3 motivi per cui OBE non è il disco che meritiamo ma quello di cui abbiamo bisogno

Affermare un proprio stile musicale con successo è la sfida che tutti gli artisti affrontano quando entrano in studio, rivoluzionare quello dell’intera scena è un’impresa a cui pochi ambiscono. MACE, all’anagrafe Simone Benussi, ha preso per mano il movimento urban italiano e ha deciso di farlo svegliare da un torpore durato fin troppo tempo. Tutto ciò grazie al suo primo disco OBE, uno dei progetti musicalmente più ambiziosi del panorama italiano. Il quale, purtroppo, ha sempre avuto come concezione di innovazione musicale quella di copiare gli americani. Per questo, citando “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan:

OBE (Batman) non è il disco (l’eroe) che meritiamo ma quello di cui abbiamo bisogno.

I motivi principali sono 3; a cui si aggiunge un bonus che vedremo solo alla fine:

  • Originalità
  • Esperienza
  • Ospiti

Originalità

L’originalità è il primo e più importante tassello sui cui si basa il clamoroso successo di questo progetto. In un periodo musicale come quello che stiamo vivendo, che vede un passaggio di testimone dalla trap alla drill, questo disco urla a grande voce “me ne frego”. Non stiamo parlando della canzone di Achille, ma non ci sono altri modi per poter definire il pensiero musicale di MACE in merito a quelle che sono le tendenze del momento. Questo progetto è imparagonabile con tutto quello che adesso c’è in giro, ed è proprio questo il suo punto di forza: l’originalità.

Può rivelarsi facile dire “non è vero, ci sono tanti progetti originali come questo o anche di più”. Secondo un parere soggettivo è un osservazione accettabile, se però scaviamo nel profondo questa affermazione può rilevarsi non esatta. OBE, come detto anche da MACE stesso, è un disco concepito viaggiando e che ha avuto un processo di creazione lento e ben accurato. Non si tratta di semplice sperimentazione, della quale qualsiasi emergente è capace. Qua siamo palando di influenze musicali profonde, che non si acquisiscono stando in studio ma viaggiando e osservando con attenzione le culture musicali di questi paesi; MACE è stato in cinquanta nazioni diverse durante la realizzazione del disco.

Risultato immagini per OBE MACE

Tutto questo bagaglio culturale, inevitabilmente, alla fine lascia qualcosa di originale che, se saputo riversare nella musica a regola d’arte, non può che portare a un progetto unico nel suo genere.

Questo pensiero si riallaccia a quello che Salmo ha detto poche settimane fa nelle sue storie, ossia il fatto che il suono italiano sia debole perché gli artisti sprecano più tempo ad atteggiarsi da criminali piuttosto che a curare la musica. OBE è la prova che per avere successo (che è una cosa diversa dall’avere hype) nella musica bisogna dare più importanza a questa, piuttosto che perdere tempo a creare un personaggio.

Esperienza

Tutta questa originalità, tutto questo bagaglio, è una grossa quantità di energia potenziale, sta all’artista il compito di trasformarla in energia cinetica. Qui entra in gioco l’esperienza. MACE non è il nome dell’ultimo arrivato, anzi è uno dei producer che da più tempo naviga nelle tempestose acque della scena urban italiana. Basti pensare che sono sue hit tracce come: Chic, Ho paura di uscire 2, Pamplona fino a La Zona Morta di Kaos One. Sono pochi i produttori italiani che possono vantare una carriera lunga e produttiva come la sua.

Questa maturità contribuisce anche ad avere una concezione più completa di “disco”. Questo è un ulteriore punto di forza visto che ultimamente molti progetti stanno diventando delle compilation con canzoni tutte uguali. MACE ha creato un disco eterogeneo che non annoia; seppur composto di tante tracce. Un unicum nel rap italiano. Se è difficile trovare progetti così variegati è impossibile trovarne che durino così tanto senza perdere un pizzico di originalità tra una canzone e l’altra.

Ospiti

Tutta quest’esperienza, oltre ad un’inevitabile crescita musicale, fa si che le più illustri voci della scena prima o poi collaborino con te; e così è stato. OBE racchiude un mix trasversale della scena italiana, molto difficile da inquadrare a livello musicale; un mix interessante di promesse e di veterani. Sconvolgente il fatto che nessuno di loro sia emarginato nella fisionomia del progetto, sono tutti estremamente pesati in modo da mantenere stabile l’equilibrio del disco. Di conseguenza tutte queste pietre preziose, che sono le canzoni del progetto, vanno a formare una collana di un valore inestimabile che arricchisce di non poco il patrimonio della scena italiana.

Bonus: LA CANZONE NOSTRA

LA CANZONE NOSTRA, essendo la hit del momento, ha attirato molto l’attenzione sul progetto, dandogli quindi la giusta visibilità a livello di hype. Bonus perché seppur perfetta nella realizzazione, nel video e nella fisionomia del disco, è il singolo di apertura. Non sarebbe giusto premiarla a livello qualitativo, visto che le altre canzoni non sono di livello inferiore, è giusto farlo però perché è stato il modo migliore di presentare il progetto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close