Junior Cally – Ricercato è il disco giusto per il grande salto?

Recensione di Ricercato, il nuovo, secondo, disco di Junior Cally, pubblicato per Epic / Sony Music Italy il 6 settembre, di dodici tracce con ben dieci featuring!

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Che disco serviva a Junior Cally per alzare l’asticella?

Finalmente si può dire: Junior Cally ha tolto la maschera per mostrare a tutti il suo volto e per svelare una volta per tutte la sua identità, ovvero quella dell’ex Socio, Antonio Signore. Grazie a questi ultimi due anni, in cui Cally si è nascosto dietro una maschera scuotendo e spaccando la scena con un immaginario nuovo e un’estetica davvero cool, – gran parte del merito va attribuito al suo magistrale fotografo di fiducia, Sebastiano Fernandez – con delle scelte di marketing geniali e visionarie e soprattutto con tanta, tanta musica, a tratti rivoluzionaria, come la scelta di mescolare rap, hardcore ed elettronica, ingredienti principali delle sue hit principali Magicabula e Bulldozer.

Il primo CD di Cally, Ci entro dentrotuttavia, non aveva convinto al 100%: era un progetto sufficiente, ma certamente non entusiasmante: musicalmente i brani erano tutti molto simili, estremamente omogeneo, e testualmente soffriva la velocità di scrittura del rapper (circa trenta giorni di scrittura) ed era spesso poco coinvolgente. In compenso le potenzialità di Cally erano alte, altissime.

Da un ragazzo che nelle interviste appare così intelligente, così carismatico e così maturo, ci si aspettava un disco che urlasse: “Junior Cally è un artista, mica una trovata di marketing!”. Cally doveva convincere quelli che lo bollavano come “scarso” e gli attribuivano la nomea di “rapper noto solo per la maschera”. Doveva migliorare sotto tutti i punti di vista, alzare il livello: c’è riuscito con Ricercato?

Ricercato è il CD che serviva a Junior Cally:

Junior Cally è migliorato tantissimo grazie a due fattori che caratterizzano Ricercato: la piena consapevolezza dei propri punti di forza e la ricerca di nuove soluzioni musicali.

Per quanto riguarda il primo punto, Cally ha capito che la sua forza espressiva derivava tantissimo dalla sua vena hardcore (che ricorda in modo meno “malato” e più materiale quella del Fibra di Mr Simpatia). Dunque l’ex rapper mascherato ha puntato tanto su rime scorrette, descrizioni di immagini esplicite, autocelebrazione e autoglorificazione, ritornelli esplosivi e beat (lavoro strepitoso di Jeremy Buxton, in particolare in Kamikaze) esplosivi. Questo punto di forza, tuttavia, rischia di diventare un handicap per un disco, quando Junior Cally esagera, forzando la rima aggressiva e concentrandosi in maniera spasmodica su descrizioni di rapporti sessuali e di serate a base di champagne. Per questo la rabbia dell’artista è azzeccata in brani come Kamikaze, Cristiano, Habla e Lo zio (la serie di versi:

Sì, tipo la disco, ma non c’erano puttane a quel tavolo
Ora scelgo in base al mio stato d’animo
Una preliminare, un’altra, sì, per l’atto pratico
La terza per finire e la quarta per i saluti
La quinta per la quarta, la sesta per la chiappa
La settima la ficco e quando grida prende l’ottava
La nona è brava che mi scossa mentre chiava
E se mi sporco la maglietta il suo ragazzo me la lava

è davvero fenomenale e dimostra la sua effettiva bravura lirica) ma in pezzi come Purgatorio o Tutti con me risulta fuori luogo ed esagerata.

Il secondo punto, invece, mostra come Junior Cally non si sia accontentato, ma abbia cercato nuove soluzioni, trovandone alcune davvero fenomenali. Il disco è sicuramente molto meno omogeneo di Ci entro dentro, anche grazie alla pluralità di producer che hanno lavorato con il rapper: Jeremy Buxton, Andry The Hitmaker (autore di una meravigliosa strumentale in In piazza), 2nd Roof e Bosca. Altro grande proposta di Junior Cally è stata di chiamare come featuring nomi non scontati, ma abbastanza talentuosi da accompagnarlo nel corso del disco: come un elegante Giaime, messo a suo agio dal magico beat di Andry, un fenomenale Il 3, inaspettato in un ritornello cantato in maniera eccezionale, la garanzia storica Jake La Furia e un raffinato Livio Cori al ritornello in Mezzanotte. Delude Samurai Jay in Habla, sovrastato da Junior Cally e Jake La Furia, delude Highsnob, che ha approcciato il pezzo con uno strepitoso ritornello e con un flow letale, ma è parso fuori forma per quanto riguarda le punchlines, e i due terzi di Pagante, Federica Napoles e Eddy Veerus: la prima piuttosto anonima e il secondo autore di un ritornello che lascia molte perplessità.

Le nuove soluzioni di Cally, comunque, riguardano anche e soprattutto la scelta di aprirsi a nuovi tipi di canzoni, più riflessive, più ragionate, più introspettive. Junior Cally, il rapper con la maschera antigas si è messo a parlare d’amore. E lo ha fatto benisimo! Pezzi come Mezzanotte, impreziosita da Livio Cori, e soprattutto Sigarette, sono meravigliose poesie, in cui le sonorità per il rapper sono completamente inedite, ma sfruttate in modo fantastico, specie quando in Sigarette lo portano addirittura a cantare.

Anche Ferite e Nessuno con me (titolo che si contrappone a quello dell’intro Tutti con me) sono veramente veramente eccezionali, coinvolgono l’ascoltatore, trasmettono messaggi importanti e soprattutto svelano la parte più sensibile e triste di un artista che non l’aveva mai fatta fuoriuscire.

Si può dunque parlare di grande album, per Cally, perché Ricercato è, per beat, testi, struttura e flow, un disco nettamente migliore del suo precedente. Non si può però parlare  di disco eccezionale, al fronte di qualche suo piccolo difetto – nulla di troppo evidente – impossibile da ignorare. Due difetti sono stati già evidenziati: l’eccesso di impetuosità lirica mostrata in alcuni passaggi del disco e la presenza di featuring deludenti, ma il difetto principale del CD è che, nei suoi trenta-tre minuti di durata, svela poco della personalità dell’artista, ancora nascosto dietro una maschera, stavolta immaginaria.

In piazza e Ferite sono bellissime, ma si contano sulle dita di una mano i testi di questo disco con cui sbirciare la personalità dell’artista, che ha scelto di inserire tantissimi banger e pochi brani riflessivi. Junior Cally ha la tecnica e il carisma per far durare un disco quarantacinque  minuti e catturare ancora di più l’ascoltatore.

In conclusione, però, si sta parlando di un disco ottimo, davvero brillante in alcuni momenti, che riesce nel suo fondamentale intento: liberare Cally dalla convinzione di alcuni fan che la sua fama derivi dalla sua straordinaria bravura in ambito di marketing. Junior Cally si è, prima, spogliato della sua maschera, oggetto-espediente che lo ha reso interessante alla massa, ma che di recente lo limitava e lo nascondeva, e, poi, ha pubblicato un disco in cui ha sperimentato tantissimo, ha dato prova del suo talento cristallino e soprattutto ha puntato sulla qualità piuttosto che sull’hype, sulla musica piuttosto che sulla viralità.

Esame superato a pieni voti quindi per il romano e a Ricercato, un CD convincente, variegato e particolarissimo. Ci si aspetta dunque una crescita costante dall’artista, a partire dal prossimo album, ma per ora, Cally può sicuramente godersi il grande risultato di un grande disco!

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