Il rapper Posaman ci ha raccontato il suo EP “Easy Peasy”!

Ciao Posaman! Ci racconti qualcosa di te e del tuo rapporto con il rap?

Posaman: Ciao Raphaolic, il mio primo approccio serio col rap italiano risale al 2003 (avevo 12 o 13 anni) quando mi capitò di ascoltare L’Alba de La Crème (Jack e Mace). Da quel momento mi son detto “voglio fare anche io questa roba”. Ho iniziato ad ascoltare più rap possibile e nel frattempo a produrre e scrivere le mie prime rime. Ascoltare del buon Rap e fare del buon Rap mi fa stare bene, questa è la cosa principale, quello che mi capita quotidianamente è la fonte d’ispirazione per i miei testi.

La copertina del tuo EP “Easy Peasy” racconta di una forte intesa rapper-producer? Quanto è importante questo tipo di collaborazione, nel rap del 2020?

Posaman: Io e JayBee Vibes siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Mi piace molto quello che fa, nonostante ci conosciamo da meno di un anno abbiamo gia realizzato un Ep e svariate tracce. Nella copertina (realizzata da me) siamo raffigurati come vicini di casa (anche se abitiamo a più di 60 km di distanza) che si trovano ogni sera per scambiare due chiacchere, nel nostro caso ci troviamo per scambiare rime e beats. Nel 2021 posso dirti che questo tipo di collaborazione è più importante a livello personale che lavorativo/musicale perchè, nonostante JayBee Vibes sia fortissimo a produrre, non ha la fama che hanno altri producer. Potrei fare un EP studiato a tavolino con un producer famoso e “sfruttare” il suo nome per accrescere il mio, questa sarebbe una mossa strategica da 2021 (non sarebbe neanche sbagliato), ma in questo caso il nostro Ep è nato solo dalla stima reciproca e i gusti affini.

Ci racconti l’outro “Oggi No”?

Posaman: E’ la traccia rilassata dell’Ep. Qui racconto la mia pigrizia e gli sbatti che vorrei evitare. “Oggi no” è in featuring con Kronos Kroniko che (colpo di scena) è JayBee con un’altro pseudonimo e anche lui “se la scialla abbastanza”.

Scrivendo canzoni hai imparato a comunicare meglio?

Posaman: Scrivendo canzoni ho imparato a selezionare alcune parole al posto di altre per formulare frasi più impattanti. Quello che mi ha aiutato e continua ad aiutarmi ad avere una mente attiva e più veloce è il freestyle. Faccio freestyle da più di 10 anni, da un po’ ho smesso con le battle ma continuo a divertirmi a improvvisare durante i live o nei parcheggi ed è una disciplina che mi ha dato una grande mano non solo sui palchi ma nella vita.

In pezzi come “I capelli non servono a niente” si nota una fortissima auto-ironia, lo reputi uno dei punti di forza?

Posaman: In realtà la canzone è la tragica storia di un giovane che rimpiange la sua folta chioma. Si, penso sia un mio punto di forza, qualcuno potrebbe prendermi poco sul serio appunto perchè so prendermi in giro ma non c’è problema, potete ascoltare tanti altri “rapper” che sono dei boss, non sbagliano mai, affittano delle belle auto e, soprattutto, hanno tanti capelli.

Che cosa ha ispirato di più le tue canzoni degli ultimi mesi? Quanto ha influito il lockdown?

Posaman: Ho scritto canzoni sulla birra (non manca mai), sui miei 30 anni compiuti ad Ottobre, una canzone di Natale, su Netflix… Non ho scritto nulla sulla pandemia e sul lockdown, ma ho avuto più tempo libero per lavorare ai miei progetti infatti ho pubblicato tante canzoni nel 2020.

Da dove vengono sonorità così particolari?

Posaman: “Easy Peasy” suona boom bap come piace a noi, nonostante io abbia fatto canzoni dalle sonorità più attuali con beat trap e autotune, il boom bap rimane nel cuore. A me piace ogni sottogenere di Rap, se fatto bene mi appassiona e ho una mentalità aperta. Con questo EP abbiamo voluto però il sound caldo dell’MPC con delle batterie importanti e dei campioni tagliati a dovere, ricorda un po’ i dischi rap italiani di inizio 2000.

Perché pubblicare, in questo momento, un EP e non un album?

Posaman: Ogni giorno sui digital stores viene pubblicata tantissima musica e un disco viene considerato “vecchio” appena dopo qualche settimana, la stessa cosa vale per gli EP.
Un EP avendo meno canzoni, forse, è più semplice riuscire a valorizzarlo rispetto ad un album. Come dicevo prima, è nata spontaneamente l’idea di fare un’EP e abbiamo voluto realizzarlo prima di tutto per noi senza pensare troppo alle strategie per promuoverlo.

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