The Illest Vol. 2 – Il nuovo capolavoro di Mostro

Di Recensione di The Illest Vol. 2, nuovo mixtape / street album di Giorgio Ferrario, in arte Mostro, rapper romano classe 1992. Il disco è stato pubblicato il 26 aprile 2019 per Honiro Label ed è prodotto interamente dal duo Enemies, composto dai beatmaker Manusso e Yoshimitsu.

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Mostro – Uno dei rapper più forti e sottovalutati d’Italia:

Giorgio Ferrario, romano classe 1992, in arte Mostro, era già considerato, ai tempi della sua collaborazione con Lowlow e, più in generale, con i ragazzi vicini alla realtà di Honiro, un predestinato: talento puro, dotato di un’attitudine hardcore unica in Italia e di una penna intelligente e completamente unica, che ripropone, in chiave ancora più esagerata, quell’ironia folle e schizofrenica del Fabri Fibra dei primi CD. Sono davvero pochi i ragazzi cresciuti fra il 2013 e il 2016 a non conoscere Scusate per il sangue, EP del 2014 tanto brutale in alcuni pezzi quanto poetico in altri e ultimo vero progetto degno di nota di Lowlow.

Il percorso di quest’ultimo, infatti, è stato caratterizzato dalla scelta – ormai evidentemente fallimentare – di abbandonare Honiro in favore di Sugar Music e lo ha portato a realizzare due album di livello davvero basso, accompagnati da pochi, strepitosi pezzi come Ulisse e Il sentiero dei nidi di ragno, che mostrano il suo effettivo talento. Al contrario, al termine della loro collaborazione, Mostro ha saputo rinnovarsi ed evolversi, proseguendo il suo percorso con Honiro, giovandone (si pensi alla riuscitissima collaborazione con Ultimo) e sfornando dischi sempre più belli.

Dal 2012, anno in cui è uscito Tre Stronzi Mixtape con Nick Sick, – featuring presente nel nuovo CD – Mostro ha pubblicato, in ordine, Scusate per il sangue, i CD da solista: La nave fantastma, The Illest, Ogni maledetto giorno, primo vero successo commerciale, e adesso The Illest Vol. 2. In realtà, come qualche lettore potrebbe osservare, il primo The Illest è un mixtape e di conseguenza dovrebbe esserlo anche il nuovo capitolo della saga.

Il mixtape, infatti, è quasi un marchio di fabbrica di Honiro, etichetta che vanta la pubblicazione di veri e propri pezzi di storia dell’hip hop italiano: si pensi al secondo e al terzo Quello che vi consiglio di Gemitaiz, a Game over mixtape di Jack The Smoker, a Barabba Mixtape di Achille Lauro e a Escape from heart di Madman, Quest’ultimo progetto citato è, come i due The Illest di Mostro, un ibrido fra un tape e un vero e proprio album: ha strumentali completamente inedite ed è stato registrato e composto in maniera molto professionale, senza lasciare nulla al caso.

Nel caso del nuovissimo The Illest Vol. 2, le caratteristiche che lo dipingono più come un CD che come un mixtape sono ancora più evidenti: il progetto è stato infatti caricato – come d’altronde il primo – su ogni piattaforma di streaming e, soprattutto, è acquistabile fisicamente in ogni libreria o negozio di CD. Addirittura, Mostro ha deciso di seguire un instore tour molto massiccio, per pubblicizzare il progetto e, nelle varie interviste a cui ha preso parte, ha sempre preferito usare termini come “disco” o “album”, piuttosto che mixtape. Per questa serie di ragioni, si parlerà di The Illest Vol. 2 come di un CD e lo si tratterà da tale.

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The Illest Vol. 2 – Passione, coraggio e maturità:

The Illest Vol. 2 è composto da dodici canzoni per un totale di trentacinque minuti di musica, ma al contrario di quanto si possa pensare è tutto fuorché leggero, ma anzi è  uno dei progetti più densi di contenuti degli ultimi anni. Se si dovessero usare tre parole per descrivere questo disco, queste potrebbero essere passione, coraggio e maturità.

Passione perché The Illest Vol. 2 è un disco che evidenzia l’enorme passione di Mostro per l’hip hop: propone metriche esaltanti, ricerca un suono, un linguaggio e un tipo di immaginario unico, sperimenta tanto e soprattutto è profondamente sincero. Come ha detto Mostro in Sono quel che sono:

Perché questa merda qua è semplicemente vera

Coraggio perché dopo un successo commerciale come quello di Ogni maledetto giorno, molti artisti avrebbero sposato sonorità più tendenti al pop o quantomeno avrebbero smorzato la componente più “cruda” del loro stile. Il rapper romano, invece, ha dimostrato non solo di non avere alcuna intenzione di censurarsi – lo dimostrano pezzi come L’anno del serpente, Voci in testa, Still Ill, Diavolo Magro – ma addirittura di voler rendere ancora più estrema la sua musica, sposando sonorità  ancora più hardcore degli scorsi dischi, grazie alla collaborazione con il solito duo Enemies: Yoshimitsu e Manusso.

Infine la terza parola non può che essere maturità, perché, nonostante Mostro sia ancora un rapper molto giovane (ha ventisei anni, la stessa età di Sfera Ebbasta e di Ghali), è riuscito, migliorandosi tappa dopo tappa, a crescere esponenzialmente a livello di penna e flow, compiendo un percorso di cui The Illest Vol. 2 è l’opera massima, il vero capolavoro.

Come spiegato in precedenza, il CD è stato interamente prodotto da Enemies, duo storico di Honiro, formato da Manusso e Yoshimitsu, insieme al quale Mostro e il rapper Nick Sick militavano nell’Ill Movement. I due beatmaker hanno realizzato, in The Illest Vol. 2, un lavoro clamoroso, caratterizzando i dodici pezzi del disco con suoni unici e mai sentiti nel panorama artistico italiano.

Mostro è infatti, in questo momento, il rapper più hardcore d’Italia per i concetti che esprime, per il suo graffiante timbro vocale e per le sonorità che sceglie di sposare. Non dev’essere stato affatto facile, dunque, realizzare delle strumentali di qualità, che siano in grado di valorizzare la crudezza e la brutalità dell’artista, spesso portando il producer a spostarsi su altri generi musicali, (si pensi a pezzi come Nicotina, Non voglio morire e Still Ill) senza mettere in secondo piano la sua voce e le sue parole.

I suoni dell’album sono sempre caratterizzati da un’aura magica, in pezzi come Diavolo Magro demoniaca e in altri come Voci in testa addirittura spettrale, sposando sonorità sempre diverse: dal pianoforte molto pulito di Soldi e puttane e Le tre di notte ai bassi impetuosi di Tutto passa e Nicotina, passando per le chitarre metal di Still Ill. Un ultimo, meritatissimo applauso va fatto agli Enemies per la maniera in cui hanno gestito i cambi di ritmo del disco, come l’ultima parte dell’intro L’anno del serpente e i ritornelli di pezzi come Cani bastardi o Guanti neri, Balaclava, quest’ultimo in particolare davvero da brividi.

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Da sinistra a destra Manusso e Yoshimitsu, insieme gli Enemies, produttori dell’ultimo CD di Mostro, The Illest Vol. 2.

Riconosciuti a Manusso e a Yoshi i loro grandi meriti, è il momento di parlare del “main artist” del progetto, Mostro, rapper che ha saputo valorizzare il suo talento e lavorare con accuratezza a ogni particolare del disco. È davvero lampante, infatti, come The Illest Vol. 2 sia di gran lunga superiore al 90% degli album di rap italiano sotto tutti i punti di vista: a livello ritmico, si è già parlato delle strumentali, ma non dei mille flow originali del romano e della sua capacità di interpretare ritornelli super impressivi, e soprattutto a livello lirico, per metriche, incastri, vocabolario, scelta del tipo di contenuto da raccontare e del modo con il quale lo si racconta.

Partendo con ordine: Mostro è stato spesso considerato dal pubblico un rapper con una voce inadatta a scorrere liscia sui beat e questo era constatabile nei suoi primi lavori, in cui il suo flow era molto meno scorrevole di oggi. Ormai, però, disco dopo disco l’autore di Ogni maledetto giorno ha reso più scorrevole il suo modo di rappare, senza perdere la grinta e la foga che lo caratterizzavano.

The Illest Vol. 2 non include neanche una strofa sottotono, ma, anzi, ne sono presenti alcune davvero straordinarie, in cui i cambi di flow stupiscono l’ascoltatore: si pensi a Guanti neri, balaclava, che passa da ritmi calmi e riflessivi ad altri veloci e impetuosi in funzione dello storytelling. In L’anno del serpente, invece, Mostro cambia divide la canzone in quattro momenti, il terzo dei quali è caratterizzato da una metrica velocissima, delle rime crudissime – appunto da “Illest” – e degli incastri di altissimo livello.

Dal punto di vista metrico, infatti, The Illest Vol. 2 è un CD di primissimo livello, per la varietà di schemi adottati e per gli incastri realizzati nelle strofe, come in questi due estratti:

[L’anno del serpente]: Sergio Tacchini è la tuta
Sorrido, mi arriva la svolta col disco
La mia nuova puta mi fa dei bocchini di Cristo
Che preferisco i tuoi baci di Giuda

[Voci in testa]: Fumo sempre quale quattro e venti
Non hai flow, né stile, né argomenti
La tua opinione, no, non mi tocca
Me lo prendi in bocca finché non ti spacco i denti

Ciò che però rende The Illest Vol. 2 uno dei progetti più completi e maturi del 2019 nonché dell’intera carriera di Mostro è certamente il suo aspetto lirico e la sua straordinaria varietà di contenuti. Come nei più celebri e riusciti album di questo genere musicale, neanche una singola parola dei testi del rapper romano è stata scritta casualmente, consentendogli un’indiscutibile originalità di temi – banalmente nel CD non è presente neanche una canzone d’amore – e la scelta di un immaginario del tutto unico, caratterizzato da una fortissima componente horror.

Mostro gioca con la morte, usa la parola “uccidere” sottovalutandone volontariamente significato, ma allo stesso tempo, quando necessario, sa trattare in maniera profonda e struggente il tema del lutto, avendolo vissuto proprio sulla sua pelle. Allo stesso modo, si autodefinisce “Diavolo Magro”, raccontando nell’omonima canzone una sua immaginaria nascita, in cui viene tirato fuori dal ventre materno dalle sue corna demoniache.

Se da un lato Mostro descrive voci spettrali che gli sussurrano di essere il nuovo Gesù Cristo, giocando con temi horror e rendendoli parte del suo immaginario, nel disco sono presenti episodi in cui, letteralmente, esce dal suo personaggio. In The Illest Vol. 2 sono presenti testi scritti da Mostro, come Voci in Testa, Diavolo Magro, Nicotina e Still Ill, che trasportano l’ascoltatore nel mondo macabro e brutale dell’artista, e altri in cui a parlare è Giorgio Ferrario, come Non voglio morire, una meravigliosa poesia sul senso di attaccamento alla vita, Tutto Passa, L’anno del serpente, Sono quel che sono e Le Tre di Notte.

Quale rapper è in grado di scrivere versi come:

Mamma non voglio morire
Guardami, vomito bile
Ancora non so bene quello che voglio
Ma so che ho bisogno ancora di soffrire
, yeh, yeh
Ho ancora troppo stile
Ho ancora un cervello che è pieno di idee
Ed un cuore che è pieno di spine

Ho ancora colpi dentro al mio fucile
Ancora non credo all’amore
Per me è solo un’illusione
Come l’estate nelle mattine di aprile
Danziamo su un campo minato evitando le mine

Mamma non voglio morire

nel 2019? Pochissimi. The Illest Vol. 2 è un disco completo, composto da banger d’impatto, nati per non rendere il disco noioso e eccessivamente focalizzato sulla lirica, e soprattutto da pezzi in cui Mostro ha letteralmente messo il cuore su carta. I temi affrontati spaziano dal lutto alla realizzazione umana, dal senso della vita all’amore per il rap, passando ancora alla rivincita, sociale e musicale, e al significato dell’ostentazione.

Inoltre, The Illest Vol. 2 è un disco incredibilmente sincero e autobiografico: sono presenti molti riferimenti a vecchi pezzi/CD (c’è persino una citazione a Sogni Appesi dell’amico Ultimo) e citazioni a diversi episodi della vita e della carriera di Mostro. In Cani Bastardi, per esempio, una barra è dedicata a Vittorio, fratello venuto tragicamente a mancare in un incidente stradale, mentre nell’intro L’anno del serpente, l’artista chiarisce finalmente due grandi interrogativi del pubblico: il suo rapporto con Nick Sick e quello con Lowlow (con entrambi ha condiviso un progetto musicale: rispettivamente Tre Stronzi Mixtape e Scusate per il sangue):

Voi dite a Nick Sick che nonostante tutto non ho mai avuto un amico migliore
Poi dite a LowLow che no, per me non c’è rancore
In fondo la competizione è ancora la mia spinta, allora che vinca il migliore

La rima diretta a Lowlow dimostra la raffinatezza della penna di Mostro, che prima rassicura l’ascoltatore, spiegandogli che non ha alcun tipo di problema con l’ex collega, e poi sferra il colpo, lasciando intendere, con quel “che vinca il migliore”, che effettivamente non vuole sottrarsi al confronto. In questo momento, qualità musicale, numeri e credibilità nella scena non lasciano spazio a dubbi: Mostro è il migliore e di conseguenza anche il vincitore.

Un’ultima parentesi va dedicata a una canzone, la nona dell’album, Guanti neri,   Balaclava, che forse rispetto ad altre passerà in secondo piano, a livello di ascolti, ma è comunque un autentico capolavoro. Il brano è uno storytelling unico, che in due strofe riesce a fare affezionare l’ascoltatore al protagonista, un uomo costretto dalla sua pessima condizione economica a tentare un colpo in banca, per salvare sua moglie e per la figlia che porta in grembo. Senza svelare altri dettagli sulla storia raccontata dal rapper, che va scoperta e interpretata personalmente, si può affermare senza dubbio che Mostro ha scritto – e rappato con dei cambi di ritmo entusiasmanti – una vera perla, curandone in ogni dettaglio scrittura e aspetto musicale.

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La valutazione di The Illest Vol. 2:

In conclusione, in virtù delle considerazioni espresse fin ora, è evidente come ci si trovi di fronte a un progetto di qualità eccezionale, curato in ogni singolo dettaglio, dagli aspetti ritmici e musicali a quelli lirici. The Illest Vol. 2 è senza dubbio il disco migliore di Mostro, risultando addirittura migliore del suo ultimo, ottimo progetto Ogni Maledetto Giorno.

Inoltre, come accennato all’inizio della recensione, The Illest Vol. 2 è un progetto molto coraggioso, nella sua originalità, perché ricerca la qualità piuttosto che il consenso del pubblico: scelta, nel 2019, più unica che rara. Bisogna, quindi, riconoscere a Mostro (e al suo team) la crescita artistica, il grande lavoro dietro al disco e soprattutto il fatto che The Illest Vol. 2 sia un vero e proprio capolavoro.

L’unico difetto, comunque marginale, che si può forse trovare nell’album, è la presenza di due soli banger alla portata di tutti: Voci in testa con Madman e Nicotina, già in rotazione nelle più note playlist di Spotify. Forse, un terzo brano dalle liriche meno impegnative, magari in featuring (i tandem Mostro-Salmo/Fabri Fibra sono ancora dei sogni, per il pubblico del romano), avrebbe contribuito a rendere virale il CD.

Al di là di questo aspetto di poco conto, Mostro ha realizzato uno street album destinato a farlo crescere, artisticamente e numericamente, con cui si consoliderà senza dubbio in una scena che ha sempre più bisogno di rapper come lui: completi, sinceri, giovani e profondamente innamorati del loro lavoro. Perché (è inevitabile citare questa quartina una seconda volta):

Questa roba non è rap
Non è hip hop, non è rock, non è jazz e non è metal
Non è niente di quello che credi
Perché questa merda qua è semplicemente vera

Ascolta The Illest Vol. 2 su Spotify:

 

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