Abbiamo intervistato Not Good per l’uscita del nuovo singolo “Mai più”

Not Good, al secolo Jari Melia, è uno degli artisti emergenti che più sta facendo parlare di sé. Il rapper classe 1997 muove i suoi primi passi nel mondo del rap nel 2012 interessandosi ai primi contest di freestyle.
Inizia a pubblicare i suoi primi mixtapes in maniera indipendente su YouTube per qualche anno. A ciò seguirà l’incontro con Emis Killa e il manager Zanna che consoliderà il suo percorso.
Abbiamo deciso di intervistarlo per l’uscita del suo nuovo singolo “Mai più” e porgli qualche domanda in merito.

Foto di Not Good

Intervista realizzata da Mariano Fasulo:

Mariano: Ciao Jari, è appena uscito il tuo nuovo singolo “Mai più” feat Emis Killa e Rizzo. Quali sono le sensazioni a caldo in merito e come ti sei sentito in questi giorni che hanno preceduto l’uscita?

Not Good: Devo essere sincero, l’uscita l’ho vissuta molto da fan. Quest’anno ho fatto uscire pochi pezzi ragionati e per un pezzo con Emis, che per me è un featuring molto importante, ho cercato di viverla prima da ascoltatore che da artista immedesimandomi nell’ascoltatore medio. Dopo l’uscita ho avuto la conferma che il singolo funzionasse e sono rientrato nel mood artistico. Al momento posso ritenermi molto soddisfatto e in linea con le aspettative.

Mariano: Il brano è nato già con l’idea di inserire i featuring all’interno oppure sono nati in corso d’opera?

Not Good: A me piace molto ponderare le mie scelte. Avevo già un feat con Emis in “Il seme del male RMX” ma averlo nel mio campo è stata una grande emozione. Non è stata una scelta di mercato, sentivo che su un pezzo con queste sonorità Emis fosse perfetto. Entrambi dopo ci siamo resi conto che potevano arricchirlo ancora di più e abbiamo voluto inserire la voce di Alessandra (Rizzo ndr).

Mariano: Questa scelta di inserire Alessandra rende anche il singolo più variegato, no?

Not Good: Esattamente! A mio avviso spezza anche un po’ il singolo. Ci sono due strofe rap e un ritornello molto melodico e le cose si incastrano bene. È nato tutto spontaneamente e l’apporto di Alessandra ha chiuso tutto perfettamente.

Mariano: “Mai più” è il primo brano che viene lanciato da Hateful, la nuova palestra di talenti gestita da Emis Killa e Zanna di cui tu sei il primo artista a fare parte. Come ti fa sentire la cosa?

Not Good: Mi fa sentire molto soddisfatto, a livello umano ancor prima che a livello artistico. Emis e Zanna sono due persone speciali e anche quando Hateful era solo un’idea mi sentivo parte di questa cosa. Questo mi ha permesso di metabolizzarla in molto più tempo. Inoltre mi fa sentire molto onorato perché la scelta di puntare su un emergente non è mai scontata. Soprattutto in tempi odierni dove siamo pieni di emergenti e di gente molto valida.

Mariano: È stata una sorta di attestato di stima da parte loro.

Not Good: Esatto, come a volermi dire che la mia roba avesse un valore concreto!

Mariano: Con Emis avevi già collaborato artisticamente all’interno della Deluxe edition dell’album suo e di Jake la Furia “17”. Scrivere e rappare con lui sulla stessa traccia ti stimola a dare di più?

Not Good: Si, anche se ci tengo a dire che anche quando scrivo un pezzo da solo sono molto competitivo anche con me stesso. Oggi molta gente rappa e quindi azzardo e dico che è un po’ superfluo fare solo le cose bene. È molto più difficile fare le cose professionalmente e durature. Sicuramente avere un’altra persona con cui confrontarti sulla stessa traccia ti spinge a voler fare la cosa più figa di tutti, ti sprona sempre a fare meglio. Quando mi hanno chiesto di fare il RMX di “Il seme del male” ho scritto 5 strofe in un’ora. Secondo me è importante che il primo rivale di te stesso sia proprio tu.

Mariano: Abbiamo parlato del rapporto lavorativo, umanamente invece com’è il rapporto con Emis?

Not Good: Mi ha affiancato molto nel lato umano. Non è scontato avere oltre ad una figura artistica anche un profilo umano che ti segue e sotto questo punto di vista Emis è una grandissima persona. Questo feeling ha portato a realizzare un pezzo come “Mai più” e penso che, anche se non esplicitamente, questo si senta nel pezzo. Lui ha praticamente l’età di mio fratello più grande e per me è come se fosse un fratello maggiore e spero che questo rapporto possa fare la differenza col tempo.

Mariano: In questo 2021 hai pubblicato un brano in featuring con Mostro. Com’è stato lavorare con lui con cui vi siete conosciuti direttamente in studio?

Not Good: Quando ho scritto “Killer” ho pensato che Mostro ci sarebbe stato bene anche se non lo conoscevo ancora personalmente. Il rapporto umano con lui è nato dopo e ho avuto la fortuna di conoscere un’altra persona molto disponibile e siamo riusciti a coltivare un rapporto di amicizia che vale. Tendo sempre a cogliere il lato umano delle persone e Mostro fin da subito mi ha fatto capire che era una persona apposto. Puntiamo molto al lato lessicale di un brano e Mostro è proprio un lyrical killer, nato per scrivere.

Mariano: Si sa che per diventare uno dei migliori bisogna lavorare con i migliori e tu lo stai facendo. C’è qualcosa che ti ha impressionato del loro modo di lavorare? Sei riuscito a rubare qualche segreto del mestiere dagli artisti con cui hai collaborato finora?

Not Good: La cosa che spero di aver capito, e lo scopriremo col tempo, è quella di non fermarmi mai a vedere quanti streaming può aver fatto un pezzo, non concentrarmi sui follower. Il focus deve restare sempre e comunque la musica. Le persone che fanno musica di qualità e rimangono concentrate su di essa vengono ripagate sempre e spero questo sia anche il mio caso. Ho imparato molto anche da quello che è il contesto che vivo, le chiavi sono il tempo e la prospettiva.

Mariano: Sei entrato nella scena rap italiana a gamba tesa. Ti aspettavi questo impatto già dalle prime pubblicazioni?

Not Good: Beh si, anche se secondo me è questione di prospettiva. La percezione che sia entrato a gamba tesa è il frutto di un lavoro ponderato prima. Io faccio musica da sempre, anche prima di Emis. Lavoravo, tornavo a casa, registravo musica e facevo uscire le canzoni. Quindi per me è come se fosse passato tantissimo ma effettivamente mi rendo conto che agli occhi di persona che prima non mi conosceva io possa aver fatto uno stacco a gamba tesa. Con Emis e Zanna lavoriamo concretamente da due anni, è stato tutto fatto un passettino alla volta. Sono riuscito a fare buoni numeri con 4 brani totali su Spotify e per questo sono molto soddisfatto, ma dò anche merito al tempo che ci siamo presi quando gli altri non notavano che ne stavamo prendendo. Nel rap c’è la tendenza a dire “questo è il mio anno” ancor prima di aver fatto qualcosa di concreto, io ho voluto fare il contrario (ride). Preferisco che siano gli altri a dirmi se son bravo.

Mariano: Mi aggancio al discorso, mi sembra di notare che sei uno che non vuole avere tutto subito ma che vuole procedere passo dopo passo. Mi sbaglio?

Not Good: Si esatto! Non voglio svalutare chi riesce a fare la hit ma io personalmente credo nel racimolare sempre un po’ di più rispetto a prima. Anche perché così la percezione per chi se ne accorge è che tu stia facendo effettivamente tanto. A volte quando parti con un brano e fai milioni di streaming il rischio è non riuscire a fare il passo oltre. Sono molto contento di aver dato il giusto tempo alla musica. Adesso un brano esce e già due giorni dopo la gente ti chiede quando ne uscirà un altro. Vorrei disabituare le persone a questo ragionamento, anche perché secondo me le canzoni che ho fatto sono pezzi che ti puoi ascoltare anche per più tempo!

Mariano: Anche perché per avere un percorso durato probabilmente è importante creare una fanbase solida. Che ne pensi?

Not Good: Si è così! Io ovviamente parlo della mia esperienza diretta, sono due tipi di percorsi diversi e noi abbiamo lavorato su un’altra linea rispetto a quella di puntare a realizzare la hit. Abbiamo messo come punto cardine della mia carriera la qualità della musica, tutto il resto speriamo che si prenda con il tempo.

Mariano: Sei passato dalle battle e dai contest fatti da adolescente a lavorare in studio con professionisti del mestiere. C’è qualcosa che sei riuscito a portare con te dal primo mondo al secondo?

Not Good: La Passione! Assolutamente la passione! Devo essere franco? Ho fatto un sacco di contest e penso di non averne mai vinto uno in tutta la mia vita (ride). Però vedevi quel rapper a cui non avresti dato una lira che quando rappava diventava il più spocchioso di tutti e alla fine gli davi anche ragione! Quel mindset e quella capacità me le porto appresso e quelle persone mi hanno trasmesso questo. Se vedo dei ragazzi che fanno del freestyle vado ad ascoltarli, è più forte di me. Devo andare a sentire cosa stanno facendo. È questo secondo me deriva da quel mondo lì.

Mariano: Anche perché una delle caratteristiche delle battle è proprio la foga…

Not Good: Si! Ci sono tantissimi freestyler che metricamente non sono top player ma hanno una fotta e una personalità che compensa tutto il resto. Magari se col tempo puoi migliorare tecnicamente puoi compensare con quello. Detto questo, ti confesso che sono comunque un amante delle liriche e dei testi ben pensati (ride).

Mariano: Cosa possiamo aspettarci da te in questa seconda parte del 2021 visto che come abbiamo detto prima sei uno che tende a non affrettare i tempi?

Not Good: Tra l’altro ci tengo a fare un ringraziamento speciale al mio manager Zanna. È stata la prima persona a incidermi questa cosa in testa, a dirmi di non preoccuparmi e che il mio momento sarebbe arrivato, avrei solo dovuto avere la giusta pazienza.
Penso di poterti dire con tranquillità che prima dell’estate vorrei fare uscire nuova roba e di farlo con l’ottica di fare uno step successivo. Penso di essere sulla strada giusta per farlo senza troppa modestia, stiamo ponderando bene le prossime mosse e non dovrebbero vedere la luce troppo tardi!

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