quanto strategico, quello fra Manuelito Hell Raton e Manuel Agnelli, due figure tanto rispettate quanto diverse.

Hell Raton è un artista, ma è soprattutto il CEO e direttore creativo di Machete, una delle realtà più entusiasmanti – se non la più entusiasmante – del mondo urban e degli ultimi dieci anni. Inoltre, è una new entry nel programma e nel mondo televisivo: non è mai stato così esposto al grande pubblico nei suoi dieci anni di carriera. È bandiera del rap e rappresentante di un nuovo modo di vivere la musica, ha un’intelligenza brillantissima per quanto riguarda le strategie (è certamente il numero uno nella gestione dei Social Network delle sue concorrenti) e la comunicazione. È educato, rispettoso e simpatico, ma sa quando tirare fuori le unghie e giocare strategie aggressive. Sì, “giocare”, perché ha sempre detto che X Factor è un gioco che vuole vincere, ma anche che la sua priorità è garantire alle sue ragazze, Casadilego, Mydrama e CMQMartina, un futuro luminoso e duraturo.

Manuel Agnelli è un’istituzione non solo per quanto riguarda la storia della musica italiana (è frontman e fondatore degli Afterhours), ma anche in quella di X Factor. Ha partecipato, da giudice, a ben quattro edizioni del programma e conosce in maniera eccezionale i meccanismi televisivi. Nella quarta puntata, in particolare, le sue critiche, portate avanti con una dialettica estremamente precisa ed efficace, avevano messo in crisi le strategie dei suoi colleghi Emma, Mika e, per la prima volta, Hell Raton, che aveva salvato solo in extremis le sue tre ragazze. La sua più grande vittoria, fin qui, era stata arrivare fino alla quinta puntata con un gruppo, i Little Piece Of Marmelade, tanto tecnici quanto apparentemente difficili per il grande pubblico.

Lo scontro fra Hell Raton e Manuel Agnelli, tuttavia, era solo iniziato, non era ancora entrato nel vivo. Perché il giovane Manuelito stava ricaricando le batterie per tornare sul campo con grinta e strategie vincenti, per sfidare Agnelli, il colosso del programma. Si prevedevano fuochi d’artificio e il risultato è stato un duello all’ultimo sangue.

La prima parte del duello – La devastante eliminazione dei Melancholia:

Lo scontro entra nel vivo immediatamente: Manuel Agnelli è il primo a presentare, con i LPOM, che portano I Am the Walrus dei Beatles. La sua introduzione al gruppo è, come al solito, sagace, ironica e dialetticamente perfetta, puntando su tre elementi chiave: il successo nazionale e internazionale dei due ragazzi, il loro essere “controtendenza” – usa l’espressione “sabotaggio di un certo tipo di linguaggio televisivo legato alle mode” – e il forte coinvolgimento, a sorpresa, del pubblico. È chiaro che quando Manuel parla di moda parla di trap e di indie, i due generi più di tendenza negli ultimi anni, e spara quindi a zero sulle proposte musicali di artisti come Blind, Mydrama e su molte assegnazioni di Hell Raton.

Agnelli traccia una linea invisibile di confine fra i suoi gruppi, lontani dalle mode, e quasi tutti gli altri concorrenti, apostrofandone diversi (indirettamente) come “fast food music“, ma Manuelito è arrivato preparato allo scontro ed è pronto a rifarsi delle difficoltà dell’ultima puntata. Intanto, però, dopo l’esibizione, se Emma è entusiasta della performance del gruppo e Mika si complimenta ma sottolinea la poca espressività della performance vocale, provocando una reazione indispettita di Agnelli, Hell Raton non si espone. Interviene solo in un secondo momento, quando Manuel sottolinea a gran voce il fatto che siano una band di due componenti, e ribatte che esistono, in realtà, diverse composizioni del genere. Ciò che conta, intanto, è che il tavolo si è scaldato e il clima è già teso; i giudici stanno per tirare fuori gli artigli, il duello fra i due Manuel sta per iniziare.

È il turno di CMQMartina e quindi di Hell Raton, che presenta la ragazza con un discorso estremamente calzante e diretto. Nelle scorse puntate, infatti, è stata sottolineata qualche volta la sua natura, di manager prima ancora che di artista, con una punta dispregiativa, come quasi a svalutarne la competenza. Risponde con una splendida introduzione:

Il senso del mio lavoro, quello di discografico, è quello di tutelare e di accompagnare per mano ogni artista che bussa alla nostra porta. A ‘sto giro non la ho solo accompagnata per mano, ma ci siamo presi tutto il braccio di CMQMartina.

Queste frasi non hanno, dunque, solo lo scopo di raccontare, con un gioco di parole, che la canzone scelta dalla ragazza è tatuata sul suo braccio, ma anche quello fondamentale di ribadire con orgoglio la dedizione al proprio lavoro. Pronti? Via! CMQMartina si esibisce con La prima cosa bella di Nicola di Bari, accompagnata da un sorprendentemente elegante Slait.

Manuel Agnelli affonda la sua prima critica e inizia a sparare: per lui l’esibizione è un’occasione sprecata di sfruttare l’orchestra, è leggermente imprecisa a livello vocale e poco innovativa. La frase che chiude la serie di appunti: “Non capisco bene che cosa sei, non riesco a metterti a fuoco“, fa sorridere in modo ironico Hell Raton, che ha una risposta pronta ed efficace. Siamo già in una fase infuocata dello scontro fra i due giudici: Manuelito sa che l’atteggiamento critico di Agnelli, davanti a delle buone contro-argomentazioni, sarà percepito da casa come superbo e arrogante.

Per questo la sua controbattuta è accompagnata da un sorriso furbo e dai complimenti generali all’orchestra, ma è anche una stilettata provocatoria e piuttosto pesante:

Mi dispiace che Manuel sia confuso puntata dopo puntata. Io non sono tanto bravo con l’Italiano, sono più bravo con le grafiche, se vuole gli faccio un disegnino. Martina è questo, Martina è l’altro, Martina è tutto. Queste ragazze sono come camaleonti, ci trasformiamo ogni volta. Poi se vi mandiamo in confusione ci dispiace.

La reazione di Manuel Agnelli alla controbattuta in affondo di Hell Raton.

Passano più in fretta i turni di Blind e N.A.I.P – i loro giudici capiscono che oggi lo scontro è fra i due Manuel e possono tirare un sospiro di sollievo – e si arriva a Mydrama, l’artista più urban fra quelle di Hell Raton, scossa dal ballottaggio della scorsa puntata che ha fatto infuriare il suo giudice. Manuelito ha bisogno di tattica per rivitalizzare la sua concorrente e tende una trappola che funziona alla perfezione. Non appena Agnelli inizia la sua battaglia contro l’autotune portato sul palco dalla ragazza, Mydrama ed Hell Raton iniziano a sghignazzare; la sua voce è stata naturale al 100%. Il giudice più acculturato, musicalmente parlando, di X Factor ha confuso un vibrato naturale con un effetto di correzione vocale, è cascato in pieno nella trappola tesa da Manuelito, che ridacchia contento: tutto sta andando secondo i suoi piani, è Mourinho in conferenza stampa che affonda il colpo su Guardiola, con questo stratagemma è convinto di avere salvato Mydrama dal ballottaggio. Il pubblico la voterà e voterà contro Manuel: il suo bersaglio sono senza ombra di dubbio i Little Piece Of Marmelade.

È anche per questo che non affonda il colpo di fronte agli errori dei Melancholia nella cover di Hunter di Björk, il gruppo di punta di Manuel Agnelli, ma anche quello favorito alla vittoria finale di X Factor, sa che se tutto va secondo i suoi piani i Melancholia saranno un avversario da affrontare in una finale epica e piena di pathos.

Agnelli, invece, ha un piano tattico diverso: con la sua enorme mole di critiche e dubbi sollevati, sta indebolendo un po’ alla volta la credibilità degli altri concorrenti in favore di quella dei suoi, ma forse sta esagerando un po’ troppo e il pubblico da casa potrebbe percepire comprendere e non apprezzare la sua strategia. È proprio questo quello che succederà, ma in modo imprevedibile e turbolento: lo scontro fra Manuel e Manuelito porterà a una rovinosa e controversa eliminazione, quella dei Melancholia che, basandosi sul mero talento individuale, avrebbe senza dubbio dovuto vincere X Factor 2020. Chi ne ha pagato lo scontro non è stato né Agnelli né Hell Raton. Solo il talento.

L’esibizione polemica – probabilmente in modo eccessivo – e strepitosa dei Melancholia a “Hot Factor”, dopo la loro eliminazione.

Infatti, dopo l’ennesimo attacco di Agnelli a una concorrente di Manuelito, stavolta Casadilego, e l’ennesima risposta del giudice di origini ecuadoriane – e anche dopo un’esibizione di due personalità di spessore del rap italiano, Ernia e Guè Pequeno – è il momento di un sorprendente ballottaggio.

I favoriti ad andare al ballottaggio sono evidentemente Mydrama, che ha rischiato anche la settimana prima, e gli underdog, i LPOM, una concorrente di Manuelito e un gruppo di Manuel. Apparentemente, se la meno votata sarà Mydrama, Agnelli avrà vinto questo primo scontro e al contrario, se saranno i Little Piece Of Marmelade, lo avrà vinto Hell Raton.

Alessandro Cattelan, con la solita compostezza, chiama sul palco i sette concorrenti. Osserviamo i loro volti: Blind e le tre ragazze nascondono l’ansia dietro un sorriso splendente, N.A.I.P mantiene la solita espressione piuttosto indecifrabile, i due dei LPOM sembrano piuttosto rilassati, mentre Benedetta dei Melancholia è piuttosto nervosa, come se in qualche modo stia temendo ciò che accadrà nei prossimi minuti.

Dopo una rapida spiegazione delle regole, Cattelan procede all’apertura della busta, per leggere il nome del concorrente che andrà al ballottaggio, e ha un sussulto, al punto da dover ripetere che sta per leggere un solo nome per una seconda e infine per una terza volta. Quando pronuncia il nome dei Melancholia, scompone per un attimo la sua immagine quasi robotica, sconcertato dal fatto che siano loro i meno votati. La notizia è così inaspettata da generare reazioni turbate e di estremo sconvolgimento, come le seguenti:

È un momento cruciale, perché sono i giudici a dover scegliere chi salvare e chi eliminare fra i Melancholia e N.A.I.P (per regolamento al ballottaggio va anche chi ha totalizzato meno streaming) e se Manuel e Mika salvano, chiaramente, i loro concorrenti, per Emma e Hell Raton la scelta è più difficile. La prima, con fatica, ma coerentemente con le idee che ha sempre portato avanti, salva i Melancholia ed elimina N.A.I.P. Tocca a Manuelito che, in pochi secondi, sonda le sue preferenze reali e quelle strategiche, ipotizza cosa accadrà in entrambi i casi di eliminazione e forse ripensa per un attimo a quando, nella puntata precedente, un voto di Agnelli gli era quasi costato l’eliminazione di Mydrama.

Considerati tutti questi elementi, Hell Raton elimina i Melancholia e, chiaramente, è difficile capire se si tratti di una scelta tattica o di sincera preferenza. In ogni caso la sua strategia ha funzionato, ha colpito nel segno: ha salvato le sue tre ragazze ed è riuscito a mandare al ballottaggio un gruppo di Manuel. Non saranno i LPOM, ma forse, a livello prettamente strategico, è un colpo ancora più clamoroso.

Il voto è delegato al cosiddetto quinto giudice, il pubblico, e forse qui Agnelli paga davvero le critiche, spesso eccessive, scagliate nelle ultime due puntate e un atteggiamento eccessivamente superbo, tant’è che a vincere il ballottaggio è N.A.I.P. La vittoria strategica di Manuelito è chiaramente da condividere con Mika, ma a che prezzo? Quello di eliminare dalla competizione i più talentuosi? Forse sì, perché come afferma Hell Raton X Factor è solo un gioco, fuori c’è la musica vera, quella fatta di concerti e di album.

L’ultima parola, in ogni caso, va ad un Manuel Agnelli annientato sul piano della tattica ma molto più interessato a un’altra sconfitta, quella musicale dei Melancholia, eliminati dal pubblico, una giuria invisibile che non ha saputo riconoscerne il talento assoluto. Il suo commento, preceduto da un ironico “complimenti” diretto a Mika e a Manuelito, è sofferto e lapidario:

Credo che sia un fallimento in un’edizione che si prometteva come completamente diversa dalle altre e lo è stata fino a un certo punto. Credo che i Melancholia siano la bandiera di questo cambiamento. È stato un grandissimo, grandissimo fallimento. È stato un fallimento del tavolo dei giudici, un fallimento mio, è devastante. Spero che (i Melancholia) riusciranno a fare grandi cose anche fuori di qua.

La seconda parte del duello – La furia di Agnelli contro Manuelito:

La reazione di una figura come Manuel Agnelli a una sconfitta che lo tocca profondamente non poteva essere banale. La sfida strategica si è trasformata in una tragica eliminazione dei più bravi.

Il pubblico insorge sui Social Network, chiede un secondo conteggio dei voti, ma la reazione del giudice è più simile a quella di un cavaliere distrutto e ferito nell’orgoglio. Non ha perso Agnelli, ma hanno perso i suoi valori; probabilmente la sensazione è quella di inadeguatezza al contesto e allora sceglie di uscirne, di fingere, di abdicare, regalando complimenti ironici ai concorrenti, specialmente alle tre del suo rivale, Hell Raton.

A CMQMartina dice: “Sei stata bravissima, hai ballato benissimo!”, di fronte a una brillante Crudelia cantata da Mydrama (la stessa della “trappola dell’autotune”) commenta: “Bravissima, bravissima, sei stata molto emozionante e sai stare sul palco come pochi qua, l’hai cantata molto bene!” e infine si alza in piedi per Yesterday di una perplessa Casadilego: “Quando c’è un pezzo gigantesco, si vede che sei gigantesca. Hai bisogno di grandi pezzi, non farti normalizzare, così spacchi!”.

Non sorprende le meno votate saranno Mydrama e CMQMartina, due concorrenti di Hell Raton: il giudice perde smalto, perde grinta, perde garra; è come se senza quell’avversario così ostico e pugnace non riesca più a “giocare a X Factor”. È come se senza Mourinho non abbia più stimoli senza Guardiola, non abbia più interesse a vincere. Ma il duello si rinnoverà ancora una volta prima della fine della puntata, raggiungendo il suo momento più esplosivo e bellicoso: i commenti alla seconda performance dei LPOM.

I Little Piece Of Marmelade rappresentano ancora la vittoria di Agnelli e il pubblico da casa, ascoltando i suoi buffi complimenti, pensa fra se e se: “Chissà cosa succederà alla fine…“. Perché i LPOM sono gli ultimi a esibirsi e devono in qualche modo vendicare i Melancholia, ma soprattutto perché l’orgoglio ferito di Manuel sta per esplodere in modo furibondo.

Il fuoco negli occhi di Agnelli mentre introduce l’esibizione dei Little Piece Of Marmelade.

Agnelli, nella sua feroce e glaciale arringa, ripercorrerà una per una tutte le polemiche affrontate nel corso della puntata.

Le prime cose che afferma? Che i LPOM sono due, proprio come aveva orgogliosamente dichiarato dopo la loro prima performance, e che potevano scegliere di presentarsi come una serie di coppie molto note, da Beavis and Butthead ai “Tre amigos! che hanno perso un amico” – chiara frecciata a Mika e a Hell Raton – e invece hanno scelto di essere i Little Piece Of Marmelade.

Subito dopo inizia a parlare di musica, di un sound violento e iconoclasta, di un ritornello che passa dal 7/4 al 4/4 e di una linea melodica che farebbe gola – guardacaso – a qualsiasi inedito delle under donne.

Infine un messaggio al pubblico da casa:

“Vi amiamo (per aver portato i LPOM qui) dolorosamente ma inevitabilmente, solo due avverbi, ma sicuramente più di quanti ne siano mai stati usati in tutte le canzoni trap messe assieme. Quando l’autotune si fa duro i duri iniziano a suonare.”

che chiude un discorso violento, tanto affascinante quanto discutibile, e anticipa un’esibizione dei Little Piece Of Marmelade – l’ennesima! – di enorme spessore.

Emma si dice confusa della presentazione del giudice, Mika si complimenta con i ragazzi, ma Hell Raton si sfrega le mani: può tornare a giocare, a divertirsi, a sfidare Agnelli, ma quest’ultimo, stavolta, non ha alcuna voglia di duellare. Manuelito propone un punto di vista interessante e lo affronta da manager: “Siete forti, siete energia, siete di rottura qui a X Factor, ma come procederanno le vostre carriere una volta finito questo show?”.

Manuel Agnelli risponde innervosito che a suo parere la tattica del collega sia quella di ripetere le cose talmente tante volte da renderle vere, ma Hell Raton ribatte che non è tattica. È vero: c’è tanto show nel loro duello, ma si tratta di un sincero scontro di idee, ancora prima dello scontro strategico che si è romanzato in quest’articolo. È uno scontro generazionale, di generi musicali, di posizioni (artista vs discografico), di comunicazione e solo in ultima battuta di tattica. Il “romanzo” va letto in quest’ottica.

Tornando al tavolo, ritroviamo un Agnelli furioso, che alza la voce, accusa Hell Raton di fare politica, lo interrompe, parla di tranelli e in un finale delirante legge il bollettino meteo della giornata, finché Cattelan lo interrompe ridando la parola a Manuelito. Non fa in tempo a chiedere ai LPOM: “Facciamo finta che vincete il programma, cosa c’è dopo?“, una provocazione a cui solo mezzora prima Agnelli avrebbe saputo rispondere con precisione e intelligenza, che viene interrotto ancora una volta: “Dopo ci sono io, la mia agenzia, produrrò il loro prossimo disco e li porterò ad aprire il mio prossimo tour!”.

La risposta di Hell Raton è perfetta: “Questa è politica!” e un Manuel Agnelli decisamente oltre il limite risponde: “Non è politica, ciccio. Fuori di qua loro hanno molto di più delle tue ragazze!”, finché è Alessandro Cattelan a dover interrompere il duello verbale, ormai davvero poco costruttivo.

Hell Raton, stremato dallo scontro con Agnelli, che intanto ha citato la sua frase sul “disegnino” (si veda qualche paragrafo sopra), cerca di chiudere con un discorso sincero e lucido, aperto così:

Ho sempre dato consigli a questi ragazzi. Non ho mai attaccato nessuno, ho solo dato consigli ai vostri concorrenti.

e mentre Cattelan colpisce goffamente in un occhio il batterista del gruppo con una bacchettata, Manuel conclude con un titolo che finirà in prima pagina su tutti i giornali: “Manuelito, tu non conosci niente!“.

Finirà in prima pagina davanti all’eliminazione dei Melancholia e anche davanti a quella, successiva, di CMQMartina, perché il quinto live di X Factor 2020 sarà ricordato come “la puntata dei duellanti“. Perché i due Manuel si sono sfidati con strategie e intuizioni, hanno perso entrambi un concorrente, ma, soprattutto, hanno generato un dibattito incredibilmente interessante, uno scontro fra due visioni della musica tanto valide quanto differenti.

Manuel Agnelli contro Hell Raton, Josep Guardiola contro José Mourinho, un cantante contro un cantante-manager, il frontman di un gruppo rock contro un rapper, un cinquantaquattrenne contro un trentenne. In una parola: duellanti.

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