Enemy di Noyz Narcos – Lo spartiacque del rap italiano. Rime e aneddoti.

Oggi che conta più l’immagine che la sostanza, e che tutto è cambiato da quando ho iniziato, questo potrebbe essere per me l’ultimo disco. C’è tutto il mio passato, il mio presente e forse anche il mio futuro in questo gioco. LOYAL TO THE GAME. new album Aprile 2018. NN

Così Noyz Narcos presentava, sui social, Enemy, il 12 Marzo 2018. Seguiva da uno spoiler, con video, di Inri.

“Sembro un libro bianco tutto da riempire, sembra che ogni stronzo in questa merda non sa più che dire”

È questa la prima rima del disco, apparentemente semplice ma ricca di significati, spiegati nell’intervista a Noiesy. La barra mette subito in chiaro che Noyz è tornato, e aldilà dei motivi economici o relativi alla fama, è tornato perché ha ancora qualcosa da dire, e nel rap, è questo che conta.

A due anni dall’uscita si può dire che questo progetto ha fatto seriamente da spartiacque, non solo nella carriera di Noyz, ma anche tra il rap italiano che è stato e quello che sarà. Ha inaugurato collaborazioni inedite, Noyz e Luche, Noyz e Coez, ed altre che si sono riproposte in seguito con altrettanto successo, come Noyz e Plaza.

Sopratutto, ha restituito il meglio di alcuni artisti che si stavano discostando dalla scena rap, basti pensare ad Achille Lauro e Rkomi. È stata una fotografia di quello che è stato e di quello che sarà, e chi meglio di una leggenda del rap italiano come Noyz, simbolo della street credibility, poteva sancire questo divario. Ritengo che questo progetto possa essere inserito tra i dischi rap italiani più completi ed influenti del panorama, può considerarsi un vero e proprio masterpiece.

Certo, le collaborazioni sono di altissimo prestigio, ma va ricordato che il disco non è piaciuto solo per queste, ma perché il re di Roma ha dato la dimostrazione che nel rap non conta l’età, ma l’attitudine, e Noyz ne ha da vendere. Infatti è lui il protagonista a mani basse. Il suo flow, le sue rime e la sua esperienza ci accompagnano dalla prima all’ultima traccia senza stonare su nessun beat, da quelli cattivi come Mic Check a quelli più malinconici come Borotalco.

La sua uscita è stata curata a dovere, Noyz aveva detto (come sopra citato) che questo sarebbe stata probabilmente la sua ultima fatica, ciò ha fatto scattare tutti i suoi fan, i quali, vista l’occasione, non si sono privati della copia fisica e del vinile; regalandogli un inatteso, ma indubbiamente meritato, disco d’oro in una settimana.

Le canzoni:

Il progetto è stato annunciato con il singolo Sinnò me moro: immortale il ritornello campionato di Gabriella Ferri, scelta annunciata molto prima da Noyz in una puntata di Down With Bassi e sviluppata a regola d’arte da Night Skinny.

La canzone è diventata istantaneamente culto, ed il motivo è semplice, al di là del fatto che è stato il “ritorno del Noyz”, questa canzone rappresenta il passaggio di testimone della musica romana, da quella che è stata a quella che sarà.

“E non c’ave paura che il traffico scorre, e al massimo so di madonne per la via, voto resta co te stanotte famo, famo mattina, Roma è tutta nostra, accosta metto benzina.”

Mic Check è un throwback delle vecchia – ma affiatata – coppia Noyz e Salmo. I due sparato tre pallottole: Rob Zombie, Dal tramonto all’alba e ora Mic Check. Che dire, la cattiveria dell’attacco di Noyz fa capire che anche questo pezzo sarà al livello dei due precedenti.

“Devo pompa’ ‘sta merda pe’ spiega’ ‘sta merda a stronzi come voi, ve serve il nuovo disco der Noyz.”

Squadra vincente non si cambia.

Casa mia è celebre per l’attacco di Luche:

“Vengo da lì, dove litigano, e non ho mai conosciuto uno col mio flow”

E il resto della strofa che si caratterizza per l’uso della consonante “o” a chiusura delle rime. In anche con Capo Plaza, è la canzone che ha avuto più successo del disco. Il tema della canzone è il quartiere, le vecchie abitudini, ma sopratutto il disagio che si percepisce nel cambiarlo.

“Esco in tuta, sto nuovo quartiere non mi rappresenta, parlano un linguaggio d’altre parti sconosciuti a me, se vede che non sono de ‘ste parti, dalle mie parti strillano pe’ strada: oh che c’è?”

Un simpatico aneddoto del disco lo racconta il Chicoria ai colleghi di Noisey in una puntata del format Le recensioni del Chicoria e riguarda Sputapalline. Noyz infatti nel ritornello canta:

“Io vorrei solo gira sopra ‘na Bentley, magari prima me ridate la patente, io vorrei le mie lettere stampate sulla targa, bruciare la tua merda d’auto mentre passo in quarta”

Il Chicoria controbatte ridendo: “è meglio se non te la danno fidate, te salvano a vita”. Subito dopo racconta che Noyz in passato gli ha letteralmente distrutto una macchina, in maniera molto particolare.

R.I.P. è la canzone in collaborazione con Achille Lauro, seconda collaborazione, dopo Insalatiera, ed è uno dei pilastri del progetto. Questo pezzo ha un tema molto esplicito: la morte e come essa glorifica quanto fatto in vita.

“Resteremo vivi solo su ste tracce audio, la mia voce nello stereo dentro la tua auto”

A questo pezzo Noyz è molto affezionato, perché è stato scritto dopo la morte di Primo Brown. Ci regala un Achille in grande rispolvero, sulle vibe dei tempi di Ragazzi Madre, che canta un ritornello molto lungo ma anche molto coinvolgente, impossibile non canticchiarlo sottovoce dopo qualche ascolto.

Enemy, la title track, è una canzone molto malinconica, basti pensare alla frase.

“Colpimo ‘n pieno co sta merda da ‘na vita, non a caso tu l’hai scelta come colonna sonora e vuoi sentirla ora”

Infatti è l’ultimo pezzo che canta ai concerti, dopo la classica Verano Zombie, è il saluto che lascia, sia nel disco (non contando Lobo e Training Day, singoli usciti precedentemente) che nei live. Molto toccante è il riferimento alle panchine.

“Perché devi sputa’ il sangue per gustarne il dolce alla fine, perché devi farne di manfrine, perché inizia sempre tutto alle panchine, perché è lì che trovi tutto, sulle panchine”.

Perché le panchine sono state un punto di riferimento nella sua vita, adolescenziale come musicale, basti pensare alla storica canzone Deadly Combination, volgarmente chiamata “In the panchine”, a causa del nome del collettivo storico romano.

Il pezzo che, infine, mi sento di consigliare personalmente è Lone Star, la mia preferita del disco.

“Morirò, seh, se fa per dire

Pensa a cose intelligenti da dire

Magari da morto riuscirò a dormire

In caso seppelliteme co’ du’ bire”

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