Beba – Real Talk ha ospitato la miglior “female rapper” d’Italia?

Per la prima volta, nell’ultimo episodio di Real Talk, il programma Youtube di Kuma e Bosca, si è esibita una female rapper italiana, Beba. Il movimento urban femminile è ormai ricco di interpreti: oltre alla torinese: Baby K, Chadia Rodriguez, Priestess, Madame, Leslie, Fishball, Marteena, MC Nill, Luna, Roshelle e Myss Keta. Perché dunque si può dire che proprio Beba sia la miglior rapper donna d’Italia?

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Beba – L’identikit della torinese che ha dato spettacolo a Real Talk:

Real Talk è quella trasmissione che dimostra regolarmente quanto la tecnica nel rap italiano conti ancora parecchio e che spesso offre agli artisti una vetrina di primissimo livello sulla scena italiana. Nessuno dimenticherà le migliori esibizioni: la velocità di Vegas Jones, le metriche di Dani Faiv, le punchlines di Lazza e Jack The Smoker, i dissing di Highsnob, le liriche emotive di Il 3, gli extreabeat di Nayt e il flow di Clementino.

Per la prima volta nella storia del programma, mercoledì scorso, l’ospite è stata una “female MC”, Beba, all’anagrafe Roberta Lazzerini, torinese classe 1994, nota al grande pubblico per il suo banger Groupie, prodotta da Lazza, e per il suo dissing con Chadia RodriguezLa sua carriera è relativamente breve, ma nei suoi pezzi e freestyle la ragazza ha dimostrato classe da vendere e polidericità, alternando pezzi autocelebrativi in maniera estremamente femminile, come 3ND, Groupie e Morosita, a brani più chill e tendenti all R&B come Chicas.

La performance esposta a Real Talk, come spesso accade ai rapper ospiti, ha evidenziato tutti gli aspetti del talento della giovane artista, permettendole di esibirsi su tre beat: in ordine cronologico di Trapptony, TwentyTwo e Bosca. Beba ha dimostrato una tecnica clamorosa: rappa veloce e in maniera chiarissima, ha una bella voce e un flow assai particolare, aggressivo e allo stesso tempo sensuale.

La bella penna di Beba, inoltre, è sempre pronta a stupire l’ascoltatore: è sfacciata, ma la sua volgarità è ironica e mai fine a se stessa; scrive grandi punchlines e, soprattutto, è irriverente “per entrambi i sessi”. I rapper, come cantava Marracash in Le leggende non muoiono mai, infatti, hanno da sempre il nemico immaginario, verso cui sferrare barre incandescenti, come in una battle di freestyle, ma senza un vero avversario. La particolarità incredibile di Beba è che il suo “nemico immaginario” è, talvolta, un uomo che tenta miseramente di portarla a letto, senza destarle il minimo interesse, e altre volte invece una rivale musicale donna, portando spesso molti ascoltatori a cercare, dove non c’è proprio, un attacco a una collega realmente presente sulla scena.

Perché Beba è la miglior “female rapper” d’Italia?

Come detto nell’intorduzione dell’articolo, la scena urban italiana è ormai ricca, finalmente, di artiste che inseguono senz’altro il mito di Cardi B, la rapper più famosa al mondo, che negli USA è idolatrata dal pubblico e stimata dalla critica. Sulla scia de suo impressionante album Invasion of privacy, molte delle rapper italiane – Beba in primis – si sono convinte della possibilità di imporsi sul mercato, per la prima volta nella storia del paese.

In realtà c’è un’artista che si è già distinta, nel passato, per numeri e fama, Baby K, nata come rapper dai toni piuttosto hardcore – in pochi ricorderanno le sue collaborazioni con Gemitaiz e Guè Pequeno – ma rapidamente consacratasi come icona del mondo del pop.

Più recentemente, nella scena, si sono imposte tre voci, diversissime e provienti da realtà opposte (rispettivamente Tanta Roba, Yalla Movement e Machete Productions): Priestess, Chadia Rodriguez e, appunto, Beba. Priestess, pugliese, ha uno stile più ricercato e tendente al canto delle due colleghe, che invece interpretano le nuove sonorità trap, in modo comunque completamente opposto. Se si dovesse fare un parallelismo con gli artisti maschi della nuova scuola, verrebbe quasi scontato paragonare Beba, per la sua penna intelligente e le sue punchlines, a Lazza e Chadia, per la sua tendenza a usare l’autotune e per il suo personaggio dedito a raccontare sesso, droga e vita sregolata, a Sfera Ebbasta.

Facendo tuttavia l’elenco delle rapper italiane, è impossibile non notare che Beba sia un passo avanti, per più motivi, a tutte loro, per tre ragioni che si elencheranno qui sotto.

1) Per il suo clamoroso talento tecnico e lirico:

Innanzitutto, è fondamentale chiarire che Beba è una rapper italiana. Nonostante, infatti, abbia sperimentato molto, provando anche a realizzare un brano R&B come Chicas, la ragazza rappa sempre e persino i suoi ritornelli hanno pochissime parti cantate, e questo non accade con tutte le artiste urban italiane. Per rendere questo concetto ancora più semplice, basterebbe dire che, per esempio, Baby K non può essere considerata la migliore rapper italiana, semplicemente perché non è una rapper, e lo stesso si potrebbe dire di Madame, talentuosissima cantante R&B che con il rap ha veramente poco a che fare, o, ancora, di Myss Keta e di Roberta Branchini del Pagante.

In secondo luogo, il talento di Beba non è minimamente discutibile: ci sono rapper donne che non sono assolutamente paragonabili ai colleghi maschi, mentre la torinese è perfettamente al loro livello e, anzi, superiore a moltissimi di questi, a livello ritmico e di scrittura. Artiste come Roshelle, Fishball e Chadia sono evidentemente carenti sotto questo aspetto, al punto che quest’ultima è costretta a sopperire alle sue lacune con soluzioni più o meno “lecite”, come un’autotune correttivo spesso esagerato e un ghostwriter d’eccezione – il cui ruolo nella composizione dei testi delle canzoni è molto poco chiaro – il colosso dell’hip hop italiano Jake La Furia.

2) Perché non tenta di emulare i suoi colleghi maschi:

Come si è detto, Beba è fortissima, ma non è l’unica rapper italiana a possedere un talento tecnico cristallino. Leslie, autrice di Dammi Corda, è altrettanto incisiva sulle strumentali, così come Priestess quando realizza strofe come quelle di Extraterrestri, Alaska e Giuro che, o anche Marteena, MC – forse svizzera – ascoltabile in Square Flag Posse, con, fra gli altri, Mattak e Funky Nano.

I testi di molte ragazze, anche fra le più forti, sono tuttavia troppo simili a quelli che scriverebbe un collega maschio: è il caso di Marteena, di Leslie e soprattutto di Fishball.

In Dammi Corda, per esempio, Leslie canta:

Ho spezzato il cuore di chi mi amava
Ho perso la testa per una troia
Non starmi addosso mi manca l’aria
Anche la droga oramai mi annoia

L’ascoltatore medio, per intendersi, se vorrà sentire un artista che “ha perso la testa per una troia” sceglierà con ogni probabilità un rapper maschio, poiché quella barra potrebbe averla cantata Capo Plaza così come Side Baby, così come altri mille ragazzi della nuova scuola.

Al contrario, Beba è un’artista che punta tantissimo sulla femminilità, sulla sensualità, sull’essere una donna che rappa e questo la rende davvero unica nel panorama italiano. Nella puntata di Real Talk alcune sue punchlines sono particolarmente divertenti e uniche, proprio perché sono delle “female rhymes”, delle rime pronunciate da una ragazza. Per esempio, non si può fare a meno di citare la divertentissima citazione a Vaffanculo Scemo di Fabri Fibra:

Non voglio un uomo che rappi punto
Figurati in bikini
Io faccio bene il rap, giusto
E pure i bocch—

verso volutamente provocatorio ed esagerato: davvero geniale. Inoltre, anche la rima che ha “fatto cadere il presentatore Kuma dalla sua sedia” è estremamente divertente e allo stesso tempo immerge l’ascoltatore in una scenetta comica e surreale:

Tutti questi li ho già visti, li ho sentiti
E mi suonano così finti che mi chiedo come cazzo fate
Lui la gira e la lecca sulla mia pancia, sì
Dopo ne gira un’altra
Poi alla quinta si gira e mi chiama “Frate”

3) Per la sua consapevolezza dei suoi mezzi e dei suoi obiettivi:

Venerdì scorso, il 19 aprile, è uscito Brava, il primo album ufficiale di Priestess, per distacco una delle artiste più talentuose della scena musicale italiana: canta bene, rappa bene, sperimenta tanto, ha uno stile di scrittura evidentemente riconoscibile e non somiglia ai colleghi dell’altro sesso.

Tuttavia, rispetto a Beba, pur essendo entrambe due rapper validissime e diversissime, per obiettivi e tendenze musicali, la ragazza pugliese è di gran lunga più difficile da comprendere. La sua musica è complessa, a cavallo fra tantissime influenze musicali, la sua penna molto enigmatica: alterna poesia e cultura a rime su vestiti e marijuana con una semplicità disarmante, sa essere leggera e profonda senza che l’ascoltatore percepisca la differenza.

Beba, invece, ha un vantaggio che la farà trionfare, alla lunga: è estremamente riconoscibile in quello che fa, risultando allo stesso tempo sincera e spontanea. Lazza stesso, amico della rapper, in un’intervista per Fanpage la definisce “una tamarra” e probabilmente a lei la definizione piace parecchio. Beba è sì, una ragazza evidentemente intelligente e sensibile – lo dimostra per esempio il modo in cui si rapporta con i fan – ma con una profondissima vena autocelebrativa, provocatoria e irriverente. Questi aspetti del suo carattere arrivano con facilità all’ascoltatore, permettendogli immediatamente di entrare subito nel “mondo Beba”.

Tuttavia, questo è un “terzo punto opzionale”, non è una caratteristica che rende Beba in qualche modo migliore di Priestess: semplicemente spiega il motivo del successo che ha ottenuto e otterrà in futuro.

In conclusione:

Beba è, come detto, una forza della natura e riesce a esprimere il suo talento in modo spontaneo e sincero, convincendo anche il pubblico con la sua personalità scoppiettante. Tuttavia, questo per Beba non deve essere altro che un punto di partenza del suo percorso: la torinese ha realizzato poco più di cinque singoli ed è addirittura una rookie nell’ambito degli album (molti scommetterebbero su un suo CD a fine 2019).

Dunque, in virtù della sua bravura e della sua predisposizione, Beba non deve per nessuna ragione sedersi sugli allori, ma anzi, traguardo dopo traguardo, le conviene cercare di non perdere la corona ottenuta. Di contro, le altre rapper non devono pensare di esserle minimamente inferiori, ma anzi sono tenute a cercare di superarla: perché, per una scena di artiste capaci e forti, non c’è ingrediente migliore della competizione.

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