Vegas Jones – Oro nero, il debutto nella scena e l’esperienza in Honiro

Oro Nero – Il debutto nella scena e l’esperienza in Honiro:

Come racconta Vegas stesso in un’intervista pubblicata sul canale Youtube di Honiro Label, il suo ingresso nella sua prima etichetta discografica deriva dalla vittoria di un contest del 2014, lo storico One Shot Game, il cui premio era un videoclip ufficiale, la produzione di un album in free-download, un singolo sul canale Youtube di Honiro e un live in un evento gestito dall’etichetta.

Il primo pezzo pubblicato da Veggie per il canale Youtube dell’etichetta, in quanto vincitore del contest, è Buona Giornata, immediatamente seguito da OSG14acronimo di One Shot Game – posse track in cui, su una grandiosa produzione del beatmaker romano Yoshimitsu, è accompagnato dagli altri vincitori della sfida: SAC1, Sad, Flam Boy e Numi. Nella sua breve parte, il rapper di Cinisello si mette in mostra, mettendo in evidenza le caratteristiche essenziali del suo stile, che lo accompagneranno negli anni a seguire.

Il primo elemento, impossibile da ignorare per un ascoltatore del 2014, è l’uso massiccio di autotune nell’attacco, cifra stilistica comune agli esponenti della “generazione trap”, malvista dal pubblico di quegli anni, specialmente da quello degli artisti di Honiro, abituati allo stile più classico dei vari Gemitaiz, Madman, Lowlow e Mostro. In realtà, l’autotune, da Veggie, nella prima parte brano è usato in maniera convincente e fresca, per poi scomparire progressivamente in favore della sua voce naturale.

Gli incastri per Vegas, considerato uno degli artisti più abili del paese in questo fondamentale, non hanno, come per molti esponenti della scena come Jack The Smoker, Lazza, Dani Faiv o Nitro, come obiettivo la realizzazione della barra metricamente perfetta, come può essere:

Sarai tu quando volerò in testa a dirmi che ho fatto bene ad intestardirmi

di Lazza in Porto Cervoma piuttosto uno scopo “armonico”, con la finalità di conferire scorrevolezza alle sue barre. Questo aspetto della sua produzione sarà più evidente nelle canzoni del tape Oro Nero, ma già in OSG14 è ben presente, per esempio nella serie di versi:

Teso kocalero, nero come un nero preoccupato, bianco ti vedo un po’ preoccupato finché sei così sbiancato che non ti vedo nemmeno

Come anticipato, il primo e unico progetto realizzato da Vegas Jones per Honiro Label è il mixtape Oro Nero, pubblicato il 10 luglio 2015 e di quindici tracce, unica testimonianza davvero degna di nota del passaggio dell’artista all’interno dell’etichetta, oltre a pochi ottimi featuring, come Fossa Comune di Lowlow, Fiori di Bach di SAC1 e l’impressionante Ispirazione di Mostro, in cui oltre a lui è presente nuovamente Lowlow.

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Oro Nero è un progetto certamente acerbo, musicalmente e concettualmente – qualcuno lo considera addirittura una “versione alfa” di Chic Nisello ma è un tape godibilissimo e dalle sonorità innovative, progettato da un rapper già ben consapevole dei suoi punti di forza e del tipo di suoni che vuole proporre al pubblico. I quindici brani del tape, che vanta cinque collaborazioni di rilievo, Paskaman, Mostro, SAC1, Naikro TheBeatBoxer (che oggi è noto da producer con il nome di Joe Vain) e Sercho aka Ser Travis, è prodotto da cinque beatmakers: Yoshimitsu, Raso, Lekter, Majestic, suo fratellastro che lo accompagnerà anche in Gratta e Vinci e Chic Nisello, e Kid Caesar, attualmente uno dei producer più forti d’Italia, con cui ha realizzato almeno una traccia in ogni suo progetto fino al 2019.

Non sorprende affatto, dunque, che i due brani più conosciuti e più riusciti del tape, Onesto e Motorello con Paskaman, siano entrambe prodotte da Kid e soprattutto che siano due tracce attualissime, che non avrebbero affatto sfigurato nei progetti seguenti di Vegas. La particolarità delle due canzoni, rispetto ad altre di Oro Nero, è il giusto equilibrio fra le parti rappate delle strofe, ricche di cambi di flow e di incastri da brividi come

In testa c’ho un casino fra: Baltimora

Mi sembra onesta quella tipa sugli spalti mora

e quelle cantate dei ritornelli, per cui Veggie era già visibilmente predisposto. La scrittura, anche in due banger leggeri come questi, era complessa e sfuggente, ricca di parole ed espressioni dialettali milanesi (“zarro”, “scavallo il motorino”, “onesto”, “cinquello”, “ciocias”), riferimenti a Cinisello e alla sua vita di piazza e anche di influenze americane, come la citazione in Motorello a Drake:

Vai tra sto facendo un toast yeah (Vegas Jones – Motorello)

Yeah, be quiet I’m doin’ a toast (Drake – Blessings)

Per il resto, il mixtape è piuttosto convincente: tutte le tracce sono di buon livello, l’unica veramente eccellente, oltre alle due già citate e al freestyle Stay Calmo, è Mami, dedicata dal rapper a sua madre, caratterizzata da un testo personale come davvero pochi della sua discografia. Dall’ascolto, si ottengono tantissime informazioni sulle vicende biografiche di Vegas e si è in grado di comprendere molti versi che scriverà in futuro. Come si evince, il rapporto dell’autore di Malibu con sua madre è affettuoso e protettivo, a differenza di quello con suo padre che:

Ha cercato di farsi una nuova vita appena ha dato vita a una nuova vita

È probabilmente a queste tristi vicende familiari che Veggie fa riferimento quando rappa: “Parlo solo di soldi perché i miei drammi più grandi non ho nemmeno il coraggio di raccontarli!” in Trankilo o: “Perché senza un genitore accanto non è poi semplice!” in Gran Turismo.

Le atmosfere del tape, comunque, passano dall’essere estremamente chill e proporre suoni molto morbidi e rilassanti, in brani come Panamera, Lamborghini, Oro Nero e Sole Cittadino, all’essere forti e aggressive, ricche di punchlines, flow decisi e di rime d’impatto, per esempio in III Retro, Mani in alto, in cui figurano un pessimo Sercho e un ottimo SAC1, e Halbanos, dal testo profondo e dalla splendida strumentale di Majestic. Anche in quest’ultimo brano, inoltre, è presente un riferimento ai suoi genitori, precisamente nei versi:

E pà ricordati che mà non ha mai chiuso quella porta
Sogno che passi da quella porta
Invece sono con i fra e intanto

L’ultima traccia del tape che merita di essere analizzata nello specifico, al fine anche di evidenziare gli aspetti non ancora maturi della sua produzione del 2015, è Scale Del Cielo, un brano, di una sola strofa, straordinario, in cui Veggie segue un flow incredibilmente efficace e innovativo, su una base particolare quanto ben riuscita di Majestic. Nel pezzo, Vegas Jones canta:

A CiniDeezy i miei ragazzi fanno bella oh
Se ora chiudessi ‘ste barre mi sentirei in prigione
In prigione e babe non posso

e in effetti uno dei due aspetti della sua produzione – l’altro è, come detto, l’uso abbondante di autotune – a cui il pubblico italiano, in particolare in una realtà come l’Honiro, era più ostile, era proprio la presenza di “rime non chiuse” nelle canzoni del rapper “new school”. In particolare, la pratica era particolarmente usata dalla Dark Polo Gang, da Sfera Ebbasta e non di rado anche da Vegas, che più spesso preferiva metriche particolari e intrecciate, piuttosto che seguire le regole canoniche.

Se tuttavia quest’aspetto non è affatto negativo, ma anzi è una particolarità tecnica che spesso conferisce maggiore efficacia ai testi di Vegas, in alcune tracce di Oro Nero l’autotune è effettivamente fastidioso: si pensi al ritornello della title track o alla criticatissima Qualcosa nel niente, in cui la voce modificata del rapper di Ciny cozza pesantemente con quella pulita di Mostro.

Come in quest’ultimo brano, per molti, Mostro ha realizzato una strofa nettamente migliore di quella di Vegas, la quasi totalità del pubblico riconosce a quest’ultimo di avere praticamente “eclissato gli altri artisti” nella quinta traccia del mixtape The Illest Vol. 1 del romano, Ispirazione.

Isprirazione è un brano meraviglioso, ultimo capitolo dell’esperienza di Vegas Jones in Honiro, in cui si alternano tre rapper in forma smagliante, autori di strofe completamente diverse l’una dall’altra ma a modo loro magiche e poetiche: quella violenta e cruda di Mostro, quella elevata e colma di riferimenti religiosi di Lowlow e quella intima e personale del cinisellese. Se a livello testuale, i tre testi, pur diversi, risultano tutti splendidi, la tecnica dell’autore di Motorello, rispetto ai due romani – che fra l’altro erano, sulla carta, più esperti e rodati – è nettamente superiore, come flow, come scelta della metrica e, complessivamente, a livello sonoro.

Iconico è l’inizio della sua serie di versi, che, volendo essere maliziosi e fantasiosi, può sembrare un’ironica metafora della canzone:

Se ne sono andati tutti baby ora posso parlarti di me…

un po’ come se i due rapper che lo hanno preceduto avessero semplicemente spianato la strada al vero artista.

 

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