Abbiamo intervistato Jack The Smoker e Charlie KDM per farci raccontare il progetto Cantera Machete

Abbiamo chiamato Jack The Smoker e Charlie KDM per parlare del progetto “Cantera Machete Vol. I” prodotto da Machete e fortemente voluto dalla crew per dare spazio a nuovi rapper emergenti.

Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Jack! Ciao Charlie! È un piacere per me conoscervi, approfondire con voi il “progetto Cantera” e sono anche onorato di poter intervistare un artista del calibro di Smeezy!

Charlie KDM: Grazie mille frate! È un piacere per noi.

Jack The Smoker: Grande!

Sergio: Cantera Machete Vol. I è un progetto unico per il panorama italiano: non si era mai visto un progetto mainstream composto da tracce di soli emergenti. Nella prima parte dell’intervista, quindi, vorrei parlare dell’idea dietro il progetto, mentre nella seconda approfondirei il disco vero e proprio. Innanzitutto vi chiedo una panoramica su Cantera Machete… Quando è nato? Quando avete definito il vostro ruolo da talent (Jack The Smoker e Charlie KDM hanno ascoltato e valutato, con il supporto della community, i brani degli 80 artisti emergenti selezionati da un totale di circa 10.000 candidati, ndr)? Quali erano gli obiettivi del progetto?

Charlie KDM: Allora: Cantera Machete nasce semplicemente dalla nostra necessità di ascoltare nuova musica. Progetti del genere sono sempre stati nelle nostre corde, non a caso da sempre scopriamo ragazzi che spaccano e lavoriamo con loro, e in questo caso Cantera nasce da un mio brainstorming con Manuelito, Yas e Slait. Volevamo rendere concreta la ricerca di nuovi talenti e si è deciso di affidare il progetto a me e a Jack. Io in particolare, occupandomi del merch, sono sempre circondato da ragazzini che mi propongono la loro musica, mentre Smeezy accoglie in studio una moltitudine di giovani artisti, di Milano e non, che spaccano! Manuelito ha proposto di sviluppare il format su Twitch, una piattaforma che conosce molto bene, e una volta decise le modalità del progetto non restava che farlo partire.

Sergio: Quali erano i vostri obiettivi di partenza?

Jack The Smoker: In realtà quando abbiamo lanciato il format gli obiettivi erano ancora da definire, perché l’idea della compilation fondamentalmente è nata intorno alla terza puntata. Gli artisti che avevamo scelto sono stati ascoltati da Slait e, visto il loro talento, abbiamo concordato che valeva la pena offrigli uno spazio. Diciamo che Cantera Machete si muove in una direzione precisa: la ricerca di novità e di nuove leve valide. Io, in particolare, ho ragionato cercando talenti futuribili senza pensare più di tanto a prospettive di vendita.

Sergio: L’hai sempre fatto in carriera, d’altronde. Penso a Dani Faiv…

Jack The Smoker: Esatto! Mi diverto a cercare la scommessa futuribile, a crescere il talento dalla fondamenta. In un certo senso è quello che è successo a me quando Bassi Maestro ci ospitava in studio. Il fatto che io non cerchi necessariamente il risultato economico credo permetta agli artisti di lavorare con maggiore serenità e margini di crescita più ampi, senza che questi si sentano obbligati a vendere tot copie con il loro primo album. A mio parere i giovani devono vivere la musica senza soffermarsi necessariamente su numeri e prospettive economiche, altrimenti la loro produzione ne risulterà contraffatta.

Sergio: Mi interessa capire la decisione, unica nel panorama italiano, di proporre una compilation mainstream di artisti emergenti. Da cosa è stata motivata questa scelta?

Charlie KDM: Dal fatto che la musica spaccava! (ride)

Jack The Smoker: Il fatto è che quando lavori su una piattaforma come Twitch, che insegue il target dei giovanissimi, rischi di non raggiungere l’intero pubblico. Noi volevamo dare ancora più spazio a queste giovani promesse e abbiamo deciso di dargli la possibilità di lavorare in studio, con attrezzature di qualità e sotto la supervisione artistica di Stabber. Abbiamo alzato la posta in palio, perché attraverso questi passaggi l’artista cresce. Proponendo una metafora calcistica, è chiaro che i primavera del Milan, durante gli allenamenti, imparano continuamente da Ibrahimovic: perché li motiva ad allenarsi con più intensità, gli trasmette i giusti insegnamenti tattici e tecnici, li rimprovera quando sbagliano…

Sergio: E poi l’emergente diventa Leao(ride)

Jack The Smoker: Esatto! (ride) Siamo super gasati!

Sergio: Prima mi spiegavate che il “progetto vivaio” è sempre stato nel DNA di Machete e di risposta ho citato il lavoro svolto negli ultimi anni su Dani Faiv, ma in realtà di esempi ce ne sarebbero diversi: da Lazza a tha Supreme passando per Beba, Mara Sattei e Young Miles. Se è vero che il crew ha sempre prestato molta attenzione alla coltivazione di giovani talenti, qual è allora la grande novità di Cantera Machete?

Charlie KDM: Sicuramente l’approccio-Cantera è molto interattivo e ci ha permesso di avere a che fare con tantissimi ragazzi. Abbiamo scoperto Dani Faiv perché andava in studio da Smeezy e tha Supreme perché era un genio della musica e non poteva passare inosservato. Grazie al format che abbiamo proposto, invece, siamo riusciti ad allargare il più possibile il radar! In un secondo momento, poi, abbiamo concretizzato il progetto nel Cantera Machete Vol. I: gli abbiamo messo “gli scarpini ai piedi”, dandogli la possibilità di rapportarsi con una realtà professionale.

Sergio: Ascoltando la compilation, è chiaro che si tratta di un progetto completo, in cui si alternano i più vari stili di rap. Nella tracklist ci sono pezzi street, brani riflessivi, c’è una canzone R&B di una female rapper, Rivincite di Zoelle, e addirittura un brano in dialetto, 1, 2, 3 di Pit. È giusto dire che Cantera Machete punta forte sull’eterogeneità?

Jack The Smoker: Assolutamente, perché il lavoro non è di direzione artistica sul singolo rapper, ma di direzione di un progetto. Magari una puntata del contest è stata vinta da un artista che aveva un sound particolarmente moderno e allora la volta dopo cercavamo di spostarci su uno stile di rap più classico. Volevamo dedicare ogni puntata a una sfumatura diversa di questo genere, anche in base agli ospiti che ci sono passati a trovare.

Charlie KDM: L’eterogeneità del disco dipende dal fatto che non abbiamo mai suggerito agli artisti quale fosse il loro stile ideale, ma li abbiamo semplicemente aiutati a massimizzare la resa delle loro canzoni. Volevamo che ognuno portasse il suo stile e la sua voglia di fare.

Jack The Smoker: Non volevamo che il risultato finale fosse la compilation degli artisti preferiti di Jack The Smoker e Charlie KDM, ma un ritratto della nuova scena. Abbiamo cercato di massimizzare il valore dei pezzi più fighi che ci sono arrivati.

Sergio: Che cosa vi ha stupito di più della nuova scena?

Charlie KDM: Assolutamente la fame! Oggi il mercato musicale del rap è ghiotto e i ragazzi lo sanno: alcuni di loro ci credono con tutto il cuore e gliene va dato atto.

Jack The Smoker: Qualche anno fa non avevi la prospettiva di costruirti un futuro con il rap, mentre i ragazzi di oggi hanno le idee chiare, sanno già usare il computer e sono più pronti rispetto al passato.

Sergio: Secondo voi qual è l’aspetto più innovativo del progetto?

Charlie KDM: A me gasa tanto il fatto che si riconoscano le scuole cittadine del rap. Si vede che i rapper di Milano, Napoli, Roma e Palermo, per esempio, sono completamente diversi l’uno dall’altro. Hanno riferimenti diversi, approcci diversi e gusti diversi! A livello stilistico, credo che sia qualcosa di davvero figo.

Jack The Smoker: Ovviamente, poi, è tutto in “salsa moderna“: i rapper che abbiamo scelto hanno sound freschi e riferimenti contemporanei. Devono migliorare nella personalizzazione della loro musica, ma è naturale: Ince per esempio, che può piacere come non piacere, è stato scelto per la sua unicità. Ha un modo originale di sfruttare la sua voce, caratteristica che ritrovo davvero in pochi ragazzi.

Sergio: Jack faccio questa domanda a te perché sei un rapper di un certo stampo, probabilmente il wordplayer migliore d’Italia. Ascoltando la tracklist di Cantera Machete Vol. I, non sembra anche a te che alla nuova scena manchino un po’ di barre?

Jack The Smoker: Sì assolutamente, tantissimo! Lo dico a prescindere dalla compilation: infatti quando escono i miei lavori mi accorgo che incastri e giochi di parole non sono più apprezzati come un tempo. A me personalmente non me ne frega molto: ho impostato la mia musica in questo modo perché mi piace questo stile di rap ed è la linfa della mia felicità artistica e personale, ormai la gente me lo riconosce! Certo, mi rendo conto che oggi non c’è quella stessa spinta a stupire con le barre. Ti faccio un esempio: mio nipote di tredici anni spiegava il rap a mia suocera ed era già abbastanza assurdo… (ride) Il messaggio che arrivava era che testo e strumentale erano un po’ la stessa cosa: i ragazzini oggi pensano che non contano le parole di un brano ma soprattutto il mood, la musicalità. Il testo oggi non è così importante.

Charlie KDM: Però in Cantera un po’ di barre ci sono!

Jack The Smoker: Sì, non voglio fare lo sbirro cattivo, perché poi è normale che il rap si muova in questa direzione. Chiedere a tha Supreme di fare le punchlines non avrebbe senso, perché lui è un fuoriclasse in un altro campo. Allo stesso tempo, è chiaro come oggi le barre contino relativamente, nell’approccio al rap della maggior parte dei giovani.

Sergio: Chiedo a tutti e due: qual è il pezzo di Machete Cantera Vol. I che incontra meglio il vostro gusto musicale?

Charlie KDM: Io sono un fan dei pezzi dall’attitudine grezza e cruda, in linea con le origini di Machete, quindi mi piace tantissimo Click Clack di Jani. Allo stesso tempo apprezzo molto il sound di 1, 2, 3 di Pit e Medusa di Gori, l’originalità di Baing Baing di Ince e lo stile di Alphred Locura, tipico della sua scuola di rap.

Jack The Smoker: I miei pezzi preferiti sono paradossalmente quelli più lontani dal mio modo di fare rap. Morto a galla di Gioac ha una bella vibe, che riesce a raggiungermi, e mi convince anche a livello strumentale. Il ragazzo si è presentato in studio con un type beat, quindi il lavoro di Stabber va assolutamente sottolineato. Jani ha convinto anche me e Spika mi ha ricordato la scuola di Big Joe…

Charlie KDM: Sì, la scuola di Palermo spacca tantissimo!

Jack The Smoker: Sì, esatto, quel viaggio spacca, ma anche Alphred ha scritto un bel testo, molto interessante. Questi sono i miei preferiti, ma in fin dei conti mi piacciono davvero tutti i gli artisti della tracklist, chi più chi meno.

Sergio: Jack ma se domani ti viene voglia di realizzare un EP e di scegliere un featuring fra gli artisti della compilation, su chi punti?

Jack The Smoker: È un domandone, ma bisogna valutare prima il mood del pezzo… Non riesco proprio a sbilanciarmi!

Sergio: Chiuderei l’intervista chiedendovi il motivo di quel Vol. I su Spotify. Dobbiamo aspettarci l’inizio di una saga?

Charlie KDM: Se Dio vuole… (ride)

Jack The Smoker: E chi può dirlo? (ride)

Charlie KDM: Diciamo che ci sono le premesse per un Vol. 2!

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