Due chiacchiere con Peter White – L’intervista all’autore di Sabato Sera

L’ultima volta che avevamo fatto due chiacchiere con Peter White era stato in occasione dell’uscita di “Saint Tropez”, prima ancora del suo disco d’esordio “Primo Appuntamento”. Lunedì ci ha raccontato, per via telefonica, il suo nuovo brano “Sabato Sera”, featuring Gemello, uscito venerdì 26 maggio!

9AD16549-6528-461B-A72C-1E21C8535C4E

Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Pietro! L’ultima volta che ci siamo visti era stato per parlare dell’uscita del tuo singolo Saint Tropez. È passato un anno e mezzo, in cui hai pubblicato un CD, Primo Appuntamento, e hai firmato un contratto con Sony… Abbiamo diverse cose di cui parlare! Innanzitutto però… Come hai passato questo periodo di quarantena?

Peter White: Ciao Sergio! Questa quarantena è stata particolarissima per me: è stata difficile, per certi versi noiosa, per altri versi riflessiva… Per non annoiarmi ho cucinato, ho visto tanti film, ho letto libri… Ho dovuto abituarmi, paradossalmente, a disabituarmi dalla mia routine!

Sergio: E a livello di ispirazione?

Peter White: Mi sono trovato sicuramente in una situazione nuova e ho dovuto trovare un approccio diverso: più introspettivo, perché non ero più in studio… Io, poi, sono uno che tende a scrivere a casa, ma completamente da solo. Invece stare a casa con la famiglia è stato come vivere da solo, perché vedevo solo i miei familiari, ma mai completamente da solo… Mi sono trovato un po’ spiazzato! Per fortuna abituandomi sono riuscito a trovare una nuova formula e a fare tanta musica nuova, anche grazie a questa atmosfera così particolare.

Sergio: Hai scritto tante canzoni nuove?

Peter White: Sì! Ho scritto tanto sia a livello di testi sia a livello prettamente musicale: piano e voce piuttosto che chitarra e voce… Mi ha fatto bene! Ovviamente, poi, ho fatto tantissime videochiamate con Gabriele e Paolo (ndr Niagara e Paolo Mari, producer e chitarrista di fiducia dell’artista).

Sergio: In che modo, quindi, la quarantena ha cambiato il tuo modo di scrivere?

Peter White: Sono riuscito a vedere Roma in modo nuovo, mi sono accorto di quanto fosse bella la mia città nel silenzio… Ho passato tantissimo tempo nel terrazzo condominiale di casa mia: aspettavo il tramonto con una chitarra in mano e mi facevo incantare dal panorama. Ti spiego: dal mio palazzo si vede, a destra, San Giovanni, dritto di fronte a me, Santa Maria Maggiore, e, a sinistra, le Terme di Caracalla!

Sergio: Niente male! – ride –

Peter White: Sono stato fortunato! – ride – Considera che ho scritto principalmente di fronte a questo “triangolo panoramico“, fra una birra e un paio di accordi di chitarra…

Sergio: Hai ascoltato anche tanta musica?

Peter White: Sì, prevalentemente vinili, di cui sono un collezionista! Sono stato anche molto attento alle nuove uscite!

Sergio: E cosa ti ha colpito di più?

Peter White: I nomi che ti faccio sono Clied, che tra l’altro era ospite del mio disco, e Saint Pablo!

Sergio: L’ultimo brano di Clied è davvero emozionante…

Peter White: Non potrei essere più d’accordo, Dentro di me è davvero una perla… Io e Alessandro (ndr Clied) ci siamo sentiti tantissimo durante la quarantena. Con Pierpaolo (ndr Saint Pablo) abbiamo fatto un brano insieme, Un soffio di città… Diciamo che, oltre ad avere realizzato tanta musica in prima persona, ho dedicato molto tempo al confronto con artisti che mi piacciono e che reputo validi!

Sergio: Tra l’altro, Sabato Sera, la canzone che hai appena pubblicato, è proprio un featuring e quindi, di fatto, un confronto con un altro artista… Prima di parlarne, però, volevo farti un paio di domande relative a Primo Appuntamento, il tuo disco d’esordio, di cui non abbiamo mai parlato se non in maniera molto informale. A distanza di un anno, di cosa sei più orgoglioso, se ripensi a quel CD?

Peter White: Allora… Di solito quando pubblico un pezzo succede questo: lo ascolto a ripetizione per una settimana e poi non riesco più a sentirlo. Per Primo Appuntamento non è successo: più passa il tempo, più mi accorgo di esserne davvero orgoglioso… È un disco senza pretese: semplice, naturale, personale, ma allo stesso tempo curato in ogni dettaglio. Fra l’altro una delle cose che preferisco di Primo Appuntamento è il fatto che abbia un filo conduttore: dalla prima all’ultima traccia ha una storia, un ordine logico! Nonostante il mio carattere di artista insicuro, quindi, riesco ancora oggi a godermelo e a esserne pienamente soddisfatto!

Sergio: Come sai benissimo, io trovo che Primo Appuntamento sia un progetto davvero eccellente, variopinto e allo stesso tempo coerente, completo… Soprattutto, è un CD equilibrato, non c’è una traccia che spicca rispetto alle altre perché ognuna, a modo suo, è una perla!

Peter White: Ti ringrazio di cuore! Anche le visualizzazioni, fra l’altro, confermano quello che stai dicendo: non ci sono state una-due tracce fortissime che hanno sovrastato le altre, ma il CD è cresciuto in maniera organica e omogenea! Sette canzoni su nove hanno superato il milione di streaming! L’unico vero dispiacere è stato chiudere il disco, perché avevamo ancora tantissima voglia di scrivere!

Sergio: Ti faccio una domandona… Una volta realizzato Primo Appuntamento, un album così brillante, in che modo hai pensato di evolverti? Qual è stato il tuo step successivo al disco?

Peter White: La verità è che non c’è stato un “next step” perché non mi sono mai fermato… Mentre usciva Primo Appuntamento, ero già al lavoro sui pezzi nuovi! Chiuso il primo disco ho scritto Pokerper dire, che suona così estiva proprio perché è nata nei mesi immediatamente successivi! Anche Sabato Sera è uno dei primi provini “post-CD”… Il fatto è che non c’è una scelta “strategica”, perché come sai la mia musica è spontanea: se pensiamo che un’idea sia coinvolgente ed emozionante, la mettiamo per iscritto e la incidiamo!

Sergio: Se, quindi, hai continuato ininterrottamente a dare vita a canzoni nuove, come mai sei stato fermo così tanto tempo?

Peter White: Abbiamo voluto far vivere e respirare Primo Appuntamento, dargli il tempo giusto di entrare nelle case dei miei ascoltatori: volevo far passare il messaggio che le mie canzoni sono tutto tranne che “usa e getta”, vanno godute e scoperte in ogni dettaglio. È come quando fai un discorso: non puoi parlare ininterrottamente, ma devi fare in modo che l’ascoltatore capisca davvero le tue parole e ci rifletta, per poi ascoltare la risposta! Non volevo che le persone sentissero Primo Appuntamento, volevo che lo ascoltassero.

61B5791A-8C75-4852-AAFA-FE7EA9AEB683

Sergio: Dopo Primo Appuntamento hai firmato con Sony Music, una Major… Cos’è cambiato nella tua vita dopo questa decisione?

Peter White: Paradossalmente quasi niente: con Sony abbiamo trovato un porto sicuro per la mia musica, ma anche un team di persone che rispetta tantissimo la mia integrità artistica e le persone con cui ho lavorato fin qui.

Sergio: E a livello psicologico, hai realizzato più di prima che ormai vivi per la musica?

Peter White: In realtà quando è uscito Primo Appuntamento ho capito che fare il cantante non era più un gioco ma un lavoro! Però, sicuramente, se firmi per una major la tua professione è scritta nero su bianco: questo mi rende orgoglioso e anche un po’ più tranquillo…

Sergio: Parliamo finalmente di Sabato Sera… Qualche giorno fa hai annunciato, su Instagram, il feat. con Gemello. Nella tua carriera hai fatto pochissime collaborazioni: Vince, Dorian Kite, Clied, Saint Pablo e ora Gemello!

Peter White: Il mio primissimo featuring, di cui non sa quasi nessuno, è in realtà quello con Cenere: in tracce che si possono trovare solo su Youtube… Erano proprio gli inizi della mia carriera. Cenere è un ragazzo del mio quartiere con cui ho iniziato a cantare e ti confesso che anche grazie a lui mi sono appassionato alla scrittura…

Sergio: Se io fossi andato da quel Peter White del 2017 e gli avessi detto: “Fra tre anni Gemello canterà in un tuo singolo!”, che mi avrebbe risposto?

Peter White: Probabilmente avrei sgranato gli occhi e non ti avrei creduto… – ride – Ti confesso però che un paio di anni fa sognavamo con Paolo (ndr Paolo Canto, il manager di Peter) e sottolineavamo che Gemello sarebbe stato perfetto per le vibes che voglio trasmettere con la musica.

Sergio: Come vi siete conosciuti?

Peter White: È una storia assurda, ma merita di essere raccontata: preparati! C’è una versione mia e una versione di Andrea (ndr Gemello), che mi ha raccontato a febbraio quando mi ha inviato la strofa! Era un sabato sera e stavo per suonare agli Ex-Magazzini…

Sergio: Un sabato sera qualunque… – ride –

Peter White: Esatto! – ride – Una data importante, forse la più importante della mia carriera, anche perché mi sto ancora abituando alla “dimensione live” e quel concerto è stato davvero emozionante! Ti realizzi veramente come artista quando vedi le persone cantare a squarciagola le tue canzoni!

Sergio: Cos’è successo quel sabato sera?

Peter White: Stavo per salire sul palco, mancavano dieci minuti al mio ingresso sul palco, quando arriva Paolo e mi fa: “Oh Pie’ c’è Gemello al tuo concerto!” e io ovviamente lo vado a salutare di corsa: è una superstar del rap, una superstar romana, ma soprattutto è un artista di cui ho un’enorme stima e che ascoltavo prima ancora di iniziare a cantare! Esco, lo vedo, ci presentiamo e gli dico: “Guarda se entrassi per me sarebbe davvero un piacere!“, torno dentro, salgo sul palco e non lo vedo più, pensavo non fosse entrato. Invece, una volta tornato a casa, trovo un suo messaggio:

Guarda sono dovuto andare via, sono rimasto quasi fino alla fine! Bellissimo concerto, mi sei piaciuto tanto!

La versione di Gemello invece è questa: stava passeggiando per Ostiense, vede una fila incredibile agli Ex-Magazzini e chiede ai ragazzi: “Chi suona stasera?”. Rispondono: “Peter White!” e lui immaginava che io fossi un cantante R&B di Atlanta, tipo Frank Ocean! Incuriosito, ascolta una mia canzone, gli piace e decide di entrare! Una storia pazzesca, anche perché se fosse successo a me, probabilmente avrei avuto il telefono scarico e non ci saremmo mai conosciuti! La nostra amicizia nasce da una coincidenza, ma la musica è fatta di casualità e di storie di questo tipo!

EC1D9A2D-0941-448D-B75E-3555B999EBA4

 Sergio: Prima sottolineavo come tu abbia fatto davvero pochissimi feat. nella tua carriera! Ognuno di questi, da Vince a Clied, racconta una storia d’amicizia, fatta di situazioni di questo tipo, no?

Peter White: Il featuring è l’unione di due pensieri, va un po’ a sigillare la passione di due persone su una canzone, si deve sentire un intreccio intimo nel pezzo. Ho sempre fatto collaborazioni con ragazzi che conoscevo, con cui ho passato momenti di sincera amicizia, di dialogo, di confronto e soprattutto di intimità. Con Gemello però è stato ancora diverso: con Saint Pablo, Clied o Vince, per esempio, c’era già un rapporto prima del feat, mentre con Andrea è nato durante e dopo la realizzazione di Sabato Sera.

Sergio: Pazzesco, però, perché, ascoltando il pezzo, sembra che siate amici da una vita…

Peter White: Si è integrato alla perfezione e ha scritto una strofa fantastica. Ho avuto i brividi quando ho sentito che a fine strofa si è ricollegato al mio ritornello:

Mi hai dato tutto, se non basta sai
Si, io mi spengo, chiudo gli occhi e non dormo mai

Il concept di Sabato Sera è quello di trovarsi a Roma con un’altra persona, che ti ricorda – e a cui invidi sotto sotto – la calma, “come quei paesini inglesi con le case a schiera”.

Sergio: Come spesso accade la tua penna diventa descrittiva, da “pittore”…

Peter White: Esatto! A proposito di questo: nel ritornello dico:

Tu sei calma come quei paesini inglesi con le case a schiera
Che alle 7 già chiudono i pub

non “chiudono i bar”. Può sembrare una cosa da nulla, ma è il dettaglio che fa la differenza quando devi dipingere una scena con le tue parole! Ogni termine ha una posizione e un significato ben preciso!

Sergio: Che risposta hai avuto dal pubblico?

Peter White: Sabato Sera ha ricevuto una grande accoglienza dai miei ascoltatori: è un pezzo molto introspettivo, che rappresenta una delle due anime della mia produzione più recente. L’altra faccia della medaglia è la mood un po’ più frizzantina di Poker che è una “canzone di cambio”, come lo era stata Mezze StagioniÈ il brano che cambia il motore del treno, una volta che arriva in stazione, non so se mi spiego…

Sergio: È chiaro! Com’è stato, quindi, ripartire con Poker?

Peter White: Secondo me Poker deve ancora essere scoperta da molti ascoltatori, è un brano “mascherato”… Se si legge il suo testo, isolandolo da melodie e strumentale, è molto più profondo e sentito di come si percepisce. Anche Sabato Sera, secondo me, va ascoltata diverse volte per essere capita… È una canzone da cuffiette, da ascoltare con un amico stretto quando avete entrambi il cuore spezzato.

Sergio: Te la immagini Sabato Sera live?

Peter White: Sì! Non sarà un pezzo facile da eseguire, anche per la sua particolarità di metrica e di melodie: specialmente per lo stacco “ottava-alta / ottava-bassa“. Sono orgoglioso del sound agrodolce di Sabato Sera: c’è una voce bassa che ti tiene con i piedi per terra e due laterali che ti trascinano verso l’alto, un po’ come due ali… Finisce che l’ascoltatore si trova a mezza altezza, in un mood super particolare!

Sergio: Ultima domanda, un classico: cosa aspettarsi dal futuro?

Peter White: Onestamente non ho nemmeno io un’idea chiara della musica che uscirà, ma so che ne uscirà davvero tanta, credimi! Dopo il mio Primo Appuntamento, è necessario un periodo per conoscersi meglio, in tutte le nostre sfaccettature… Ho tanti nuovi aspetti della mia musica che voglio far scoprire a chi mi ascolta e non vedo l’ora che arrivi quel momento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close