Wayne Santana – Fotografare la Dark Polo Gang nel 2020

È uscito finalmente Dark Boys Club, il nuovo mixtape della DPG, che è anche il loro ottavo progetto discografico in assoluto e che sancisce cinque anni di carriera per i tre rapper della Capitale. È arrivato il momento di “fotografare” Tony, Wayne e Pyrex, per capire qual è stata la loro evoluzione e, dopo Dark Boys Club, quali possono essere le loro aspirazioni per il futuro.

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Nell’intervista per Rai 2 del 2016, uno dei video più noti relativi alla Dark Polo Gang, Wayne Santana si presenta al pubblico nazionale mimando il gesto del telefono con una scarpa, urlando a una folla di ragazzi: “Rosa fashion!e mandandogli bacini. Questa era l’essenza della DPG nel loro “periodo Twins”: moda, vestiti, allegria, spensieratezza e, a livello musicale, happy trap, xilofoni, flauti e ritornelli dolci e orecchiabili. Un anno prima erano usciti The Dark Album e Crack Musicadue mixtape rabbiosi, elettrici, le cui atmosfere sembravano quelle di un film di Quentin Tarantino, e Succo di Zenzeroche portava per la prima – e unica – volta la vaportrap in Italia.

La Dark Polo Gang è quindi cambiata più e più volte, passando con velocità dalle atmosfere tetre e oscure di Mafia Bello figo dark a quelle cloudy e dreamy di Riviste e Pesi sul collofino alla mood spensierata e giocosa di Caramelle Magazine e a quella spaziale e futuristica di Che bello essere dark Young Rich GangAnche Wayne, il rapper dei bacini e delle scarpe rosa fashion è cambiato, a livello personale e musicale, e, dopo l’uscita di Dark Boys Club, sembra aver trovato una nuova, definitiva quadratura.

Wayne, all’anagrafe Umberto Violo, è un classe ‘91 di origini siciliane laureato in marketing e comunicazione e proprio per quest’ultima informazione è spesso considerato il vero cervello della DPG. Se Tony Effe è evidentemente il leader mediatico del gruppo e Pyrex quello tecnico, Santana è il membro del trio più carismatico nelle interviste e più diplomatico nelle dichiarazioni pubbliche. Per fare un rapido esempio, è stato il primo – e di fatto l’unico – a parlare pubblicamente, con toni seri e impegnati, dell’uscita di Side Baby dalla DPG.

A livello personale, tuttavia, delineare il profilo del rapper di Succo di zenzero è davvero complicato, perché nei documentari e nella serie sulla DPG pubblicata su Tim Vision appare davvero inscindibile dal suo personaggio spensierato, divertente e menefreghista. Se Tony e Pyrex hanno due personalità chiare e inquadrabili con relativa velocità, quella di Wayne è più difficile da decifrare: la sua allegria è quasi da cartone animato e persino la sua musica ne risente. I mondi che dipinge con la sua musica, specialmente quando entra in simbiosi con il genio creativo di Sick Luke, sono irrealistici e onirici: trasporta l’ascoltatore all’interno di un sogno.

In un vecchio articolo sulle produzioni di Sick Luke si diceva, a proposito di Succo di zenzeroil visionario mixtape di Wayne, di come fosse impossibile descriverlo con termini davvero esistenti. Lo stesso beatmaker, quando parla delle sue strumentali, usa aggettivi come “cloudy”, “dreamy” e, in italiano, “caramellose”. Non è spensierato e non è malinconico: ha una mood unica e quasi impossibile da raccontare… Va ascoltato per essere compreso!

Ancora, Sick Luke ha affermato, durante la sua intervista con Sofia Viscardi, che uno dei segreti di questo CD sono quelle parole ed espressioni che l’ascoltatore non può capire: Wayne parla di questo “succo di zenzero”, senza spiegare cosa effettivamente sia, un po’ come il contenuto della valigetta di Pulp FictionIn Crystal ball, il rapper canta:

Succo di zenzero, ma non si beve

e l’ascoltatore, di riflesso, pensa: “Ma cosa diavolo è questo succo di zenzero?”. Ma anche Gioco dell’uva:

Facciamo il gioco dell’uva

E cos’è il “gioco dell’uva”? La risposta non c’è, ma Succo di Zenzero è senza dubbio uno degli esempi più eclatanti di simbiosi totale fra rapper e producer, oltre ad essere un album pieno zeppo di hit come Pesi sul collo, Riviste, Aldilà, Bang bang Tokyo Hotel.

Troppo spesso, la Dark Polo Gang è stata criticata senza essere stata ascoltata, da colleghi, opinionisti e pubblico, per poi venire gradualmente rivalutata, fino a esaltare la tripletta Crack Musica-Succo di Zenzero-The Dark Album e a rinnegare e a demolire Twins, il progetto immediatamente successivo. In realtà, Twins è un progetto assolutamente riuscito e a suo modo geniale, prodotto in maniera superlativa da Luke e interpretato in maniera altrettanto valida da Tony e Wayne, sulla cui percezione, però, pesa il forte cambiamento della DPG.

Per i fan più affezionati la Dark Polo Gang è rigorosamente Dark, la sua anima È nell’oscurità della Roma-Gotham raccontata in The Dark Album Crack Musica… Quella di Twins è una Light Polo Gang: Wayne, insieme a un Tony Effe in gran forma, dipinge un mondo fatto di carillon e xilofoni colorati, di Balenciaga e Valentino, di moda, vestiti, gioielli e macchine sportive.

Comunque, quello che per molti è il brano più iconico di Wayne è contenuto proprio in Twins ed è Spezzacuoriuna hit da 11 milioni di visualizzazioni che mischia suoni vaporosi alla SDZ all’immaginario autocelebrativo e spaccone del disco con Tony.

Molto spesso, quando si critica Wayne sul piano tecnico, si tende a ignorare il suo lavoro in SDZ Twins, che da soli basterebbero a garantirgli lo status di innovatore e pioniere della trap italiana. Va detto anche che, nel periodo che va dalla pubblicazione di Twins a quella di Dark Boys Club, il rapper romano ha dovuto risolvere diversi nodi relativi alla sua carriera e ha dovuto impegnarsi molto per trovare una nuova quadratura.

Trap Lovers, del 2018, è, per quasi tutti, il progetto meno riuscito della DPG ed effettivamente è un disco pieno di criticità, dalla realizzazione forzatissima di canzoni come Uomini e donne Cambiare Adesso, che esaltano il solo Pyrex, al mancato raggiungimento di un’identità complessiva di disco. Il problema principale di Trap Lovers, però, è nel fatto che ogni canzone veda alternarsi tutti e tre i rapper del gruppo, quando la forza della DPG era sempre stata l’indipendenza stilistica.

Per esempio, Acqua Fiji è un brano che porta Wayne nella sua comfort zone, in cui il rapper può divertirsi con una strofa leggera e divertente e un ritornello molto catchy. Quel brano non risulta, invece, per nulla adatto allo stile di Tony: di conseguenza non riesce a interpretarlo e la sua strofa non convince. Il motivo per cui Pyrex ha brillato più di tutti, in Trap Lovers, è da ricercare nella sua maggiore versatilità, mentre Tony e Wayne, dallo stile unico e originale, ma poco malleabile, hanno riscontrato pareri e critiche negative.

Al termine del “periodo Trap Lovers” (si parla della seconda metà del 2019), tuttavia, la Dark Polo Gang ha iniziato a lavorare in modo diverso e a reinventarsi, dimostrando di aver compreso i problemi relativi al loro ultimo CD. Innanzitutto, la DPG ha cercato nuove soluzioni musicali, alternando la collaborazione con Sick Luke a quella con il talentuoso Andry The Hitmaker, cercando nuovi stimoli, ma soprattutto svincolando finalmente le tre carriere. Wayne, in particolare, è tornato sulla scena in modo inaspettato, stravolgendo completamente il suo stile: niente più atmosfere oniriche e testi tendenti all’astratto, ma barre pratiche, serrate, grintose.

Questo cambiamento ha le sue radici nel turbine emotivo e mediatico scatenatosi dopo la fine della sua relazione con la rapper Chadia Rodriguez, fra tradimenti, una lite con un noto calciatore e accuse da parte del rapper romano Ion. Volendo, a questi eventi si può aggiungere la chiara intenzione di emergenti, come i membri della FSK Satellite, Gallagher, Ski e Wok, di imporsi sul mercato prendendo il posto della DPG. Ritrovatosi in questo mare di polemiche e di critiche, Wayne ha reagito con Ercole Freestyle Glock feat. Drefgold & Giaime, entrambi prodotti da Andry The Hitmaker.

Santana ha reso la sua scrittura molto più chiara e le sue barre molto più energiche; in Ercole Freestyle attacca il calciatore di prima prendendo una posizione forte:

Conosco un calciatore (ah-ah)
Voleva fare il rap (stupido)
Se fossi un calciatore (ahah)
Penserei a fare gol e stare lucido (gol)

e in Glock, forse per la prima volta in assoluto, lascia parlare Umberto al posto di Wayne, ammettendo implicitamente che le critiche ricevute lo hanno colpito piuttosto profondamente:

Giovane, ricco e selvaggio
Nuovo Audemars sul mio braccio
Dicevano: “Smetti, sei scarso”
Per sparare ci vuole coraggio

In Dark Boys Club, Wayne Santana ha definitivamente smesso di essere il ragazzo spensierato e divertente del periodo Twins, ma si presenta come un Pitbull incazzato e mordace, che non tiene la lingua a freno e difende il suo ruolo nella scena.

In Dark, introduce con i suoi due colleghi l’atmosfera hard trap del disco: non parla più di “catena gelida”, ma di “merda designer”, non lascia intuire cosa tiene nella sua tasca sinistra, ma sputa una quartina incensurata ed esplicita come:

Fumo erba, non mi basta (Nah), droghe nella mia giacca (Uoh)
Sto in giro con la banda (Skrrt), chiamate la finanza (Cash, cash)

e nei due brani immediatamente successivi accetta un ruolo da “non protagonista”. Se in Trap Lovers, Wayne rappava in ogni brano almeno una strofa, in Dark Boys Club capisce di poter dare il meglio di sé anche su ritornelli come quelli di Gang Savage: d’altronde il suo stile è stato sempre caratterizzato da una forte abilità melodica, perfetta per questo nuovo compito. Il rapper ha agito nell’interesse della squadra, come un attaccante che viene chiamato a sacrificarsi a centrocampo, ma – come tutti i grandi goleador – anche Santana ha bisogno di fare goal e dare spettacolo palla al piede… L’occasione è No Stupid, con Samurai Jay e un grandioso Boro Boro, in cui Wayne brilla e stupisce su uno splendido beat di Youngotti e Kermit, fra rime killer e un ritornello più significativo di quanto si potrebbe pensare:

Sì, sì, pensano che siamo stupidi
Siamo rimasti umili
Sai che ho contatti utili
Non mi faccio scrupoli
Sparisci come Houdini
Pensando solo ai numeri
Stronzo non ci superi

L’ultimo verso è chiaro ed è coerentissimo con il “sono il padre della trap” di Tony Effe in Biberon: ristabilisce le gerarchie, è un: “Puoi essere bravo quanto vuoi, ma non sei la DPG quindi non pensare di prendere il nostro posto!”.

In conclusione, per fotografare l’ultimo anno della carriera di Wayne Santana, bisogna segnalare e lodare il profondo impegno dell’artista nel reinventarsi, superando le difficoltà di Trap Lovers grazie al cambiamento. Oggi, nel 2020, bisogna scordarsi il ragazzo che mandava “bacini e cuoricini” ai fan e che telefonava con le Nike: Wayne è cresciuto, ha rafforzato il suo carattere ed è tornato più forte e, soprattutto, più dark, come il buio e la notte.

 

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