5 tesori nascosti della carriera di Sfera Ebbasta

È stato finalmente annunciato. È stato finalmente annunciato il quarto disco di Sfera Ebbasta, Famoso, con tanto di copertina ispirata a una fotografia di Frank Sinatra, tracklist e featuring galattici. Non c’è il tanto sperato Drake, ma ci sono Future e Offset, oltre che una sfilza di personalità artistiche di livello mondiale come J Balvin, Diplo e Steve Aoki.

È pazzesco vedere come ogni singolo mattoncino della carriera di Sfera sembra nel posto giusto al momento giusto, come se qualsiasi sua scelta, musicale ma anche di comunicazione, sia naturalmente perfetta e allo stesso tempo abbia una dimensione epica. Il rapper di Rockstar ha innovato, ha rivoluzionato, ha stracciato qualsiasi record e, nel bene e nel male, è sempre riuscito a trovarsi al centro dell’attenzione e a gestire il successo con una disinvoltura invidiabile.

Per questo Sfera Ebbasta è “Famoso”. Per questo tutta l’Italia – e non solo! – conosce brani come Pablo, Rockstar, Cupido, Sciroppo, ma anche Notti e Figli di papà. Per questo qualsiasi ascoltatore di rap italiano riconosce l’influenza delle innovazioni di XDVR e Sfera Ebbasta, che hanno letteralmente rivoluzionato un genere e fatto sviluppare una nuova cultura. In questo articolo, però, si parla dei “tesori nascosti” della sua discografia: quelle canzoni che, per un motivo o per l’altro, sono passate in secondo (o in terzo) piano e che vale la pena scoprire.

OGNT

Così come si è detto per quanto riguarda le sue scelte e la sua carriera da superstar, anche la discografia di Sfera Ebbasta sembra organizzata secondo una logica ordinata e perfetta, come se ogni brano fosse davvero uscito nel disco giusto al momento giusto. Escluso dalla ripartizione Emergenza Mixtape, che per la sua acerbità forse non è neanche definibile come “suo progetto”, la produzione del rapper di Ciny può essere, fin qui, divisa in:

  • brani di “XDVR
  • brani di “Sfera Ebbasta
  • brani di “Rockstar” (e “Popstar”)
  • brani di “Famoso
  • area featuring

In base alla divisione, restano fuori solo quattro singoli: Blunt & Sprite, Dexter, Mademoiselle e OGNT, che per motivi sconosciuti non è stato inserito in XDVR, ma ne sembra un vero e proprio estratto: è uscito dopo tre pezzi di quel progetto (a marzo 2015) e si apre con l’intro “per davvero”. La ragione per cui alla fine non ha fatto parte del primo disco di Sfera può essere attribuita a una scelta di uniformità formale, in quanto unica traccia non prodotta solo da Charlie Charles, ma dal duo THE MOB, Charlie e Low Kidd, o di uniformità di suono, in quanto traccia troppo diversa dalle altre.

OGNT, acronimo di “OG nelle tasche”, è infatti un banger esplosivo da live, che beneficia dei suoni futuristici di Charlie e dei kick-granata di Kidd, ma soprattutto è un brano cupo, cattivo e, diversamente dagli altri brani di XDVR, senza autotune. Non ci sono melodie, solo flow gridati in faccia all’ascoltatore, barre gangsta e classiche sporche “alla Sfera del 2015”, a partire dal “bu bu” che apre il pezzo, fino ai più disparati “no no” e “squah”. Nel pezzo c’è addirittura una ricerca di giochi di parole e tecnicismi, come nella quartina:

1 K di AK, nascosto dentro la giacca e manco te ne accorgi
Per avere le tasche piene domani
Oggi mi riempio le tasche di OG

Inoltre, come tutti gli strepitosi videoclip diretti da Alessandro Murdaca per Sfera Ebbasta, anche quello di OGNT è straordinario e ha tutte le caratteristiche che renderanno iconico il periodo-XDVR: la centralità del colore viola, le nuvole di fumo che accompagnano l’artista in scena, gli outfit di impatto… In questo video Sfera indossa addirittura una variante rossa della maschera di Jason!

Un particolare divertente su questa canzone: si tratta di uno dei pezzi di Sfera che Lazza preferisce e, vista la sua vicinanza a Low Kidd, il rapper di Re Mida ha dichiarato più volte (nelle Instagram Stories ma anche a Trap 105) che parteciperebbe volentieri a un eventuale OGNT 2. Se dovesse mai uscire un brano del genere, sarebbe senza dubbio un missile in grado di infiammare qualsiasi concerto e, forse, qualche fan di Sfera potrebbe avere effettivamente bisogno di un ritorno al 2015…

SOBRIO

È il 6 ottobre 2015. OGNT è uscita da sette mesi e l’album XDVR da quattro. Ormai Sfera Ebbasta non si può più considerare un emergente: con le sue idee artistiche rivoluzionarie ha scosso la scena e ormai la sua musica è uscita da quella Ciny-Gotham raccontata nei suoi testi ed è giunta alle orecchie di Marracash, che lo sta per accogliere nella scuderia di Roccia Music. Nel giro di due settimane arriverà Ciny, il suo primo vero successo iconico, e nel giro di un mese, il suo debutto in Serie A, con XDVRMX con i featuring di Marracash & Luchè.

Se nella carriera di Sfera Ebbasta, però, c’è una certezza è che non negherà mai un favore a un suo amico, che si tratti di Charlie, di Mario e di Diego (Tedua e Izi) o di chiunque altro glielo stia chiedendo. In Julian Ross Mixtape, secondo mixtape di Izi, quest’occasione si presenta e Sfera ricambia volentieri il featuring dell’amico in Mercedes Nero, uno dei più grandi successi di XDVR.

Izi ancora non lo sa, ma da un momento all’altro sarà catapultato nella Serie A del rap italiano in modo istantaneo e rocambolesco, con il film ZetaUna storia hip-hop, e in poco tempo dimostrerà, con il suo stile inconfondibile e con il suo talento evidentissimo, di non essere una meteora, ma uno di quei nomi destinati a imporsi sulla scena.

Comunque, il quarto estratto di Julian Ross Mixtape è Sobrio, prodotto da Charlie Charles, un esercizio di stile all’insegna del “dammi un sorso di viola“, dai kick morbidi e dall’autotune intenso. Izi mette a segno una strofa piena di barre e dal flow complesso e articolato, che sfocia in un ritornello melodico con un ritmo piuttosto compassato. La strofa di Sfera Ebbasta nel pezzo è annunciata non solo dalla sua presenza nel video (fra l’altro al minuto 0.37 compare anche Tedua, proprio quando viene fatto il suo nome nella canzone), ma anche dalle sue sporche del ritornello.

Mentre Izi canta:

I miei fra hanno la faccia da sobri?
No, non credo proprio
Frà mi piace coprirmi di maka
Che arrivo fra poco
Dammi un sorso di viola
Che rimetto la situa a fuoco
Se mi cerchi sto sopra

Sfera lo accompagna, nelle pause fra un verso e l’altro, con i suoi – ormai marchio di fabbrica – “no no“, “bu bu bu bu“, “brrah” e “squah squah squah“, per poi scagliarsi sul beat di Charlie con una strofa sensazionale. È ancora il periodo dello Sfera-ghetto, che può permettersi di iniziare una strofa con:

Parlo soltanto di *roie e di grammi
Lo sai che lo faccio così
Un sacco di fra giocano con le armi
Finché li rivedo al TG

In realtà ciò che salta subito all’orecchio dell’ascoltatore è la quantità di rime, di tecnicismi e di cambi di flow del rapper, che con l’autotune è perfettamente a suo agio, come se fosse nato con un correttore incorporato nelle sue corde vocali. In particolare, questo cambio di flow in accelerata, che scorre liscio come l’olio sulle pattern di batteria di Charlie, porta ad una serie di barre piene di incastri davvero efficaci:

I miei fra, c’è in-te-sa
In tasca cash, Banca In-te-sa
Fumata in-ten-sa, ganja in sacchi della spe-sa
No concorrenza, fra senti il flow Shev-a
Come arriva sulla sce-na?

Quando si fanno commenti sulla tecnica di Sfera, dunque, vanno prese in considerazione non solo le canzoni di Rockstar e i recenti featuring, ma anche i suoi primi brani, quelli in cui le barre erano le vere protagoniste.

L’ultimo aspetto da considerare nel racconto di Sobrio è quello delle auto-citazioni:

È uno shuttle che vola nel cielo
Lascia dietro la scritta Per Davvero
E siamo partiti da Zero
Ma stiamo in corsa su un Mercedes nero

che l’autore di XDVR ha sempre saputo sfruttare con intelligenza e furbizia (specialmente nei featuring con Izi, come dimostra la recente 48H), trasmettendo all’ascoltatore un senso di nostalgia e, soprattutto, di continuità con i suoi progetti passati. Inoltre è proprio vero, in quel periodo della carriera Sfera, partito da zero, si stava lasciando alle spalle il primo CD (la scritta “per davvero”) per cogliere al balzo la prima opportunità della sua carriera, la firma con Roccia Music.

BANG BANG

Tutti conoscono Bang Bang, la canzone d’amore più nota e probabilmente più bella della discografia di Sfera Ebbasta, ma molti meno ascoltatori sanno dell’esistenza di un’altra Bang bang, che fa parte del mixtape Succo di Zenzero, di Wayne Santana della Dark Polo Gang. L’unica differenza, nel titolo, è la “b” del secondo bang, che in questa Bang bang meno famosa, è minuscola. Questa coincidenza di titoli è davvero stupefacente, in particolare se si pensa che i due brani sono usciti nello stesso anno, il 2016, a distanza di soli cinque mesi l’uno dall’altro.

Inoltre, Bang bang non è solo la Bang bang meno conosciuta della carriera dell’autore di Rockstar, ma è anche il suo featuring meno noto fra quelli con la Dark Polo Gang. Tutti ricordano il grandioso ritornello di Cavallini, gli effetti speciali del suo videoclip, le rime sul sushi e su Fendi e Gucci di Side, la maglia del Paris Saint Germain di Tony e quella del Celtic di Sfera, così come è impossibile dimenticarsi della brillante performance del Trap King in Fiori del male, dello sfondo dorato del suo videoclip, dell’attacco di Pyrex e delle sue 5 rime in 37 barre.

Invece Bang bang è un brano passato in secondo piano, uscito senza un videoclip di accompagnamento, ma rappresentativo dell’essenza di Succo di zenzero, che in un vecchio articolo, intitolato “Viaggiare con i beat di Sick Luke”, raccontavo in questo modo:

Nelle varie interviste, Sick Luke si riferisce ai brani di SDZ con aggettivi come “cloudy”, “dreamy” e, in italiano, “caramelloso”. Sinceramente non riesco a raccontare questo disco con altri termini: Succo di zenzero è un disco “vaporoso” e “nuvoloso”. Non è spensierato e non è malinconico: ha una mood unica e quasi impossibile da descrivere.

Ascoltare Bang bang è come immergersi in un’enorme bolla di sapone viola e vedere, dal suo interno, il mondo sciogliersi come in un quadro di Salvador Dalì. È davvero una canzone sperimentale: in primis perché ha un BMP lentissimo e dei flow ipnotici e pieni di pause (scelta assolutamente voluta da Wayne e Sfera) e in secondo luogo per il mix di Sick Luke, che vede strumenti e voce con lo stesso livello di volume, un effetto eco invasivo – che si aggiunge alla sovrabbondanza di sporche dei due rapper – e un ritornello ricolmo di effetti vocali.

Proprio per questo, Bang bang è a metà fra un capolavoro di genio e un disastro artistico, una piccola perla per pochi, che contiene la strofa, forse, più sperimentale dell’intera carriera di Sfera, che estremizza alcune caratteristiche della trap, flow lenti e autotune intenso, e propone barre di grande impatto e qualità, come la doppia punchline:

Ho una bomba lunga un metro
Mi danno spaccio, frà, per quanta ce n’è dentro
La tua tipa fra mi fissa in centro
Sì proprio come un monumento

e lo straordinario incastro quadruplo:

Ed è già nuda sopra al letto
Sì già al primo ap-pun-ta-men-to
Quando rappo ap-pun-ta, det-to

figlie, ancora una volta, di una spiccata propensione del Trap King a un certo tipo di tecnicismo.

BALLIN IN FENDI

È il momento dei featuring internazionali, novità a cui si è giunti, in Italia, esclusivamente grazie al lavoro di Sfera Ebbasta che, come rappa in 20 Collane, “apre porte a tutti perché c’ha la chiave”. L’autore di Rockstar è stato il primo rapper italiano a collaborare con un big della scena francesce, SCH, il primo a poter anche solo sognare di ospitare una superstar come Quavo nel terzo CD della sua carriera e, più in generale, il primo a desiderare un successo planetario.

Fin qui, ha collaborato con artisti americani (Quavo, Offset, Future, Rich The Kid, Moneybaggyo, G-Eazy, A$AP Ferg, Ronny J, Steve Aoki, Diplo e Famous Dex), francesi (SCH, Lacrim, Kalash, Coyote Jo Bastard e Leto), sudamericani (J Balvin, Duki, Khea, Feid, Eladio Carrion, Anitta, Lary Over) e addirittura un tedesco, un britannico e un polacco (rispettivamente Miami Yacine, Tinie Tempah e Quebonafide), tutte figure che, nei loro paesi, godono di grande prestigio, rendendo chiaro a tutti quanto sia stato straordinario il lavoro di Sfera Ebbasta in questi cinque anni.

Se però hit come Cupido, Mwaka Moon RMX e Machika RMX sono delle hit da milioni e milioni di streaming, esistono anche altri suoi feat internazionali meno conosciuti, come Ballin in Fendi, di Reggie Millis, controverso rapper statunitense, a cui ha partecipato anche l’hitmaker Famous Dex, autore di Japan e Pick it up (770 milioni di streaming su Spotify).

Di questo brano, uscito nel 2017, c’è anche un videoclip, ricco di effetti speciali allucinogeni e iper-colorati, di Lamborghini e BMW da impallidire, orologi diamantati, negozi di Gucci e collane d’oro. A quanto pare Ballin in Fendi doveva far parte di un progetto di Reggie Millis pieno di featuring italiani, The Italian Job, che, per motivi mai svelati, non è mai uscito.

Stranezze del rapper americano a parte, Ballin in Fendi è una vera e propria hit che riesce in un compito non facile: far convivere nello stesso pezzo artisti che cantano in lingue diverse. Sfera, in particolare, difficilmente stona nei suoi featuring internazionali, grazie ai suoi flow estremamente moderni e alle sue scelte di testo, che includono spesso e volentieri parole di un’altra lingua o comunque comprensibili da chiunque. Per un esempio, basta fare caso al modo in cui inizia la sua strofa in questa canzone:

Porto la tua tipa da Fendi
Vuole il mio dolcetto, il mio candy

Come chiude i versi? Con il nome di una marca famosa in tutto il mondo, Fendi, e con una parola in inglese, candy. È facile notarlo: non è lo stesso Sfera Ebbasta di OGNT e Sobrio, ma è uno Sfera più spensierato e più colorato, che non parla più di strada, di droga e di armi, ma di marche di vestiti, di belle donne e di soldi. In tre parole: sta arrivando Rockstar. In ogni caso, però, la sua strofa è efficace, impeccabile a livello di flow e piena di barre fighe e – ormai non serve nemmeno più dirlo – tecniche, come quelle conclusive:

Sto in alto, mi sento un Con-corde
Tu sei uno stupido con-dor
Mi riempo la vita di com-fort
Occhi rossi dietro alle lenti Tom Ford

BONUS: DIAMANTI

Diamanti è un pezzo con una storia talmente assurda che vale la pena menzionare, almeno per una “posizione bonus”. Fa parte di Relax With Me, un album di 8 tracce del rapper semi-sconosciuto J $tash, di cui si sa solo che è “un rapper della Florida che si è trasferito per un po’ in Giappone prima di tornare negli Stati Uniti” (genius.com). Da questo momento in poi le informazioni diventano super confusionarie e, proprio per questo, divertentissime.

Ma qual è la cosa più assurda di questo brano? Che si chiama Diamanti e non Diamonds, nonostante sia il brano di un rapper americano? Che non risulta prodotto da Sick Luke, nonostante l’inconfondibile tag? Che nel primo ritornello J $tash ripeta 17 volte “diamond chain” e nel secondo lo faccia 24 volte? No.

La cosa più assurda è che questo brano, presente su Spotify, non è mai stato accreditato a Sfera Ebbasta, ma a “J $tash feat. Sferra“. Con due “r”. Talmente trash da essere davvero meraviglioso.

Fra l’altro anche qui la strofa di $€ è brillante, cattivissima e – capita di rado – completamente priva di autotune.

ONE MILION DOLLAR BABY

Prima si è parlato, a proposito di featuring internazionali, delle numerose collaborazioni di Sfera con gli artisti latino-americani. One Milion Dollar Baby, infatti, è una delle quattro tracce in cui il rapper di Ciny e l’argentino Duki – nel suo paese è per distacco l’artista rap più famoso – si sono incontrati, insieme a Machika RMX di J Balvin, Cupido RMX con Elettra Lamborghini, Khea e Quavo e Miami nel disco di Ronny J.

Se si volesse trovare un riferimento per etichettare la musica di Duki, la risposta giusta sarebbe “Latin Trap“, genere che il Trap King ha dimostrato, con la traccia Pablo, di saper gestire in maniera eccezionale, ponendo le basi per le sue connessioni in Sudamerica. Proprio per questo, in un disco con soli ospiti latini, l’unica eccezione si chiama Sfera Ebbasta.

One Milion Dollar Baby è un pezzo sicuramente più trap che latin, con un beat dai bassi sordi ma intensi, perfetto per la forza esplosiva delle melodie dell’autore di Rockstar, che infatti regala a Duki un bridge da hitmaker, leggero e romantico. È infatti il primo novembre del 2019 e Sfera Ebbasta, l’uomo del “non esco più di tre volte con una ragazza”, si è da poco fidanzato con una ragazza che – ironia della sorte – è di provenienza argentina.

La strofa è ovviamente dedicata a lei, così come alcune di quelle che arriveranno in seguito, come Elegante e M Manc, per la cui realizzazione One Milion Dollar Baby è stata forse una sorta di allenamento. Basti pensare al fatto che il loro stile è praticamente lo stesso, per quanto riguarda le melodie, ma anche per quanto riguarda la scrittura.

Per esempio la strofa di One Milion Dollar Baby si apre con un riferimento al fumare marijuana romanticamente con la propria parnter:

Se vuoi fumare va bene ci sto (Va bene ci sto), ah
Dimmi se a Roma, Parigi o New York (Parigi o New York), ah

esattamente come quella di M Manc:

Fai una canna, che così ci passa
Questa incazzatura non ci fa parlare (no, no)

e un’altra somiglianza è ravvisabile nel tipo di espressioni forti e irruente che l’artista sceglie per descrivere la propria sessualità:

Non lo facciamo piano (No), sfondiamo Il divano (Uh) – One Milion Dollar Baby

Sì, come tutte le volte io esco e sbatto le porte
E dopo ti sbatto più forte perché – M Manc

C’è un ultimo ragionamento da fare a proposito di questi brani romantici di Sfera Ebbasta e, soprattutto, a proposito di One Milion Dollar. L’anno il rapper ha dichiarato, ai microfoni di Trap 105, quanto ammirasse la capacità di rapper come Rich The Kid di scrivere le loro strofe in freestyle e di registrare hit da milioni di streaming in pochissimi minuti e, in seguito, ha svelato che il suo featuring con Duki è stato realizzato con questo tipo di approccio. La sua strofa è stata realizzata praticamente di getto, improvvisando sul momento.

Vista la somiglianza fra One Milion Dollar Baby, M Manc ed Elegante, è possibile che l’autore di Cupido abbia seguito questa tecnica per quasi tutti i brani del suo 2020? Riflettendoci è probabile: si spiegherebbero la minore attenzione per l’incastro e per il tecnicismo, oggi quasi scomparsa dalle sue canzoni, e anche la leggerezza e la scioltezza di molte delle sue nuove melodie.

Comunque sia, sta per arrivare uno degli esami più difficili e importanti della carriera di Sfera Ebbasta, l’appuntamento con il suo quarto disco Famoso. Solo dopo l’uscita si capirà davvero che tipo di artista è oggi. Nell’attesa del CD, questi erano i cinque “tesori nascosti” della sua discografia, da custodire gelosamente, perché noti solo agli ascoltatori alla ricerca della chicca e del dettaglio.

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