In “Sinceramente Mostro” mi sono raccontato senza filtri – L’intervista a Mostro

Come gli ho detto appena è iniziata la nostra telefonata, per qualsiasi ragazzo romano della mia generazione (sono un classe ‘99) Mostro è quel tipo di artista con cui si cresce per forza di cose, scoprendolo a 15 anni e continuando ad ascoltarlo a 20.

Mostro è quello del folle disco con Lowlow Scusate per il sangue, è il rapper simbolo di Honiro (l’etichetta che ha pubblicato progetti come i primi tre Quello che vi consiglio di Gemitaiz, Escape From Heart di Madman, Fenomeno Mixtape di Coez…) ma è anche un MC dalla tecnica spropositata, che nessun collega oserebbe mai mettere in discussione.

Per questa ragione, è stato un onore e una soddisfazione poter scambiare due chiacchiere con Mostro, in occasione dell’uscita del suo nuovo, settimo album, Sinceramente Mostroun disco di rottura, per la sua carriera, completamente diverso dai suoi precedenti CD.

Avrei certamente preferito intervistarlo in contesti diversi, magari proporvi una video-intervista, invece della telefonata a cui la quarantena ci ha costretto. Tuttavia, anche questi sono giorni da vivere: Mostro ha pubblicato il suo disco per noi, invece di rimandarlo com’era stato previsto, e Raphaolic non ha nessuna intenzione di fermarsi, portandovi quanti più contenuti riusciamo, in modo che questo drammatico periodo si trasformi rapidamente un ricordo lontano.

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Intervista a cura di Sergio Mattarella (co-scritta con Pietro Passarello):

Sergio: Quando scrivevo l’intervista, la prima cosa che mi è venuta in mente da chiederti è stata: come ha reagito il pubblico di Mostro a un CD così diverso dai suoi precedenti? Oggi, però, ho letto un dato: Sinceramente Mostro ha totalizzato, in una settimana dalla sua uscita, 7 milioni di streaming su Spotify…

Mostro: Guarda, l’accoglienza è stata ottima, soprattutto perché per i miei fan questo non era un disco semplicissimo da capire: è un progetto molto pretenzioso che parla di me in una chiave diversa dai precedenti. Per me, però, era necessario realizzarlo! Il mio “goal”, per Sinceramente Mostro, non erano tanto gli stream, che sono sempre e comunque importanti, ma coinvolgere le persone in questo mio percorso. Il mio disco non è così per marketing o per altri motivi del genere, ma suona in un certo modo perché rispecchia la mia personalità di oggi!

Sergio: Secondo me, infatti, si percepisce sempre, dal tipo di musica che pubblichi, che le tue scelte artistiche sono molto spontanee e mai dettate da strategie di marketing. In questo disco, per esempio, c’è solo un feat

Mostro: Assolutamente sì! Il mio percorso, magari, sarà un po’ più lungo di quello degli altri, ma sono sicuro che mi consoliderò, disco dopo disco. Il mio percorso dev’essere ricordato per le mie scelte, non perché ho collaborato con tanti colleghi, per dirne una. Un problema è, secondo me, che nel 2020 i ragazzi hanno tanta fretta, ma secondo me un artista, se vuole essere ricordato, deve saper aspettare il tempo giusto!

Sergio: Rispetto a Ogni maledetto giorno e a The Illest 2, che ritengo personalmente due grandi dischi, Sinceramente Mostro è completamente diverso. Cosa ti ha spinto a dar vita a un CD di questo tipo?

Mostro: È vero: Sinceramente Mostro è un disco molto lontano dai due dischi che hai citato, ma come ti ho detto si tratta di un’evoluzione assolutamente naturale e non forzata. Negli ultimi anni ho collezionato tante soddisfazioni, un sacco di esperienze fighe che mi hanno stimolato e mi hanno fatto stare bene. Sarebbe stato incoerente, da parte mia, non raccontare questo tipo di emozioni o non sfruttare quell’energia positiva che mi è arrivata. Se io avessi fatto un disco come Ogni maledetto giornocon quel mood incazzato, raccontando che le cose non vanno bene… Non sarei stato sincero. Emotivamente, non provo più quel tipo di sensazioni. Quel tipo di musica deve nascere da un sentimento forte e vero. Siccome io, ora come ora, non sono più incazzato, non sarei stato credibile a cantare “Ogni maledetto giorno 2”: sarei stato la brutta copia del Mostro del 2018. Onestamente preferisco rischiare, realizzare un disco diverso, a costo che non venga capito, se coincide con il mio stato d’animo e posso sentirmi sicuro e orgoglioso del risultato.

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Sergio: Quello che dici è chiarissimo! Tuttavia, volevo chiederti una curiosità sul titolo del CD. Ho sempre ritenuto, a partire da La nave fantasma, che la tua musica fosse estremamente personale, soprattutto per il tuo modo di scrivere i testi. Perché questo disco si chiama “Sinceramente Mostro”? Gli altri tuoi album sono meno sinceri?

Mostro: Ti spiego subito: gli altri dischi non sono meno sinceri, ma Sinceramente Mostro, rispetto agli altri CD, è chiaro, limpido e trasparente. Nei miei altri progetti ho sempre applicato dei filtri alle mie canzoni: in un certo senso sfruttavo Mostro per far parlare Giorgio! Quindi nascevano brani teatrali e pieni di immagini estreme come Diavolo Magro! In quel caso avevo voglia di veicolare un determinato messaggio in questo modo estremo e brutale. Con Sinceramente Mostro avevo la necessità di farmi capire da tutti e ho preferito fare a meno di quel tipo di immagini infernali che hanno accompagnato la mia carriera fin ora.

Sergio: In questo disco ci sono due episodi completamente nuovi per te: brani ironici e a tratti paradossali, come Un po’ depresso Biatch, e la canzone La città, un unicum assoluto per la tua carriera… Cosa ti ha portato a scegliere questo tipo di soluzioni musicali?

Mostro: Allora, abbiamo voluto inserire brani come Grazie per la vostra attenzione, Biatch Un po’ depresso, per far respirare lo studio all’ascoltatore. In Ogni maledetto giorno non avremmo mai inserito episodi di questo tipo. Il mood che c’era in studio durante la realizzazione di Sinceramente Mostro era sereno e rilassato. Per quanto riguarda La città torniamo un po’ al discorso di prima… Io sento tanto la necessità di scegliere da solo che tipo di musica fare e ho pensato che da me ci si aspettava un certo tipo di singolo, con determinati suoni e determinate tematiche. Io ho cercato di essere più ambizioso possibile, sorprendendo i miei fan ma invitandoli a capire cosa mi ha portato a La città. Secondo me il goal di un artista dev’essere anche questo: coinvolgere l’ascoltatore pure in questo senso. Che palle se facevo un pezzo come Cani Bastardi: ho già fatto quel tipo di canzone!

Sergio: Non hai avuto un po’ paura, prima di pubblicare La città?

Mostro: Sì una cifra! – ride – Voglio essere sincero anche ora, non solo nel disco: ero preoccupato ed ero consapevole che La città fosse un pezzo rischioso, ma alla fine ho scelto di pubblicarla ugualmente.

Sergio: Fra l’altro: una settimana dopo La città, hai fatto uscire Britney nel 2007, che secondo me sarà un brano di riferimento nei prossimi mesi, con queste sonorità rock ‘n roll!

Mostro: Britney nel 2007 è un brano per divertirsi, è figo, parla di Britney (ndr Spears, nel 2007 si rasò a zero, da sola, provocando uno scandalo clamoroso) che sbrocca… Avevo in mente questo titolo, quest’immagine di Britney che impazzisce, e volevo rievocare questo mondo che ha fatto parte della mia adolescenza, con il primo MTV, con i Blink, Britney Spears! Quindi ho fatto questo pezzo dall’atmosfera pop-punk e ho chiamato Gem!

Sergio: Ti dicevo, infatti, che secondo me Britney nel 2007 porta delle sonorità che nel giro di un anno saranno tendenza assoluta!

Mostro: Sì anche io ne sono convinto!

Sergio: E poi tu con Gemitaiz non avevi mai collaborato…

Mostro: Pensa che io gli ho detto: “Senti Gem io ho fatto ‘sto pezzo che si chiama Britney…” e lui mi ha fatto vedere che aveva il tatuaggio di Britney Spears rasata! Di fatto, poi, l’ho scelto perché è uno dei pochi abituato a rappare su qualunque tipo di beat e di BPM!

Sergio: In genere non amo soffermarmi sui numeri di un artista, ma sia per quanto riguarda La città sia per quanto riguarda Britney nel 2007 ti stanno dando ragione, no?

Mostro: Sì per ora sono molto soddisfatto. Anche io non amo parlare di numeri ma ne capisco l’importanza: io voglio anche arrivare a più gente possibile e lo sì fa concettualmente, conquistandoli con la musica, ma anche numericamente, con vendite e stream! Io non faccio la musica tanto per farla: ho bisogno di essere presente nello stereo e nel cellulare dei miei ascoltatori!

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Sergio: I tuoi dischi, secondo me, hanno sempre una costante. Magari fai il pezzo come La città, in cui canti invece che rappare, magari sperimenti e realizzi Britney nel 2007, sul beat rock, ma l’intro dei tuoi dischi è sempre “mega hip-hip”!

Mostro: Eh sì fratè! – ride – Non so dirti se è il mio pregio o la mia maledizione… Ma in ogni mio disco ci DEVONO essere due canzoni: l’intro rappata e il pezzo PER il rap e che parla del rap!

Sergio: Qui è Nostradamus?

Mostro: Sì qui è Nostradamusma in ogni disco devo fare un disco che parla del rap!

Sergio: L’intro è per te, creativamente, il punto di partenza dei tuoi disco?

Mostro: Forse sì… In questo caso forse ho scritto prima La città, che è un po’ isolato dalla tracklist, e dopo l’intro Nuova Luce… In Ogni maledetto giorno anche: Poison era stata la prima traccia a nascere! L’intro mi aiuta tanto a fare ordine! In ogni prima traccia dei miei CD spiego il concept del progetto, racconto la direzione che ha preso la mia vita… Sono brani necessari per la scrittura dell’intero album!

Sergio: A livello di penna, tu sei oggettivamente uno dei più talentuosi della scena: sfrutti sempre un campo tematico vastissimo, un vocabolario ampio e delle espressioni davvero poetiche. I due temi più ricorrenti, nei tuoi testi, sono amore e morte.

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dici in Nuova Luce. Quanto è difficile affrontare questo tipo di argomenti, per un artista?

Mostro: È difficile ma necessario! Scrivere alcune rime significa esporsi tantissimo, raccontare al pubblico la propria vita e quindi le cancelli e le riscrivi cento volte… Un artista deve trovare il suo equilibrio e raccontare le sue esperienze in modo coraggioso! Per me è una necessità sfogarmi con la musica e per questo ho bisogno di emozioni forti: cosa c’è di più forte dell’amore e della morte?

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Sergio: A livello puramente testuale, qual è la traccia di Sinceramente Mostro di cui sei più orgoglioso?

Mostro: In realtà non riesco a sceglierne una… Provo a dirtene tre completamente diverse:

  1. L’intro Nuova Luce
  2. Un po’ depresso
  3. Memorie di uno sconfitto Pt. 2

Sergio: Memorie di uno sconfitto è la seconda parte di una traccia che risale a La nave fantasma, il tuo primo disco del 2014…

Mostro: Sinceramente Mostro è arrivato dopo The Illest Vol. 2che mi ha riempito di soddisfazioni e mi ha permesso di realizzare dei live incredibili sold out. Per realizzare il nuovo CD ho deciso di non voltarmi più indietro: volevo raccontare solo il mio presente e il futuro. Per far capire la mia crescita, però, ho voluto creare questo collegamento al mio primo CD. Sinceramente Mostro non è assolutamente un disco con cui rinnego il mio passato! Sono consapevole del mio passato e volevo paragonarmi al Mostro del 2014 e, di conseguenza, richiamare quel brano di La nave fantasma.

Sergio: Per concludere: dopo un disco così particolare e ambizioso come Sinceramente Mostro, cosa mi devo aspettare dal tuo prossimo futuro?

Mostro: La magia è tutta qui: non voglio lasciare una traccia perché il mio percorso è spontaneo… Non so se il mio prossimo disco sarà country… – ride – Qualche idea, comunque, già la ho!

Ringraziamo ancora una volta Mostro per la splendida chiacchierata e gli auguriamo il meglio per  Sinceramente Mostro (che potete ascoltare qui sopra) e per i live che seguiranno il suo disco!

 

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