Dio perdona, io no – L’intervista a Enzo Dong

Abbiamo chiamato Enzo Dong, per parlare del suo primo disco “Dio perdona, io no”, uscito il 25 ottobre 2019 in maniera indipendente.

Intervista a cura di Sergio Mattarella:

Sergio: Ciao Enzo! Ormai sono passate due settimane dall’uscita di Dio perdona io no! Hai esordito anche con un ottimo sesto posto in classifica FIMI. Mi racconti com’è stato accolto dal pubblico!

Enzo Dong: Non mi aspettavo una risposta così positiva, ho esordito appunto con un sesto posto in settimane durissime, fra l’uscita del disco Emma Marrone e quelle, hip hop, di Fabri Fibra di Marracash. Sei pezzi del CD sono entrati nella top 50 dei singoli in Italia. I fan sono contenti e sono contento anche io!

Sergio: Il pezzo che sta andando più forte qual è in questo momento?

Enzo Dong: In questo momento sta andando molto forte Bandito con la DPG, traccia che a breve riserverà anche una bella sorpresa al pubblico!

Sergio: Prima di realizzare questa intervista, ho letto qualche tua dichiarazione e ho notato che tu hai parlato di Dio perdona io no come di un album sofferto, uscito tra mille difficoltà. Addirittura tu hai scritto su Instagram che il pezzo Limousine, con Tedua, lo hai chiuso un anno fa…

Enzo Dong: Sì il pezzo con Tedua è stato finito sei/sette mesi fa. In teoria, dopo l’uscita di Higuain, avevo in mente di realizzare un mixtape, ma le cose si sono fatte talmente serie che sarebbe stato impossibile non pensare a un disco ufficiale. A livello organizzativo, però, mi mancavano i mezzi necessari per realizzarlo a Napoli. Mi mancava soprattutto il producer. Inoltre il tempo scarseggiava, fra le mille date che mi hanno portato in giro per l’Italia e quindi ho aspettato anche che fossi abbastanza maturo artisticamente da lavorare a un disco… Fra l’altro, parlo di disco sofferto perché, secondo me, chi racconta una certa realtà, come quella che racconto io in Dio perdona io no, deve necessariamente soffrire un po’.

Sergio: Qual è stato il primo pezzo che hai chiuso di Dio perdona io no?

Enzo Dong: Per assurdo Per Alessia, mentre l’ultimo è Te Quiero, dove parlo nello specifico delle relazioni d’amore.

Sergio: In Dio perdona io no, sono presenti tutte le varie sfumature della personalità di Enzo Dong, dal tuo lato provocatorio, un po’ alla Fabri Fibra, in barre come:

Rubo tutti i soldi, soldi, soldi, ma di Mahmood

il lato più emotivo e poi quello più “incazzato”, di rivincita sociale…

Enzo Dong: Hai ragione a citare Fibra, perché è effettivamente uno dei miei mentori: lo ho voluto a tutti i costi nella title track del disco, Dio perdona io no… L’intro del disco rappresenta il mio lato incazzato, in cui non me ne frega più niente di tutto e rappo:

Ti sparo in bocca e vado in tele, vado in tele

spiego al pubblico che io vengo dalle Vele, dico quello che voglio. L’outro invece, Domani si muore, è più sofferta: racconto il periodo in cui ero costretto a girare con le scarpe ortopediche mentre gli altri ragazzi avevano le Nike che desideravo, non avevo neanche la bicicletta…

Sergio: Infatti questo è anche un disco di rivincita. Per questo si intitola Dio perdona io no?

Enzo Dong: Esattamente! Dio perdona io no per tutte le difficoltà che ho avuto e per tutte le rivincite che mi sto prendendo! Questo disco è la mia rivalsa per tutte le cose che non ho avuto e che ora mi sto prendendo da solo!

Sergio: A riprova del fatto che nel tuo disco ci sia molta rabbia, si nota che in Dio perdona io no non risparmi proprio nessuno… L’unica persona dipinta come “pura” è tua nonna, a cui hai dedicato il CD…

Enzo Dong: Sì, i miei genitori erano separati e mio padre era sempre all’estero: mia nonna mi ha fatto veramente da mamma. In Nuovi Euro con Drefgold canto:

Non credo a Padre Pio e nemmeno nell’Acqua Santa perché i miracoli a mia nonna non l’hanno salvata

e la cito anche in Dio perdona io no con Fabri Fibra e Dallo psicologo con Fedez.

Sergio: A proposito di featuring: tutte le collaborazioni sono inedite tranne Bandito…

Enzo Dong: Con la DPG è stato un ritorno perché siamo proprio emersi insieme, grazie ad Aldilà, che abbiamo citato nel ritornello di Bandito.

Sergio: Tra l’altro hai voluto “omaggiare” tutti gli aritsti dei featuring: in Bandito hai cantato:

Tony dai vienimi a prendere

in Nuovi Euro hai fatto un riferimento Quello Vero di Drefgold, in Dallo Psicologo con Fedez hai citato la Ferragni, in Limousine con Tedua:

Sto solo con i più veri
Con i più veri quindi chiamo Tedua

Come mai hai voluto dedicare queste barre ai featuring?

Enzo Dong: È il mio modo di ringraziarli per aver preso parte al progetto… Anche stilisticamente mi piace scrivere delle rime del genere perché colpiscono subito l’ascoltatore!

Sergio: Mi hai già spiegato la scelta di Fibra come featuring. Gli altri ospiti del CD come li hai scelti?

Enzo Dong: Drefgold è un caro amico come la DPG, mentre Gemitaiz è un grande artista che stimo tanto e con cui volevo collaborare da tanto. Fedez, invece, è stato gentilissimo con me: mi seguiva su Instagram e apprezzava la mia musica, poi era il cantante preferito di mia nonna, quindi mi è venuto spontaneo fare un pezzo con lui, spiazzante! Una cosa è certa: in ogni mio album ci sarà un featuring che nessuno si aspetta!

Sergio: Il pubblico come ha reagito quando hai annunciato Fedez come featuring?

Enzo Dong: Qualche ignorante mi ha attaccato, per poi ricredersi ascoltando il pezzo. Probabilmente si aspettavano un pezzo stupido e invece Dallo Psicologo li ha sorpresi!

Sergio: A me è piaciuto tanto anche Drefgold in Nuovi Euro…

Enzo Dong: Sì quello è un pezzo super fresh, mega swag!

Sergio: Ormai il pubblico si è fatto un’idea delle sonorità che preferisci: autotune abbondante, sperimentazione melodica, beat esplosivi…

Enzo Dong: Sì sono state tutte scelte derivate dal mio gusto! Non è detto, però, che nei prossimi progetti io scelga stili completamente diversi che in Dio perdona io no non sono presenti. Magari nel prossimo disco ci sarà molto meno autotune! Come hai detto anche tu sono un rapper che ama sperimentare!

Sergio: Sperimentare come in O’ Rass?

Enzo Dong: Sì, è una traccia molto cool che sposa delle sonorità che apprezzo molto e che in futuro riprenderò molto probabilmente!

Sergio: Invece, quanto è stato importante lavorare con Andry The Hitmaker?

Enzo Dong: È stato fondamentale! Come ti raccontavo prima non avevo né un producer che mi seguisse né uno studio: uno come Andry, già focalizzato e con uno stile consolidato, era davvero necessario per Dio perdona io no.

Sergio: Un’ultima domanda… Secondo te quali sono le tre tracce di questo disco che il pubblico apprezzerà di più?

Enzo Dong: Escludendo Bandito, che sta già andando molto bene, direi:

  1. Dio perdona io no
  2. O’ Rass
  3. Spotify

Lo staff di Raphaolic ci tien a ringraziare Enzo Dong per la bellissima chiacchierata e ad augurargli il meglio per “Dio perdona io no”.

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