Ensi alla presentazione di “Domani”: “Il mio EP è un punto di rottura con le tendenze del momento”

Alla vigilia della pubblicazione del suo nuovo EP “Domani”, abbiamo avuto il piacere e l’onore di partecipare alla conferenza stampa di Ensi. Il rapper ci ha presentato il suo progetto che rappresenta la tappa intermedia di una trilogia cominciata lo scorso anno con l’EP “Oggi”. Ecco le sue parole e le successive risposte alle domande dei giornalisti:

Fotografia a cura di Andrea Barchi.

LE PAROLE DI ENSI:

Domani” è un EP direttamente consequenziale all’Ep dell’anno scorso “Oggi“. È il secondo capitolo della trilogia che vedrà la sua conclusione tra meno di un anno con l’uscita del prossimo progetto. In questi 6 brani, nonostante la loro diversità, siamo riusciti a dare ampio spazio al mio modo di fare rap e le tracce mettono proprio in risalto 6 facce della mia scrittura. Ci sono esercizi di stile come in “Benzo” o in “Bad Boys“, un brano di critica come “Neanche Dio“.

Ho cercato di non fare un compito in classe, ho voluto far prevalere l’istinto e questa cosa lo fa brillare. Questo EP è interamente prodotto da Crookers con cui avevo già collaborato in passato. La scelta delle produzioni è un po’ il file rouge di questo lavoro. Avevo voglia di mettermi in gioco e di affidare per la prima volta la direzione artistica ad un producer. Crookers avendo un grande respiro internazionale ed una grande esperienza era la persona più adatta. In ben due brani, ossia “Baby” e “Benzo”, le strumentali sono drumless ed è una scelta controtendenza per il periodo. Infatti il sound per me è un qualcosa di rottura con la tendenza del momento e questa è una cosa che potrebbe portare l’EP a divenire quasi un piccolo culto per chi ricerca qualcosa di diverso nel sound. Questo progetto ha anche un po’ il sapore di un mixtape perché in 6 brani racchiude sei mondi musicali diversi anche se il fattore comune è sempre l’Hip Hop ovviamente.

Ho voluto sperimentare come nel caso di “Baby” che è un brano un po’ funny che può essere paragonabile ad un monologo da stand-up comedy. Abbiamo anche annunciato le prime 3 date live e non vedo l’ora di salire sul palco.

Il botta e risposta con i giornalisti:

D: Per quanto riguarda “Baby”, a che tipo di stand-up comedy ti sei ispirato?

Ensi: Sono un grande fan della stand-up comedy, soprattutto quella italiana. Nella mia discografia ci sono vari brani funny, che avevano quell’umorismo arguto che può fare davvero ridere. La base di “Baby” è molto romantica e quindi mi ha portato da subito a parlare di relazioni. C’è questo filone di promesse che faccio a questa ipotetica ragazza. Il tutto nasce da alcune rime simpatiche che mi ero segnato e che poi ho deciso di tramutare in un vero e proprio brano. Anche per Crookers è il diamante di questo EP.
Poi chi lo sa, magari tra un po’ mi vedrete davvero fare uno spettacolo stand-up! (ride)

D: In “Mai” parli di tante cose che non hai fatto, a cui non ti sei piegato. Ma c’è qualcosa che non hai mai fatto perché non ne hai avuto l’occasione?

Ensi: Ovviamente ci sono diverse cose. Nello specifico in questo EP, quei pezzi pieni di punchline a cui ho sempre abituato il mio pubblico sono realizzati in una chiave completamente diversa ed è anche merito di Crookers. Prima lì realizzavo su dei sample senza batterie mentre ora hanno una musicalità completamente diversa. Per “Baby” invece ho utilizzato una scrittura in terzine che non avevo mai sperimentato in questo modo. Quindi un po’ di non ho mai li ho realizzati. Poi io e Crookers abbiamo lavorato anche ad altri brani oltre a questi 6 e mi piacerebbe fargli vedere la luce dopo l’uscita di “Domani”.

D: Quali possono essere i brani di “Domani” che possono essere più apprezzati dai giovani?

Ensi: Secondo me “Mai“, ed è anche per questo che lo abbiamo scelto come brano che ha anticipato il lavoro. Mi viene anche da dire “Running/ Ça va sans dire” che è un brano che ne contiene due insieme perché c’è uno switch improvviso tra una base e un’altra. Nella seconda parte, soprattutto, i più giovani possono ritrovarsi sonoramente.

D: Nel 2022 saranno passati 10 anni dal tuo album “Era tutto un sogno“. Possiamo aspettarci qualcosa per festeggiare questo evento?

Ensi: Mi piacerebbe stamparlo in vinile! Però non mi piace rimettere mano ai vecchi dischi aggiungendo strofe e canzoni. Voglio tenerlo così com’è perché è una parte importante del mio percorso discografico e vorrei lavorare per poterlo portare anche dal vivo. C’è da dire che il 2022 sarà segnato comunque dalla parte conclusiva della trilogia che collegherà tutti i tasselli che ho sparso in questo periodo.

La domanda di Raphaolic: Da dove è nata l’idea di lavorare ad una trilogia e cosa cambia rispetto a lavorare ad un solo lavoro unico?

Ensi: Dopo “Clash” la mia maturità artistica è venuta fuori al meglio. Dopo il tour di quell’album c’è stato un momento di blackout perché musicalmente mi sarebbe piaciuto fare più cose e la trilogia rappresenta proprio questo. Il formato EP era perfetto per poter realizzare una trilogia di questo tipo. Ho poi dato una continuità a livello temporale data anche dai titoli. Questi 3 EP a livello di contenuti non sono didascalici ma li accomuna questa mia voglia di voler realizzare un progetto corposo che potesse essere dilatata nel tempo. Può essere una scelta rischiosa fare un progetto come questo ma io sentivo il bisogno e la voglia di farlo. Chi vorrà seguirmi in questo percorso lo farà e potrà guardare il quadro nel suo insieme una volta giunto alla conclusione.

D: Mi racconti la scelta dell’artwork delle copertine dei due Ep e come mai hai deciso di adottare questo concept dei braccialetti?

Ensi: Mi sono affidato a Dimo che è stato l’art director di questo progetto. La prima volta che mi ha portato i braccialetti sono rimasto un po’ così. Però esprimono l’idea di entrare nel mio mondo. Spesso i ragazzi li mantengono dopo che vanno ad una serata. È come se dicessimo a chi ci ascolta di entrare con noi in questo mondo. Tant’è che i bracciali esistono materialmente e si possono trovare nelle edizioni in vinile dei due EP. A modo suo è anche una piccola opera d’arte perché lo abbiamo utilizzato per comporre la copertina.

D: Nella realizzazione di questo EP ti sei fatto ispirare da qualche sound o qualche artista in particolare?

Ensi: Mi viene difficile avere un nome specifico da citare. È ovvio che ascoltando questo genere di musica riesco a rintracciare più stili e avere più esperienze da trasportare poi all’interno dei miei lavori. Cerco sempre di unire i vari elementi per non annoiarmi e Crookers in questo mi ha dato una grande mano. Per chi vuole pulirsi le orecchie da quello che gira ultimamente il mio EP può essere un buon cotton fioc (ride). Mi raccomando però, non mettetelo come titolo! (ride)

D: Quale credi sarà la traccia di punta di questo lavoro?

Ensi: Io penso possa essere “Baby” perché c’è tutto il mio umorismo ed è un qualcosa di innovativo. Ovviamente anche “Mai” che abbiamo scelto per annunciare questo lavoro. Ma alla fine credo che a seconda dei tuoi gusti puoi trovare la versione migliore del mio rap in “Domani”.

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