Alex di Guè – La prima strofa di Lazza nel 2021 e la migliore fra le ultime di Salmo

Ci sarà modo e tempo di analizzare Fastlife 4 nel suo insieme nei prossimi giorni, ma intanto soffermiamoci sulla sua terza traccia, che apparentemente è anche la hit più grossa: Alex.

Il trio Guè-Lazza-Salmo prometteva spettacolo e probabilemente ha addirittura superato le aspettative, ponendo fine alle ostilità fra Mr. Fini e Mr. Machete con un pezzo che li unisce. In primo luogo, perché sono accompagnati da Zzala, che da entrambi ha imparato e che entrambi rispettano, e, poi, perché il brano è una citazione ad Arancia Meccanica di Kubrick e tutti noi sappiamo quanto il Guercio e Salmo si illuminino quando si parla di Cinema con la C maiuscola.

Guè Pequeno è stato magistrale, in Alex come in tutto il tape, forse galvanizzato dal successo stellare del capolavoro Mr. Fini, ma l’impressione, rispetto al disco di giugno, è che sia riuscito addirittura ad alzare il livello in termini di punchlines e wordplay. Giochi di parole come “check-in/checchino” o barre come “traduci bene i pezzi, sei portato per le lingue” lasciano intravedere uno stato di forma smagliante.

Abbiamo dovuto aspettare tre mesi (quasi e mezzo) per ascoltare la prima strofa di Lazza nel 2021, dopo averlo ascoltato praticamente in ogni album uscito l’anno scorso. Nell’attesa di scoprire cosa ha in serbo per noi il suo nuovo anno, ha lasciato una strofa – l’ennesima – clamorosamente efficace. Non capita tutti i giorni di ascoltare Lazza sul boom-bap e per questo Alex è ancora più una prova di forza. Lento e ipnotico nella prima quartina, in accelerazione nella seconda, bombardiere nella terza e giustiziere nella quarta. Nel complesso straripante.

Anche Salmo, infine, è stato eccezionale, a discapito di qualche strofa non da Salmo uscita ultimamente, come quelle un po’ deludenti di Cazzo Culo, Sballo Shallo e Pussy. Altre volte, come in Machete Satellite, La canzone nostra e Sparami era stato più che perfetto, da undici in pagella. Alex appartiene a questa categoria e non poteva essere altrimenti vista l’importanza del brano. Una strofa che alterna rap e melodie maledette e che culmina con il sensazionale flow urlato della fine.

L’augurio: mille di questi brani.

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