Tony Effe – Fotografare la Dark Polo Gang nel 2020

È uscito finalmente Dark Boys Club, il nuovo mixtape della DPG, che è anche il loro ottavo progetto discografico in assoluto e che sancisce cinque anni di carriera per i tre rapper della Capitale. È arrivato il momento di “fotografare” Tony, Wayne e Pyrex, per capire qual è stata la loro evoluzione e, dopo Dark Boys Club, quali possono essere le loro aspirazioni per il futuro.

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Carlito’s Wayin italiano La via di Carlito, è una delle opere di culto del filone “gangster movie” e qualche ascoltatore lo conoscerà sicuramente per citazioni come quella di Ghali in Habibi o per l’omonimo capolavoro realizzato da Marracash. Nel film, un magistrale Al Pacino interpreta Carlito Brigante, ex gangster uscito di galera, desideroso di tagliare i ponti con il suo passato di violenza e spaccio per fuggire su un’isola dei Caraibi.

In particolare, nella scena più nota dell’opera Carlito ha una violenta discussione, nel suo locale “El Paraiso”, con Benny Blanco, uno giovane spacciatore sbruffone e presuntuoso, convinto di poter mettere i piedi in testa a un pezzo da novanta come il protagonista. Lo scontro verbale è immediato:

“Ma chi cazzo sei tu che dovrei ricordarmi di te, eh? Pensi di essere come me? Tu non sei come me stronzetto, tu sei un punk! Io ho frequentato gente arrivata, gente importante e tu chi frequenti? Squallidi scippatori che attaccano le vecchiette, stupidi come un branco di capre, perché non vi squagliate, avanti scippate una borsetta, coraggio fatevi una passeggiata!”

dice Carlito, rivendicando il suo status e la sua storia. L’altro, facendo leva sulla sua età e dandogli, in pratica, del rammollito, replica:

“Sei superato! Sei nei libri di storia, un capitolo del passato!”

Al dì là della conclusione di quella scena, assolutamente fondamentale per l’anima dell’opera, ma non per quest’articolo, molte delle barre più travolgenti di Tony Effe in Dark Boys Club esprimono, metaforicamente, lo stesso concetto delle parole rivolte da Carlito a Benny: “Chi cazzo sei? Pensi di essere come me?”.

Dark Boys Club è un progetto riuscito al 100% perché riesce a far brillare tutti e tre i rapper della DPG: dall’ormai quasi infallibile Pyrex a un Wayne Santana, che come si è detto nello scorso articolo, doveva reagire alle numerose critiche del “periodo Trap Lovers”, fino a Tony Effe, senza dubbio il vero protagonista del mixtape. Snocciolando qualche dato, l’autore di Magazine è:

  • Il rapper che apre Dark e, di conseguenza, il primo a rappare nel progetto;
  • Il più presente nel disco (7 tracce contro le 6 e 5, rispettivamente di Pyrex e Wayne);
  • L’unico del trio a cantare in più di una traccia in cui non è presente nessun altro membro (Pussy, Amiri Boys e 4L)

ed è quindi piuttosto chiara la volontà del gruppo di affidargli una centralità che non aveva da Twins (2017) o forse addirittura da Crack Musica (2016).

Perché, potrebbe chiedersi qualcuno, non mettere Pyrex al centro di Dark Boys Club, il membro della DPG per distacco più tecnico e polivalente, come si era fatto in Trap Lovers? Perché Pyrex non ne aveva alcun bisogno: è ormai cresciuto talmente tanto, sotto tutti i punti di vista, da essere praticamente incriticabile. Complici anche la sua ricerca di nuove chiavi musicali e featuring irresistibili come Niente Non sto più in zona, Prynce è quel rapper che persino i più puristi, quando affrontano l’argomento “Dark Polo”, non riescono ad attaccare.

Tony, invece, aveva bisogno di reagire alle critiche da cui, un po’ come il socio Wayne, era stato investito dopo l’uscita di Trap Lovers: su tutte l’essere diventato pop, un rapper “da canzoni d’amore”, non più in grado di sprigionare la forza tetra e oscura di Crack MusicaTuttavia, nella sua carriera, le critiche di pubblico e addetti ai lavori, non hanno mai nemmeno sfiorato il rapper romano; una presa di posizione come Dark Boys Club ha una finalità molto diversa: ridimensionare i Benny Blanco, i nuovi arrivati che lo  considerano “superato, nei libri di storia, un capitolo del passato” della trap.

In Biberon, traccia esplosiva prodotta a quattro mani da Sick Luke e Charlie Charles, Tony entra in scena con una barra di un’importanza colossale, rappata con il coltello fra i denti:

Sono il boss della Dark, il padre della trap

Il verso contiene due affermazioni pesantissime (forse più la prima della seconda, considerato il consenso tacito di Pyrex e Wayne), che già da sole sarebbero esemplificative della volontà del rapper di “marchiare il territorio” e che sono seguite da una citazione a uno dei primi brani della sua carriera, Super Sayane da una conclusione di quartina che non lascia spazio a dubbi:

Questo bambino piange, fatelo smettere

Il mio amico si faceva (No), non è riuscito a smettere

Non è difficile identificare il bambino e l’amico: sono rispettivamente Gallagher Flexboy, che ha ripetutamente attaccato Tony, dopo essere stato suo amico per svariati anni, e Side Baby, ex componente della Dark Polo Gang. Al di là delle opinioni che si possono avere sui singoli personaggi, non si può non riconoscere lo stile e il carisma con cui l’artista prende posizione su questioni spinose come lo scontro con Gallagher e l’uscita di Side dalla DPG.

Come si è detto prima, in Dark Boys Club Tony partecipa a sette canzoni:

  1. Dark
  2. Gang
  3. Pussy
  4. Amiri Boys
  5. 4L
  6. Biberon
  7. #FREETRAFFIK

e, in particolare, per fotografare la sua carriera nel 2020, occorre soffermarsi su un altro paio di testi. Prima ancora di farlo, vanno sottolineate le sue brillanti performance musicali  in brani come Pussy, Amiri Boys 4L, in cui duetta con Lazza, Salmo, Capo Plaza e Mambolosco, senza mai sfigurare. A livello tecnico, infatti, Tony è probabilmente l’artista meno versatile della DPG e dispone di una gamma di flow piuttosto limitata, ma in Dark Boys Club è riuscito a trovare soluzioni assolutamente vincenti ed efficaci, stupendo tutti, dai fan ai detrattori.

Tornando però alle rime di Tony che più di ogni altra cosa riescono a fotografare la sua carriera, è essenziale partire dalla prima canzone del progetto: Dark, un’intro in grado di raccontare l’anima di Dark Boys ClubL’idea del collettivo non è stata, al contrario di quanto si possa credere, “ricreiamo le stesse atmosfere del 2016”, perché sarebbe stata una scelta forzata e, con ogni probabilità, inefficace, ma piuttosto “facciamo un disco più alla CrackMusica-TheDarkAlbum che alla Twins-TrapLovers, ma che non ripeta ciò che abbiamo fatto in passato”.

Nonostante il nome del trio sia “Dark Polo Gang”, infatti, solo una parte dei loro progetti hanno effettivamente un’anima “dark”, mentre altri sono colorati e luccicanti (e non per questo meno validi). Se si dovesse abbozzare una classifica degli album del collettivo, in base al loro “essere dark”, Dark Boys Club si posizionerebbe certamente sopra progetti come Trap Lovers, Twins Succo di zenzero e, com’è logico, i fan veramente affezionati lo hanno accolto con entusiasmo, percependo vibes simili a quelle con cui si erano innamorati di Tony, Side, Pyrex e Wayne.

Dark racconta l’anima di Dark Boys Club non solo perché il suo nome è contenuto anche nel titolo del progetto, ma perché è un pezzo crudo, incensurato, violento e brutale, che spiega al pubblico come devono essere percepite le altre canzoni. Tony, Wayne e Pyrex ringhiano, non rappano, mordono, non rimano e questo è già evidente nel primo, iconico, verso del pezzo:

Siamo Dark, come il buio e la notte

che è un po’ l’inno del mixtape.

Gli aggettivi che, più di tutti, possono fotografare il Tony Effe di Dark Boys Club sono esplicito e autoritario. Esplicito perché, così come in Dark, il rapper affronta senza giri di parole tematiche come violenza e spaccio, servendosi di un linguaggio diretto e feroce,  scagliando sui beat di Luke, Gotti e Andry barre come:

Il beat lo stupro (Ehi), sei percos, flow lento (Percos)
Non parlo con gli snitch (Nah), li spengo col ferro (Pah-pah-pah)
Flow spietato, non puoi fare quello che ho fatto (Okay)
Nella trap con la gang (Trap shit), prima tagli e poi lo spaccio (Uoh)

(traccia 2 – Gang)

Tony e Plaza (Tony e Plaza)
Soldi e basta (Soldi e basta)
La tua gang, gang (Gang)
Solo bla-bla (Bang-bang)
Passamontagna quando andiamo in banca
La tua bitch quando mi vede abbaia (Stupida bitch)

(traccia 6 – Amiri Boys, in cui è presente addirittura una citazione a 50 Cent)

Mi piacciono le tipe a cui piace la mala vita
Fumo crack finché non mi levano la vita
Sta scappando dagli infami e dalla pula
Dimmi che ti serve: cotta o cruda?

(traccia 8 – 4L)

Autoritario perché, come si è detto prima analizzando Biberon, Tony Effe è un Carlito Brigante alle prese con vari Benny Blanco: si è parlato di Gallagher, ma è evidentissimo che per molti ascoltatori Sapo Bully è un Tony 2.0, così come la FSK occupa, nella scena italiana, un ruolo molto simile a quello della DPG. Per questo, e non per le critiche che gli erano state rivolte dopo Trap Lovers, il rapper ha deciso di reagire e di prendere una posizione così decisa: doveva dimostrare a tutti di essere insostituibile.

Da qui la scelta più logica: puntare sull’esperienza, sull’essere stato “il primo”, l’innovatore. “Tutti questi rapper mi somigliano così tanto“, dice Tony Effe, “perché sono figli dei trend che io, nel 2016, ho lanciato!“.

DPG, no cap, sono il padre della trap

rappa in Gang, per poi ribadire lo stesso concetto nel ritornello di Pussy:

Trapshit, quello che faccio lo fanno gli altri

Tuttavia, l’autore di Magazine non vuole certo sminuire il lavoro di tutti i ragazzi che si sono ispirati al suo stile, anzi, da buon “padre della trap”, accoglie la maggior parte di loro nel mixtape, da Traffik – che in #FREETRAFFIK lo chiama “zio Tony” – a Boro Boro, passando per Drefgold, Anna e Samurai Jay. Altri della “nuovissima generazione”, come Gallagher e gli FSK, non sono invitati al Dark Boys Club: il primo è ripetutamente sbeffeggiato in Biberon (persino da Drefgold) e i secondi sono implicitamente ridimensionati dalle prese di posizione di Tony, Wayne e Pyrex.

Fotografare, infine, Tony Effe nel 2020 è piuttosto facileDark Boys Club dimostra la sua crescita, musicale ma soprattutto carismatica, e la sua fortissima volontà di ribadire il suo ruolo nella scena. Un po’ come Carlito, il rapper ha dovuto ridimensionare chi lo dava per “superato” e si è trovato a dover affrontare una sfida ardua e piena di trappole. Come però spesso accade agli uomini più carismatici, la competizione è stimolo e opportunità di crescita e, infatti, nel mixtape, Tony ha brillato, ha entusiasmato e ha convinto tutti quanti, con le sue barre crude, violente, decise e soprattutto dark, come il buio e la notte.

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