Rich Meyer racconta Gocce: “Il mio primo brano in italiano!”

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Gocce”, il primo in italiano, abbiamo fatto quattro chiacchiere al telefono con Rich Meyer, eclettico cantante romano classe ‘96!

Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Rich! Hai fatto uscire da poco il tuo primo singolo in italiano, Gocce Come è stato recepito dal tuo pubblico?

Rich Meyer: Ciao Sergio! Il pezzo sta andando bene, sono soddisfatto, anche perché fortunatamente sono stato inserito in diverse playlist!

Sergio: Tu per ora sei un artista indipendente, no?

Rich Meyer: Sì per ora sì: sto cercando di costruire una fanbase che mi apprezzi per la mia musica, non perché sono amico di quello o di quell’altro. Quando avrò un pubblico sufficientemente grande, magari mi approccerò alle label!

Sergio: Fin qui il tuo successone è stato Blu Fantasy (86mila streaming su Spotify)…

Rich Meyer: Sì è un pezzo che è andato benissimo e io voglio crescere proprio in questo modo: facendo uscire tanta musica di qualità! Per me questo periodo rappresenta una palestra, sto cercando di sperimentare, di esercitarmi, di capire quali miei punti di forza e in cosa devo ancora migliorare!

Sergio: Gocce è il tuo primo brano in italiano e questo rappresenta per te  una piccola rivoluzione… Di quanto coraggio hai avuto bisogno per presentarlo al pubblico?

Rich Meyer: Eh un sacco! – ride – Allora parti dal fatto che con l’inglese non sai mai se la gente sta capendo quello che vuoi comunicare o ti segue solo finché il sound funziona. Ieri, però, ho avuto una risposta super positiva: mi hanno scritto tantissime persone per dirmi: “Stile fighissimo anche in italiano!”… La cosa che più mi preoccupava era che qualcuno commentasse: “Mi ricordi qualcuno quando canti in italiano…”, ma la risposta per fortuna è stata buona.

Sergio: Gocce è anche il primo brano che tu hai mai fatto in italiano?

Rich Meyer: Guarda ho questa cartella nel computer che si chiama “ITALIANO SERIO”  tutto maiuscolo… – ride – Abbiamo lavorato in modo piuttosto impegnativo, con il mio producer Fallen, e con una quindicina di pezzi a disposizione, da gennaio, abbiamo scelto Gocce.

Sergio: È stato difficile passare dall’inglese all’italiano?

Rich Meyer: Sì, ma grazie a ragazzi come Fallen, Max (ndr Meteora) e Vince, che mi hanno dato coraggio e consigli importanti, non così tanto come pensavo. Mi sento di ringraziare tanto Meteora e Vince, per i loro consigli: mi hanno detto tante volte di non vergognarmi di quello che scrivo, perché è quello che sento! Forse l’inglese per me era anche una sorta di scudo: dicevo quello che mi pareva, tanto in quanti mi capivano veramente?

Sergio: E con l’italiano?

Rich Meyer: Con l’italiano ho notato che tantissimi ascoltatori si fermano a riflettere sul testo e anche sulle singole parole.

Sergio: Quindi adesso dedichi più tempo di prima alla scrittura?

Rich Meyer: Sì! Pensa che ieri stavo scrivendo un pezzo, avevo chiuso strofa e ritornello, l’ho mandato a Meteora e mi ha fatto notare che il testo aveva potenziale ma poteva essere valorizzato di più. Allora sono stato lì due con le note del telefono a cercare di risolvere il puzzle. Come sai bene l’italiano è una lingua difficile, piena di parola, di suoni che spesso cozzano fra loro, specialmente per chi, come me, ha scelto quest’approccio a metà fra la trap e l’R&B. A volte mi capita di trovare delle melodie che mi piacciono tantissimo, ma non trovo le parole giuste per valorizzarle… È una bella sfida!

Sergio: Però, relativamente a Gocce, devi essere molto soddisfatto del risultato di questa sfida…

Rich Meyer: Senza dubbio! Sai qual è la figata di Gocce? Moltissimi amici mi hanno detto che il ritornello gli ricordava un pezzo famosissimo, ma nessuno ha saputo dirmi che brano fosse! Qualcuno mi ha detto persino che era una canzone degli anni ‘40 o ‘50… – ride – Qualcun altro che ricordava Perdono di Tiziano Ferro

Sergio: Come hai scelto Gocce, fra i tanti brani che avevi fatto in italiano?

Rich Meyer: Ero indeciso fra questo brano un altro che si chiama Petali, che era più dolce.Per me Gocce però era più energico, più elettrico…

Sergio: Gocce è proprio trap-soul

Rich Meyer: Con i primi brani di questo nuovo inizio in italiano infatti volevo circondarmi di influenze trap, anche se non ti nascondo che vorrei sperimentare anche qualcosa di dance, con la cassa dritta, sai no?

Sergio: Come no! Come pensavi di approcciarti a questo stile?

Rich Meyer: Volevo provare a farlo un po’ alla The Weeknd, non in maniera “italiana”. Il suo disco mi sta influenzando tantissimo, anche se capisco che in Italia ci sono dei limiti a questo tipo influenze sonore.

Sergio: Quali limiti?

Rich Meyer: Il problema è che la dance suona come qualcosa di vecchio per l’ascoltatore. Però la soluzione la trovi: per esempio nel brano techno che pompa la sensazione è quella di novità perché ti ricorda la discoteca! La dance più dolce e delicata invece ha un’atmosfera più old, più retrò… A me piace molto in ogni caso.

Sergio: Mi racconti la collaborazione con Fallen?

Rich Meyer: Con Fallen è un vero e proprio sodalizio! C’è un’intesa fortissima nonostante la distanza, perché lui è siciliano. Quando viene a Roma ci chiudiamo a fare musica come dei matti ed è veramente figo, ma anche senza vederci ogni giorno lavoriamo bene. Fallen è un ragazzo attivo e pieno di idee, non è il classico producer che aspetta l’artista: con lui c’è un vero e proprio scambio artistico.

Sergio: Dopo Gocce, mi devo aspettare solo pezzi in italiano?

Rich Meyer: Per ora sto accantonando la produzione di brani in inglese, nonostante io abbia diversi pezzi pronti che mi piacciono. Sono molto convinto della mia sterzata verso l’italiano. Ho scelto di cambiare lingua per me, perché ne sentivo il bisogno, e anche per farmi capire maggiormente dal pubblico. Voglio vedere la gente cantare live! Per ora non uscirò con pezzi in inglese, però non mi precludo nulla in futuro.

Sergio: Però dev’essere un bel motivo d’orgoglio saper cantare e scrivere in due lingue

Rich Meyer: Sono molto soddisfatto infatti! Il mio “periodo inglese” mi è servito da palestra, da allenamento. Mi ha rafforzato nel cantare con sicurezza, nella scelta delle melodie. In italiano devo migliorare e perfezionare il mio stile, anche e proprio perché ho appena cominciato!

Sergio: Cosa ci dobbiamo aspettare da Rich Meyer nei prossimi mesi?

Rich Meyer: Nuove canzoni al più presto!

Ringraziamo Rich Meyer per la splendida chiacchierata!

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