Lazza – Le migliori rime di Re Mida Aurum

Il quattro ottobre è uscita la repack “Aurum” di “Re Mida” il secondo album di Lazza. Il quindici Marzo abbiamo pubblicato un articolo sulle rime più riuscite del CD e abbiamo pensato di scriverne uno analogo relativo ai brani della repack!

Non è più un segreto: il 2019 è senza ombra di dubbio l’anno di Lazza, autore di un disco stellare, Re Mida, di featuring di livello assoluto (Bud Spencer, Sugar, Ho paura di uscire 2, Montenapo, Il mondo Chico, Fiori, Mattoni) e adesso anche di due repack straordinarie.

Le due “new edition” del CD sono Re Mida Aurum e Re Mida Piano Solo, rispettivamente una repack integrata da cinque nuovi, brillantissimi singoli – Ouver2re, Gigolò, Dry (La mia ora), Milion Dollar e Frio – e un’altra a cui invece si aggiungono le versioni “piano solo” di sette canzoni di Re Mida e la già citata Ouver2re.

Come molti nell’ambiente sanno, Lazza è un unicum: è il solo rapper italiano ad avere studiato pianoforte al conservatorio e a essere così appassionato di musica classica, come dimostra Ouverture (e il suo “sequel” Ouver2re), uno dei suoi pezzi più famosi, in cui ha rappato sul Nocturne No. 20 in Do Minore Diesis di Chopin. Per la prima volta con Re Mida Piano Solo, tuttavia, il rapper milanese ha deciso di valorizzare al 100% il suo talento da pianista (e la sua sorprendente voce) riprendendo canzoni di Re Mida come Netflix, Morto Mai, Catrame 24H e riproponendole al pubblico in chiave diversa e innovativa. In Re Mida Piano Solo c’è Lazza, c’è il pianoforte e c’è il pubblico. Nessun altro artista aveva mai nemmeno osato ipotizzare un progetto del genere.

Rap e pianoforte, banger autocelebrativi che diventano delicati, raffinati, quasi struggenti anche quando il rapper sta parlando di donne, di ricchezza o è alle prese con le sue clamorose punchlines.

Lo scorso quindici Marzo, era stato pubblicato su Raphaolic un articolo che approfondiva la scrittura di Lazza in Re Mida a 360°, soffermandosi talvolta sulla metrica, talvolta sugli incastri, ma anche sulle immagini più evocative, sulle punchlines più d’impatto e sulle citazioni dell’artista nel disco. L’articolo di oggi è, in un certo senso, il sequel di quell’analisi. Poiché anche la repack Aurum di Re Mida è piena di punchlines da capogiro, di incastri di livello e, più in generale, di grandi barre, occorre analizzare nel dettaglio le nuove canzoni di Zzala.

1) Ouver2re

Ouver2re è un brano clamoroso, probabilmente una delle canzoni in assoluto più belle del 2019 in assoluto e, soprattutto, è il pezzo scritto meglio da Zzala quest’anno. La traccia, come il titolo suggerisce, è il sequel di Ouverture, traccia citata nel paragrafo precedente, e, proprio per questo motivo, la struttura è esattamente la medesima: una strofa rappata sulle note di pianoforte di Chopin (in questo caso sul meraviglioso Nocturne op. 9 No. 2), che dev’essere intima, delicata, struggente, deve mostrare la parte più riflessiva e sentimentale della personalità dell’artista, e una seconda parte di canzone esplosiva, aggressiva, in cui viene fuori tutta l’aggressività e la forza espressiva del rapper, come un tifone.

Come è facile da intuire, Ouvter2re è un brano intensissimo, in cui ogni parola è al posto giusto, che racconta la rivincita di Lazza, prima narrando il suo passato, fra insoddisfazione e paura di non avere successo, e poi evidenziando la sua nuova situazione, fatta di realizzazione mentale ed economica, di consapevolezza del proprio valore e di voglia di mostrare a tutti la sua rivalsa.

Una rima, estratta dalla prima parte del brano, davvero strepitosa ed emozionante per la sua importanza è certamente:

Odio l’Italia perché si sta bene soltanto se trovi un colpevole
Non si sa nemmeno scrivere: “Rispetto”, ma tutti a parlare di regole

Non tutti hanno compreso che questi versi fanno riferimento alla tragedia di Corinaldo e, più nello specifico, all’ingiustificato accanimento mediatico subito da Sfera Ebbasta, accusato da giornalisti di essere, appunto, “colpevole” della morte dei ragazzi, senza alcun fondamento. Lazza è un Artista con la A maiuscola perché si è preso la responsabilità di parlare di un fatto che non lo riguardava in prima persona, prendendo una posizione giusta, netta (“Odio l’Italia” è un’affermazione forte e infraintendibile), coraggiosa e soprattutto espressa con classe e maestria lirica.

Nella seconda strofa della canzone, quella esplosiva, in cui entra in gioco la strumentale potente e infuocata di Low Kidd, Lazza riprende in mano il fondamentale in cui primeggia su tutti: la punchline. In questa parte di Ouver2re ci sono tantissime punchlines riuscitissime, – c’è addirittura una citazione al collega statunitense Lil Uzi Vert – come la clamorosa:

Passo col rosso tagliando l’aria su una AMG targato Germania
Non ho cagato a casa di Marra, però ho pisciato in testa all’Italia

Questa barra vuole citare (e non dissare, come qualche ascoltatore malizioso ha ipotizzato) Massimo Pericolo e la sua skit di Star Wars, divenuta virale nel giro di pochi giorni, in cui raccontava in un audio: “Oggi ho cagato a casa di Marra” (ndr Marracash). Lazza riprende la citazione di Massimo Pericolo e, con tutto il suo  furibondo ego-trip, spiega che lui invece ha “pisciato in testa all’Italia”, riferendosi alla qualità del suo CD Re Mida.

2) Gigolò (feat. Sfera Ebbasta & Capo Plaza)

Da qualche tempo Lazza aveva lasciato intendere che stava lavorando a una traccia insieme ai due artisti più ascoltati dell’anno scorso, Sfera Ebbasta e Capo Plaza, che in due superano addirittura i settanta dischi di platino complessivi. Il pubblico, non appena la traccia, Gigolò, è stata annunciata, ha gridato alla hit senza quasi bisogno di ascoltarla. Zzala + Sfera + Plaza era un triumvirato che non poteva fallire, specie se accompagnato dal loro trio di producer di fiducia: Low Kidd, Charlie Charles e Ava.

Effettivamente, Gigolò ha ripagato le aspettative, al punto da finire centocinquantesima nella classifica mondiale di Spotify. Se si considera la qualità delle strofe, tuttavia, è quasi imbarazzante confrontare Capo Plaza a Lazza, non tanto per flow, ma per qualità di penna. Da un lato abbiamo un Plaza carismatico, ma estremamente ripetitivo, con un vocabolario limitato e barre nella norma, dall’altra un artista che gioca con le metriche, che stupisce costantemente l’ascoltatore, che nella sua strofa è quasi malinconico, specie quando pronuncia i versi “Ti amo l’ho detto una volta nella vita però non a te / non so chi sei, né cosa vuoi”.

La rima più raffinata della strofa di Zzala, tuttavia, è:

Se una di queste notti, fra’, viene ad accarezzarmi il diavolo
Vorrà dire che vuole l’anima

Quest’espressione così magica e particolare riprende una famosissima canzone dei Club Dogo, All’Ultimo Respiro, e in particolare un verso di Jake La Furia che rappava:

Il diavolo ti accarezza solo quando vuole l’anima

Lazza ama citare gli artisti che lo hanno ispirato nella sua crescita artistica: dai Dogo a Emis Killa passando da Marracash. Quando si parla dell’autore di Re Mida, infatti, non si deve dimenticare che, a differenza di molti suoi colleghi, non è un semplice rapper, ma è un musicista e per definizione ama la musica a 360° gradi. Zzala ama citare, omaggiare, prendere esempio da chi stima per arricchire la sua produzione.

Esempi classici di questa tendenza del rapper sono le rime:

Molti miei fra fanno più brutto dei rapper americani, senza fare i rapper e senza fare gli americani

in Montenapo e

Zzala è sempre puro come Bogotà

in Morto Mai, a citare rispettivamente Droga Rap e Puro Bogotà dei Club Dogo, di cui è evidentemente ascoltatore e ammiratore.

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3) Dry (La mia ora)

Da Dry (La mia ora) in poi, la repack Aurum di Re Mida inizia a diventare decisamente più sperimentale e Lazza decide di sperimentare e giocare più del solito con il flow e con le melodie, spingendosi in “territori musicali” fin qui inesplorati.

In questo pezzo del progetto, per esempio, Low Kidd prende in prestito lo stile del compagno di etichetta tha Supreme, proponendo un beat allucinogeno, pieno di kick e dai suoni esplosivi. La strumentale dunque, è perfetta per spingere Lazza fuori dagli schemi ordinari e lo porta a creare una canzone incredibilmente americana, come dimostra la scelta di usare diverse espressioni inglesi del cosiddetto “urban dictionary”, come “hoe”, “bust down” e “beenie”.

Dry (La mia ora) è un pezzo “alla Lazza”: in cui il rapper si autocelebra, ostenta la sua ricchezza, si esalta e da sfogo al suo ego-trip. In particolare, sono memorabili i versi dell’attacco della seconda strofa:

Sono maxi come Lopez
Tu mini come Cooper
Ho un beenie come un clocker
E un TT come coupè

in cui gioca con le parole “maxi” e “mini”. Afferma di essere “maxi” come il calciatore Maxi Lopez e che il suo avversario sia invece “mini” come il nome della Mini Cooper, noto tipo di automobile di produzione tedesca. Infinte, il rapper conclude la quartina dicendo di possedere un “beenie” come un “clocker”, ovvero un berretto, e un Audi TT modello Coupè.

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4) Milion Dollar (feat. Emis Killa)

Quando Lazza ha annunciato, nella tracklist, il brano Milion Dollar, molti hanno ipotizzato una collaborazione con Wayne, Tony o Pyrex della Dark Polo Gang o addirittura con la DPG al completo. La clamorosa sorpresa è stata la presenza, nella canzone, di Emis Killa, quinta collaborazione fra i due, che avevano visibilmente incrinato il loro rapporto in seguito all’abbandono di Blocco Record da parte di Zzala, per entrare in 333 Mob e quindi di fatto in orbita Machete.

La riappacificazione con Killa ha fatto quasi commuovere alcuni fan, perché l’autore di L’Erba Cattiva è stato il primo mentore artistico di Lazza: lo aveva scoperto e valorizzato, portandolo con sè nel Mercurio Tour nel 2014 e condividendo con lui divertentissime battle di freestyle.

Fra l’altro, Milion Dollar è un brano piuttosto atipico per Lazza che rinuncia alle sue classiche punchlines in favore di una scrittura densa di vocaboli e di un flow spezzato che molti definirebbero “drill”: per intendersi, un po’ “alla Tedua”. Di contro, Emis Killa realizza una strofa con barre davvero memorabili, fra cui la clamorosa:

Mamma hai visto ce l’ho fatta
Ho la faccia sulla Coca, non più la coca in faccia

riferita alla sua collaborazione con il brand Coca Cola.

Fra i versi dell’autore di Re Mida, invece, raffinati e curati con un lessico particolarmente ricercato, spiccano i versi:

Se rimo solo soldi dico no, sopprimo l’etica
Tu ti senti Primo Levi dopo il primo Levitra, fra’, evita

ricchi di incastri metrici a cui l’artista è spesso attento.

5) Frio

Frio, ultima traccia del progetto Aurum, è una hit inaspettata. È un brano dalle sonorità club, latineggianti, che in America sono già gettonatissime e che in Italia molti hanno provato a portare, con scarsi risultati (si pensi a Hasta la Vista di Ghali o alla recentissima Harem di Don Joe, Axos e Side Baby). Lazza, con questo pezzo dimostra, ancora una volta, che può fare tutto e ama mettersi in gioco. Di fatto Re Mida Aurum è questo: sperimentazione e sfogo di talento sui beat di Kidd.

Il flow del rapper di 333 Mob scorre liscio come l’olio anche su questa strumentale, cambiando flow “come cazzo gli pare e piace” e dando vita anche a un ritornello memorabile e d’impatto.

A livello di punchline, le barre:

Guardo questi rapper che si sentono true
Poi son solo fighe, manca solo che vadano in bagno in due

e

Le tue tette nuove, , belle
Due minuti e la mando in apnea, SeaDweller

sono esempi perfetti di quel concentrato di ironia, arroganza e ingegno che contraddistingue la penna di Zzala. Queste sono le punchlines imparate dal rapper durante le battle di freestyle e sono l’ennesima dimostrazione che Lazza, in questo momento, è in assoluto il punchliner più forte d’Italia. Come qualcuno diceva a proposito di Charlie Charles, non ne sbaglia una.

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