Unico – Il disco del “sarebbe potuto essere”

Chiunque si affacci a vedere le classifiche musicali d’estate non potrà non conoscere Fred de Palma.

Fred nasce artisticamente come freestyler ed è veramente un prodigio nello scagliare barre e punchline sul momento, ma era completamente un altro mondo rispetto al tipo di musica di cui oggi si fa bandiera. Lo si può definire come il volto reggaeton italiano per eccellenza e non sarebbe nemmeno sbagliato considerando la tenacia con cui egli insiste con questo genere.

Però onestamente dopo il suo cambiamento le sonorità latine non sono diventate fonte d’ispirazione per gli emergenti e nemmeno la wave più ascoltata durante l’anno. I rapper percepiscono questa corrente come un luogo in cui bazzicare ogni tanto, possibilmente durante il periodo estivo e per arrotondare i guadagni di un progetto. I discorsi promozionali dell’artista in questione sono davvero convincenti, si nota la sua volontà di espandere la sua passione a tutto il paese senza porre limiti per il traguardo.

Sebbene la sua ambizione sia lodevole, i risultati fino ad adesso non sono particolarmente esaltanti. L’unico ad aver compreso a pieno la sua filosofia di vita sembra essere il suo fido compagno torinese Boro Boro, che comunque ha anche sperimentato altri generi nel frattempo…
Da “Unico” si ci aspettava un miglioramento nella diversificazione che non si è verificato, anzi la struttura dell’album precedente, “Uebe” rendeva il complesso meno stucchevole.

Le canzoni del disco si somigliano una con l’altra in una maniera importante, le tematiche si dividono in amore leggero tendente al sesso e ostentazione del glow up che ha avuto la sua vita (quindi nulla di nuovo). La scelta dei featuring sulla carta è sensata, ci sono gli artisti che più si trovano meglio col reggaeton. Guè Pequeno per esempio si trova a suo agio in Uana e Juanfran è perfetto per Cretina: infatti regala una strofa all’altezza della sua popolarità.

In conclusione, però, Unico sarebbe potuto essere il punto cruciale della consacrazione di Fred de Palma ma purtroppo il mio cinismo e le mie orecchie mi obbligano a dire che è un ridimensionamento significativo del suo blasone.

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