Lowchano racconta Little Secrets: “Vedo questo EP come un mio diario segreto!”

L’ultima volta che avevamo fatto due chiacchiere con Lowchano era stato in occasione dell’uscita di “Trasparente” feat. Boro Boro. Lo scorso weekend ci ha raccontato, per via telefonica, il suo EP “Little Secrets”, uscito venerdì 8 maggio!

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Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Lucio! L’ultima volta che ci siamo visti era stato a Milano, per parlare dell’uscita del tuo singolo Trasparente. Sono passati circa sei mesi e tu hai pubblicato un EP, Little Secretscom’è stato lavorarci durante la quarantena?

Lowchano: Ciao Sergio! Io ho passato la quarantena a Salerno e il primo mese l’ho passato fra giornate di sconforto totale e giornate di bricolage… – ride – E ho lavorato tanto a Little Secrets, fra master e cura del reparto grafico/video. Il lockdown mi ha messo in difficoltà, soprattutto mi sono chiesto se convenisse pubblicare l’EP adesso o in un secondo momento. Con il senno di poi abbiamo scelto bene, con Universal, a uscire adesso con il progetto: in due giorni ha già totalizzato 14.000 streaming senza sponsor e senza featuring!

Sergio: Sinceramente l’annuncio dell’EP mi ha un po’ sorpreso, considerato anche da quanto tempo eri fermo… Quando hai deciso di pubblicare Little Secrets?

Lowchano: In realtà, come sai, ho davvero tante tracce da pubblicare, quindi, una volta pubblicata Trasparente, ho iniziato a pensare a una raccolta. Ho scelto queste cinque canzoni a partire da un archivio che avevo riempito negli scorsi anniDentro la mia testa, per dirti, è di quattro anni fa!

Sergio: Nonostante l’ampio raggio temporale, però, l’EP suona coerente, come se l’avessi realizzato tutto in un solo mese…

Lowchano: Mi fa piacere tu l’abbia notato e me l’hanno detto in tanti… Credo che suoni coerente perché la mia impronta, negli anni, è rimasta piuttosto marcata. Negli anni ho sperimentato molto, specialmente a livello musicale, ma ho anche scelto di non snaturare il mio modo di scrivere e di cantare. Con Little Secrets, per fortuna, credo di essere riuscito a dare un’identità molto forte alle cinque tracce, in modo che l’ascoltatore possa capire chiaramente chi sono e che cosa voglio comunicare!

Sergio: Quando ho ascoltato Little Secrets ho pensato subito che si trattava di un progetto molto sentito, soprattutto per la sua natura di “EP di emozioni”!

Lowchano: Assolutamente sì! Feelings su feelings su feelings! È un progetto che ho vissuto in modo molto intenso!

Sergio: Qualche giorno prima dell’uscita hai chiesto ai tuoi follower di dirti cosa si aspettassero dall’EP in tre parole… Che ti hanno risposto?

Lowchano: Mi hanno risposto con tantissime parole relative a emozioni, qualcuno mi ha risposto addirittura “piangere” o “urlare” o addirittura con le ipotetiche tematiche che avrebbero voluto vedermi affrontare!

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Sergio: A proposito delle scelte artistiche del progetto, a me ha colpito molto la copertina

Lowchano: La cover è nata con l’idea di dare una forma visiva alle emozioni dell’EP, quindi ho puntato su questo immaginario anime/manga, che qualsiasi ragazzo della mia e della tua generazione ha vissuto, nell’infanzia, e a cui quindi è legato

Sergio: L’immaginario anime è anche poco diffuso nel rap italiano, no?

Lowchano: Sì è così: pochi che conosco hanno utilizzato artwork di questo tipo, per esempio Sac1 e l’altro giorno ho visto un video di questo tipo anche sul profilo Instagram di Chiello degli FSK. Questo tipo di immaginario è più diffuso nella musica Lo-Fi, che ancora non è certamente mainstream…

Sergio: Come mai non hai voluto ospitare nessun featuring, in Little Secrets?

Lowchano: Anche qualche fan mi ha rivolto questa domanda, qualcuno è rimasto sorpreso proprio perché sapeva che ho delle tracce con i feat… Io vedo questo EP come un punto di partenza e ho scelto queste cinque canzoni senza ragionare sulle collaborazioni, ma solo su quanto fossero importanti i brani per me. Ti spiego: quando scrivo una canzone, è come se io “esorcizzassi” ciò di cui sto parlando, ma posso completare questo processo solo pubblicandola. Il pezzo deve vivere! Io sono felice solo quando la mia musica diventa della gente!

Sergio: E quali sono i brani che fin qui hanno conquistato di più il tuo pubblico?

Lowchano: Sono molto orgoglioso di dirti che l’EP sta crescendo, numericamente parlando, in maniera molto compatta ed equilibrata. I due pezzi più forti, per ora, sono Lo sai che mi manchi, un brano molto introspettivo con una forte componente tecnica, e Latina.

Sergio: Che è il banger del progetto…

Lowchano: Qualcuno mi ha detto che è la hit di Little Secrets… Io non so ragionare per hit! – ride – Diciamo che è un brano leggero e molto musicale! In ogni caso sono contentissimo che i cinque brani stiano crescendo insieme, perché se l’ascoltatore li ascolta tutti può davvero fare un tuffo nel mio mondo!

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Sergio: Durante la scorsa intervista, avevamo parlato di Trasparente, un tuo pezzo molto rilassante, dall’atmosfera chill. Invece nelle tracce di Little Secrets non ti fermi un attimo… Fondi testi profondi e intimi a musica carica di energia!

Lowchano: Sì è vero, ma è in un certo senso naturale che sia così! La mia musica nasce dalle emozioni e io vivo le emozioni con impeto, con passione! Ho anche brani acustici e più rallentati nell’archivio, ma sono convinto che questi ritmi accesi facciano esplodere il sentimento del pezzo, che sia sofferenza o spensieratezza. Il disco nasce da esperienze forti, d’altronde.

Sergio: Sembra dedicato tutto alla stessa persona…

Lowchano: Sai che me l’hanno detto diverse persone? In realtà quando scrivo non penso a un’unica persona, ma seguo il flusso di pensieri. Certo è che le cinque storie che racconto nell’EP spesso inquadrano la stessa vicenda o, comunque, sono correlate fra loro.

Sergio: Quindi di fatto Little Secrets può essere visto come una raccolta di storie?

Lowchano: Sì, anche se preferisco che è un diario segreto!

Sergio: Per questo si chiama così?

Lowchano: Considera che la traccia Little Secrets è nata l’estate scorsa e inizialmente il “viaggio” del diario segreto doveva dare vita solo a quella canzone. Nel momento in cui ho dovuto trovare un titolo e un filo conduttore ho pensato che questo fosse il titolo perfetto: sono cinque piccole storie, cinque piccoli segreti che volevo confidare al mio pubblico.

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Sergio: Una delle caratteristiche uniche della tua musica è la tua scelta di alternare italiano e spagnolo nella scrittura… Mi racconti come ti trovi a scrivere nelle due lingue?

Lowchano: Per me italiano e spagnolo hanno due ruoli molto diversi. Con l’italiano mi riesco a concentrare meglio sui testi e a esprimermi in maniera più poetica, mentre con lo spagnolo mi esalto a livello ritmico: canto in entrambe perché le due lingue, nella mia musica, si completano a vicenda… Con lo spagnolo mi sento più libero, con l’italiano più scrittore.

Sergio: Che poi tu sei madrelingua in entrambi i casi, no?

Lowchano: Sì, esattamente! La mia prima lingua è lo spagnolo!

Sergio: E pensi in spagnolo?

Lowchano: Sì, penso in spagnolo… – ride – A volte me lo chiedo anche io e dipende dalle situazioni, però penso generalmente in spagnolo.

Sergio: La scelta di mischiare le due lingue è comunque molto sperimentale: non sai mai come potrebbe reagire il pubblico… Quanto è difficile trovare il giusto equilibrio?

Lowchano: È molto difficile… Facci caso: in un mio testo non troverai mai frasi in italiano mischiato allo spagnolo, ma barre in italiano o barre in spagnolo. Per fortuna, però, le due lingue sono entrambe neolatine, quindi anche chi non parla spagnolo, magari, intuisce il significato di quello che sto cantando. D’altronde è così nella musica urban: alcuni testi della trap, del rap e del raggaeton sono incomprensibili anche per un latino.

Sergio: È così anche nel rap americano! Puoi parlare inglese da madrelingua ma un testo dei Migos non lo capirai mai…

Lowchano: Sì! Deriva un po’ dal modo di cantare, un po’ dallo slang delle lyrics e anche dalla difficoltà di comprendere i riferimenti che appartengono a una cultura che non è la tua. Sono convinto che, se ti piace un pezzo, vai necessariamente a studiarlo, leggi il testo, gli approfondimenti di Worldstar, di TMZ…

Sergio: Visto che si parlava del panorama urban latino, a te piace quel mondo?

Lowchano: Tantissimo! Ovviamente non ti parlo di Danza Kuduro, ma del raggaeton raffinato, degli artisti che fanno veramente emozionare. La musica latina racconta quasi sempre l’amore, il legame con una donna, un po’ come le mie canzoni.

Sergio: I pezzi di Bad Bunny, per esempio, sono quasi tutti d’amore…

Lowchano: Bad Bunny è fortissimo! Il raggaeton è un genere complicato, perché c’è chi lo fa molto bene e chi, invece, lo sfrutta per dar vita a hit estive senza anima… Oltre a Bad Bunny, poi, ti invito ad ascoltare artisti come Dalex e Sech, che sono bravissimi e fanno centinaia di milioni di streaming!

Sergio: Un paio di mesi fa ho intervistato Giaime e mi ha fatto notare che in Sudamerica la scena è davvero unita… Magari lì esce il pezzo di un artista e, un mese dopo, il suo remix con cinque ospiti.

Lowchano: Sì è incredibile la forza e l’unità della loro scena!

Sergio: Secondo te questo senso di coesione manca in Italia?

Lowchano: Allora, in linea generale ti direi di sì. Non manca nel momento in cui hai la tua cerchia, ma quando devi aggregare chi ne è esterno. Conosco personalmente tantissimi artisti super amichevoli e aperti, che poi faticano a “tirarti in mezzo“… Anche io certe volte fatico a farlo.

Sergio: Secondo te come mai?

Lowchano: Perché bisogna trovare le persone giuste per fare gruppo, non lo si può fare con chiunque.

Sergio: E tu le hai trovate?

Lowchano: Sì, per fortuna sì! Sono quelle con cui collaboro da una vita! Spero di incontrare altre persone valide lungo il mio percorso!

Sergio: Tornando a Little Secrets, mi hai fatto capire che è il primo capitolo di un percorso importante… Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro della tua carriera?

Lowchano: In generale, voglio continuare a inondare i fan di musica, regalandogli tanti brani che ho già fatto e che farò. Voglio portare le persone nel mio mondo, per farle appassionare… Ti dico che il mio pubblico è davvero molto appassionato e caloroso!  Voglio farlo aumentare sempre di più!

Sergio: A proposito di questo: come ti spieghi l‘affetto incondizionato dei tuoi ascoltatori?

Lowchano: A volte me lo domando anche io… Alcuni dicono che è per la mia umiltà, ma per me è proprio naturale essere così: è il mio carattere. Il mio percorso si è sviluppato “in modo collettivo”: ne faccio parte tanto quanto ne fanno parte gli ascoltatori! Anche quando non posto su Instagram, i ragazzi mi scrivono, si tatuano le mie rime, tengono in camera oggetti relativi alla mia musica… Dopo che ho postato il documentario, mi sono arrivate foto di cimeli degli ultimi anni e sono rimasto senza parole per il legame che mi lega alla mia gente! La verità, forse, è che io e i miei ascoltatori siamo davvero cresciuti insieme.

Sergio: Tu riesci a rispondere a tutti in chat?

Lowchano: Sempre! Spesso proprio sono io che chiedo a chi mi ascolta di mandarmi film, serie TV, nuova musica…

Sergio: È davvero bellissimo vedere che il tuo pubblico è così affezionato! Per chiudere l’intervista, però, ti volevo chiedere quest’ultima cosa… Sono convinto che, per la tua voce, per il tuo modo di raccontare le storie, per la tua visione artistica, meriti ben più di 7500 follower, come posizionamento, sei d’accordo con me?

Lowchano: Ti ringrazio tanto! Io credo che il mio percorso vada valutato sul lungo termine, perché ci sono carriere di tipo davvero diverso… Io posto poco, scelgo di fare la musica che amo, non assecondando necessariamente le tendenze e i trend, quindi è normale che sui social stia crescendo con più calma, mentre i miei pezzi fanno centinaia di migliaia di streaming. La cosa più importante è avere un pubblico vero, che ama la mia musica! Ancora devo dimostrare tantissimo e Little Secrets è solo il primo step di un percorso che porterà tante e tante canzoni!

Lo staff di Raphaolic ci tiene a ringraziare  Lowchano per la bellissima chiacchierata e ad augurargli il meglio per “Little Secrets”.

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