La Bella Musica – Le domande dei giornalisti a Vegas Jones

Nella sede della Sony di Milano, lunedì 4 novembre, si è tenuta la conferenza di presentazione del nuovo disco di Vegas Jones, “La Bella Musica”. Queste le domande che gli hanno rivolto i giornalisti e le sue risposte!

La conferenza di Vegas Jones nella sede della Sony:

[Le domande sono state fatte da una moltitudine di giornalisti la cui identità è alla redazione sconosciuta e dunque le si è indicate genericamente come “domanda”. Le domande poste all’artista da Sergio, l’inviato di Raphaolic, sono invece evidenziate in rosso, come il logo della pagina!]

Domanda: La Bella Musica è un CD pubblicato per Sony Music Italia. Prima di questo progetto, tu eri un arista del roster di Universal. Questo cambiamento di etichetta ti ha creato ansia?

Vegas Jones: La musica per me è una sorta di diario e io non sono cambiato. Un fan che è riuscito a cogliere la “bellaria” capirà la mia crescita. La Bella Musica è sempre la storia di Vegas, ma metabolizzata e interiorizzata. Mi sento cresciuto e sono soddisfatto di questo. Sono contentissimo del disco!

Domanda: Ti sorprende vedere un artista come Ultimo, di fatto indipendente, tuo ex collega in Honiro, riempire stadi e vendere così tanti dischi?

Vegas Jones: La speranza del mio genere è di essere presi al 100% sul serio, un po’ come la musica di Ultimo. Lavoriamo con costanza, dedizione e passione, per far conoscere e apprezzare il rap a sempre più persone. Vogliamo distruggere le barriere. Le tematiche dell’hip hop possono sembrare un po’ frivole ma sono le nostre fotografie di vita. L’obiettivo è vedere più persone possibile ai live.

Domanda: Questo disco ha solo un featuring: una scelta coraggiosa. Volevi puntare solo su te stesso?

Vegas Jones: La Bella Musica è un album molto personale… Sentivo la necessità di esprimermi su due strofe e ritornello. Avevo bisogno di spazio. Quando ho sentito Presidenziale mi è venuto naturalissimo pensare a Fabri Fibra come featuring.

Domanda (Raphaolic)Il titolo del disco parla chiaro: perché “La Bella Musica” e non “Il Bel Rap”?

Vegas Jones: Ho detto “musica” e non “rap”, perché mi sento di affermare che il rap è musica. Io sono un rapper ma sono un musicista. Chiunque sia un rapper, per me, deve saper fare bel rap: è la base! Voglio che la mia sia bella musica, in questo momento in cui si parla tanto male del rap e della trap.

Domanda (Raphaolic): Chic Nisello parlava del tuo quartiere, Bellaria, invece, nome del tuo alter-ego, di te… La Bella Musica parlerà di musica?

Vegas Jones: In La Bella Musica c’è il quartiere, ci sono io e c’è la musica! Nella copertina mi sono messo a nudo, senza gioielli, ma con il CAP del mio quartiere tatuato sul petto. In questo disco puoi trovare ancora me stesso, ancora il mio quartiere e la mia passione per la musica!

Domanda: In Belair (Chic Nisello) dicevi:

Se mi sento diverso dal resto è perché ho scelto di essere unico

in cosa ti senti unico attualmente nella scena?

Vegas Jones: Quando ho scritto quella barra, mi riferivo non solo agli altri rapper, ma alle altre persone in generale. Ancora oggi mi sento diverso, unico. Voglio essere coerente con me stesso. Il ragazzo che mi segue mi deve prendere sul serio anche adesso che ho qualcosa, non solo quando non avevo niente a 19 anni! Voglio continuare a essere unico. Non cambierò con il successo!

Domanda: C’è qualcosa di cui ti sei pentito, nella tua carriera?

Vegas Jones: No: non mi sono mai venduto e non ho mai risposto alle frecciatine da chi non ritenevo alla mia altezza. Anche questo mi rende unico. Facendo il pagliaccio avrei impiegato 15 minuti per avere successo: ma io voglio essere coerente e consacrarmi disco dopo disco!

Domanda: Ricordo quando hai regalato, al Fabrique, il disco d’oro di Bellaria al tuo quartiere. Quanto conta, adesso, Cinisello, per la musica di Vegas Jones?

Vegas Jones: In, DM, intro del mio nuovo disco, rappo:

Sono la voce del mio quartiere, forse anche del tuo

Nel mio quartiere giro ogni giorno. Io non sono irraggiungibile: sono Matteo, un ragazzo come tutti. A 18 anni scrivevo le prime barre. Tu che senti la mia musica ti devi ritrovare in ciò che dico, devo motivarti, devo spronarti a inseguire il sogno. La Bella Musica non è il sogno di BellariaÈ più realistico. Sono tornato sulla terra, perché finalmente ho qualcosa dalla mia vita. Il tempo aiuta e questo anno e mezzo mi ha fatto crescere tanto.

Domanda: Pensi che la ta musica, oltre a conquistare l’Italia, possa affermarsi anche in Europa, per mezzo, per esempio, di festival internazionali?

Vegas Jones: Per me sarebbe un sogno, ma alcuni festival internazionali chiamano già dei rapper italiani, quindi potrebbe tranquillamente diventare realtà! Per quanto mi riguarda, comunque, voglio prima consolidare il mio successo in Italia, con questo disco!

Domanda: In Today canti il “difetto dell’arte”… A cosa ti riferisci quando usi quest’espressione?

Vegas Jones: Il difetto dell’arte è il fatto che l’artista non sa mai se la sua produzione verrà compresa dal pubblico. Non posso immaginare la risposta del pubblico a La Bella Musica e tantomeno sapere in anticipo se verrà compreso. Mi chiedo spesso se la mia arte verrà davvero capita e, se succederà, quando verrà davvero capita dal pubblico…

Domanda: Quale pezzo del CD faresti sentire a chi ancora non ti conosce?

Vegas Jones: Ce ne sarebbero svariate… A livello di sound direi Follia del mattino, in cui mi sono messo in gioco sperimentando molto. Un altro pezzo, stavolta per le tematiche, che indicherei è Today, molto vero e sincero, o Palme e Cemento, che affronta il tema della ricchezza. La Bella Musica, poi, è un brano al pianoforte, in cui ci si può soffermare sulle parole. Ci sono molte tracce di cui vado fiero e di questo sono davvero orgoglioso!

Domanda: Quando ascoltai per la prima volta Chic Nisello, ricordo che trovavo facile paragonarlo a I told you di Tory Lanez. Per questo volevo chiederti: quanto sono confrontabili rap italiano e rap americano?

Vegas Jones: Ai tempi quel disco mi ispirò molto. C’è uno spirito molto simile a quello di Chic Nisello. Per me gli elementi che compongono la musica rap sono spirito e cultura. La cultura va creata, lo spirito (il soul) invece è innato. La cultura è per esempio nella consapevolezza, dell’artista, che deve saper rappare e saperlo fare da Dio, anche se nei suoi dischi i pezzi sono melodici e cantati. In Inghilterra il livello è più alto, proprio per la loro cultura. La tecnica non può e non deve mancare!

 

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