Per Averti di Pyrex (feat. Rkomi) – Vale la pena rivoluzionare il proprio stile?

Com’è ormai noto, l’estate è la stagione in cui la musica si ferma: se le hit continuano a invadere stereo, spiagge e radio, d’altra parte gli artisti smettono di pubblicare musica. Con l’arrivo di settembre, tuttavia, il digiuno si interrompe e il pubblico, sempre affamato, non vede l’ora di ascoltare nuove canzoni e nuovi album.

Il resoconto del primo weekend di questo 2022 è piuttosto incoraggiante: non ci sono state uscite clamorose, ma è arrivato un particolarissimo (e convincente) album di VillaBanks e dei singoli molto brillanti di Dani Faiv, Quentin40 e Vale Lambo. L’uscita dal peso specifico più alto è senza ombra di dubbio quella di Per Averti, il nuovo singolo di Pyrex, il secondo del suo percorso da solista e il primo a ospitare un featuring: Rkomi.

Fino a maggio, infatti, il profilo Spotify di Pyrex ospitava esclusivamente collaborazioni del “principe” della Dark Polo Gang, come Cacao con Ghali e Non sto più in zona con Shiva, ma, al netto dei quattro progetti discografici a cui ha preso parte da protagonista con la DPG, è innegabile che il romano sia un peso massimo della scena italiana e il suo disco solista d’esordio non può che essere aspettato con curiosità ed eccitazione.

Inoltre, gli ultimi dodici mesi, fra le altre cose, hanno spiegato le ali delle carriere soliste di Tony e Wayne: il primo ha pubblicato un disco gangsta-rap focoso e di buon livello (con ottimi risultati discografici), mentre il secondo ha puntato su un ritorno in chiave pop-rap (con pessimi risultati). Ora, dunque, i riflettori sono puntati sul Principe Pyrex, considerato all’unanimità come il più tecnico del trio, il più versatile e il più acculturato musicalmente parlando. Tradotto: dal percorso solista di Pyrex ci si può attendere davvero di tutto.

Il singolo d’esordio del rapper, Sinfonia della distruzione, aveva inaugurato il percorso solista nel migliore dei modi, valorizzando la versatilità del rapper e permettendogli, da un lato, di uscire dalla sua zona di comfort attraverso un soave ritornello cantato e, dall’altro, di esaltare la sua “vena dark” con una strofa cruenta e brutale. La vistosa bipolarità del brano era la sua chiave di volta: nell’anima della sinfonia erano presenti due anime di Pyrex: quella a cui il pubblico era abituato e affezionato e quella nuova, conscious e dai toni piuttosto pop, intrigante perché poteva aggiungere al “cocktail Dylan” un quid di novità e, soprattutto, profondità lirica.

Il suo nuovo singolo Per Averti, presentato con una campagna promozionale da grandi occasioni, invece, solleva qualche dubbio, tanto dal punto di vista tecnico quanto a livello prettamente concettuale.

Innanzitutto, è fondamentale parlare del ruolo dei talentuosissimi Bnkr44 nella produzione (Erin) e nella scrittura (Erin, Faster e Piccolo), tant’è che Per Averti suona letteralmente come una loro canzone cantata da Pyrex, con il loro sound e il loro modo di interpretare melodie e ritornelli. Oltretutto, dal punto di vista tecnico si segnala una strumentale convincente e delle melodie molto catchy, ma anche un testo troppo essenziale nelle parti del rapper romano e troppo caotico sregolato nel flusso di coscienza della strofa di Rkomi.

Il vero nocciolo della questione, come si accennava, è concettuale: quello di Per Averti è un abito che sta davvero bene su Pyrex? Per rispondere a questa domanda bisogna dire che il tentativo di uscire dalla propria zona di comfort è sempre e comunque da apprezzare, nella musica ma più in generale nell’arte, ma in questo caso si parla addirittura di rivoluzione: Pyrex è passato da trapstar materialista e machista a cantante addolorato di un amore violento e possessivo.

È vero che siamo in un periodo di “fluidità” per gli artisti (pensate alla trasformazione di Chiello degli FSK da gangsta rapper ad angelo dell’emo-trap o anche alla transizione step by step di Rkomi da rapper a cantante urban-pop), ma è possibile per il pubblico accettare un cambiamento così drastico come quello del rapper della DPG? La chiave di lettura di questa seconda domanda è piuttosto soggettiva e dipende dal giudizio del singolo ascoltatore, mentre si può provare a dare una risposta strutturata alla domanda precedente.

È vero che Pyrex ha mostrato, nella sua carriera, sprazzi di profondità, anche se sarebbe più giusto parlare di “attimi di introspezione oscura“, ma questo è l’unico filo di coerenza che lega The Dark Album e Dark Boys Club a Per Averti. Nel suo nuovo singolo il sound porta una rivoluzione sonora e lo stile di scrittura una rivoluzione lirica, mentre, contemporaneamente, si è verificata una rivoluzione estetica del suo immaginario, prima ricco di gioielli e macchine veloci e ora fatto di canottiere e outfit da rockstar (a tratti addirittura da artista indie). Ancora, l’accompagnamento dei Bnkr44 indica anche una rivoluzione del team e del metodo di lavoro.

Se si pensa alle caratteristiche tecniche di Pyrex da rapper, ovvero un flow unico in Italia – impreziosito dal suo particolarissimo timbro vocale scuro e metallico – buone skill metriche e di punchline e grande carisma al microfono, sarebbe davvero un peccato se si trasformasse nell’ennesimo artista urban-pop. Per Averti, infatti, suona come un brano che poteva davvero essere cantato da chiunque, da Piccolo dei Bnkr44 allo stesso Rkomi, fino addirittura a Chiello, mentre pezzi di storia italiana della trap come i brani di The Dark Album testimoniano l’unicità del rapper romano.

Sinfonia della distruzione è stata un successo perché metteva la sperimentazione al servizio di Pyrex, valorizzandone le skills ampiamente note al rap italiano e permettendogli di uscire con successo e brillantezza dalla sua zona di comfort. Inoltre, era un pezzo che suonava davvero unico, come i brani di TDA (o brani del rapper come Dark Love Gang e Dennis Rodman). Per Averti, al contrario, è un singolo che farà successo ma si perderà in una miriade di canzoni simili. Soprattutto, però, si è rivelato un tentativo troppo rocambolesco di uscire dalla propria zona di comfort: è come se Pyrex si sia perso e, per ritrovare la strada, sia stato costretto ad appoggiarsi ai Bnkr44 e in un certo senso a rinunciare a una percentuale della sua quota stilistica. Dal proseguimento della sua carriera, dunque, è auspicabile che uno stile unico e affascinante come il suo venga valorizzato – e non schiacciato – in modo da garantire un disco solido e memorabile, che possa far crescere Pyrex come scrittore, come rapper e soprattutto come artista.

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