Se vi è piaciuto “Assurdo”, vi piacerà “X questa notte”

Nell’ultimo articolo preparato dal sottoscritto, abbiamo analizzato ampliamente la crescita di Tredici Pietro posando la nostra attenzione sulla strada che l’artista bolognese stesse intraprendendo.

Ci eravamo lasciati con un singolo come “Oro” che prende sonorità R&B e che sembrava portarlo su un percorso più mainstream, che non è assolutamente sinonimo di musica di plastica o “usa e getta”. Ma il disco è molto di più, supera di gran lunga ogni rosea aspettativa e non si fossilizza soltanto sul filone della canzone con Mecna.

Qualitativamente parlando, “X questa notte” è di un livello nettamente superiore alla maggior parte degli album usciti nell’ultimo periodo. I suoni e la musicalità del rapper si sono esponenzialmente evoluti. Si nota il lavoro svolto con il celebre producer Andry The Hitmaker, gli ha conferito delle vibes meno di nicchia che potessero arrivare a tutti ma mantenendo lo stile inconfondibile del protagonista di questo EP, ma il sound – cari miei – non è l’unico elemento che può ritenersi migliorato e fortificato, infatti la scrittura di questo CD stupisce positivamente qualunque tipo di ascoltatore.

Che Pietro fosse un grande paroliere ed avesse un vasto vocabolario non era in dubbio. Già in “Assurdo” e nel singolo “Dimmi come fare lo faccio” si notava che la sua capacità stilistica e lirica era tra le più interessanti nel panorama rap attuale, sapendo fornirci costantemente immagini veritiere sulla sua realtà, ma i contenuti che si riscontrano nel nuovo progetto dell’artista lascerebbero a bocca aperta anche il più scettico dei critici musicali del nostro paese. L’autore in questione racconta esperienze d’amore, amicizie finite e descrive la sua quotidianità in quel di Bologna. Sicuramente anche in passato gli argomenti erano simili a questi, però sotto l’aspetto della corposità e dei concetti che vuole esprimere non c’è minimo paragone con il Tredici di 2 anni fa.

Inoltre, anche la struttura del disco è soddisfacente, con pochi featuring ma molto intriganti. Giaime indubbiamente è il più convincente, riesce a trovare un’alchimia speciale con Tredici Pietro e sa tenergli testa senza sfigurare neanche per un istante. Nayt invece non brilla più di tanto, forse con lui sarebbe stato meglio provare ad elaborare una canzone con sonorità meno dolci e peculiari.

In conclusione posso solo dirvi che si tratta di un viaggio fantastico e affascinante, proprio come il mondo del rapper di “Pizza e fichi”. Il Piccolo Pietro si sta facendo grande.

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