L’intervista ad Alfa – Tra singoli pop e attitudine rap, con il sogno di Sanremo

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo “SuL Più BeLLo”, abbiamo scambiato due chiacchiere con Alfa, una figura assolutamente unica, per background e stile musicale, nella scena italiana. Abbiamo parlato della sua gavetta rap, di “Cin Cin”, dei suoi riferimenti musicali e dei suoi obiettivi futuri, fra cui il sogno: partecipare al Festival di Sanremo!

Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Andrea! Sono contento di poterti ospitare su un portale prettamente rap, perché hai dimostrato a più riprese quanto ami questo genere musicale. Per esempio con Wanderlust Freestyle hai stupito un po’ tutti…

Alfa: Ciao Sergio! Considera che io vado molto orgoglioso della mia gavetta da rapper e, soprattutto, a me rappare piace tantissimo, quando posso faccio ancora tanto freestyle! È una mia caratteristica che non voglio assolutamente perdere… Un artista americano che ammiro tanto e a cui mi ispiro, per esempio, è Macklemore, tanto credibile quando rappa quanto capace di dar vita a singoli pop. Personalmente, poi, a me serve il rap per i pezzi pop: la punchline, o comunque il mantenimento di una “penna rap”, mi permette di scrivere brani originali e di non fare rime banali.

Sergio: Anche perché la scena pop, ultimamente, è monopolizzata da cantanti con una formazione rap: penso a Coez, a Frah Quintale, a Carl Brave…

Alfa: Se si guardano le classifiche, non si può negare che il rap sia il nuovo pop, sotto questo punto di vista.

Sergio: Un anno fa usciva Cin Cin, la tua hit da 61 milioni di streaming su Spotify. Pochi giorni fa hai pubblicato SuL Più BeLLo: ci hai lavorato pensando di realizzare una nuova super-hit oppure la avevi già pronta e hai pensato che era la canzone giusta al momento giusto?

Alfa: Allora guarda… È da cinque mesi che pubblico canzoni senza pensare a quanti numeri faranno. Ho imparato che le aspettative ti mangiano e ti coprono di ansia, quindi ho deciso di fare musica senza badare agli streaming, ma solo al mio gusto personale. Capisco che sia difficile, perché oggi il numero preciso di ascolti è sotto gli occhi di tutti, ma secondo me è la scelta vincente se si vuole fare musica di qualità.

Sergio: Però forse bisogna poterselo permettere, no?

Alfa: Forse sì… Io ricordo che quando uscì Cin Cin non avevo alcuna pretesa di vedere quei numeri, figurati un disco d’oro! Nei sei mesi successivi, però, ho sentito la pressione di dover dimostrare che non ero one hit wonder, cioè soltanto “quello di Cin Cin”, e ti confesso che in quel periodo sono stato abbastanza dietro ai numeri. Ora che sono più a mio agio con me stesso, come autostima e modo di pensare, non me ne frega più niente! – rideAltrimenti farei proprio un altro tipo di musica!

Sergio: Anche la scelta di pubblicare un freestyle rappato, tornando al discorso di prima, è un po’ di controtendenza, no?

Alfa: Sì, ma se ci pensi anche le mie scelte di estetica… Le copertine delle mie canzoni non sono mai canoniche e “da pezzo estivo”: la mia volontà è quella di non essere mai banale, perché altrimenti si viene etichettati come cantanti pop in senso dispregiativo, quando in realtà il pop intelligente si può e si deve fare!

Sergio: Personalmente, infatti, sono dell’opinione che tu abbia trovato una formula-pop fica e originale, con dei chiarissimi riferimenti oltreoceano…

Alfa: Assolutamente! Io ascolto quasi solo musica straniera, ma prendo ispirazione dagli USA anche in termini di attitudine, di mentalità, di modo di porsi, fino banalmente al modo in cui gli americani fanno uscire la loro musica.

Sergio: Ultimamente chi sono i tuoi artisti stranieri preferiti?

Alfa: Io sono fan perso di Jeremy Zucker, che in Italia è super sottovalutato nonostante sia uno dei cinque artisti più ascoltati al mondo! Oltre a lui mi piacciono tanto Blackbear, Lil Baby e Macklemore, che è da sempre il mio cantante preferito.

Sergio: A proposito di Macklemore, prima parlavamo di Wanderlust Freestyle e io non posso fare a meno di farti questa domanda. Volevi dimostrare qualcosa con quell’esercizio di stile?

Alfa: Ogni volta che faccio un freestyle voglio dimostrare qualcosa! – ride – Mi basta che uno solo, anche per sbaglio, magari con un commento su Youtube, mette in discussione la mia natura urban… Se leggo: “Sei un progetto per ragazzine!”, io mi incazzo e ho voglia di rappare. So bene che la mia musica ha anche questo tipo di target, ma la mia attitudine non va messa in discussione. Da questo punto di vista sono un po’ permaloso…

Sergio: ride – Che poi pensavo, mentre ascoltavo il tuo freestyle: “Quanto sarebbe figo un album rap di Alfa!”… Hai intenzione di rappare più spesso, nella tua carriera, o questo “salto di genere” ti spaventa?

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Giovedì 16 a mezzanotte hai da fare?🌻

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Alfa: Guarda, non mi spaventa, perché sono molto sicuro del mio modo di scrivere e di rappare: nel mio prossimo album, infatti, ci saranno featuring e pezzi rap. Voglio sperimentare un po’ di più!

Sergio: Da quant’è che non fai un pezzo puramente rap?

Alfa: Due anni e mezzo, credo. Considera che ho fatto tre mixtape che erano proprio: “con la metrica eclettica da Genova…” – ride – quel tipo di scrittura super-incastrata! E nonostante tutto io continuo a scrivere pezzi tutti rappati e ad ascoltare chi mischia rap e melodia… È l’evoluzione naturale del pop e io spero di esserne uno degli esponenti futuri!

Sergio: Anche la trap se ci pensi è un genere melodico…

Alfa: Pensa: per come la vedo io, c’è molto più rap old school in alcuni autori pop: prima citavamo Frah Quintale e Coez, per esempio! Io sto ancora cercando la sintesi musicale fra questi vari generi musicali… Per esempio con l’autotune non vado molto d’accordo.

Sergio: Hai anche un timbro molto pulito, che rende di fatto inutile l’autotune!

Alfa: Anche per questo non mi ci trovo a mio agio, nonostante poi piaccia a tanti altri artisti.

Sergio: Una notizia piuttosto recente è che il tuo ultimo singolo, SuL Più BeLLo, sarà la colonna sonora di un film omonimo, in uscita il prossimo autunno. Ho letto che realizzare una soundtrack era un tuo sogno nel cassetto, come mai ci tenevi così tanto?

Alfa: Allora ti dico: più che un sogno era un “obiettivo impossibile“, che mai avrei pensato di riuscire a portare a casa a diciannove anni! Ho scritto SuL Più BeLLo in quarantena e qualche settimana dopo abbiamo ricevuto la mail della produzione, in cui mi proponevano questa collaborazione. Gli ho mandato una serie di provini e hanno scelto questa traccia. Per me, poi, realizzare una colonna sonora è un sogno perché sono, da un lato, fan della musica, dall’altro, fan dei film e quindi sono anche fan delle colonne sonore. Ascolto tante soundtrack quotidianamente, ti faccio un esempio: in un vecchio freestyle ho campionato quella di Upil film della Disney, e ultimamente, dopo la sua scomparsa, sto scoprendo l’enorme quantità di campioni delle opere di Ennio Morricone.

Sergio: A livello tecnico, come si è sviluppata la collaborazione fra te e Eagle Pictures?

Alfa: Un giorno mi sono svegliato, ho aggiornato la casella di posta e mi sono ritrovato una mail che diceva: “Ciao, ci piacerebbe che tu facessi la colonna sonora di questo film, chiamaci!”, ovviamente sono rimasto sbalordito, pensavo fosse uno scherzo, neanche volevo rispondere… Però sono proprio contento di questa collaborazione, ancora non credo neanche di essermene reso davvero conto!

Sergio: Quindi, questo è un altro obiettivo che sei riuscito a conseguire. Il tuo nome, vista anche la tua giovanissima età, è spesso seguito da una sfilza di record, numeri e statistiche: dagli streaming delle canzoni alle certificazioni, passando per i sold out dei live e i follower sui Social Network. Di quale risultato sei più orgoglioso?

Alfa: Sicuramente il tour sold out! Ti giuro: non c’è disco d’oro o di platino né milione di ascolti o di follower che possa valere quanto la gente che canta le tue canzoni a squarciagola. Pensa che se ho superato le preoccupazioni sui numeri di Spotify è stato anche grazie ai concerti: magari gli streaming di un pezzo non sono altissimi, però poi lo cantano in tremila! Inoltre, il mio nome d’arte “Alfa” deriva dal fatto che mi sento sempre all’inizio di ogni cosa, quindi appena raggiungo un obiettivo inizia una nuova corsa, all’inseguimento del prossimo!

Sergio: E allora qual è un obiettivo che ti piacerebbe raggiungere nei prossimi anni?

Alfa: Mi piacerebbe tantissimo andare a Sanremo! Ho sempre guardato il Festival con la mia famiglia e mi riempirebbe d’orgoglio fare parte dei concorrenti, se dovessi avere le carte in regola e il percorso giusto per affrontare una sfida così ambiziosa!

Sergio: Ci stai già lavorando?

Alfa: Guarda, non mi metterò mai a tavolino a dire: “Scrivo una canzone per Sanremo!”, però magari qualche pezzo c’è. Il bello e il brutto della musica è che non puoi pianificare davvero nulla: ciò che oggi è A, magari domani è B, pensa al lockdown e al fatto che il mio tour si è dovuto interrompere… Spero comunque di poterci arrivare in futuro, anche per ringiovanire il Festival, come hanno fatto i vari Clementino, Rocco Hunt e Achille Lauro, che secondo me ha rotto uno schema! Vorrei provare a fare lo stesso, magari senza spogliarmi sul palco, perché non sarebbe un bel vedere… – ride

Lo staff di Raphaolic ci tiene a ringraziare Alfa e il suo team per la bellissima chiacchierata e ad augurargli il meglio per “SuL Più BeLLo”.

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