Un tuffo nel passato- Il ragazzo d’oro di Guè Pequeno

La rubrica “Un tuffo nel passato” nasce per rivivere e riascoltare i dischi e i mixtape che hanno fatto la storia del rap italiano e che, dunque, meritano un approfondimento anche a distanza di anni dalla loro pubblicazione.

Siamo nel 2011 quando Cosimo Fini, in arte Guè Pequeno, allora ancora membro dei ‘Club Dogo’, annuncia l’uscita del suo primo album da solista che, naturalmente, non poteva avere altro titolo che Il Ragazzo D’Oro!

In realtà già nel 2005 il Guercio aveva pubblicato l’EP Hashishinz Sound Vol.1, a cui avevano fatto seguito l’anno successivo il mixtape Fastlife Mixtape Vol.1 , inciso con DJ Harsh e tre anni più tardi Fastlife Mixtape Vol.2 Faster.

Nel mese di giugno 2011 finalmente esce Il Ragazzo D’Oro, che vede la partecipazione di diversi rapper italiani, tra cui Marracash, Entics, Ensi e Jake la Furia. Pochi mesi dopo il rapper fonda insieme a DJ Harsh l’etichetta discografica indipendente Tanta Roba, il cui primo prodotto è stato Il mio primo disco da venduto di Fedez.

Il Ragazzo D’Oro è uno di quegli album che segnano una generazione ed è proprio in quel momento che Guè fa un ulteriore salto di qualità imponendosi come “Maradona del Rap italiano”. C’è da sottolineare, però, che quando uscì l’album non ottenne il successo che avrebbe meritato, ma fu un po’ visto come una parentesi goliardica, un momentaneo esercizio di stile in un anno di pausa dal progetto Club Dogo. Nonostante questo, sarà la storia in seguito a riconoscere la grandezza di un’opera che sa ancora mettere i brividi.

Il disco è composto da ben 16 tracce (per una durata complessiva di 52 minuti), nelle quali prendono parte diversi artisti al centro della scena italiana come piacevole contorno a un inarrivabile Pequeno!

Nel disco sono presenti brani abbastanza diversi l’uno dall’altro e non tutti sullo stesso livello, essendo stati creati da produttori diversi: The Cool, Dj Shocca, Bassi Maestro e Don Joe.

Le canzoni più belle sono certamente Ultimi Giorni, Conta su di me, Non mi crederai, il Ragazzo d’Oro, 6 Gradi di separazione e Diventare Grande. La title-track è un capolavoro, con un Caneda delirante e un Guè già proiettato nel futuro e che anticipa la trap di qualche anno.

“Ti frego all’ultimo, Benny Blanco / Lattte macchiato? No, grazie, bianco.”

6 Gradi di Separazione è una canzone Rap con la “R” maiuscola, scritta ad opera d’arte

“Io e te, sei gradi di separazione

Collegano chiunque, solo altre cinque persone/ L’Italia è trash, e so che tu sei come me, man

Vuoi uccidere il tipo della tua ex e sei in para per il cash”

Ultimi Giorni è una canzone che non ha bisogno di descrizione per comprendere quanto sia poetica, va ascoltata e basta. È un capolavoro che nonostante venga ascoltato centinaia di volte, continuerà sempre a sorprendere.

“Alla ricerca della felicità (Dove sta?)

Io sognavo di spiccare il volo, ora che volo è tutta mia la città

ma non ha senso se volo da solo.”

Conta su di me è una canzone che mette in luce il lato più romantico e sentimentale di Guè!

“Baby non so se svegliarti là fuori sono giorni dannati

e tu sei meglio degli altri

siamo fatti della stessa materia dei sogni

siamo attratti come due poli opposti/sai che ci sarò perché so che tu ci sei

tieni a mente che per te io darei tutto anche se non ho niente”

Diventare grande è geniale, innanzitutto per il gioco di parole “diventare grande – diventare un grande” e, poi, perchè fa emozionare, fa empatizzare con il dolore di un neotrentenne oppresso da inquietudine e sensi di colpa per gli errori commessi fin qui.

“Io non volevo diventare grande

Però volevo diventare un grande/E non volevo mai farti del male

E mettere sulle ferite il sale

Ma tu mi insegni

A realizzare i sogni

E ora i miei sbagli

Sono solo dettagli”

In conclusione, Il Ragazzo D’Oro è un album centrale nella carriera di Guè ma anche nella storia del rap italiano.  Non si possono avere dubbi su chi sia l’indiscusso “ragazzo d’oro”: scrittore visionario, poetico, crudo, dotato di un flow unico ed immortale.

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