Fedez è un rapper, un politico o un influencer? Che importa…

Se in passato emergere era più complicato, ora sicuramente consolidare la propria carriera non è un gioco da ragazzi. Puoi essere bravo, talentuoso e intelligente quanto vuoi ma nel momento in cui devi far uscire un tuo progetto, il pubblico ti aspetta al varco per ascoltarlo ed esprimere la propria opinione.

Il rischio di floppare e ridimensionare lo status è elevatissimo, ormai non basta più fare solo un buon disco. Fedez è sempre riuscito ad occupare spazi notevoli nella scena pop-rap ma anche dello spettacolo in generale. I primi dischi sono caratterizzati da una cassa dritta predominante e un’ironia pungente che intriga l’ascoltatore ma senza una critica sociale esagerata.

Si è inimicato presto molti dei suoi colleghi così, vedendo che non poteva competere da solo contro tutti, è passato al pop in cui ha avuto i riscontri maggiori della sua carriera. Si è preso una grande fetta di pubblico che gli permise di essere considerato ”il rapper più famoso” da chi evidentemente non conosce bene il genere. Dopo di ciò il percorso dell’artista milanese ha avuto varie parentesi importanti come il joint album con J-Ax, il concerto a San Siro e la sua nuova vita imprenditoriale con la moglie. La sua fanbase si è espansa prendendo persone di tutte le età ma ovviamente di pari passo è aumentato anche l’hating nei suoi confronti.

Seguentemente le critiche a “Paranoia Airlines“, penultimo disco del classe ’89, saranno moltissime per un progetto che sicuramente non è un capolavoro. A quel punto Fedez doveva prendere una strada differente e non si parla solo di musica. Così ha deciso di esporsi di più, mostrare ciò che pensa e farsi portavoce di ideologie politicamente corrette e contrastabili solo da chi mal interpreta e dai peggiori esponenti della destra italiana.

Magari non è la scelta più audace ma indubbiamente originale e funzionale, detto ciò nessuno saprà mai se è sono solo mosse di marketing o c’è di più. Ma tornando alla musica, “Disumano” è l’album più adeguato per la ripartenza dell’autore di “Penisola che non c’è”. Ha sperimentato alcuni suoni a lui nuovi ma senza uscire mai per davvero dalla confort zone. Il CD si divide fondamentalmente in canzoni d’amore radio friendly e brani in cui si toglie alcuni sassolini dalla scarpa spaziando in più generi musicali. Il risultato finale non disturba nonostante la quantità di canzoni e la durata elevata.

Questa affermazione è sinonimo di prodotto intelligente e che punta a non annoiare l’ascoltatore. “Sapore” con Tedua e “Un giorno in pretura” sono i pezzi che chiamano maggiormente l’attenzione. Il primo ha una musicalità non scontata ed è coronata da una ottima strofa dell’artista genovese. Il secondo è semplicemente una delle cose più hip hop dell’ultimo anno. “Disumano” sembra l’inizio di un nuovo ciclo, che per adesso si può ritenere incoraggiante. Magari al prossimo album capiremo meglio se è un rapper, un politico o un influencer.

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