Cosa possiamo imparare da “Buongiorno” di Gigi D’Alessio?

Il 5 Settembre 2020 è accaduto un evento unico e significativo nel panorama della scena musicale italiana: è uscito “Buongiorno”, nuovo album estremamente rivoluzionario di Gigi D’Alessio, che nasce dalla storia e dalla struttura di canzoni che hanno segnato la sua storia musicale. Il cantante napoletano, con questo nuovo disco, ha deciso di rileggere alcuni dei suoi più grandi successi (raccontando i colori, le sfumature e le voci della città partenopea) grazie alla presenza di tantissimi ospiti rap che hanno portato il loro stile e il loro entusiasmo all’interno dell’album.
 
L’album è composto da quindici rivisitazioni (tra le quali “Chiove”, “Annarè”, “Fotomodelle un po’ povere”, “Comme sì femmena” “Mezz’ora fa”, “Guagliuncè”, ecc.) e una canzone inedita, “Vint’ anne fa”, realizzata in collaborazione con Lele Blade.
 
Buongiorno”, dunque, è un concentrato di stili e voci che riesce a conquistare immediatamente al primo ascolto grazie a originalità e arrangiamenti curati nei minimi dettagli. Con il CD, il cantante napoletano ha riportato, appunto, nel presente canzoni che hanno fatto innamorare diverse generazioni di ascoltatori, da vent’anni ad questa parte:
 
Guagliuncé/tu fai cchiù belle tutte ‘e strade ‘e Napule”
 
“Comme si femmena/meglio ‘e na femmena”
 
e talvolta li hanno fatti disperare:
 
Ma quanta ‘nnamurate ‘a riva ‘e mare/nun ce manca cchiù nisciuno/pe vedè si saccio chiagnere” 
 
“Chiove/stu cielo fa paura”
Ciò che colpisce davvero di questo nuovo album è che, nonostante sia una rivisitazione di successi passati, non dà affatto la sensazione di essere tornati indietro alla fine degli anni ’90, ma suona fresco e moderno, anche grazie alla presenza di alcuni migliori esponenti della scena rap/trap napoletana e nazionale: Franco Ricciardi, Clementino, Geolier, J-Ax, Boomdabash, Rocco Hunt, CoCo, Lele Blade, Vale Lambo, Enzo Dong, Samurai Jay. È presente anche il figlio stesso dell’artista, Luca, accreditato come LDA.
È stata proprio quest’atmosfera magica, l’incontro tra passato e scena del presente, che ha ridato nuova linfa vitale a quelle canzoni di un’epoca passata.
 
Certamente, oggi più che mai, è difficile stare al passo con la musica che cambia e il problema di chi, superati i 40, si confronta con un pubblico nuovo è soprattutto quello di non sembrare fuori contesto.
Eppure c’è da confrontarsi con il tempo che passa e D’Alessio lo sa, ma dalla sua ha il fatto di avere la platea rap napoletana che lo adora e, soprattutto, che conosce perfettamente le sue canzoni e le apprezza sinceramente (oltre al senso di unità che proviene dal napoletano e alla sua totale estraneità al concetto di pregiudizio, soprattutto nei confronti dei giovani).
 
Dunque Gigi, grazie all’ascendente che ha sulle nuovissime generazioni, soprattutto rap, che non si vergognano del passato, (come succedeva anni fa quando si parlava dell’autore di “Annarè“) ha perfettamente rivitalizzato alcuni dei suoi successi più grandi, rendendoli attuali e non snaturarli.
 
Il rischio era, infatti, quello di eclissare totalmente le vecchie canzoni con nuove sonorità e parole, ma il risultato è sorprendente, perché le parti sostanziali dei brani originali (prime strofe o ritornelli) sono state sempre salvaguardate, in modo da non stravolgere le canzoni. Al contempo, però, la piena libertà data ai rapper ha fatto sì che il disco contenga continue sorprese.
 
Tra le canzoni veramente più belle va segnalata certamente “Comme si Femmena” (feat. Geolier):
 
Si l’infern ca me po’ abbrucia’
Quand’ rire pe me salutà/ Tremm’
Quann’ t’avvicine/
E facc si n’angel e a’rint pe me si nu demone”
 
Un’altra canzone intramontabile è “Mezz’ora fa” (con la eccellente partecipazione di CoCo) ,che ancora oggi sembra un trattato lucidissimo sulla complessa stratificazione sociale della città:
 
Madonna saje che scuorno quando ‘o venene ‘a sapé/che proprio tuo marito come amante po’ tené/na guagliuncella nata int’a nu vascio ‘a Sanità/che sbaglia l’italiano ma che assumiglia ‘e cchiù a mammà”
 
Da segnalare una canzone baluardo della musica napoletana “Annarè” (feat. J-Ax):
Comm’ aggio fatto a sta luntane a te/
Ma che cunferenza sa pigliato ‘o tiempo
A ce vede’ spartute/ Sultante tu si tale e quale a te/
Voglio ancora che triemm’ ‘e paure”
Molto bella anche “Chiove” (feat Rocco Hunt):
Scrivo nel fiato rimasto sul vetro un po’ gelido
Poche parole che parlano ancora di te/
Chiove
Stu cielo fa paura
S’appiccia e fa rummore
E o stesso temporale
O sta facenno dint’ ‘o core”
 
In conclusione, dunque, per rispondere alla domanda proposta dal titolo: possiamo imparare sicuramente tanto da Gigi D’Alessio, che, nonostante cambino i suoni, i tempi, i trend, le melodie è riuscito a trasformarsi senza, però, cambiare mai la sostanza della sua arte, e a collaborare con entusiasmo e curiosità con i rapper, insegnandogli tanto e – perché no! – magari imparando qualcosa anche dal loro approccio alla musica.

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