“Pensando a lei” e “Aston Martin” – La nuova brillante parentesi drill della carriera di Shiva

Il post-Dolce Vita, per Shiva, è stato tutto in discesa. È vero, infatti, che il suo CD ha riscontrato pessimi risultati in termini numerici, ma allo stesso tempo è riuscito a ricostruire la credibilità dell’artista di Milano Ovest e a riconquistare la fiducia dei suoi fan dopo un 2020 difficilissimo.

Nel 2021 Shiva ha puntato sulla qualità e sul coraggio, scegliendo di realizzare un progetto privo di featuring e lontano da logiche di ricerca forzata della hit. Dolce Vita è stato un disco trap di stampo americano, scritto in maniera sincera e autentica e dal sound “alla Lil Baby-Polo G”, difficile da capire per la scena italiana, ma impossibile da non apprezzare per gli estimatori del giovane talento di Bossoli.

In un certo senso – avevo intitolato così la mia recensione dell’albumDolce Vita può essere considerato il disco della rivincita rispetto alle mille critiche e polemiche relative alla pubblicazione di Auto Blu. Se l’obiettivo che Shiva si era posto era effettivamente la riconquista della sua credibilità, dell’ammirazione della scena e della stima della critica, non c’è alcun dubbio che si sia trattato di un progetto vincente, al di là dei risultati discografici poco esaltanti.

La sensazione è che Shiva, oggi, sia in forma e in piena fiducia, ma soprattutto che la pubblicazione di Dolce Vita lo abbia reso un artista più maturo e consapevole della sua forza artistica. Spesso, quando si discute il suo ruolo nella scena, ci si scorda di dire che si tratta di uno dei rapper in assoluto più moderni per sound, visione e immaginario, ma che allo stesso tempo le sue canzoni rivelano un approccio estremamente legato al rap. Da un brano di Shiva bisogna aspettarsi un ritornello cantato, sì, magari con l’autotune, ma la certezza è che le strofe sono sempre rappate. Il suo DNA artistico è profondamente hip-hop.

Come hanno giustamente sottolineato i colleghi di Esse Magazine:

Saper produrre una traccia che sia autenticamente rap e allo stesso tempo funzioni così bene a livello di impatto sul pubblico e di conseguenza sulle classifiche è una capacità che in questo momento vediamo scarseggiare tra le fila dei nuovi aspiranti rapper.

e questo stesso paradigma fatto di influenze moderne e autenticità rap è alla base della nuova parentesi artistica della sua carriera, una “fase drill” profondamente ispirata dalla musica dei rapper del Regno Unito.

La fase UK drill di Shiva: l’analisi di “Aston Martin” e “Pensando a lei”:

In Italia, fino a oggi, la UK drill non è mai stata davvero mainstream, nonostante sia stata importata più di un anno e mezzo fa (il manifesto è senza dubbio la hit Louboutin) e se ne parli tantissimo, spesso con gli stessi termini che si utilizzavano per raccontare il mondo urban del 2016. L’impressione, però, è che negli ultimi sei mesi questo nuovo genere stia letteralmente raccogliendo l’eredità musicale della trap e caratterizzando la maggior parte dei banger più freschi della scena, da Balaclava e Ke Lo Ke di Tony Effe a Moncler e Studio MOB di Lazza, passando per Sponsor, Monti, Crudo e addirittura lo storytelling Fumo di Massimo Pericolo. Non c’era alcun dubbio che un artista moderno come Shiva si sarebbe presto aggiornato, imparando a surfare la nuova wave.

Infatti, dopo la pubblicazione di Take 3, il terzo capitolo di una saga di pezzi-street, Shiva si è spogliato delle influenze di artisti come Lil Baby, Polo G e Lil Durk e ha spostato il mirino sull’Inghilterra e sulle strumentali “alla Central C“, pubblicando i brani Aston Martin e Pensando a lei e dimostrando ancora una volta la sua versatilità.

Aston Martin, la prima delle due tracce a vedere la luce, è un banger crudo e spietato, talmente fedele alle ispirazioni di stampo UK da ospitare una superstar drill come Headie One, che ha condiviso beat con artisti come Drake, Skepta, Future, Stormzy e Dave. Il cuore del pezzo è chiaramente il ritornello dinamico e poderoso, in cui Shiva impatta con forza sui kick secchi e martellanti del fedelissimo produttore Adam11:

I pull up in Aston Martin, dawg, non voglio assomigliarti (no)
Tellin’ it on my brotha, la tua troia tornerà in taxi (uh-uh)
Cresciuto in strada a sassi, impari a fare i sorpassi (ue-ueun)
Lei mi mette le ali, Aston Martin, Aston Martin (yeah)

Basta un solo ascolto a comprendere come il ritornello di Aston Martin non sia solamente efficacissimo a livello musicale, ma anche per linguaggio e attitudine: è aggressivo ed esplicito come ci si aspetta da un banger drill, si fonda sullo slang UK e si chiude con una punchline vincente che dà il titolo alla canzone.

Inizialmente, anche la strofa ripropone il flow recitato e pieno di pause del ritornello, per poi aumentare progressivamente il ritmo e il tasso tecnico delle barre, incastrando rime da giramento di testa sui feroci kick della strumentale:

Non è Audi né Lexus, Lexus (ueun), mo che faccio più soldi
E spesso avvocati e infami in versus stanno insieme in un cellphone spento
Più di un raga in S.O.S., non darà colpa a esso, essa
A un fréro non il mio K a destra, compro un capo firmato a testa

Successivamente, al termine della raffica di bassi e in corrispondenza di uno svuotamento del beat, Shiva rallenta nuovamente, dimostrando grande intelligenza e finalizzando così una strofa dinamica e tecnica, “da manuale della drill”.

Se tuttavia Aston Martin è un banger convincente come ne sono usciti tanti, che lasciava intendere l’adattabilità alla drill di Shiva ma poteva sembrare un episodio sporadico, Pensando a lei è il vero diamante della sua nuova parentesi musicale. Annunciata con larghissimo anticipo ma uscita solo la settimana scorsa, si tratta di una dolcissima street-love song interpretata su un beat drill. La vera nota di classe della canzone, però, è nel campione scelto da Shiva e dalla coppia di produttori Adam11-Finesse: la storica Replay di layz, trattata (a differenza di quanto era accaduto per Blue nella realizzazione di Auto Blu) con rispetto, cura e attenzione.

Nel ritornello di Pensando a lei, infatti, Shiva canta insieme alla voce di layz, intervallando il ritornello originale del pezzo con i suoi versi dolci e romantici e trovando così una soluzione artistica intrigante e raffinata, perfetta per valorizzare un pezzo d’amore così sentito e delicato.

Le strofe della canzone, però, non si fanno certo oscurare dal ritornello: Shiva sceglie un approccio rappato estremamente convincente, che contribuisce a rendere il pezzo una “street-love song”, ma soprattutto si fa trasportare da quella magia che premia soltanto i testi ispirati dall’amore. Difatti, sebbene il titolo e il ritornello del pezzo facciano riferimento a una “lei“, le strofe parlano invece a una “tu“: sono delle vere e proprie lettere d’amore rivolte a una musa ispiratrice:

Sei la mia modella con le Nike ai piedi
Sei la mia scelta, tu sei la mia melody
Sei troppo bella per ‘sti grattacieli sempre spenti, yo

Ciò che rende Pensando a lei un piccolo capolavoro è proprio da ricercare in questa scelta: parlare direttamente con la sua ragazza nelle strofe. Si tratta di un brano talmente romantico, intimo e dolce che fa sentire l’ascoltatore un “terzo incomodo”, uno spettatore di una storia d’amore trascinante e vivida, come quelle narrate nei film e nei romanzi. Inoltre, in Pensando a lei Shiva si espone e si esprime con una sincerità inimmaginabile, al punto che dopo versi come:

Si può pensare io sia un bugiardo quando le dico che è tutto okay
Non sa che all’inizio avevo paura anche solo a approcciarmi a lei

Tu che camminavi da sola nel centro
Stai diventando il mio centro
Il mio mondo sta prendendo senso

viene da chiedersi: “Ma è possibile che sia lo stesso artista di Aston Martin e Fendi Belt?”

Una parte della critica, poi, ha definito la scrittura del brano “da bambino e piena di cliché” e sul primo concetto si può concordare, anche se passaggi come:

Ma quando provi a guardare dentro i sentimenti
Tu ti spaventi 

più che puerili sembrano puri. Pensando a lei, infatti, non è una canzone poetica, ma un pezzo “di cuore”, straordinariamente semplice e spontaneo: d’altronde un bel testo d’amore, per emozionare, non deve necessariamente essere fatto di metafore o immagini ricercate. A volte basta la dolcezza della sincerità.

Per quanto riguarda, invece, la seconda critica che viene rivolta al brano, bisogna effettivamente riconoscere che alcuni passaggi come l’attacco della prima strofa:

Baby, non vuoi un trap boy (Boy)
Quindi non come noi (Noi)

Sono passato da avere niente a darti quello che vuoi

possono lasciare perplesso qualche ascoltatore, proprio come la similitudine, metricamente ben riuscita ma abbastanza forzata, fra la ragazza e una glock nella seconda strofa:

Battiti, stop, tu miri e shot, lasci un vuoto permanente (Pow-pow)
Lei sempre hot, come una Glock: o mi ammazza o mi protegge (Pow-pow)

È vero, ascoltando versi del genere non si può fare a meno di pensare ai cliché più tipici dell’immaginario drill-trap e forse il prossimo step della carriera di Shiva dovrebbe essere il loro superamento. Tuttavia, è eccessivamente severo soffermarsi su due o tre versi del genere in una canzone scritta con il cuore in mano e, soprattutto, che è in grado di regalare emozioni vere all’ascoltatore.

Non c’è ombra di dubbio infatti: Pensando a lei è una delle canzoni in assoluto meglio scritte dell’intera discografia di Shiva ed evidenzia un netto salto di qualità rispetto alla sua ultima love song Problema, uscita meno di un anno fa. Inoltre, il suo contrasto con Aston Martin è intrigante: quest’ultimo è un banger violento e arrogante, mentre Pensando a lei è dolce, romantica e raffinata. Forse, allora, non sono le strumentali UK drill a offrire un ventaglio di soluzioni limitate, come spesso si dice, ma sono i rapper a non aver ancora esplorato a sufficienza il genere.

Shiva sembra avere la voglia e il talento per sperimentare e divertirsi, per innovare e per trovare scelte alternative come remixare in questo modo un pezzo storico come Replay. Un suo EP interamente drill, realizzato a partire da Aston Martin e Pensando a lei, non è affatto difficile da immaginare. Anzi, potrebbe essere un’opportunità per chiudere il cerchio della rivincita e riscattare il “mezzo passo falso” di Routine EP, che aveva aperto il momento più critico della sua carriera.

Per concludere l’analisi, vale la pena proporre una riflessione a partire da un beef. Il passaggio alla drill di Shiva ha scatenato, come prevedibile, piuttosto stizzita da parte della Seven 7oo. I rapper del collettivo sono stati effettivamente primi in Italia a puntare sulla drill e hanno accusato pubblicamente il rapper di emulare il loro stile e il loro immaginario. C’è poco da dire a proposito del beef in sé, se non che Shiva ha risposto al fuoco con rime affilate e taglienti, disintegrando chi lo aveva provato goffamente a dissare, e che il suo apporto al genere è già oggi superiore a quello dei rapper di San Siro. Pensando a lei di Shiva e Alone di Rondo, per esempio, non sono minimamente paragonabili: il primo è troppo superiore al secondo per flow, scrittura, metriche e genialità creativa.

Ciò che vale la pena discutere, invece, è la tendenza di Shiva a cambiare pelle così spesso e in modo così netto: ogni anno sembra iniziare una nuova vita artistica piuttosto slegata dalla precedente e nella sua carriera è passato, per esempio, dal cantare di bossoli e di rapine all’essere il rapper commerciale di Auto Blu. Non stupisce, perciò, che in questo 2022 abbia cambiato ancora una volta le carte sul tavolo: se prima strizzava l’occhio allo stile trap-USA di Lil Baby e Polo G, oggi il riferimento è la UK-drill di Central CEE.

Da un lato, la volontà di Shiva di cambiare pelle è pienamente comprensibile: d’altronde si parla di un rapper giovane che vuole mischiare insieme tante influenze diverse e restare sempre aggiornato. Inoltre, considerata la sua versatilità artistica, fossilizzarsi su un unico stile sarebbe un vero spreco. Allo stesso tempo, però, non c’è dubbio che debba trovare un modo di rendere più coerente il suo percorso perché talvolta la sua discografia sembra presentare le caratteristiche di una bandiera: sventolare nella direzione in cui soffia il vento.

Ragionamenti del genere, però, non possono che restare di secondo piano: in questo momento, infatti, Shiva sembra avere piuttosto il vento in poppa. L’esplosione della drill si sta dimostrando un’opportunità vincente e sta valorizzando le sue caratteristiche tecniche. Se davvero dovesse arrivare un EP di questo livello, questa parentesi potrebbe rivelarsi la più brillante della sua carriera fino a oggi.

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