Peter White – Il release party di Gondola e quattro chiacchiere con l’artista

Siamo stati invitati in esclusiva assoluta al release party del nuovo singolo di Peter White, Gondola, al ristorante Tyler a Ponte Milvio, dove ha incontrato alcuni fan e ha risposto alle loro domande, facendo poi ascolare il nuovo pezzo. Per l’occasione abbiamo fatto quattro chiacchiere con Peter su Gondola e sul suo album in uscita ad Aprile.

Gondola – Un percorso tanto lineare quanto musicalmente complesso:

Ho avuto la fortuna di conoscere Peter White quando ancora la sua musica era un fenomeno prettamente romano, prima che pubblicasse hit come Narghilè e Mezze Stagioni: in pratica aveva distribuito su Spotify solo Birre Chiare e Lollipop con Vince. Parlo di fortuna perché, conoscendo Pietro da così tanto tempo, posso essere testimone non solo della sua evoluzione musicale, ma anche di quanto il suo atteggiamento non sia cambiato, nonostante l’esposizione e il grande riscontro del pubblico italiano.

La sua disponibilità nei confronti di Raphaolic ne è un chiaro esempio: ho infatti avuto la possibilità di intervistare l’artista romano in due occasioni, al Liceo Giulio Cesare, dopo l’uscita di Narghilè, e all’Enoteca Bulzoni dopo l’uscita di Saint Tropez (quest’ultima intervista è stata pubblicata sul nostro canale Youtube). Peter White ha seguito un percorso tanto complesso musicalmente quanto lineare a livello di pubblicazioni: da Déja vu in poi ha sempre pubblicato un singolo alla volta, in modo da mostrarsi gradualmente al pubblico. Dopo Déjà vu, immediatamente successiva a Birre Chiare, è arrivata Lollipop, seguita da Narghilè, Mezze Stagioni e Saint Tropez. Dopo Saint Tropez, tuttavia, il cantautore ha lasciato intendere che stava per succedere qualcosa di importante nella sua carriera e, a sorpresa, ha rilasciato due nuovi singoli a distanza di due settimane, Appuntamento e Gondolastupendo i fan con un grande annuncio: il suo primo disco sarebbe uscito ad Aprile.

Il release party di Gondola:

L’immaginario di Peter White, in Italia, è unico e perfettamente distinguibile, non solo a livello musicale. Le copertine dei suoi pezzi, il suo abbigliamento tipico, il suo modo di comunicare, nelle intervite e sui social: nulla di tutto questo è casuale. Ha, per l’appunto, un immaginario che strizza l’occhio all’indie per la  costante ricerca dell’elemento vintage (il suo producer Niagara sostiene ironicamente che si vesta solo con capi d’abbigliamento di Pifebo), ma allo stesso tempo è ben distante da quello dei suoi colleghi più conosciuti, come Calcutta o Gazzelle, perché rifiuta la loro “trascuratezza”, in favore di un’attitudine ben più raffinata.

Proprio per questo, non mi ha sorpreso affatto, ma anzi è stata una piacevole conferma, la scelta di invitare trenta fan, estratti con un contest su Instagram, in un locale a Ponte Milvio (ovviamente a Roma), il ristorante Tyler, che ha un certo fascino vintage, ma è allo stesso tempo abbastanza elegante. Oltre ai fan sorteggiati, nella spaziosa area riservata all’evento erano presenti tutto il team di Peter (il maneger Paolo Canto e il beatmaker Niagara su tutti) e altre personalità di spicco: il cantante emergente Clied, di Viterbo, il talentuosissimo produttore G. Ferrari, che ha curato interamente lo splendido CD Re senza corona del bravissimo Gianni Bismark, il regista Sebastiano Fernandez e il direttore della rivista-web FacceCaso Riccardo Zianna.

È proprio Riccardo che ha incalzato Peter, durante una mini-conferenza di venti minuti, permettendogli con le sue domande di raccontare la genesi di Gondola e quella di Appuntamento e cercando di strappargli qualche informazione sull’album, di cui si sa solo che uscirà il prossimo mese. Dopo le sue domande, sono logicamente arrivate quelle dei fan: c’è chi chiede quale sia la sua stessa canzone preferita (Peter risponde “quella che devo ancora scrivere”) e chi invece è curioso di come sia sentire la propria voce registrata in un pezzo.

Dopo la conferenza, abbiamo finalmente potuto sentire Gondola, un brano sentimentale, ma completamente diverso da Appuntamento, dal ritmo molto più rilassante e calmo, in cui racconta un ipotetico viaggio romantico a Venezia. Niagara, che nel singolo precedente aveva confezionato un beat molto incalzante e vivace, cuce sulle parole di Peter una strumentale ambient che coinvolge e trasporta l’ascoltatore ed è proprio lui a raccontarmi che: “Gondola è probabilmente uno dei pezzi dal taglio più cantautorale del CD”.

Se c’è un aspetto della musica di Peter in cui posso constatare un evidente miglioramento, questo è certamente il suono dei ritornelli. Gradualmente, l’artista romano ha senza dubbio preso sicurezza e, lavorando con Niagara, è cresciuto davvero tanto: da Mezze Stagioni a Saint Tropez già il miglioramento era evidente, per non parlare dei nuovi pezzi. 

Dopo l’ascolto, i camerieri del Tyler hanno portato spuntini, Aperol e spumante, che Peter, Paolo Canto e Niagara hanno stappato per festeggiare l’uscita del nuovo singolo e, perché no, magari anche pensando a quel disco che i fan attendono con ansia e che a quanto pare è più vicino di quanto pensino.

Dopo la fine dell’evento, ho avuto il piacere di chiacchierare con Pietro, concordando con lui di pubblicare le risposte a tre domande su Gondola, su Appuntamento e sul suo disco in uscita. 

Le domande a Peter White:

Oggi abbiamo potuto ascoltare Gondola, il tuo nuovo singolo in uscita venerdì. Ci racconti com’è nata e che cosa ha di diverso dalle tue altre canzoni?

Gondola è forse il mio brano più personaleInizia con un viaggio e termina con un ricordo. Questa traccia è fortemente introspettiva: apre porte significative e delicate che tenevo chiuse da molto tempo.

Per quanto riguarda la diversità dagli altri brani io tendo a far giudicare l’ascoltatore: Gondola è per me molto significativa perché svela un altro lato della mia personalità e del mio percorso musicale. Questo mio lato più intimo e “cantautoriale” è presentissimo nei miei primi pezzi chitarra/voce, che magari riadatterò prima o poi. Rispetto ad Appuntamento e ai suoi ritmi piuttosto frizzanti e spensierati, Gondola è più malinconica e profonda.

Durante la conferenza hai lasciato intendere che ad Aprile pubblicherai il tuo primo CD, ma hai voluto dare pochissime anticipazioni al pubblico. Appuntamento e Gondola sono però molto diverse fra loro: sono un po’ le due anime dell’album?

Appuntamento e Gondola sono effettivamente le due facce della medaglia che sarà poi il disco. Ci saranno brani più pensierosi e introspettivi, anche più difficili e meno immediate, come Gondola. Secondo me Appuntamento è un brano che ti fa muovere da subito, mentre Gondola va ascoltata più volte per coglierne le sfumature e interpretarla.

Ormai sei un artista noto e riconosciuto in tutta Italia e i tuoi pezzi sono ascoltati da un pubblico in crescita vertiginosa. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi musicali, nel 2019?

I miei obiettivi principali sono due: far conoscere il mio percorso a più persone possibili che lo apprezzino e ci si ritrovino, perché capisco che ciò non sempre accade, anche per via del mio genere molto particolare, e soprattutto crescere come artista. Voglio crescere nella scrittura e continuare a studiare: dietro a una traccia di due minuti e quaranta infatti c’è un lavoro infinito: ore e ore chiuso in studio, pomeriggi di rassegnazione e altri in cui ti senti il re del mondo.

Il mio obiettivo è crescere passo dopo passo, ascoltare le canzoni secondo dopo secondo, capire dove migliorare e quali sono invece i miei punti di forza, mettermi in dubbio, riconoscere i miei errori, i miei meriti e non dare niente per scontato. Io faccio musica per chi si emoziona con i miei pezzi, vede delle scene di vita quotidiana o addirittura rivive momenti del suo passato. Vedere persone coinvolte ed emozionate dalle mie canzoni è davvero la più grande gioia del mio lavoro!

 

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