A lezione da Lazza – In “Ferrari RMX” c’è tutto: genialità, hitmaking e tecnica pura

Nella title track del suo disco della consacrazione, Re Mida, Lazza spiegava il titolo del progetto e urlava al mondo: “se metto bocca è oro“. Proprio come il re della Frigia, secondo la leggenda, che tramutava in oro qualsiasi oggetto toccasse, il rapper affermava di riuscire a rendere disco d’oro qualsiasi brano in cui figurasse, con una punchline poderosa e autocelebrativa a dir poco. Re Mida era un disco muscolare e di imposizione, di cui un verso del genere era manifesto perfetto, ma era difficile immaginare che quella barra sarebbe stata addirittura profetica.

Anno dopo anno, infatti, il peso specifico di Lazza nella scena rap italiana è cresciuto a dismisura e, ripercorrendo le tappe della sua straordinaria carriera, non sorprende affatto che il 2022 sia stato l’anno del suo Eldorado.

  1. Il 2019, infatti, è stato l’anno della sua esplosione definitiva, grazie, appunto, alla forza di Re Mida, un album moderno, iper-tecnico e incazzato, impreziosito da due repack: Re Mida Aurum, con perle come Gigolò, e Re Mida Piano Solo, che reinterpretava in chiave piano e voce i brani più brillanti del disco, fra cui Morto Mai, Catrame e 24H.
  2. Il 2020, invece, è stato l’anno in cui Zzala è riuscito a dare continuità al successo del disco precedente, mettendo a segno più di 10 featuring stellari, un 64 bars di livello assoluto e un progetto, J Mixtape, fresco, stiloso e composto da esercizi di stile. Il messaggio: Re Mida è un punto di partenza, non certo un arrivo.
  3. Nel 2021, infine, anno in cui Zzala era già una superstar conclamata del rap italiano di cui si aspettava il nuovo disco con trepidazione, il rapper ha optato per un silenzio intelligente, infranto solo da poche apparizioni da MVP del rap italiano. Si ricordano, infatti i featuring in Alex, Ke Lo Ke, Morto di fame e, soprattutto, la performance magistrale nello studio di Fumez The Engineer a Londra. Per il terzo anno consecutivo, Lazza si confermava un autentico fenomeno.
La strepitosa performance di Lazza nello studio di Fumez The Engineer ha confermato ancora una volta il suo talento, le sue capacità da punchliner e la modernità del suo modo di rappare.

Il 2022 di Lazza, dunque, non è altro che la conseguenza di un percorso di crescita fatto di dedizione, duro lavoro e scelte vincenti. In ogni caso, però, i numeri di Sirio non possono che lasciare a bocca aperta qualsiasi ascoltatore: il rapper è l’artista dell’ultimo decennio che ha collezionato più primi posti in nella classifica FIMI dei dischi più venduti (per intenderci, ll’ultimo a raggiungere un simile risultato in Italia è stato Vasco Rossi nel 2011).

Un tale record non stupisce: Sirio è un disco completo, in cui Zzala passa con destrezza da tracce rap come Topboy (o trap come Piove, Puto e Bugia) a hit pop moderne come Panico e Molotov. C’è spazio per sfumature latine, come in Cinema, per sfumature dance, come in Senza Rumore, ma anche per la drill di Jefe e 3 Pali e per il piano e voce dell’intro Ouv3rture. Insomma, Sirio è un disco fantastico, tecnicamente, liricamente e musicalmente, e soprattutto è per tutti: capace di convincere gli ascoltatori più affezionati di Zzala e contemporaneamente di attrarre un pubblico nuovo.

A quanto pare però – e forse è proprio questo il segreto del suo successo – Lazza è non mai davvero sazio: per questo, anche dopo un disco dal successo incredibile, ha continuato a garantire featuring di grande livello, come S!r!, MI Anthem e I soldi e la droga, e poi, all’improvviso ha annunciato il remix di una hit da 172 milioni di streaming in tutto il mondo: Ferrari.

La nostra video-recensione di “Sirio“: un disco perfetto per un nuovo step della carriera di Lazza.

La scelta di remixare Ferrari è furba e geniale, proprio come le numerose citazioni ai classici del rap italiano a cui Zzala ci ha abituato: chi non si esalta a sentirlo citare Brivido in 3 di cuori, All’ultimo respiro in Morto di fame e La prima volta in Colpiscimi?

Il rapper, infatti, ha imparato a intrecciare il suo talento con un marketing musicale accattivante e astuto, fatto di scelte infallibili. Lazza è bravissimo a gestire la responsabilità delle sue citazioni ai Dogo, a Salmo e a Emis Killa (persino a Drake, Travis Scott e Don Omar) ed è scaltrissimo a sfruttare i suoi omaggi, da un lato, per alzare il livello della sua musica e, dall’altro, per mandare il pubblico in visibilio. Come potrebbe un ascoltatore del rap italiano non emozionarsi di fronte a un “la prima volta ricordo era un fine settimana”? È assolutamente impossibile, ma Lazza riesce a fare di più, contestualizzando le citazioni in modo raffinato e perfetto per impreziosire la sua musica.

Il meccanismo che porta a Ferrari è il medesimo. Il remix di un rapper italiano di una superhit dance che nel titolo ha un simbolo italiano di fama mondiale era un successo annunciato e una scelta infallibile (per di più facendolo uscire nel weekend del Gran Premio di Monza). Tuttavia, Lazza – torniamo al tema della fame costante del rapper – non si è accontentato di esaltare il pubblico e di accompagnare dolcemente quel successo annunciato, ma ha scelto di scatenarsi e di reinventare il brano, mettendo a segno un pezzo che è qualcosa di più di un remix: è una rivoluzione.

Furbizia, genialità e talento insieme: è il cocktail della grande hit.

Per cominciare l’analisi tecnica del remix di Ferrari, bisogna dire che Zzala (solito astuto conoscitore del marketing musicale), aveva rilasciato uno spoiler piuttosto intrigante, facendolo ascoltare per la prima volta in un suo live il 22 agosto, due settimane prima dell’uscita effettiva del singolo. In quel concerto si erano potute ascoltare in modo molto chiaro: una rivisitazione del ritornello in cui “can I be honest?” diventava “portami dove” e una brllante strofa cantata dal gusto melodico, un po’ in stile Molotov / Jefe.

Il pubblico si era già innamorato di quelle rime, di quel flow a salti, di quella metrica mai scontata nel rap di Zzala e anche di quel tormentone che era il “portami dove“, spammato per il web persino dall’autore del brano originale James Hype. Quello che gli ascoltatori non potevano aspettarsi, tuttavia, è che quella non era che la prima parte della reinterpretazione dell’artista di Sirio, che ha aggiunto al brano una seconda strofa rappata su note basse e profonde, molto più cruda di quella spoilerata, e addirittura un’outro dolcissima a dimostrare onnipotenza tecnica.

Non-scher-zo (No)
Se la strada è curva, non-ster-zo (Skrrt)
Voglio due milioni o contesto (Ah)
Mi sembra un po’ fuori contesto, ah, ah
One-sto (Onesto), Zzala è pa-tri-mo-nio Un-es-co (Unesco)
Già che la tua vita è a puttane (Bleah)
Porta al ma-tri-mo-nio un-es-cort, ah, ah, ah

La seconda strofa di Zzala in remix si è rivelata davvero straordinaria perché del tutto inaspettata per un singolo nato per essere una hit. Si tratta infatti di una strofa rap da vero feticista della tecnica, del wordplay e dell’incastro (patrimonio Unesco / matrimonio un’escort è una barra da sette sillabe che rimano!), in cui le metriche si intrecciano come corde di un braccialetto Scooby Doo. Quello di Ferrari è il Lazza appassionato di rap, di barre e di punchlines da capogiro, è il freestyler del Muretto che affrontava la sua città a colpi di rime mentre ascoltava i Dogo e Bassi Maestro… In un certo senso, quindi, è come se sia riuscito a portare quel bagaglio culturale prettamente hip-hop nel remix di una superhit dal potenziale incalcolabile. In un’unica frase: ha fatto sì che una una strofa per pochi sia diventata “commestibile” per il grande pubblico.

Inoltre, come si accennava in precedenza, Lazza non ha soltanto remixato Ferrari, ma attraverso un’aggiunta così corposa la ha letteralmente rivoluzionata. Basta pensare ai remix canonici dei brani internazionali dei rapper italiani (e più in generale europei) come Hace Calor e Mwaka Moon con Sfera Ebbasta e Pookie e Look back at it con Capo Plaza: tendenzialmente ciò che viene aggiungo è una strofa e, al massimo, un bridge o un ritocco del ritornello originale. Lazza, invece, ha fatto di più e, in questo modo, si è dimostrato ancora una volta artista coraggioso e innovatore.

Parlare di numeri, a tre giorni dall’uscita del brano, è chiaramente prematuro, ma va segnalato che Ferrari RMX ha debuttato prima nella classifica dei Top 50 brani ascoltati su Spotify spostando S!r! in seconda posizione, un altro pezzo che ospitava comunque la voce del rapper (lo ha sottolineato con una delle sue “Twitter punchlines”).

È proprio vero: se Lazza mette bocca è oro…

C’è un’altra citazione di Zzala, in realtà, che si potrebbe utilizzare per raccontare la continuità e la costanza di Lazza ed è un estratto del brano Topboy, uno dei più apprezzati di Sirio:

Oggi sai che, se scrivi “Zzala”, leggi “Garanzia”

È proprio vero: oggi si può scommettere a occhi chiusi sui progetti, sui singoli e sui featuring di Lazza. Lo si può fare per la sua genialità, per il suo talento e per la sua tecnica, gli stessi ingredienti del successo esplosivo del remix di Ferrari e, più in generale, del suo Eldorado nel 2022.

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