SLF: L’Unione fa la forza – Ecco la recensione di “WE THE SQUAD VOL.1”

Nel periodo in cui la Milano del rap è invasa da numerose faide interne tra i vari artisti, basta scendere al sud per vedere come invece Napoli al momento è sinonimo di aggregazione e il mixtape di SLF uscito il 28 gennaio ne è la dimostrazione lampante.

Articolo realizzato da Mariano Fasulo:

WE THE SQUAD VOL 1″ è il primo progetto di SLF, il collettivo napoletano composto da Lele Blade, Vale Lambo, Yung Snapp, MV Killa e Niko Beatz. Nel momento in cui è stato annunciato il mixtape erano già stati rilasciati i singoli “Squad” e “Ready” che, numeri alla mano, si sono rivelati dei veri e propri successi.
Ancor prima della nascita di SLF, i componenti avevano già collaborato molte volte tra loro vista l’enorme amicizia che li lega. È proprio questo legame a creare poi l’alchimia perfetta per un tipo di album collettivo come questo.

Il mixtape si presenta come un mix di sonorità diverse tra loro. Il disco non segue un concept preciso, come è giusto che sia visto il formato del mixtape, ma è più un susseguirsi di brani che abbracciano vari stili. Lele Blade e MV Killa sono forse quelli più improntati al rap puro, se così vogliamo definirlo. Vale Lambo sfrutta la grande capacità di creare linee melodiche interessanti grazie all’affinità con lo stile francese, mentre Yung Snapp porta il suo stile molto americano cavalcando una wave al momento unica in Italia.
Non manca anche una traccia dalle sonorità più spagnoleggianti come “Travesuras” che vede molto a suo agio soprattutto Lele Blade che già in passato ha dimostrato molta affinità con il raggaeton.

La grande intesa del collettivo salta all’occhio in tutte le tracce ma forse quella che ne rappresenta l’emblema è “Cypher. Qui abbiamo una breve traccia di 2 minuti in cui non ci sono ritornelli ma solo strofe e i rapper di SLF se ne palleggiano una a testa con grande fluidità. Tra loro si inserisce poi Geolier che, come al solito, si dimostra uno dei rapper più in forma del momento. Il suo feat è presente anche in “18 Anni” che vede la partecipazione anche di Fabri Fibra. Questa alla lunga sarà probabilmente una delle tracce del disco con maggior numero di ascolti su Spotify visti i featuring e anche il ritornello molto catchy.

Non mancano poi brani più sentiti e sentimentali come “Best friend”, “Playboy” e brani più zarri come “Nu cuofn”, “Pe forza” e “Cadillac”, quest’ultimo con Tony Effe in grande spolvero.
Il disco presenta un perfetto bilanciamento per tutta la durata e l’ascolto non è mai appesantito dalla ripetitività dei brani. L’intro e l’outro contribuiscono a questo bilanciamento grazie alla loro diversità. Se in “Dream team” l’intenzione è celebrare la forza del gruppo che viene rimarcata nel ritornello con la frase “We the squad”, nell’outro è tutt’altra storia. “Day One” è un pezzo molto intimo dove Yung Snapp e MV Killa si raccontano nelle strofe mentre Vale e Lele realizzano un bel ritornello in cui incitano a non mollare mai con la frase “So’ caduto, ma ce provo ancora, So’ caduto, ma torno cchiù forte”

Le produzioni sono curate sia dallo stesso Yung Snapp sia da Niko Beatz. Entrambi svolgono un lavoro egregio con beat mai ripetitivi pur non andando alla ricerca di innovazioni così significative. Da segnalare la produzione di “Pe forz” che presenta un cambiamento a metà della traccia tale da poterla dividere in due parti. Nella prima vediamo rappare MV Killa, mentre nella seconda le strofe sono lasciate a Yung Snapp e Lele Blade con Vale Lambo a completare il tutto con il ritornello. Simpatico l’interludio nel cambio di beat in cui c’è un dialogo tra Yung Snapp e Lele: “Tonì, ma ‘stu piezz nun l’amma fa pure nuje, nun’aggio capito?
‘O Lè secondo me l’amma fa pur nuje pe forz bro, lesgoski”.

Anche in questa occasione la scena campana si conferma forse quella più in forma del momento. Dopo una partenza a rilento all’inizio della nuova era del rap italiano nel bienno 20152016, gli artisti napoletani sono riusciti a ritagliarsi una fetta di pubblico molto importante e l’utilizzo del dialetto non ha impatatto negativamente su questo aspetto. Nonostante per alcuni non sia semplice capire al primo ascolto i testi delle loro canzoni, SLF è sempre riuscita negli anni a controbilanciare grazie alla forte musicalità del dialetto e alla possibilità di fare rime di grande impatto. Gli artisti napoletani sono ascoltati da sud a nord e con questo mixtape si aprono nuovi orizzonti. Combinando artisti con caratteristiche diverse sicuramente il risultato è un lavoro variopinto che permette sia di ascoltare il disco per come concepito e sia di scegliere le tracce da riprodurre in base al mood dell’ascoltatore.

“WE THE SQUAD VOL 1” è sicuramente un mixtape eccellente e potrebbe inserirsi in quella lista di mixtape culto dei vari collettivi italiani. Il fatto che sia stato inserito “VOL 1” nel titolo è un chiaro segnale di come ci sia l’intenzione di voler realizzare una serie di mixtape da parte di SLF. Avendo ogni componente del gruppo dei progetti da solista da portare avanti parallelamente, non ci si può aspettare una cadenza regolare di questi lavori. Ma forse questo è un punto a favore perché quando e se uscirà il prossimo capitolo sarà perché SLF riterrà il momento opportuno. Sicuramente li vedremo collaborare ancora molte volte nei vari lavori individuali perché i ragazzi lavorano da sempre insieme. D’altronde negli anni ci hanno sempre dimostrato come l’unione faccia la forza e, laddove ce ne fosse bisogno, lo hanno riconfermato con questo mixtape.

E voi cosa ne pensate di questo mixtape? La scena campana può essere definita come la più forte al momento? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

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