Giro Veloce EP – Il nuovo circuito da corsa di Vegas Jones

L’analisi di “Giro Veloce”, il nuovo EP di Vegas Jones, pubblicato il 21 ottobre per Sony Music Italy.

Come si sottolineava in un articolo di quest’estate, Vegas Jones dopo aver pubblicato un disco sontuoso ma per pochi come La Bella Musica, ha avuto bisogno di tornare a correre, tornare a far sentire la sua voce, tornare al centro della scena, dove un artista del suo livello merita di essere visto e considerato.

Veggie è ripartito dalle sue certezze e lo ha fatto prima con 12-0 PM, poetica ed elaborata, chiusura del cerchio della sua storica 0-12 AM, e poi con PLUG, un banger leggero ma pieno di significato. Queste tracce si sarebbero rivelate l’intro e l’outro di un nuovo EP, Giro Veloce, un circuito di corsa su cui sfrecciare in compagnia dei suoi colleghi e – prima di ogni cosa – dei suoi amici. Amici come Andry The Hitmaker, per la prima volta al microfono, ma anche come Giaime, Mambolosco e Tredici Pietro, con cui l’intesa è consolidata e lampante, come un big come Salmo e come un baby-talento come Nicola Siciliano.

Dopo un disco pieno di contenuto, completamente privo di episodi leggeri, dai testi ricercati e pieni di metafore e senza featuring, il rapper ha evidentemente avuto bisogno di ritrovare l’aspetto ludico del rappare e del fare musica. La scrittura, nelle sette tracce di Giro Veloce è per questo così diversa di quella di La Bella Musica: pur non rinunciando alla forza poetica che ha reso Vegas Jones un big della scena, è inevitabilmente meno impegnata, più sciolta e più libera. In tutti i suoi progetti, da Chic Nisello a Bellaria, passando per Oro Nero Mixtape e Gratta & Vinci, l’autore di Trankilo aveva sempre trovato modo di inserire almeno qualche esercizio di stile, ma in La Bella Musica aveva scelto esclusivamente il contenuto, in funzione di quel capolavoro. A distanza di sei mesi, la necessità era tornare a divertirsi.

12-0 PM (come fra l’altro noi di Raphaolic ipotizzavamo già ad agosto) si è rivelata essere l’intro del progetto: una scelta geniale per la sua natura di dichiarazione di intenti. Così come l’unico altro EP di Vegas Jones Gratta & Vinci (primo grande successo del rapper di Ciny) si apriva con 0-12 AM, Giro Veloce si apre con 12-0 PM. Da un lato, è evidente la volontà dell’artista di tessere un filo conduttore con il passato e, dall’altro, la scelta di aprire un nuovo ciclo, tanto vittorioso come quello di Gratta e Vinci.

In ogni caso, il nuovo brano di Veggie, 12-0 PM è un’intuizione: se nel prequel del 2016 raccontava la sua vita notturna dalla mezzanotte al mezzogiorno, oggi racconta la sua giornata tipo, con la stessa struttura lirica ma abitudini e routine sostanzialmente diverse. Se nel 2016 il rapper pensava “a farla franca” e aveva fame di denaro e di successo, nel 2020 si allena, mangia bene, ha finalmente comprato la sua macchina dei sogni e si gode la vita.

A livello tecnico, Vegas è sempre stato strepitoso, come intuizioni musicali e liriche, dal 2016 al 2020, ma qui, in 12-0 PM, sembra aver introdotto degli elementi di novità nella sua scrittura, su tutti delle punchlines più ricercate, ricche di figure retoriche, d’impatto ma accessibili solo a un secondo livello di lettura, come:

Alle tre dietro il vetro, come la siepe di Leopardi

in cui racconta il suo processo creativo delle tre del pomeriggio: riflette immaginando quello che succede al di là della sua finestra, un po’ come se quel vetro fosse la siepe di cui parla Leopardi nella poesia L’InfinitoC’è spazio anche per citazioni meno colte ed elitarie, come quella a Bando di Anna:

Mando il pezzo di Anna a Cristo, il Bando è diventata un’hit (Benz)

che da un lato strizza l’occhio alla hit della rapper spezina e dall’altro rivendica una certa paternità nell’espressione “bandomarchio di fabbrica della carriera di Vegas Jones, sin dai suoi esordi, oppure quella agli Oro Grezzo, in cui sottolinea quanto il denaro non lo abbia cambiato:

Controllo il conto, è salito e pure di molto
Ma rimango grezzo come gli Oro

In conclusione, ciò che conta è che Veggie ha deciso di aprire l’EP con un brano che fa leva sulle caratteristiche che lo hanno reso grande: innanzitutto, infatti, è un brano veloce (come da titolo del progetto), tutto in extrabeat, rappato come solo Vegas Jones sa fare, e inoltre il suo testo è solo all’apparenza diverso da quelli di Chic Nisello, Bellaria La Bella Musica: sembra più leggero e disimpegnato ma è ricco di contenuti e barre granitiche. Un esempio potrebbe essere:

Io alle sette ho ancora fame, quello è il perno della dieta

che sembra una rima come un’altra, in cui l’artista racconta come alle sette di pomeriggio sia ancora affamato, ma che in realtà fa riferimento alla fame metaforica: alla grinta, alla determinazione e alla forza di volontà. È una rima sofisticata e di livello, che dimostra come sia possibile realizzare barre leggere e allo stesso tempo di spessore; è su questo compromesso fra radici ed elementi di novità che si fonda il ciclo del nuovo Vegas, almeno per quanto riguarda 12-0 PM e, più in generale, l’intero EP.

Il paradigma di Giro Veloce, infatti, è il divertimento che non rinuncia allo spessore lirico: Vegas Jones ha voluto dimostrare che anche banger come Charline e Ulala si potevano arricchire con barre di contenuto. C’è riuscito e, soprattutto, è riuscito a valorizzare tutti gli artisti con cui ha collaborato: da un Mambolosco che poche volte in carriera si è visto così in forma a un Tredici Pietro responsabilizzato a tal punto da cantare il ritornello della struggente Soul insieme a lui, passando per Salmo, Giaime, Andry The Hitmaker e Nicola Siciliano.

Gli ultimi tre, fra l’altro, sono stati ospitati all’interno della stessa traccia, Ulala, tanto folle quanto perfetta per spiegare il concetto di Giro Veloce: il pezzo è stato realizzato in 24 ore sulla base di decisioni-lampo non convenzionali, come tenere la linea melodica di Andry nel ritornello, accogliere una strofa in napoletano di Nicola Siciliano e spingere Giaime a dar vita a una strofa sperimentale ma vincente. Il risultato è una hit che trasmette vitalità, entusiasmo e divertimento. Soprattutto divertimento. A sentirla sembra quasi di venire trasportati in studio e di poter assistere persino alla registrazione delle sporche di Giaime!

Anche il brano SBALLO SHALLO con Salmo, che è più rappato e meno cantato, è un bell’esperimento: il suo beat – orchestrato da un Andry The Hitmaker che nel 2020 ha avuto pochissimi eguali – è letteralmente senza melodia; Veggie e Salmo rappano su una strumentale di basso elettrico e batteria…

C’è spazio anche per un brano solista che va a completare il triangolo aperto da 12-0 PM e PLUG, Stupidi Consigli, una canzone-sfogo nei confronti di chi ha dispensato suggerimenti sbagliati, in cui si rivive con una certa malinconia l’atmosfera struggente di Chic Nisello, in cui Veggie ci tiene a rimarcare ancora una volta i suoi valori e i suoi principi:

Quando creo il mio mood, io penso al mio culo, tu pensi alle chart

Io non parlo al vento, come in Parlamento, li ho ispirati un tot / Quando giro in centro, creo assembramento, Veggie from the block

Anche in un EP più ludico come Giro Veloce, non poteva certo mancare la sua attenzione maniacale – ormai dovrebbe essere chiarissima ai suoi ascoltatori – al coinvolgimento positivo del pubblico, al tentativo costante di ispirare i suoi fan, di aiutarli, di trasmettergli delle idee e dei concetti di cui possano fare tesoro.

Infine c’è PLUG, outro del progetto, un banger non canonico, ancora una volta tutto in extrabeat (si torna a quanto si è detto a proposito di 12-0 PM sulla velocità) e che riafferma il paradigma di Giro Veloceun testo leggero ma pieno di significato.

I versi del ritornello melodico sono letteralmente le domande di un dialogo con un plugovvero con uno spacciatore, riproposte con una formula simpatica e paradossale, quasi cartoonesca:

E quanto mi dai? (Mhm, mhm), a quanto la fai? (Mhm, mhm)
Chi t’ha mandato da me? Che plug hai? (Mhm, mhm, brr, brr)
Chi te l’ha detto? (Mhm, mhm), dove l’hai sentito? (Mhm, mhm)

mentre le strofe sono ricche di esercizi di stile e giochi di parole, di barre ricercate e artificiose che esprimono concetti semplici e diretti in modo complesso e intricato. Vegas, infatti, rappa:

C’ho mezza dozzina con la stessa cioccia

e, parafrasando, la barra significa semplicemente: “sto da sei anni con la stessa ragazza“. Un altro bell’esempio è il primo verso di prima strofa:

Ne stappo un’altra con lo stesso nome del contagio

in cui il rapper si descrive nell’atto di stappare una Corona (la birra), giocando sull’omonimia con la catastrofe che ha stravolto il 2020, il Corona (virus). Da questi versi si evince il profondo e sincero divertimento che Veggie ha provato nel realizzare PLUG, ma in realtà la sua vena giocosa non fagocita nemmeno qui i contenuti e la sua profondità. Al termine di una seconda strofa tanto folle e ludica quanto la prima, infatti, Vegas riporta l’ascoltatore alla realtà con una chiusura seria e impostata, a tratti epica, i cui quattro versi sono macigni pieni di significato e in un certo senso anticipavano l’uscita dell’EP:

Quest’anno mi voglio rimettere in moto
E non uso le piste, non fotto
Mi sono lasciato alle spalle l’orgoglio
Non sono cose da capo che sono

In conclusione, dunque, Giro Veloce è l’EP che serviva a Veggie, perché, da un lato, lo ha aiutato a ritrovare un’ispirazione diversa da quella che aveva portato a La Bella Musica, un’ispirazione più leggera e disimpegnata, e, dall’altro, gli ha permesso di crescere attraverso le collaborazioni, i confronti con artisti di livello e di sperimentare con nuove soluzioni musicali, a cui fino a sei mesi fa non aveva probabilmente mai neanche pensato.

Giro Veloce è questo: velocità e intuizioni, allenamento e sperimentazione, scelte rapide e d’istinto: sette tracce impeccabili ma, in qualche modo, sempre alla ricerca dell’innovazione. Come una bella macchina. Come Vegas Jones.

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