Meglio Fastlife 4 o Keta Music 3? – Il confronto sui mixtape del 2021

Per discutere dei due mixtape più importanti del 2021, “Fastlife 4” di Guè Pequeno e “Keta Music 3” di Emis Killa, abbiamo chiamato due opinionisti della nostra redazione e abbiamo posto loro delle domande.

Oggi parliamo dei due progetti che forse sono i più significativi del 2021 in assoluto, Fastlife 4 e Keta Music 3. Secondo voi perché quest’anno artisti così affermati come Guè ed Emis hanno deciso di puntare sul mixtape?

Riccardo Musci

Forse per tornare un po’ alle origini… Concettualmente poi il mixtape mette meno pressione sull’artista. C’è in più da considerare che in effetti entrambi i progetti hanno riportato un po’ lo stile e la narrativa originali degli artisti: nel caso di Guè per esempio si è tornati al boom bap, come in Smith & Wesson Freestyle, a testi più di strada, come Marco da Tropoja. Inoltre essendo due saghe di mixtape fa piacere vedere come il DNA di questi contenuti non sia stato stravolto (come invece è successo in altri mixtape del passato).

Daniele Ingenito

La scelta del mixtape è perfettamente in linea con i loro percorsi musicali.

Guè, da una parte, viene da un periodo di grande successo per il suo ultimo album Mr. Fini che ha mantenuto le posizioni più in alte in classifica per tanto tempo, questo merito anche delle diverse hit presenti nell’album, prima fra tutte Chico. Inoltre è noto agli ascoltatori che Guè sia sempre sul pezzo: ogni anno fa uscire qualcosa, e dopo il boom di Mr. Fini, questo mixtape rappresenta la mossa migliore che potesse fare perché ha cavalcato l’onda di questo successo con un progetto che è un vero esercizio di stile. In Fastlife 4 regna la rima, la strofa arrogante e maleducata, non c’è spazio per le hit da radio che spesso vengono inserite negli album.

Emis, dall’altra parte, è rimasto in linea con le idee del suo ultimo album realizzato in collaborazione con Jake La Furia 17, ovvero “quella di rompere i coglioni”, citando proprio un’intervista di Jake. In un periodo estivo in cui la maggior parte degli artisti cerca la hit da classifica, Emis esce con questo mixtape proprio per andare controcorrente e non mischiarsi con la massa: è perfettamente in linea con il suo ultimo album totalmente rap, qualcosa che non si vedeva da un po’.

Partiamo dall’analisi di Fastlife 4, già certificato disco di platino a quattro mesi dalla sua uscita. Come si spiega il successo così clamoroso del mixtape di Guè?

Riccardo Musci

Fastlife 4 ha ribadito il fatto che Guè è ancora in grado di fare uno street mixtape di qualità, credibile ma allo stesso tempo orecchiabile. Ovviamente non tutte le tracce del progetto hanno lo stesso DNA, ma tendenzialmente seguono la scia dei Fastlife precedenti. Inoltre è un progetto che arriva in un momento in cui la trap è inflazionata e di bassa qualità, si pone in netta contrapposizione con la scena ed evidenzia quanto Guè Pequeno sia anno dopo anno garanzia di qualità a livello tecnico-qualitativo. Basta pensare a Smith & Wesson Freestyle che non mi stanco di citare: una vera manata che nessuno si aspettava!

Lancio anche una piccola provocazione: QVC9 di Gemitaiz non mi è piaciuto perché ha forzato la sperimentazione. Guè invece è ripartito dalle sue certezze: barre arroganti e bosseggiamento, senza trascurare la musicalità di livello, che come lui stesso afferma è alla base per non produrre “musica scacciafiga”. Dopo Mr. Fini, un disco che ha già evidenziato il lato-conscious della produzione del Guercio, era giusto lanciare un progetto come Fastlife 4, che fosse di qualità e contemporaneamente si basasse sulle barre.

Daniele Ingenito

Il fatto che Guè produca solo musica di qualità è ormai un dato di fatto. Ha alle spalle una grande discografia e difficilmente si possono trovare delle imperfezioni all’interno. Fastlife 4 ne è un po’ la prova: è un mixtape uscito nemmeno un anno dopo Mr. Fini, uno dei suoi migliori progetti, eppure è riuscito comunque a catturare gli ascoltatori. Il successo così clamoroso di questo mixtape è dovuto alla freschezza dei pezzi, dai beat alla sfacciataggine dei testi. Pur mantenendo negli anni il suo stile personale, fatto di rime originali e arroganti, ma anche a tratti profonde, Guè riesce sempre a risultare fresco e innovativo.  È come se avesse la formula magica del successo: passano gli anni ma è sempre lì, in vetta alla classica.

Se doveste scegliere i brani più rappresentativi di Fastlife 4, quali indichereste e perché?

Daniele Ingenito

Scegliere i brani più rappresentativi di questo mixtape non è semplice dal momento che la maggior parte di essi ne rappresenta il concept: ricordare chi fa veramente “la vita veloce”. Direi: Lifestyle, CO$¥MON€¥, il freestyle con Marracash Smith & Wesson Italian Hustler. Questi brani sono caratterizzati da beat eccezionali, ma il vero punto forte sono le barre che sono dei veri esercizi di stile, in cui Guè spara a raffica senza pietà, come in Lifestyle:

Dopo caccia alle streghe, sì, sperano di incastrarti
Questa bitch non mi influenza (Ma va), se fa beneficenza sui social
Spero che scivola quando esce dalla doccia

oppure in CO$¥MON€¥:

Compro un monolocale
Una b*tch tropicale
Lei mi fa triballare
Frate tribolare
Ti sento fare il gangasta su una strumentale
Ma so che canti pure dentro al tribunale

e ancora in Italian Hustler:

Questi player di oggi fanno tutti John Gotti
Parli parli ma io non conosco le tue fonti
Il flow è talmente mafia scrivo strofe su pizzini
In Italia nel rap game non temo grandi ne piccini

Queste rime mostrano ancora il talento di Guè e la sua spudoratezza dimostrando così che non “teme né grandi né piccini”.

Riccardo Musci

Allora: sicuramente direi Lifestyleche rafforza l’immagine odierna di Guè Pequeno in modo eccezionale. È un pezzo che racconta il suo successo, quello che nei primi Fastlife era difficile ascoltare per ovvie ragioni. Lifestyle è un pezzo vero, di imposizione, che punta il dito ai fake in modo credibile: Guè è davvero il tipo di rapper da romanzo, da vita veloce, che sperpera i soldi all’ultimo piano!

Per le barre anche io direi CO$¥MON€¥Smith & Wesson Freestyle, con delle rime clamorose sia di Guè che di Marra! Il “microfono calibro nove” è un’immagine clamorosa se messa in atto da una figura con questo carisma. Direi anche Marco da Tropoja e non solo per la sua cattiveria e la sua splendida attitude, ma per la scelta coraggiosissima – e da me apprezzatissima – di lanciare un emergente come Vettosi in un progetto mainstream.

Passiamo a Keta Music 3, il primo lavoro solista di Emis Killa da quando ha superato i 30 anni. Dopo 17, un altro progetto Rap con la R maiuscola. Che impressione avete avuto del suo mixtape?

Daniele Ingenito

Ho avuto un’ottima impressione del suo nuovo mixtape. Mi aspettavo proprio questo tipo da lavoro da Emis Killa, un mixtape totalmente rap che seguisse la scia dell’album 17. Mi sono piaciuti tutti i brani del mixtape, anche per le strumentali, in particolare No police no problem, Morto di fame e I soldi degli altri, sia per i testi (Morto di fame e Notte gialla sono delle vere poesie) e sia per i featuring, tutti riusciti bene. Del mixtape mi è piaciuto molto il concept e la sua realizzazione perché nonostante sia un mixtape ha un DNA e ascoltando i pezzi lo si capisce immediatamente: è un progetto autobiografico in cui Emis racconta il suo trascorso, le prime esperienze da artista, i primi lavori, la famiglia e gli amici di strada. Questi potrebbero sembrare argomenti scontati ma innanzitutto non lo sono perché ogni persona ha esperienze diverse che vive in modo personale e inoltre quando sei un’artista conta anche il come trasmetti qualcosa, non solo ciò che dici. In questo Emis Killa è in assoluto tra i migliori rapper italiani.

Riccardo Musci

Ho apprezzato molto Keta Music Vol. 3 soprattutto per la prevalenza di basi old school e di pezzi rap senza fronzoli. Al contempo, è un progetto che armonizza i temi all’evoluzione dell’artista: se nei primi due capitoli della saga Emis Killa doveva ancora in un certo senso confermarsi nel mondo rap (nonostante fosse già una figura di spicco ai tempi del secondo volume), in Keta 3 si è principalmente guardato indietro, è stato più introspettivo e ha seguito una narrativa più conscious, fra l’altro già presente nel disco 17. È quindi in questo mixtape che Emis Killa riesce a fondere l’introspezione con le barre, l’amore con la strada, in brani come Morto di fame, Nel bene e nel male, Notte gialla e Street movie.

La sensazione è che, rispetto a Fastlife 4, Keta 3 si ponga l’obiettivo di essere più profondo e meno autocelebrativo. Secondo voi, nel 2021, si può dire che Killa sia uno dei migliori scrittori della scena rap italiana?

Riccardo Musci

Sicuramente l’artista è migliorato molto a livello di scrittura, perciò si potrebbe benissimo affermare che Emis Killa rappresenta una delle penne più complete e complesse del panorama rap, ad oggi. C’è chi critica i pezzi più “commerciali” di Emis Killa ma, a mio parere, è stata proprio la voglia di riscattarsi agli occhi del pubblico che ha portato a questa maturità espressiva.

Daniele Ingenito

A mio parere non si tratta di riscattarsi perché Emis Killa ha sempre scritto benissimo sin dai tempi di L’Erba Cattiva e nessuno può metterlo in dubbio se conosce un minimo il suo repertorio. Non ha mai avuto alcun bisogno per cui riscattarsi perché ha sempre fatto bene anche con i pezzi più commerciali che lo hanno reso famoso tanto quanto i suoi pezzi rap: padroneggia benissimo entrambi i generi. La sua maturità espressiva è dovuta semplicemente a una evoluzione naturale del suo talento, arrivata con il passare degli anni e quindi dell’esperienze fatte. Il vero talento lo si riconosce anche da questo, ovvero dal sapersi evolvere e non rimanere nello stesso punto di partenza, altrimenti la tua fama durerebbe un battito di ciglia.

Comunque sì: sono due mixtape molto diversi. Emis punta a catturare la parte più intima dell’ascoltatore e ci riesce benissimo. È senza dubbio tra i migliori scrittori della scena e lo è da anni. La seconda strofa di Notte gialla per me ne è la prova lampante.

Riccardo Musci

Aggiungo: per quanto riguarda Fastlife 4, il focus è diverso, ma non così tanto da Keta Music 3. Mentre Guè Pequeno ha fatto un mixtape prettamente autocelebrativo, anche in Keta Music si ritrova questo aspetto, ma in maniera più limitata. La differenza sorge se si pensa al rapporto che questi mixtape hanno con l’ultimo album dell’artista: mentre per Guè c’è una netta differenza a livello tematico tra Mr. Fini e Fastlife 4, per Emis Keta Music segue il filone di 17.

Morto di fame o Notte Gialla? Street Movie o No police no problem? Perché?

Daniele Ingenito

Morto di fame perché è una vera perla. L’accoppiamento Emis-Lazza ha spaccato. Testo scritto benissimo e beat stupendo per non parlare di quel ritornello atomico. Mi piace anche perché è un brano potente ma allo stesso tempo profondo. Street movie perché è una bomba: mi è piaciuta molto l’idea del tema e in particolare la strofa di Jake anche se non c’entra quasi nulla con il concept della canzone. Ha comunque tirato fuori una super strofa.

Riccardo Musci

Io anche vado di Morto di fame, sia perché rappresenta uno dei featuring migliori del mixtape sia perché, nonostante anche Notte gialla sia altrettanto valida, rispecchia di più il sound che ha sempre contraddistinto i Keta Music. Invece ritengo Street movie superiore a No police no problem in quanto l’alchimia tra Emis e Jake è proverbiale, per non parlare della citazione del secondo a Biggie “kick in the door, waving the four-four” che ho apprezzato molto e che purtroppo pochi fra gli ascoltatori di oggi riconosceranno. Inoltre in Street movie ho percepito una vibe ancora più ‘cattiva’ e una connessione alla base superiore. È decisamente una delle mie preferite dell’album.

Risposta secca: Alex o Morto di Fame? Jam Session o Champagne 4 The Pain? Street Movie o Smith & Wesson Freestyle?

Daniele Ingenito

  1. Morto di fame
  2. Jam Session
  3. Smith & Wesson Freestyle

Quest’ultima, però, mi ha messo davvero in difficoltà perché la strofa di Jake in Street Movie è gigantesca.

Riccardo Musci

  1. Morto di fame
  2. Champagne 4 the pain
  3. Smith & Wesson

Davvero difficilissime, ho scelto Champagne 4 the pain perché ha un valore storico: pone fine al beef fra Noyz Narcos e Gemitaiz!

Concludiamo con la domandona finale, ora che abbiamo abbastanza elementi per rispondere. Qual è il progetto migliore: Fastlife 4 o Keta Music 3?

Riccardo Musci

Beh, rispondere a questa domanda è sicuramente difficile in quanto entrambi i mixtape si sono rivelati progetti estremamente validi, infatti li ritengo tra i più emozionanti di quest anno. Rispondere nettamente a questa domanda sarebbe troppo semplicistico in quanto sono due lavori diversi e con focus diversi (seppur con temi comuni). Quindi risponderò riformulando la domanda: qual è il miglior progetto in termini di hip-hop? Certamente la risposta è difficile ma bisogna dare credito a Guè Pequeno di avere veramente sfornato un mixtape da 10 e lode. Ogni pezzo del mixtape porta la fotta di un Guè già arrivato, che sapeva quello che voleva e lo ha ottenuto, che schiaccia la concorrenza con le sue solite rime e incastri geniali.

Se invece dovessimo considerare l’aspetto introspettivo e conscious, allora è Keta Music che ha la meglio, in quanto Emis Killa riesce a far assorbire le proprie emozioni dall’ascoltatore come una spugna. Non importa quanto tu possa essere diverso da Emiliano: ascoltando Keta Music Vol. 3 si riesce a vivere la sua esperienza, negli errori e nella gloria ed è quasi come ripercorrere il suo percorso di vita (o almeno parte di esso). Questo è reso possibile grazie ad uno storytelling decisamente efficace ma anche una scrittura sicuramente più matura ed espressiva.

Daniele Ingenito

Fastlife 4 e Keta Music 3 sono due progetti molto simili ma anche diversi perché rispecchiano molto le personalità dei due autori. Guè ha una penna straordinaria e la sua discografia è piena di brani che sono in grado di emozionare l’ascoltatore per la loro profondità, ma la caratterista principale che lo ha sempre contraddistinto è quel mix di arroganza, strafottenza e prepotenza. Fastlife 4 è un lavoro al 98% auto celebrativo, al contrario di Keta 3 che va oltre e si concentra anche su aspetti più intimi dell’artista. Emis Killa ha dimostrato di essere tra le migliori penne della scena italiana, sa parlare al cuore degli ascoltatori e questo in pochi lo sanno fare.

Quindi chi può dire quale progetto sia il migliore?

Ogni persona, ogni ascoltatore vive la musica a modo proprio. Il bello della musica è proprio questo: è una forma d’arte e tutti ne possono fare ciò che vogliono. La musica accompagna la nostra vita e rispecchia ogni momento che viviamo. Quando si hanno davanti due pilastri del rap italiano come Guè ed Emis non esiste migliore o peggiore, esiste solo l’approccio dell’ascoltatore alla loro musica. A volte non serve per forza etichettare le cose e darne una valutazione, a volte basta solo viverle e va bene così.

Qual è il miglior progetto tra Fastlife e Keta Music? Decidetelo voi. Ognuno di voi decida quale sia in quel momento l’album migliore da ascoltare. Un giorno potrà essere Fastlife, un altro Keta Music e un altro giorno un altro progetto ancora. La musica, d’altronde, è di chi la ascolta.

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