La carriera di Salmo in 10 canzoni – Da “Nella Pancia dello Squalo a Perdonami”

Quando, in una qualsiasi conversazione sulla musica, viene posta la domanda “Chi è il miglior rapper italiano?”, fra i vari colossi della scena come Fabri Fibra, Marracash, Bassi Maestro e Noyz Narcos, è impossibile dimenticarsi di Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, artista classe 1984 che, in meno di dieci anni di carriera, ha rivoluzionato il mondo del rap.

Artista poliedrico, attore e regista di video musicali e vari cortometraggi, voce del gruppo rap metal Skasico, nella sua carriera da rapper ha pubblicato quattro dischi, The Island Chainsaw Massacre, Death USB, Midnite e Hellvisback, tutti diversi l’uno dall’altro per sonorità e tematiche, e ha fondato, insieme a Enigma, DJ Slait e Hell Raton, una delle più importanti realtà discografiche e creative d’Italia, la Machete Empire Records. Insieme a vari artisti, esterni o interni al roaster di Machete, ha realizzato tre Mixtape, i Machete Mixtape, pubblicati nel 2012 (i primi due) e nel 2014 (il terzo volume).

Aspettando la pubblicazione del quinto album del rapper, Playlist, annunciato in settimana, abbiamo provato a ricostruire la carriera di Salmo a partire da dieci brani che, per un motivo o per l’altro, hanno rappresentato un punto di svolta per la sua musica.

1) Nella Pancia Dello Squalo

Il primo disco di Salmo, The Island Chainsaw Massacre, del 2011, che tradotto significa “il massacro della motosega dell’isola” è uno dei dischi più apprezzati della storia del rap italiano in assoluto. Le diciassette tracce del Cd, tutte quante autoprodotte, sono tanto crude e violente quanto il suo titolo, mischiando in maniera riuscitissima rap, metal e tantissima sperimentazione elettronica. Come molti sanno, infatti, il rapper sardo, prima di intraprendere la carriera solista, aveva militato un in gruppo hardcore, i Toedgein, uno alternativo, i Three Pigs Trip, e uno crossover (rap-metal) gli Skasico.

Il punto di forza di The Island Chainsaw Massacre, dunque, è la fusione di generi musicali differenti che, nel corso dell’album, riesce a dare vita a sonorità del tutto uniche, passando da strumentali hip hop da anni novanta a parti metal, fino alla drum and bass, un tipo di elettronica basato sulle basse frequenze.

Il tipo di rap che Salmo propone, invece, è anch’esso una novità, per i suoi flow aggressivi e per i ritornelli urlati da canzone metal e, ancora di più, per i suoi testi, che trasportano l’ascoltatore in un immaginario unico, per molti aspetti horror, fatto di odio, sangue, demoni, alcol e riferimenti a film e libri. Il linguaggio del rapper, inoltre, è violento e iper-esplicito: in Rancho Della Luna non canta: “descrivo la realtà proprio come la vedo.”, ma grida: “questa merda la descrivo esattamente in base a come vivo!”

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Nella pancia dello squalo, quindicesima e penultima traccia del disco, è un brano iconico, perché, insieme a Rancho della Luna e Street Drive-in, è il più aggressivo del disco. Accompagnata da un videoclip che alterna riprese di esibizioni live del rapper a scene in cui Salmo indossa, insieme ai suoi compagni, la maschera da scheletro che lo renderà celebre, la canzone inizia con una quartina passata alla storia, che recita:

Avrei voluto fare il figo in TV, ma mi è andata male perché al posto mio ci sei tu!

Fumo lo stesso pacchetto di Pall Mall blu, questa è la mia ge-ge-ge-generazione come gli Who!

Il brano è, infatti, nella prima strofa, una critica alla televisione e alla musica italiana, e, nella seconda e nel ritornello, un racconto autobiografico. Il titolo Nella pancia dello squalo fa riferimento alla pratica degli squali di non nascere da uova deposte, ma da uova trattenute nel ventre materno. Questo fa sì che spesso alcuni piccoli, al fine di sopravvivere, finiscano per nutrirsi dei loro stessi fratelli e Salmo paragona la sua vita alla pancia dello squalo, piena di avversità fin dalla nascita.

La prima strofa della canzone è ironica e paradossale: l’autore canta, stravolgendo il cliché del rapper ambizioso che ambisce al successo e alla fama:

Io non mi accontento mai in pieno
Perché quel poco che può avere un uomo sa che potrà avere ancora meno

Nei seguenti versi, in una barra macabra ma geniale, ironizza sui complotti riguardo la morte di artisti come John Lennon o Tupac affermando che “la scrittura non muore, vedrai il mio corpo ancora in giro!” e, al termine della strofa, si espone in modo violentissimo contro tre pezzi da novanta della musica italiana, affermando:

Odio Vasco Rossi, Pino Scotto e Ligabue
Tutti ‘sti stronzi non fanno un artista in due

Con Pino Scotto il rapper avrà un pesante scambio di opinioni, poiché l’ex leader dei Vanadium lo insultò e lo invitò a darsi fuoco sulla trasmissione televisiva RockTv Italy e Salmo rispose con un vero e proprio dissing, contenuto nel primo Machete Mixtape, Vai Jack, il cui ritornello recitava: “Il mio incubo peggiore è di svegliarmi come te, esattamente come te!”

2) Un Dio Personale

I singoli di Salmo, salvo poche, rare, eccezioni, sono canzoni di protesta o comunque di critica: spesso riguardano il mondo della musica, i talent e gli altri artisti, altre volte trattano temi sociali e politici o altri argomenti ancora. Come però suggerisce il suo stesso nome d’arte, una delle tematiche maggiormente affrontate dal rapper è la corruzione della Chiesa cattolica e, più in generale, la religione.

La tredicesima traccia di The Island Chainshaw Massacre, intitolata Un dio personale, attacca veementemente il mondo vaticano, aprendo la prima, unica, strofa con un verso spinto e violento:

Vorrei vedervi morire in fila
Vi guardo con mezzo sorriso, in mano un mezzo fondo di Tequila

Nella canzone Salmo sostiene l’inutilità della Chiesa come istituzione, evidenziando gli scandali riguardanti i preti pedofili e la ricchezza accumulatasi nelle banche vaticane in più versi. Riguardo quest’ultima tematica, la rima:

Dio è morto invano, dio è morto in ogni essere umano
Dio è morto dentro tutte le banche del vaticano

ha fatto sicuramente scalpore, per la sua brutalità e per la sua blasfemia, ma, come ha dichiarato lo stesso Salmo in più interviste, va specificato che il testo condanna la Chiesa e non alla religione come spiritualità. Inoltre, il titolo, Un dio personale, che si rifà alla Chiesa di Satana, da cui l’autore di Hellvisback ha sempre preso spunti per il suo immaginario demoniaco e infernale, è spiegato nel verso conclusivo della canzone:

Senza sogni, senza fede, niente soldi, niente chiese
Un dio personale!

Il dio personale, per Salmo, è l’uomo stesso, unico responsabile delle sue azioni e del suo destino, razionale e libero da qualsiasi desiderio di vita eterna. La stessa concezione della fede verrà ripresa dal rapper, in quasi tutti i dischi polemico nei confronti della religione, in una canzone del 2016, del suo ultimo disco Hellvisback, il Messia.

3) La prima volta

Il primo disco di Salmo, dunque, è hardcore, esplicito, addirittura blasfemo, critica aspramente la società moderna, ma in una canzone, la sesta della tracklist, La prima volta, il rapper attenua e smorza il suo stile e dà vita ad una delle canzoni più belle mai scritte da un rapper italiano.

Su una splendida base in pieno stile anni novanta, in cui la cassa e il rullante sono accompagnati da un toccante riff di violino, il rapper racconta le “prime volte” della sua vita, dal primo amore all’approccio con il rap, passando per la prima notte con una ragazza, la prima sbronza, la prima canna, il primo tiro di cocaina e la prima vera paura di morire. Il racconto è spesso interrotto da riflessioni di Salmo, che consiglia all’ascoltatore di godersi ogni cosa la vita offra, poiché la prima volta rimanrrà impressa per sempre nella memoria.

La prima volta è una canzone struggente, in cui parole e melodia si fondono per comporre un racconto appassionante e coinvolgente, da cui ricomporre la vita turbolenta e sfrenata dell’artista. Inoltre, nonostante molte canzoni di The Island Chainshaw Massacre siano state pubblicate su YouTube con annesso videoclip (Rancho della Luna, Yoko Ono, Il senso dell’odio, Morte in diretta, L’erba di Grace), La prima volta, unico singolo del disco, è stata pubblicata senza alcun video di accompagnamento, probabilmente per non distrarre l’ascoltatore da un capolavoro del genere.

4) Death USB

Dopo il successo di The Island Chainshaw Massacre, Salmo viene contattato da Tanta Roba Label, etichetta fondata da Guè Pequeno e DJ Harsh, nel cui roaster erano già presenti Ghali, Fedez, Ensi e Ernia, firma e, nello stesso 2011, si trasferisce da Olbia a Milano per i suoi nuovi progetti. Il suo secondo disco, Death USB, composto in una sola settimana di gennaio, nel 2012, debutta in prima posizione nella classifica Fimi, nella stessa settimana del festival di Sanremo.

Come il precedente Cd, anche Death USB è composto interamente da Salmo, fatta eccezione per Narcoleptic VersesPt. 1, Demons to Diamonds e la title track Death USB, prodotte, rispettivamente, da Dj 2P, Fritz da Cat e dai Belzebass, gruppo hardcore di Bergamo.

Quest’ultimo è uno dei brani in cui Salmo ha fuso meglio il suo rap hardcore con strumentali elettro-dubstep, dando vita a un testo pieno di tecnicismi metrici e di punchlines, ma allo stesso tempo volto a far riflettere l’ascoltatore. Il rapper passa da rime d’impatto come

Mr. chiamami Hyde perché quando performo mi trasformo

ad altre più riflessive e difficili come

Lo senti il male che sale? Si smonta il classismo
Faccio uguale al telegiornale: psicoterrorismo

e infine alle rime autocelebrative come la famosa proclamazione

Salmolebon, il beat martella come Thor
Se Marra è il king del rap io sono il king dell hardcore

in cui cita lo storico album di Marracash King del Rap, uscito a settembre del 2011, poco prima di Death USB.

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5) Stupido gioco del Rap

Parallelamente, mentre otteneva successi unici per un rapper hardcore come lui, che non ha mai strizzato l’occhio alle radio italiane, Salmo lavorava per l’etichetta Machete Production (l’attuale Machete Empire Records), da lui fondata insieme ai colleghi e amici En?gma, Hell Ratòn e DJ Slait. I rapper e il producer, l’8 febbraio 2012, pubblicano un mixtape, il primo di una trilogia, che alternava brani solisti dei rapper ad altri realizzati in collaborazione fra loro, ma anche con artisti esterni all’etichetta, come Madman, Raige, Clementino e Danno, e che divenne virale per una canzone, in cui Salmo rappava il ritornello, King’s Supreme, realizzata con Ensi, Rocco Hunt, Bassi Maestro e un superlativo Gemitaiz.

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La tracklist, pubblicata da Salmo, del primo Machete Mixtape.

Nel quarto pezzo dell’album, cantato e prodotto proprio dall’autore di Death USB, Penny Wise 666, una barra fece particolarmente scalpore, nella prima strofa, recitando:

Tutti vogliono un posto nella storia
Rap nerds, ‘sta merda non te la insegna un tutorial

Fraintendendo forse le parole della canzone, su cui ancora oggi si dibatte, lo storico rapper bolognese Inoki affermò che il testo era “Inoki Ness” e non “Rap Nerd” e, dunque, rispose al presunto dissing in una rima di un freestyle, il Top Mind Freestyle.

Appreso della risposta, Salmo rispose definitivamente con un dissing pesantissimo, contenuto nel secondo Machete Mixtape, la canzone Stupido Gioco Del Rap, un susseguirsi di rime violente e impressive, entrate di fatto nella storia del rap italiano, come:

Stai abbaiando per paura
Non ti piglio per il culo, ci ha pensato la natura
Credimi è una cultura che adesso non c’è
Sai perché? E’ stata uccisa dalla gente come te

Dio, posto mio, meritato
Tu non sei la vecchia scuola zio, ti hanno rimandato
Bocciato! Mi tocca fare la predica
Fare ‘sta merda per me è una passeggiata di domenica

Metti il vestito buono, quello preferito
Fatti una sfilata sul tappeto del fallito
Non muori mai ma non sei leggenda
Io ti conosco a te, sei come Gianni, un mangia merda

6) Rob Zombie

A distanza di un anno da Death USB, il 2 aprile 2013, Salmo pubblica per Tanta Roba il suo terzo Cd Midnite, anticipato dal singolo di lancio Russel Crowe, in cui ironizzava sul mondo della musica e soprattutto dei talent show italiani.

Musicalmente, Midnite è molto diverso dai due progetti precedeni del rapper: la sperimentazione elettronica e lo stile Drum And Bass vengono quasi del tutto accantonati, a differenza dell’elemento dubstep, magistralmente utilizzato in canzoni come Killer Game, Russel Crowe e Space Invaders. Solo queste tre tracce, infatti, conservano lo stile iper-aggressivo a cui Salmo aveva abituato: le altre strumentali del disco, stavolta prodotte non solo da Salmo, ma anche da Stabber (Borderline), Cyberpunkers (Russell Crowe), Shablo (Rob Zombie, Ordinaria follia), Bruce Gil (Killer Game), Big Joe (S.A.L.M.O., Redneck), Mezzosangue (Sadico) e Belzebass (Weishaupt), sono decisamente più classiche e pulite.

Nel disco, ci sono moltissimi featuring di rapper italiani di un certo spessore, tutti romani tranne il neo-acquisto di Machete Productions Nitro: Gemitaiz, Madman, Mezzosangue e Noyz Narcos. Con quest’ultimo, ex leader del TruceKlan, Salmo registra il secondo estratto del Cd, Rob Zombie, iniziando una fortunata collaborazione proseguita nel tempo, in brani come Dal Tramonto All’Alba o Mic Check.

L’immaginario splatter del rapper romano, basato su zombie, coltelli, spacciatori e subumani, in Rob Zombie si fonde perfettamente con un Salmo in forma smagliante, in una traccia esplicita e brutale, in cui, fra tecnicismi e cambi improvvisi di flow, i due rapper hanno dato il meglio di loro. Inoltre, il video ufficiale della canzone, girato da Niccolò Celaia e Antonio Usbergo, è in assoluto uno dei migliori videoclip della storia della musica italiana, con i due rapper calati perfettamente nella parte del cameriere e del macellaio di un macabro fast food in cui è servita carne umana ai clienti.

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7) Faraway

Midnite, per Salmo, è un album con cui innovarsi non solo musicalmente, ma anche a livello di contenuti e, proprio per questo motivo, il rapper passa da tracce freestyle ad argomento, come Killer Game o Space Invaders a storytelling come Ordinaria follia con The Navigator o a brani conscious come S.A.L.M.O..

La vera perla del Cd, tuttavia, è Faraway, prima e unica canzone d’amore del rapper di Olbia, dedicata alla sua ragazza che, vista la sua attività da cantante, è costretto a salutare molte, troppe volte e a vedere in incognito per non essere riconosciuto dai fan. In assoluto, Faraway è considerata una delle canzoni rap più emozionanti e belle della storia nonché uno dei brani migliori della discografia del rapper sardo, per il suo flow graffiante e per il testo, in cui ogni parola sembra essere scritta al posto giusto.

Se proprio si dovesse scegliere una parte emblematica del pezzo, probabilmente sarebbe opportuno leggere le struggenti parole che concludono la seconda strofa, in cui Salmo canta:

Preferisco l’infarto
A vederti piangere quando riparto
È come morire e sapere di averti guardata negli occhi una volta soltanto

8) 1984

Midnite, oggi considerato una pietra miliare del genere e certificato disco di platino, ottenne un riscontro clamoroso e impensabile e rese Salmo uno dei rapper più famosi e apprezzati del paese, dandogli dunque la possibilità di concentrarsi sulla Machete Production (esauirito il suo accordo con Tanta Roba). Nel 2014 esce quindi il terzo Machete Mixtape, per cui il rapper di Olbia incide ben dieci canzoni, tre da solista (Falsità & Cortesia, La bestia in me e Venice Beach, realizzata, insieme al suo video in una sola giornata).

Per due anni il rapper non pubblica nuovi inediti, dedicandosi alla regia – dirige il videoclip di Sabato di Jovanotti – e a pochi featuring d’eccezione come il già citato Dal Tramonto All’Alba con Noyz Narcos e Fritz Da Cat, Dexter con Fabri Fibra e Nitro e A Volte Esagero con Marracash e Coez.

Infine, il 18 dicembre 2015, Salmo pubblica il singolo autoprodotto 1984, cifra che fa riferimento alla sua data di nascita, il 1984, e, infatti, il contenuto del brano è completamente autobiografico. La canzone è un racconto, in due brillanti strofe, del cammino dell’artista, nato in una famiglia di pescatori nell’anno della morte di Berlinguer e realizzatosi, dopo vari tentativi, al punto da aver reso la sua passione una professione.

Salmo alterna, nel pezzo, le descrizioni delle sue esperienze a Olbia, fra liceo e compagnie di writers, a quelle successive, come il viaggio su un furgone Volkswagen dell’84 a Londra con la sua terza band, gli Skasico, o, nel 2012, la fondazione della Machete Crew. Particolare rilevanza assume, infine, l’ultima quartina della seconda strofa, in cui il rapper canta:

Poi la mia passione è diventata professione
Devozione, mani intrecciate come alla confessione
Ringrazierò la sorte per gentile concessione
È importante ciò che lasci, non la conclusione

Salmo, dunque, afferma di non essere interessato a una conclusione di carriera degna di nota, ma piuttosto a lasciare un impronta nella storia della musica, ma soprattutto ai suoi ascoltatori.

9) 7 am

Hellvisback, quarto disco in studio di Salmo, è complessivamente uno degli album migliori d’Italia degli ultimi vent’anni per come è curato in ogni dettaglio, dalle splendide produzioni, cuate dal rapper insieme a un Low Kidd in forma smagliante, ai fedelissimi Big Joe, Stabber e Shablo e alla guest star Travis Barker, alla grafica fumettosa affidata a Fr3nk, passando per i flow e i vocali del rapper, miglioratissimo soprattutto nei ritornelli più “cantati” e per il mixaggio di Marco Zangirolami.

Musicalmente, il disco abbandona qualsiasi tipo di influenza elettronica, proponendo un particolarissimo “Rap rock”, completamente affidato ad una band di cui il già citato Travis Barker, storico membro dei Blink-182, fu il batterista, alternatosi con Salmo e Gabriele Deiana. Per quanto riguarda i testi, invece, Salmo si concentra soprattutto sui tecnicismi e sulle punchlines, abbandonando un po’ le trame horror che avevano caratterizzato i suoi primi brani.

7 am, per esempio, ottava traccia dell’album, è una brano di una sola strofa in cui il rapper può mettere in mostra tutta la sua tecnica fra cambi improvvisi di flow, giochi di parole ben riusciti e una gestione della metrica che mai aveva dimostrato di possedere, riuscendo però a mantenere una convincente attitudine gangsta/autocelebrativa. La parte più spettacolare del brano è quando, con un flow feroce e tagliente, Salmo rappa:

Chiedilo a Shazam, chi è Salmo Lebon
Non sono un tipo da Champagne e Dom Perignon
Vengo a sfondarti il club, le console, ehi DJ
Se ci sei leva un po’ sto reggaeton, (wooah)
Sfidi la gravità, quando le sfili il wonder bra
A volte è meglio non vedere come StevieWonder, bruh
Odio le tipe col berretto, risparmiami il balletto
Sulle tue labbra ci balbetto
Tipe gessate coi corpi ingessati, mostri truccati con fidanzati su Monster Ducati
Viscidi unagi, mangia uramaki, Salmo squarta gli apparati, il flow t’appende al muro tipo carta da parati!
Da ragazzino giocavo coi LEGO, stacco pezzi e ricollego
Grazie al rap adesso gioco un po’ con l’ego
Ai se eu te pego, ai se eu te pego, uccido rapper, quindi avanti un altro, prego

10) Perdonami

L’ultimo brano edito del rapper sardo, che ha seguito la pubblicazione della Platinum Edition di Hellvisback (in cui figuravano tracce come Title con Nitro e Axos o Don Medellín con Rose Villain) e del singolo estivo Estate Dimmerda è Perdonami, brano che strizza l’occhio alle sonorità trap della nuova scuola, senza mutare l’immaginario del rapper.

Su una sfavillante produzione del giovanissimo talento romano tha Surpeme, Salmo ironizza sui rapper di nuova generazione, adattandosi proprio al loro stile e ai loro flow – la canzone ricorda molto Look At Me! di XXXTENTACION – e dimostrando di essere in grado di proporre anche questo tipo di suoni. Oltre alle varie frecciatine alla nuova scuola, accusata di vestirsi male e di ostentare una finta ricchezza, Salmo propone interessanti esercizi metrici, come un chiasmo fra le parole “penso” e “dico” nel ritornello, e riporta alla mente dell’ascoltatore il suo immaginario esplicito e volgare, che sorprende l’ascoltatore con il suo realismo, come nella barra:

Sabato sera (brr)
Dopo le quattro hai la faccia di cera
Vacanze in riviera
Leccando una figa pisciata che sa di ringhiera

Sembra molto improbabile, tuttavia, che l’autore di Hellvisback possa proseguire sulla scia di Perdonami, nel suo nuovo album Playlist: è probabile invece che possa proporre un suono diverso dall’ultimo disco Hellvisback, ma altrettanto hard. Non resta dunque che aspettare venerdì 29 giugno, data più probabile per l’uscita del Cd, essendo anche il compleanno del rapper.

S.M.

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