La trasformazione di Beba e Chadia – Da rapper di talento a popstar ordinarie

Estratto dall’articolo “La prima metà del 2020 – I flop”, in cui si racconta il primo semestre e la trasformazione, da rapper di qualità a popstar, di Chadia Rodriguez e Beba.

BEBA-CHADIA

Chadia Rodriguez & Beba – Il 2018, gli esordi di fuoco e il dissing:

Il 2018 è ricordato, per il rap italiano, come un anno ricchissimo di musica, di qualità e di dischi tutti diversi da loro: da Adversus dei Colle der Fomento a Rockstar di Sfera Ebbasta, passando per Enemy di Noyz Narcos, Sinatra di Guè Pequeno, 68 di Ernia e Playlist di Salmo. In questi periodi di abbondanza e floridezza musicale, tutti gli artisti sulla scena tendono a beneficiare dei mille stimoli e delle mille influenze, dal veterano all’emergente. Proprio per questo, il 2018 è stato anche l’anno di una piccola ma grande novità, impossibile da immaginare, invece, in un periodo di stallo: si sono viste finalmente due rapper donne, Chadia Rodriguez e Beba.

Mentre dall’altra parte del mondo la rapstar Cardi B lancia Invasion of Privacy, con cui vincerà il Grammy Award, in Italia il rap femminile muove i suoi primi passi. Il 20 aprile 2018 arriva Dalela prima hit di Chadia, un’artista diciannovenne dal vissuto particolarissimo: italiana, di origini per metà spagnole e per metà marocchine, ex calciatrice e modella di nudo: un identikit perfetto per una figura che si imponga nella scena seguendo l’esempio di Nicki e Cardi.

Chadia fa uscire Fumo Bianco Bitch 2.0 e il pubblico impara a conoscere il suo stile: dal connubio artistico con Big Fish e Jake La Furia al sound prettamente trap, ricco di autotune e di 808, fino allo stile di scrittura irriverente, esplicito e, per certi versi, politicamente scorretto. Si propone come “bad bitch“, parla di sesso, droga e vita sregolata senza alcuna vergogna o imbarazzo, convince a livello sonoro e macina streaming su streaming.

Tuttavia non esiste Batman senza Joker e non esiste Barcellona senza Real Madrid: serve una rivale di Chadia, una rapper che la possa eguagliare o superare sul piano tecnico e anche su quello del carisma.

Ecco Beba: torinese come Chadia, di quattro anni più grande e con un progetto diametralmente opposto sulle spalle! Chadia è supportata da Big Fish e Jake La Furia, due figure storiche del rap italiano, Beba si presenta con una sola collaboratrice, l’amica Rossella Essence; la prima è più brava con le melodie, la seconda è più capace a rappare; una dà il meglio di sé nelle canzoni e l’altra nei freestyle e così via.

Nell’estate 2018 scoppia un feroce dissing fra le due rapper, una vera e propria battaglia musicale vecchio-stampo, che inizia con le provocazioni sagaci di Beba e si conclude con le barre violentissime di Chadia. Non è questo lo spazio per discutere di chi sia la vincitrice dello scontro, ma da entrambe le parti sono arrivati segnali entusiasmanti per qualsiasi ascoltatore di rap: non c’è niente di più hip hop di un dissing combattuto con grinta e voglia di vincere!

Finalmente, dunque, dopo tanti dibattiti sul rap femminile (e sulla “conversione pop” di Baby K), nel 2018 sono arrivate le female rapper, con qualità, attitudine e tanta, tanta fame. Visti questi presupposti, è davvero faticoso osservare come, a distanza di soli due anni, le due promettentissime artiste siano cambiate radicalmente e si stiano trasformando, giorno dopo giorno, in popstar.

È durato troppo poco – La trasformazione pop del female rap italiano:

La storia della carriera di Baby K è piuttosto nota: ha cominciato da rapper a tutti gli effetti, fra barre crudissime e singoli che strizzavano l’occhio al mainstream, per poi convertirsi, un po’ alla volta, all’urban pop, fino a diventarne un’icona a tutti gli effetti. La sua musica è rimasta di qualità indubbia, ma ha perso a tutti gli effetti la sua natura di “female rapper”, abbandonando le barre e le punchlines, in favore dei singoli estivi e di sonorità più radiofoniche.

Nel caso di Chadia e di Beba, la speranza era che la loro “conversione pop” arrivasse il più tardi possibile, permettendo al pubblico di godere per il maggior tempo possibile di due rapper a tutti gli effetti. Il female rap, se si vuole essere schietti e diretti, in Italia quasi non esiste nel mainstream: Priestess e Madame sono più cantanti che rapper e artiste come Leslie si collocano in un segmento di nicchia della scena. Beba e Chadia erano le rapper mainstream tanto attese, ma purtroppo hanno smesso di esserlo ancora prima di poter pubblicare un album o quantomeno prepararsi a realizzarlo.

Chadia, che aveva raggiunto numeri incredibili per essere un’emergente, ma nel 2020, dopo due singoli dai risultati deludentissimi (solo due milioni di streaming se si sommano La voce di Chadia Mangiauomini), ha deciso di puntare su un pezzo diverso, lento, dal contenuto impegnativo, il bodyshaming, e in collaborazione con la cantante pop Federica Carta. A proposito della canzone, un noto manager italiano ha centrato perfettamente il punto, affermando che:

il pubblico ama la Chadia che dice e fa quella che le pare, piuttosto che quella che dice cosa non si dovrebbe fare!

È proprio questo il problema: Chadia aveva un’immagine fortissima perché era irriverente e sfacciata, una Bitch 2.0 che non aveva nessun problema a urlarlo in un ritornello. Trasformatasi in una figura “pop”, per definizione innocua, ha perso gran parte della sua forza espressiva, smorzando la sua vena strafottente e giocando sempre meno sulla sua sfrontatezza.

Beba, al contrario di quanto si pensa, ha riscosso molti meno consensi, numericamente parlando, della sua collega, toccando il suo picco con i  quasi otto milioni di Groupie in un anno e mezzo (Fumo Bianco ne ha totalizzati diciotto ed è uscita pochi mesi prima). In generale, l’impressione è che la rapper di casa Machete abbia dato il meglio di sé nei freestyle e nella sua esibizione a Real Talk, non certo nei pezzi, che hanno evidenziato dei, seppur minimi, limiti tecnici e di scrittura.

Limiti che, per carità, sarebbero potuti essere facilmente superati attraverso l’esercizio e la perseveranza, ma la sua carriera ha intrapreso una “svolta pop” ancora prima che potesse raggiungere lo status di “grande rapper”. La trasformazione di Beba ricorda tanto quella di Baby K, che almeno aveva lasciato alla scena tre EPS.O.S, Femmina Alfa e Lezioni di volo, e un CDUna seria, oltre che dei featuring killer con nomi del calibro di Bassi Maestro, Rayden e Guè Pequeno.

La critica che si può fare a Beba è che, nonostante il suo evidentissimo talento, faccia effettivamente uscire poca musica: nel 2018 e nel 2019 ha pubblicato solo quattro singoli e nel 2020 ha fatto uscire – finora – una sola canzone, che di rap non ha assolutamente nulla, la semi-hit estiva Come Le StorieSe, come ribadisce ogni volta che può, si reputa allo stesso livello dei rapper maschi, perché non fa uscire le canzoni con la loro stessa frequenza? Perché ancora non è arrivato un suo disco/mixtape/EP? Perché conta un solo feat. (Io Può) nella sua discografia?

Inoltre, come si è detto prima, quando deve concentrare barre e flow in un minuto (si ricordano i diss-freestyle nei confronti di Chadia e il Covid-freestyle sul beat di Ayy Macarena di Tyga), la rapper entusiasma e convince tutti, mentre si ricordano davvero poche canzoni degne del suo potenziale, nella sua intera carriera. Quest’impressione è confermata, fra l’altro, dai numeri di Beba: su Instagram ha tantissimi follower e likes, ma i suoi brani fanno ascolti medi. Il fatto che una sua traccia intima e personale come Roberta abbia circa la metà delle visualizzazioni della sua esibizione a Real Talk, evidenzia una situazione atipica e con un problema da risolvere.

In conclusione, queste riflessioni vanno integrate da una premessa fondamentale: nel 2020 il mercato musicale è stato scosso e rivoluzionato dall’emergenza Covid, quindi non si può dire con certezza cosa avrebbero potuto dare quest’anno Chadia e Beba, in condizioni di normalità. Certo è che artisti come Gianni Bismark, Rosa Chemical, la Dark Polo Gang, Drefgold e persino Dani Faiv – compagno di etichetta di Beba – hanno saputo dare il meglio di sé anche in questo periodo di difficoltà organizzative, al contrario delle due ragazze.

Quest’anno Chadia e Beba sembrano essersi convertite al pop-rap e, premesse del 2018 alla mano, per la scena è certamente un dispiacere: queste due artiste potevano regalare ancora tante barre, tanto rap e tante emozioni al pubblico italiano. Tuttavia la situazione è tutto fuorché compromessa: le due artiste sono, prima di ogni cosa, ragazze intelligenti, di talento e soprattutto appassionate di hip hop, la speranza è che possano tornare, anche sporadicamente, sui loro passi, per ricordare al pubblico quanto possono dare al rap italiano.

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