Izi, Weekend e il clamoroso feat in inglese con se stesso

Oggi, 10 maggio, è uscito a mezzanotte Aletheia, il nuovo e terzo CD di Izi, dalle sonorità sperimentalissime, che mostra l’evidente maturazione del genovese. Nella tracklist era presente un “featuring misterioso” e oggi quella collaborazione si è rivelata “essere con Izi stesso”, che ha scelto di rappare la canzone per metà in italiano e per metà in inglese. Come si è potuti giungere a una scelta così rivoluzionaria? Soprattutto, che conseguenze avrà sulla scena rap italiana?

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È l’11 aprile di un 2019 piuttosto spento, che fatica a seguire i ritmi del precedente 2018, che sfornava ottimi dischi a rotazione quasi mensile. Fin qui il rap italiano ha sfornato bei dischi, come UOMO! e Clash, non certo però dei capolavori, e un solo grande progetto destinato, per suoni e liriche, a essere ricordato: Re Mida di Lazza. Fortunatamente, Aprile porterà idee, freschezza e, soprattutto, grandi progetti: da 68 Till the end di Ernia ai due album Scialla Semper e The Illest Vol. 2, di Massimo Pericolo e Mostro.

Comunque, quell’11 aprile viene annunciato un disco, Aletheia, che il pubblico bramava e desiderava. Da circa un anno circolano in rete memes e vignette sui dischi di Marracash e Izi, parlandone quasi come se fossero rapper assenti dalla scena. Se nel caso di Marra questa battuta ha un effettivo fondo di verità, Izi è invece un rapper produttivamente costante: ha pubblicato tre dischi in quattro anni, una media davvero alta!

I due dischi in questione sono Fenice e Pizzicato, due grandissimi dischi, che dimostravano la volontà del rapper di seguire un percorso marcatamente personale, per molti aspetti sperimentale, in buona sostanza: poco spazio a ciò che vuole il pubblico, l’artista deve fare arte. Proprio per questo Izi non è mai riuscito a dare seguito alla prima hit della generazione “trap”, Chic, vero e proprio capolavoro nonché pietra miliare della nuova scuola: il genovese non ha mai neanche pensato alla possibilità di assecondare il pubblico, ha sempre seguito solo l’istinto artistico!

Passano dodici giorni dall’annuncio di Aletheia e Izi pubblica su Telegram la tracklist e i cinque featuring del CD: il solito Sfera Ebbasta, alla quinta collaborazione con il genovese, Speranza, due artisti francesi, Heezy Lee e Josh, e un artista menzionato come ??? in Weekend. Il pubblico inizia da subito a scaldarsi e a chiedersi spasmodicamente quale possa essere questa collaborazione tanto clamorosa da venire censurata per generare più hype.

Qualcuno parla di rapper italiani, si fanno i nomi di Massimo Pericolo, di Nayt, della Dark Polo e di Guè Pequeno, altri invece ipotizzano una posse track con Tedua, Rkomi, Ernia e nuovamente Sfera. Sulla nostra pagina, si era considerata anche la possibilità – più probabile – di un feat internazionale di portata stratosferica e si era parlato di artisti come Offset, Future e 21 Savage. Questa teoria, effettivamente, si è in parte rivelata corretta, perché in Weekend è presente una parte in inglese, ma questa è cantata proprio da Izi.

In pratica, Izi ha fatto un featuring con se stesso! Tralasciando l’aspetto “marketing” – assolutamente geniale – la parola “collaborazione” calza a pennello: in Weekend è come se fossero presenti due Izi diversi, quello che rappa in italiano e quello che lo fa in inglese. Inoltre, la strofa è scritta e cantata in modo magistrale, a livello di flow, di vocabolario e di metrica: riesce a conservare le caratteristiche stilistiche dell’artista, di fatto cambiando semplicemente la lingua con cui comunicare e scegliendone una assolutamente più adatta al rap. È proprio la strofa in inglese a conferire a Weekend quella musicalità internazionale che lo rende un pezzo straordinario: non ha proprio nulla da invidiare alle grandi hit americane, come Rockstar di Post Malone, Butterfly Effect di Travis Scott o Moonlight di XXXTentacion.

Come si è potuti arrivare a una canzone di un rapper italiano in inglese?

Fino a cinque anni fa sarebbe stato impensabile realizzare un pezzo per metà in inglese e per metà in italiano e Weekend è solo l’ultimo atto di una rivoluzione messa in atto dalla generazione di Izi e dunque di Sfera, di Tedua, della Dark Polo e di Ghali. Il primo featuring internazionale, ovvero il primo passo della rivoluzione che ha trasformato il rap italiano – non la prima collaborazione estera in assoluto: già Fibra, Guè e diversi altri artisti avevano duettato con artisti francesi, latini e americani – è stato quello di Sfera nel disco del marsigliese SCH.

Da lì in poi, il duetto con l’artista estero è diventato praticamente un requisito per il rapper italiano di Serie A, si pensi a Sfera che collabora con J Balvin, Kalash, Quavo, Rich The Kid, Lary Over, Rvssian, A$AP Ferg e Miami Yacine, alla Dark Polo che rappa con gli spagnoli Los Santos e ancora con Rich The Kid, a Tedua che realizza pezzi con Coyote Jo Bastard e Sofiane e Ghali con Lacrim.

Anche i veterani della scena hanno sposato con entusiasmo il trend: Emis Killa in Supereroe ospita la superstar 6ix9ine, Guè Pequeno il portoricano Cosculluela in Sinatra, mentre Madman fa produrre la hit di MM Vol. 3 al canadese Bijan Amir. Quasi tutti i grandi nomi della scena attuale hanno collaborato con uno o più artisti stranieri: da Axos a Giaime, passando per Lazza, Vegas Jones, Salmo, Enzo Dong, Capo Plaza, Drefgold, Jamil e Vacca.

Quali saranno le conseguenze della scelta di Izi?

Dopo la pubblicazione di Rockstar, Sfera Ebbasta aveva esposto, durante un’intervista per Esse Magazine, la sua volontà di realizzare un intero brano in lingua inglese, al fine di completare la sua internazionalizzazione al cento per cento, ma, almeno fin ora, questa canzone non è ancora uscita. Nel remix di Cupido, realizzato con Quavo, Duki, Khea ed Elettra Lamborghini, tuttavia, il rapper di Ciny aveva tradotto in spagnolo il suo ritornello, cantando:

Yo que soy tan chic’ me lo sé
Que este trapboy me hace bien
Con otras me hago el estúpido (Skrt, skrt)
He tomado tanto que ni sé

Tuttavia, persino un rivoluzionario come Sfera si era fermato a un ritornello in lingua straniera e l’unico altro artista a tentare il passo era stato Ernia, nel 2017 con Pas Ta Fête, rappando in francese un breve bridge ante-ritornello.

In pratica, Izi è il primo noto rapper italiano a rappare una strofa in lingua straniera e, dunque, Weekend rappresenta un momento storico per il genere. Era un passaggio necessario ed è particolarmente significativo che a fare il salto sia stato proprio il “bimbo magico” di Mercedes Nero: un artista con la A maiuscola, che nello stesso disco rappa in inglese, reinterpreta de André e sperimenta musicalmente in maniera incredibile.

Forse già lo si poteva affermare prima di Aletheia, ma in questo momento è impossibile non accorgersene: Diego, Izi, è ufficialmente entrato nella storia della musica italiana, come artista, come rapper e, soprattutto, come trandsetter.

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