Enzo Dong racconta A Cap Pa Guerr: “Ho voluto raccontare la malinconia della quarantena!”

L’ultima volta che avevamo fatto due chiacchiere con Enzo Dong era stato in occasione dell’uscita del suo primo disco “Dio perdona io no”. In settimana ci ha raccontato, per via telefonica, il suo nuovo sinolo “A Cap Pa Guerr”, uscito giovedì 9 luglio!

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Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Enzo! Bentornato su Raphaolic! L’ultima volta che ci siamo visti era stato per parlare del tuo disco d’esordio Dio Perdona Io No. Sono passati più di sei mesi e tu, fra feat. e nuovi singoli, hai fatto uscire tanta nuova musica. Ti volevo chiedere: quanto ti ha cambiato la vita pubblicare il primo album?

Enzo: Personalmente non ritengo che l’uscita di Dio perdona io no mi abbia cambiato la vita, ma piuttosto lo abbiano fatto i primi risultati di Higuain e degli altri pezzi d’esordio. Sono rimasto esattamente lo stesso, vivo ancora a Napoli, nel mio quartiere, ma la musica mi ha certamente salvato! Non intendo dire che sarei stato un criminale, se non avessi cantato, ma forse avrei fatto qualche errore stupido di troppo.

Sergio: Nemmeno all’interno della scena è cambiata la tua posizione? Non hai visto più rispetto da parte dei colleghi?

Enzo: Forse un pochino sì, ma i colleghi mi hanno sempre rispettato molto: da Marra fino a Fedez e Fibra che ho ospitato in Dio perdona io no. Pensa a tutti gli artisti con cui ho collaborato!

Sergio: Certo! E adesso, in quest’estate così atipica, hai pubblicato un singolo controtendenza per sonorità e persino in dialetto!

Enzo: Ma come hai detto bene tu è un’estate che non è una vera estate! Magari tanti ascoltatori riescono ad andare in vacanza, ma altri non la vivono in un altro modo: per questo ho pubblicato A Cap Pa GuerrInoltre non sono stato un tipo “da hit estiva / natalizia”: solo quando mi chiamano per progetti particolarmente fighi partecipo a canzoni che nascono per le festività!

Sergio: Come Wannabe 3?

Enzo: Esatto! Quella è una traccia-missile, che ha spaccato a livello di ascolti, ma a cui Highsnob e Junior Cally mi hanno invitato a mettere una mia strofa!

Sergio: E questo ritorno al dialetto? C’era stato un solo brano in napoletano in Dio Perdona Io No, O’ Rass?

Enzo: In realtà è stata una scelta naturale, che è derivata dal lavoro a quattro mani con Nicola Siciliano: abbiamo fatto insieme una serie di tracce che usceranno a breve. Volevamo raccontare la malinconia della quarantena, non mi sentivo di realizzare una traccia solare in italiano, anche se a breve tornerò anche a pubblicare pezzi non in dialetto come Higuain Italia Uno… Diciamo che A Cap A Guerr prosegue il filone di Che guard a’ fa, E Dong Nguoll eMammà con Anthony, ma adesso riprenderò anche il mio stile in italiano con cui sono emerso in Italia.

Sergio: A proposito della collaborazione con Nicola Siciliano, come vi siete conosciuti?

Enzo: Lui è giovanissimo, ci siamo conosciuti quando era piccolissimo: era un mio fan e un ragazzo del mio stesso quartiere. Abbiamo stretto tanto a una serata in cui avrebbero dovuto suonare tantissimi rapper napoletani e invece, per problemi tecnici, siamo rimasti io e Nicola. In due abbiamo improvvisato un live insieme e abbiamo incendiato da soli quel locale!

Sergio: Si è creata un’intesa fortissima, quindi?

Enzo: Mamma mia sì! Abbiamo dovuto gestire un palco in due e abbiamo stretto tantissimo! È stata una collaborazione naturale e nata in amicizia, ma a breve vedrai che arriveranno feat. anche con altri rapper della mia città!

Sergio: E la storia dei carabinieri e delle flessioni?

Enzo: – ride – È stata una provocazione, stavo con Nicola in macchina e una volante ci ha fermato e ha iniziato a farci domande, fra cui la richiesta di fare le flessioni a terra. Era una cosa ironica, mi hanno anche chiesto le foto!

Sergio: In questi ultimi mesi sono usciti tanti mixtape: quello dei Dark Polo, quello di Tedua e quello di Lazza, tutti amici tuoi… Anche tu durante il lockdown hai iniziato a progettare un progetto di questo tipo?

Enzo: Ti dico: i primi giorni di quarantena sono stati piuttosto tragici, ma un po’ alla volta mi sono deciso a lavorare su di me, mi sono allenato con un personal trainer e ho fatto tanta musica nuova, grazie allo studio che ho fatto a casa. In questo studio improvvisato ho fatto la strofa di Wannabe 3, i pezzi con Nicola e molte altre canzoni che usciranno a breve. Voglio pubblicare un progetto a sè prima che arrivi il mio secondo disco, anche perché la situazione Covid rende tutto davvero incerto… Voglio che il mio secondo CD sia in grado di consacrarmi come uno dei rapper più forti della scena italiana, quindi lo voglio curare con calma e dedizione. Dio perdona io no è per me un buon disco, che è piaciuto molto anche al pubblico, ma posso fare molto meglio, come ho dimostrato in Secondigliano Regna, in Higuain e in Italia Uno. Lo vedrete presto!

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