Rocco Hunt – Libertà rappresenta la rinascita del rapper campano?

Breve recensione del nuovo disco di Rocco Hunt, “Libertà”, pubblicato il 30 agosto 2019 dalla RCA Records.

Rocco Hunt, nome in arte di Rocco Pagliarulo, è un giovane artista campano che, nonostante fosse già ben conosciuto tra i più appassionati di rap, è diventato famoso in tutta Italia grazia alla vittoria del Festival di Sanremo 2014 nella sezione “Nuove proposte” con il singolo Nu juorno buono.

Gli album da lui pubblicati sono 4: nel 2013 Poeta Urbano; nel 2014 ‘A Verità; nel 2015 Signor Hunt e nel 2019 Libertà.

Prima di iniziare ad analizzare l’ultimo album Libertà, appunto, dobbiamo dire che è uscito a seguito di un imbarazzante e poco credibile teatrino mediatico messo in scena dallo stesso rapper che, pochi giorni prima del lancio del disco, aveva annunciato, tramite Instagram, un suo ritiro dalla musica (“Mi hanno privato e ancora adesso mi stanno privando della mia libertà…”). Tale episodio, attraverso cui, probabilmente, l’artista ha cercato di richiamare un po’ di attenzione su di sé prima dell’uscita dell’album, non è stato certo un episodio di classe e non fa certamente onore a lui ed al suo entourage (ci sono modalità ben più rispettabili per far parlare di sè…).

Ritorniamo ad analizzare l’album. Il disco  è composto da ben 16 brani ed all’interno sono presenti collaborazioni con Achille Lauro, J-Ax, Boomdabash, Clementino, Neffa, Gemitaiz, Geolier e Nicola Siciliano.

Nel complesso non è male, tuttavia l’artista non è riuscito a stupire in quanto , nonostante alcuni testi molto belli, risulta talvolta stucchevole e ripetitivo, ma soprattutto sono le basi musicali a non convincere per nulla.

Per quanto riguarda i testi ci sono tante canzoni ben scritte, in molti brani si percepisce forte il sentimento vero dell’artista e riesce a trasmetterlo all’ascoltatore suscitando emozioni. L’artista ha una gran bella penna, sa scrivere versi anche poetici e sono proprio le sue parole ad alzare il livello complessivo del disco.

I testi più belli sono sicuramente Nun se ne va, Maledetto amo, Nun Me Vuò Bene Cchiù, Se tornerai e Grande Bugia.

Le strumentali del CD, invece, lasciano diversi punti interrogativi. Tralasciando Ti volevo dedicare, nella quale è chiara la mano dei Boomdabash che producono un gran bel beat, nelle altre canzoni Rocco Hunt (escluse le bonus tracks) non ha convinto in pieno. Infatti, le basi risultano eccessivamente pop ed anche un po’ datate, per essere l’album di un rapper del 2019… La sensazione è quella di ascoltare canzoni già sentite e, dopo poco, l’ascoltatore si annoia inevitabilmente. Ci si aspettava probabilmente anche un po’ di rap in più, viste le oggettive abilità dell’artista salernitano.

Nel complesso, in conclusione, considerando le ottime collaborazioni e i testi molto belli, Libertà si merita un bel 7, anche se in futuro si spera Rocco Hunt possa alzare ulteriormente l’asticella ed evolversi musicalmente per raggiungere un livello al quale potenzialmente potrebbe aspirare facilmente.

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